Ucciso da un meteorite? Forse no

cratere

Ne hanno parlato tutti, in questi giorni: sabato 6 febbraio un uomo sarebbe stato ucciso da un meteoroide a pochi kilometri dalla città di Vellore, in India. Secondo le autorità che stanno  indagando sul caso, la vittima – un autista di bus identificato come V. Kamaraj, 40 anni – si trovava nei pressi di una facoltà di ingegneria: poi una forte esplosione, la morte dell’uomo e il ferimento di altri tre (due giardinieri e uno studente). Sarebbe il primo episodio di “morte da meteorite”, un’eventualità così rara che non esistono casi confermati in precedenza.

Le indagini sono attualmente in corso: gli scienziati dell’Indian Institute of Astrophysics (IIA) stanno analizzando i frammenti di roccia rinvenuti nel cratere. Ma diverse circostanze portano a credere che la versione diffusa in questi giorni dai media sia decisamente improbabile.

Vediamo gli indizi:

1. L’assenza di un bolide. Vi ricordate il caso di Chelyabinsk, vero? Una pioggia di meteoriti non è una cosa che passa inosservata. Eppure nessuno sembra aver visto alcunchè in cielo, nessun bolide in rientro, e i danni (finestre e parabrezza rotti) sembrano davvero molto più limitati che nel caso russo. In un luogo densamente popolato come l’India, è curioso che nessun testimone abbia avvistato la meteora.

2. Il cratere. G. Baskar, direttore del Bharathidasan Engeneering College, ha riferito al Wall Street Journal di aver sentito una forte esplosione vicino alla mensa del college, e di aver poi verificato la presenza di un cratere di circa un metro di profondità e due di larghezza. Le fotografie sono visibili online.

La NASA, interrogata dal New York Times sulla natura del fenomeno, ha dichiarato che quelle immagini sembrano più coerenti con l’ipotesi di un’esplosione a terra, che con qualcosa venuto dallo spazio.

presunto meteorite indiano3. Il “meteorite”. Le autorità hanno recuperato dal cratere una roccia scura di circa 10 grammi, che a loro parere potrebbe essere la causa di tutto. Secondo Lindley Johnson, dell’ufficio di “difesa planetaria” della NASA (che si occupa di monitorare i cosiddetti NEO, i Near Earth Objects), spesso i meteoriti sono freddi quando arrivano a terra, non caldi come riportato da coloro che lo hanno raccolto. Inoltre l’oggetto, a giudicare dalle fotografie, sembra avere più l’aspetto di una comune roccia che di un frammento di meteorite. La stessa impressione hanno avuto diverse persone esperte dell’argomento, come l’astronomo e divulgatore Phil Plait, il fisico Peter Brown (Meteor Physics Group, University of Western Ontario) o l’astrofilo Marco Langbroek: se davvero si tratta di un meteorite, è piuttosto inusuale.

I primi test sembrano smentire l’ipotesi “spaziale”: P Sreekumar, direttore dell’IIA, ha riferito alla NDTV che la roccia sembra più leggera di quanto avviene di solito con i meteoriti, suggerendo invece che possa trattarsi di una scoria di lavorazione del metallo. Al di là di ogni supposizione, comunque, è l’analisi isotopica del frammento che farà testo; non resta che aspettare di vedere se gli scienziati dell’IIA confermeranno o meno i primi sospetti.

Nel frattempo, sono state avanzate ipotesi alternative su ciò che potrebbe essere successo. Secondo quanto scriveva nei giorni scorsi il New Indian Express, ad esempio, i due giardinieri rimasti feriti, Sasikumar e Murali, stavano bruciando spazzatura e altro materiale rinvenuto nel giardino del college al momento dell’esplosione ed è possibile che abbiano inavvertitamente buttato nel fuoco qualcosa di esplosivo, forse uno stick di dinamite o altro materiale abbandonato dai tempi della costruzione dell’edificio. Va detto però che, stando ad altre fonti locali, le unità cinofile sembrerebbero aver escluso la presenza di esplosivo: le notizie per adesso sono ancora frammentarie, vedremo nelle prossime ore se si potrà fare chiarezza sull’accaduto.

Ad ogni modo, una certezza per adesso possiamo darvela: le probabilità di essere uccisi da un meteorite non sono, come riportano molte fonti di stampa, 1 su 700.000. La stima deriva da un calcolo dell’astronomo Alan W. Harris, che però riguarda più che altro la probabilità di venire coinvolto in un impatto asteroidale, non quella di morire colpito da un singolo, piccolo, meteorite. Se così fosse, su una popolazione mondiale di 7 miliardi di individui circa 10.000 dovrebbero andare incontro a questa sorte nell’arco della propria vita. E’ abbastanza evidente che non è così.

Aggiornamento (09-03-2016): Le prime analisi dell’Indian Institute of Astrophysics di Bangalore e del National Physical Laboratory di Ahmedabad indicano che i campioni non sono di origine meteorica.

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