Xylella: una rapida sintesi

olivo

Era l’ottobre del 2013 quando nel Salento si iniziò ufficialmente a parlare di un’infezione batterica in grado di decimare gli alberi di olivo, che in breve tempo, dopo averla contratta, iniziavano a presentare un caratteristico sintomo: un progressivo disseccamento delle fronde, che culminava nella morte della pianta. L’agente patogeno responsabile venne identificato con Xylella fastidiosa, un batterio mai, fino a quel momento, segnalato in Europa, ma ben noto per essere il responsabile, nel continente americano, di gravi problemi che colpiscono colture come la vite, gli agrumi, l’oleandro, il caffè e molte altre.

Ma come ha fatto questo batterio a entrare nel territorio salentino? Probabilmente si tratta della conseguenza della scarsa attenzione prestata in Europa all’importazione di specie vegetali da altre parti del mondo: specie invasive e patogeni pericolosi hanno così modo di diffondersi indisturbati in luoghi nei quali le specie presenti non si sono coevolute con loro, risultando, di conseguenza, indifese.

Nei mesi successivi all’identificazione del batterio, si ricostruì il meccanismo di diffusione della malattia nelle campagne salentine: il responsabile è un piccolo insetto dall’aspetto inoffensivo, Philaenus spumarius, comunemente conosciuto come “sputacchina”. Caratteristica di questo insetto è il fatto di nutrirsi della linfa delle piante. Nel caso degli olivi infetti, la sputacchina succhia, così, anche il batterio e può trasmetterlo agli alberi sani.

L’infezione si è diffusa velocemente estendendosi in breve a tutta la provincia di Lecce e ad alcune zone del brindisino. Col senno di poi ci si rende conto di non poter escludere che la malattia fosse in atto già dal 2008, periodo al quale risalgono le prime segnalazioni di disseccamento. Difficile, però, stabilire se vi sia stato un ritardo nella diramazione dell’allarme, perché la sintomatologia delle prime fasi dell’infezione da Xylella fastidiosa è estremamente aspecifica e coincide con quella attribuibile ad altre cause tradizionalmente note all’olivicoltura. È anche questo il motivo per cui molti, nel Salento, hanno accolto con scetticismo le notizie provenienti dai ricercatori e le misure dettate dall’Unione Europea per la gestione dell’emergenza. Le critiche più agguerrite riguardano il previsto abbattimento delle piante in una specifica area dell’alto Salento, allo scopo di evitare che la Xylella si diffonda anche nel Nord della Puglia, che ospita produzioni olivicole di alta qualità e produttività. Quasi subito le critiche mosse al piano di contenimento hanno assunto i classici caratteri della teoria del complotto. Il comprensibile dispiacere per le piante da rimuovere, unito al timore del conseguente danno economico e sommato al profondo valore culturale e identitario riconosciuto alla coltura dell’olivo in Puglia, ha stimolato la ricerca di spiegazioni alternative ai fatti scientifici. Il Salento viene presentato come la vittima di interessi nascosti della più varia natura: multinazionali spietate lo vorrebbero rendere un enorme deserto per favorire altri produttori di olio; oppure per guadagnare con la vendita di fantomatici olivi geneticamente modificati; oppure ancora per facilitare la costruzione di un gasdotto… Di volta in volta, Xylella fastidiosa viene presentata come un’invenzione dei “registi” delle occulte trame; oppure come esistente e innocua; o ancora come pericolosissima ma portata sul territorio salentino a bella posta, proprio per scatenare l’epidemia; o come la conseguenza dell’abuso di pesticidi in agricoltura e così via.

Senza dubbio qualcosa nella comunicazione tra cittadini da una parte, e comunità scientifica dall’altra, non ha funzionato al meglio, contribuendo ad alimentare la diffidenza verso un insieme di misure avvertite come un’iniqua imposizione. La tensione dialettica finisce, così, per avvantaggiare ulteriormente i sostenitori delle tesi complottiste, che si servono di uno stile narrativo semplice e diretto e di per sé vincente. All’acceso dibattito si sono unite anche le voci di alcuni “vip”: cantanti, cabarettisti, scrittori, tutti convinti sostenitori delle spiegazioni più improbabili. Al fianco delle voci complottiste si sono schierate quelle di molti giornalisti, evidentemente più preoccupati di raccogliere immediati consensi che di verificare l’attendibilità delle proprie fonti. Accanto ai proclami accusatori emergono, di tanto in tanto, notizie, non meno sensazionalistiche, di presunte “cure miracolose” o di “resurrezione di olivi”, nessuna delle quali resiste a un accurato esame della questione. Al momento non si conoscono, infatti, efficaci cure per la Xylella e le contromisure proposte sono ancora in fase sperimentale. Nel frattempo, la Regione Puglia ha istituito una task force di scienziati e ricercatori con lo scopo di chiarire gli aspetti ancora incerti e favorire lo scambio di idee tra i professionisti della lotta al batterio killer. Ma, in attesa di buone nuove, il contenimento dell’infezione rimane la priorità verso cui tendere: lo ribadisce con forza l’Unione Europea che ha di recente messo in mora l’Italia per il ritardo nella gestione dell’emergenza.

Questo il quadro della situazione fino al recentissimo provvedimento, di segno opposto, della procura di
Lecce, che ha disposto il sequestro degli olivi destinati all’abbattimento e ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone, tra cui il commissario straordinario per l’emergenza Giuseppe Silletti e alcuni scienziati che si sono occupati a vario titolo dell’epidemia, compresi alcuni dei membri della task force regionale, sospesi per questa ragione dall’incarico. L’accusa, pesantissima, è quella di aver favorito la diffusione della malattia ed è accompagnata da un corollario di motivazioni che sembrano ricalcare le argomentazioni dei complottisti. In un comunicato ufficiale il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha espresso la propria decisa approvazione per il discutibile provvedimento, che sembra avvalorare lo scetticismo nei riguardi dell’operato degli enti di ricerca.

La situazione sembra ancora in evoluzione, ed è possibile che nei prossimi giorni assisteremo a ulteriori sviluppi. Continuate a seguirci, vi terremo aggiornati.

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