I Segnalibri 55 – Stamina, icone piangenti, mummie statuarie, Big Pharma

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Il caso Stamina ha fortemente colpito l’opinione pubblica e costretto anche giornalisti e opinionisti a riflettere su come spesso emozione, comunicazione e opinioni abbiano un ruolo di primo piano nel creare fenomeni sbagliati. In questo editoriale, per esempio, ci si interroga sul peso avuto dai Tribunali che hanno sentenziato a favore di Vannoni, su quanto non potessero essere preparati a comprendere il quadro completo della situazione, mentre qui si riflette sulla lezione che dovremmo e potremmo imparare da tutta la vicenda.

Tipiche dell’arte religiosa greca sono le famose icone, presenti in ogni chiesa ortodossa. Dopo la vittoria di Tsipras alle elezioni di qualche settimana fa, una di queste, raffigurante il Cristo e situata nel santuario di San Nicola ad Asprokampos, nel Peloponneso, ha cominciato a “lacrimare” ed immediatamente i fedeli hanno gridato al miracolo. Tuttavia, secondo quanto dice il giornalista Yiannis Baboulias, è un fenomeno che viene proclamato più spesso di quanto si creda, per richiamare attenzione e seguaci.

Finalmente i ricercatori hanno potuto esaminare il contenuto di una statua di Budda risalente al 1100 circa: al suo interno sono conservati i resti di un monaco mummificato nella posizione del Loto, quella che assumono per meditare. La cosa affascinante, a parte gli organi sostituiti da pergamene di preghiere e l’incredibile sovrastruttura nella quale è conservato il corpo, è che potrebbe trattarsi di un caso di auto-mummificazione, pratica per cui a volte i monaci si lasciavano lentamente morire nutrendosi appena e continuando a meditare, finché non venivano seppelliti vivi con solo un piccolo pertugio lasciato aperto per respirare.

Uno degli argomenti più spesso sostenuti da complottisti & Co. è che Big Pharma sia il Diavolo, una tentacolare organizzazione desiderosa solo di nuocere all’umanità con veleni e menzogne. Non è così, naturalmente, ma che sia necessaria una maggiore trasparenza nei protocolli di ricerca, nelle pubblicazioni a carattere medico, nella comunicazione verso medici e pazienti, questo è un dato di fatto che nessuno si sognerebbe di negare.

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