450 anni e non sentirli: a Bari le “Sensate esperienze e dimostrazioni necessarie” di Galileo Galilei

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articolo di Ornella Quivelli

Tanti auguri per il 450° compleanno di un papà a dir poco speciale nel mondo della scienza: Galileo Galilei, colui che ha gettato le basi per la nascita del metodo scientifico.

Lo scorso lunedì 24 novembre, a Bari, presso il Centro Polifunzionale dell’Ateneo, il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari, in collaborazione con il CICAP Puglia e il circolo UAAR di Bari, ha voluto celebrare tale ricorrenza attraverso una conferenza dal titolo: “Galileo Galilei: sensate esperienze e dimostrazioni necessarie”.

Ad aprire l’incontro, moderato dal professor Rafael La Perna, l’intervento del fisico Augusto Garuccio, docente di Storia della fisica presso l’Università di Bari. Il professore, attraverso un’attenta analisi, ha voluto esaminare la figura dell’eminente personaggio ripercorrendo le tappe che gli hanno consentito di ottenere i suoi risultati scientifici e mettere a punto il suo metodo, in netto contrasto con il pensiero dominante, affrancandosi dalle metodologie proprie della filosofia e della teologia.

Fisico, filosofo, astronomo, matematico, ma anche artista, musicista e letterato. Lo spirito poliedrico dello scienziato è stato analizzato dall’intervento della professoressa e science writer Anna Rita Longo, mettendone in luce aspetti poco noti ai più. La docente ha dipinto, con insoliti tratti, l’immagine di un uomo appassionato, dalla personalità complessa, trait d’union fra scienziati e umanisti secondo lo storico John Lewis Heilbron. Si è esaminato, quindi, il suo ruolo in prospettiva storica, in relazione a chi lo ha preceduto e all’eredità lasciata alla scienza, della quale Galilei ha contribuito a coniare il linguaggio e il metodo.

L’incontro è, poi, proseguito con il contributo dello psicoterapeuta e segretario del CICAP Puglia Armando De Vincentiis, che si è soffermato sulla demarcazione tra scienza e pseudoscienza e sulle “trappole” che i falsi scienziati tendono alle proprie ignare vittime. È il caso di pseudo-curatori, catastrofisti, complottisti e mistificatori che, travestendosi da scienziati e attraverso una simulazione del linguaggio della scienza, abilmente criptica e altisonante, cercano di “vendere il proprio prodotto” danneggiando in vari modi la società. La propagazione di tali insensate speculazioni è resa possibile non solo da una tendenziosa esposizione selettiva, che garantisce visibilità solo in contesti televisivi favorevoli, ma anche, come De Vincentiis ha evidenziato, dal fatto di far leva su particolari processi mentali. Si è spaziato dagli autoinganni alla suggestione del leader, dalla falsa autorevolezza alla “scienza schizofrenica”, che sconfina nel mondo del mistero. È perciò necessario restare sempre vigili rispetto a chi cerca di abbindolarci con falsi risultati e linguaggio ermetico, dato che, per citare lo stesso Galilei: «parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi» (da “Considerazioni al Tasso”).

Perno fondamentale della conferenza è stato quello del confronto con il pubblico, durante il quale è emerso il ruolo fondamentale del divulgatore scientifico, sempre pronto a smascherare i cultori della pseudoscienza, ma che, d’altro canto, dovrebbe forse apprendere la pratica di adoperare sapientemente il linguaggio del marketing per dar voce in modo efficace alle scoperte scientifiche. Durante il dibattito, studiosi, studenti e semplici appassionati hanno potuto, quindi, raccogliere le proprie impressioni confrontandosi vivacemente con gli esperti sui temi della pseudoscienza e della figura di Galilei.

Un “artista della scienza” dunque, che attraverso la sua vita e il suo lavoro ha saputo aggiungere nuove sfumature e imprescindibili dettagli al quadro della scienza, in eterna, inarrestabile evoluzione.

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