Veronesi non lo ha mai detto

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Veronesi ha fatto outing. Ha finalmente confessato il grande complotto delle case farmaceutiche: nascondere alla gente i danni del consumo di carne e i benefici dell’alimentazione vegana, per far così ammalare più persone e guadagnare curandole. Questo, almeno, è ciò che appare da un testo intitolato “La carne è cancerogena ed è anche causa di quasi tutte le malattie degenerative, eliminatela o limitatene il consumo”, che si è diffuso a macchia d’olio sui social network e nei siti di controinformazione. Il tutto condito da affermazioni di stampo decisamente cospirazionista, come:

Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali.

Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte “insabbiate”, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate.

Io, che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero più.

Tralasciamo l’implausibilità di un simile complotto, al limite della roulette russa: le case farmaceutiche hanno il massimo interesse a far sì che le persone sopravvivano più a lungo possibile (le persone anziane sono, ahinoi, tra i loro migliori clienti).

Che Veronesi sia vegetariano, è una cosa risaputa. Ma è davvero convinto dell’esistenza di un grande complotto ordito da Big Pharma? Ci siamo procurati il testo da cui sarebbe tratta la citazione: “Verso la dieta vegetariana”, di Umberto Veronesi e Mario Pappagallo. Il libro è suddiviso in tre parti: nella prima (circa 18 pagine), il famoso oncologo spiega le ragioni della sua scelta vegetariana. Pesano soprattutto le questioni etiche e la protezione dell’ambiente. Riguardo alle motivazioni nutrizionali, Veronesi mette in effetti in guardia contro a una dieta troppo ricca di grassi di origine animale (e quindi maggiormente a rischio obesità); ma questo discorso passa decisamente in secondo piano rispetto alle ragioni etiche. D’altra parte, Veronesi ha sempre motivato la sua scelta prima di tutto con il rispetto e la compassione verso il regno animale, e il libro non fa eccezione.

In tutto questo, la citazione incriminata non c’è. Nessuna accusa alle case farmaceutiche, nessuna ipotesi di complotto, niente di niente. I più scettici di voi possono controllarlo direttamente, dal momento che su GoogleBooks è presente un’anteprima del libro in cui la prima parte, quella di Veronesi, è riportata per intero.

Nessuna traccia della citazione neanche nella seconda parte del libro, quelle 52 pagine scritte da Mario Pappagallo. Anzi, il giornalista si occupa proprio di cercare di capire, a partire dagli studi pubblicati, come l’alimentazione possa influire sulla nostra salute (a cominciare dalla rassegna Food nutrition and the prevention of cancer). E sicuramente avrebbe poco senso basare tutto il discorso sugli articoli scientifici, per poi accusare le lobby farmaceutiche di contraffarne i risultati.

Seguono nel libro un breve glossario dei termini scientifici utilizzati e una raccolta di circa 200 ricette vegetariane curate da Carla Marchetti. Inutile dire che la citazione non è presente neanche qui.

Possiamo quindi catalogare la citazione come un falso deliberato, realizzato probabilmente per ragioni ideologiche.

Decidere di passare a un regime alimentare vegetariano è una scelta che può avere le sue ragioni, anche dal punto di vista salutistico. Ma è una cosa da valutare con un po’ di attenzione, magari con l’aiuto di un nutrizionista, e non semplicemente sulla base di una citazione letta per caso su internet. Specie quando questa citazione è del tutto inventata.

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