Una statua inquieta

Neb_Senu

Avrete tutti sentito parlare della statuetta egizia che si muove da sola, giusto? Il video è stato riproposto da tutte le maggiori testate italiane  (Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, tanto per citarne alcune).

Il curioso fenomeno ha visto fronteggiarsi spiegazioni diametralmente opposte: da una parte il fisico Brian Cox, intervistato dal Daily Telegraph, ha avanzato l’ipotesi che il movimento sia dovuto alle vibrazioni generate dei visitatori; dall’altra  Campbell Price, egittologo del museo di Manchester, ha suggerito – non si sa quanto seriamente – che la causa potrebbe essere lo spirito di Nebsenu, il primo proprietario della statuetta.

Nell’antico Egitto credevano che se la mummia fosse stata distrutta allora la statua avrebbe ospitato lo spirito del defunto e questo potrebbe causare il movimento.

Numerosi anche i sostenitori dell’ipotesi di un trucco, che in questo caso sarebbe molto facile da mettere in pratica: il video è girato in time lapse, montando una serie di scatti fotografici, pertanto un ipotetico falsario avrebbe tutto il tempo per girare manualmente la statua nell’intervallo tra due frame. Certo, c’è da sperare che il museo di Manchester non debba ricorrere a simili mezzucci per attirare qualche visitatore in più.

La spiegazione del fisico Brian Cox, quindi, sembra la più plausibile: la statuetta poggia su un ripiano in vetro molto liscio, e ha una base irregolare. Le vibrazioni dovute al passaggio dei visitatori potrebbero quindi far sì che il novello Belfagor ruoti su se stesso (nel video, in effetti, il movimento sembra prodursi esclusivamente di giorno). Inoltre, diversamente da quanto affermato in alcuni quotidiani, non è affatto vero che la statua sia rimasta tranquilla per ottant’anni sullo stesso scaffale prima di cominciare a muoversi: quella sezione del museo di Manchester è stata inaugarata nell’ottobre 2012, ed è quindi possibile che il movimento sia stato notato solo ora.

Un’analisi interessante dell’ipotesi di Cox è stata compiuta da Mick West, amministratore del forum Metabunk, che ha cercato di replicare il fenomeno con un tavolo di vetro e un asse di legno con all’interno alcune viti, per meglio simulare l’irregolarità della base. La sua ricostruzione può essere letta qui: mettendo in vibrazione il tavolino, si ottiene un movimento simile a quello della statua. Qui è possibile vedere un video dell’esperimento.

Mick West fa anche notare come il fenomeno dei reperti “che camminano” per effetto delle vibrazioni sia tutt’altro che sconosciuto. Anzi, si ritrova citato in molti articoli scientifici e analisi relative alla conservazione dei beni culturali, dal momento che può essere una fonte di problemi non indifferente. Così ne parla, ad esempio, un report pubblicato sul sito del British Museum :

[…] Comunque gli oggetti non fissati sono portati a “camminare” in presenza di alti livelli di vibrazione, cosa che può portare a abrasioni con oggetti adiacenti. In diverse circostanze ci sono stati oggetti che si sono mossi di parecchio, anche diversi centimetri.

Altre citazioni nell’analisi di Metabunk.

Ovviamente in assenza di una verifica sperimentale è difficile capire se la spiegazione sia davvero quella più corretta, e non entrino in gioco altri fattori (ad esempio la dilatazione termica, protagonista di un analogo mistero nel 2009, in Olanda). L’ipotesi di Cox però rimane, almeno per il momento, quella più convincente.

Qualche informazione in più si potrà avere forse nei prossimi mesi: Campbell Price sta pensando di sistemare un po’ di cera al di sotto della statuetta, in modo da verificare se il movimento possa effettivamente essere collegato alla “scivolosità” del ripiano.

Nel caso in cui il fenomeno si ripeta anche con questo accorgimento, occorrerà davvero provare a analizzare un po’ meglio la statuetta e la sua location. Se questa era una tattica del buon Nebsenu per chiedere di essere lasciato in pace, insomma, sembra davvero aver sortito l’effetto contrario.

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