Il vicepresidente del CNR e le calamità divine

la grande onda

La redazione di Query aderisce alla petizione per le dimissioni del vicepresidente del CNR Roberto De Mattei, già noto ai nostri lettori per le sue posizioni antievoluzioniste. Abbiamo chiesto le motivazioni della richiesta di dimissioni a Stefano Moriggi, professore di Filosofia della Scienza all’Università di Bergamo e promotore della petizione.

Ci risiamo. Il professor Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, torna a far parlare di sé.
Commentando dai microfoni di Radio Maria la tragedia che ha colpito il Giappone, de Mattei ha ancora una volta riproposto pensieri e teorie che, per lo meno all’interno della comunità scientifica, della quale de Mattei dovrebbe far parte, ormai da tempo non hanno più diritto di cittadinanza.
E chi riteneva che l’assurda e crudele idea di giustificare il male attraverso gli ineffabili disegni di Dio fosse un trucco smascherato e sbeffeggiato una volta per tutte da Voltaire a seguito del terribile terremoto di Lisbona del 1755, non aveva fatto i conti con de Mattei, storico del cristianesimo e della chiesa presso l’Università Europea di Roma, nonché direttore della rivista Radici Cristiane e della Fondazione Lepanto. Ecco qualcuna delle sue dichiarazioni del 16 marzo:

«Ci basta la sicurezza che le catastrofi possano essere e sono esigenza della giustizia divina».
«Dio si serve delle grandi catastrofi per raggiungere un fine alto della sua giustizia».
«Dio non può fare che il terremoto colpisca il colpevole e salvi l’innocente. È chiaro che talvolta salva l’innocente con un miracolo, ma non è obbligato».
«Il colpevole, quindi, si trova nella stessa condizione dell’innocente. [la sua morte] è l’esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte. Perché meravigliarsi quando vediamo fanciulli innocenti morire sotto le macerie?»

e il gran finale:

«Il terremoto è un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima perché Dio le ha voluto risparmiare un triste avvenire».

Per chi non ne avesse abbastanza, ecco qui l’intero intervento di de Mattei.

Posto che ognuno è libero di credere e pensare ciò vuole (idiozie comprese), pare del tutto evidente l’incompatibilità di tali e tante astrusità con la vicepresidenza del CNR Anche perché, il Nostro – legittimamente – non ha mai fatto segreto delle sue posizioni in aperto contrasto con metodi e acquisizioni ammessi e riconosciuti dalla comunità scientifica.
Qualcuno ricorderà il workshop promosso e finanziato a Roma il 23 febbraio 2009 dalla vicepresidenza del CNR, «per offrire un contributo scientifico al dibattito in corso nell’anno darwiniano». Il titolo del volume che ne raccolse gli atti è piuttosto eloquente: Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi, a cura dello stesso De Mattei (Cantagalli, 2009).
Commentando questa iniziativa, il professor Nicola Cabibbo, fisico di fama mondiale e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, scrisse:

«Le tesi antievoluzioniste non hanno alcun seguito tra i biologi e non corrispondono certo all’orientamento della Chiesa cattolica, come dimostrano le posizioni assunte dalla Pontificia Accademia delle Scienze e le iniziative organizzate da monsignor Gianfranco Ravasi per il bicentenario della nascita di Charles Darwin».

E poi aggiunse:

«de Mattei non è un biologo e non si vede a quale titolo possa fare certe affermazioni. Il fatto è che lui non risponde alla comunità scientifica, ma solo ai referenti politici che lo hanno nominato. Il presidente del CNR è stato scelto attraverso una procedura trasparente: infatti Luciano Maiani è persona degna della massima stima. Ma i membri del consiglio d’amministrazione sono designati in base a un criterio di lottizzazione politica e i risultati si vedono».

Si dovrebbe ridere, se non ci fosse da piangere nel venir a sapere che fu proprio de Mattei, replicando a Cabibbo, a sollevare una questione di incompatibilità. Sostenne infatti che, per le sue posizioni scientifiche il celebre fisico non avrebbe dovuto essere nominato alla guida della Pontificia Accademia delle Scienze.

Ma non solo. In quella stessa occasione de Mattei se la prese anche con non poche autorità ecclesiastiche, a suo modo di vedere troppo lassiste nei confronti della comunità scientifica e delle teorie più accreditate. Queste le sue parole:

«Senza dubbio in alcuni ambienti ecclesiastici c’è un atteggiamento debole, come un senso di inferiorità verso certi ambienti intellettuali. E questo anche in posizioni di vertice. Certo non in Benedetto XVI che ha una posizione critica sulla teoria dell’evoluzione. Esistono invece vescovi e teologi che la accettano, e sono gli stessi per esempio che sostengono che il libro della Genesi è una metafora e che non va preso alla lettera».

E a al giornalista che gli chiedeva: «Non sarà convinto che il mondo è stato creato in sette giorni?» de Mattei replicava

«No, non dico questo. Credo però che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’umanità».

Ci sarebbe poco da aggiungere, ma perché chiunque possa rendersi conto del becero anti-scientismo, del fanatismo confuso e dell’accozzaglia di errori filosofici e scientifici su cui de Mattei poggia le sue incrollabili convinzioni, pensiamo di fare cosa buona e giusta allegando un ultimo contributo con la sola intenzione di ribadire la totale libertà di chiunque di dire e pensare ciò che vuole, ma non quando si è vicepresidente del CNR.
Buon ascolto, si fa per dire…

Immagine di apertura “La grande onda di Kanagawa” di Katsushika Hokusai

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