Paranormal Activity: esperimento o pubblicità?

Da mezzanotte di ieri si rincorrono in rete le segnalazioni di un “osservatorio sul paranormale“: un esperimento globale mirato a quantificare la distribuzione dei fenomeni paranormali sulla Terra.
La presentazione del progetto ricorda da vicino esperimenti di calcolo distribuito come il progetto Seti@home per la ricerca della vita intelligente nello spazio o il progetto Climateprediction.net per la riduzione dell’incertezza dei modelli climatici.
Chi mette a disposizione il proprio computer dovrebbe fare, per mezzo di una webcam e di un microfono una scansione della propria casa o del proprio ufficio, una specie di registrazione audio e video. Il sito dichiara che esaminerà la registrazione e, in caso venga rilevato qualcosa di insolito, la pubblicherà.
Come parte dell’esperimento sarebbero stati anche distribuiti a un gruppo pilota di una sessantina di utenti altrettanti “lettori EMF”, rivelatori di campi elettromagnetici, che dovrebbero indicare la presenza di fantasmi e inviare la segnalazione via Twitter: il canale corrispondente è qui.
Si tratta in realtà di un caso di marketing virale mirato a pubblicizzare Paranormal Activity 2, il seguito del film sul paranormale che stabilì un record di incassi nel 2009: il sito del film mostra il fermo immagine di una ripresa notturna effettuata in un appartamento, e la trama riportata su IMDB è incentrata su fenomeni soprannaturali rilevati dalle telecamere di sorveglianza all’interno di una casa. C’è da aspettarsi che le segnalazioni di fenomeni anomali non mancheranno, almeno fino a quando il film sarà nelle sale.

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