Il ‘sangue’ di San Pantaleone. Ovvero: nessuno ha un termometro a Ravello?

Articolo di Luigi Garlaschelli

Il sangue di S. Gennaro, benché sia il più noto, non è il solo a cui si attribuiscono presunti comportamenti miracolosi e inspiegabili. Nelle 430 pagine di un classico ed eruditissimo catalogo di Alfano e Amitrano [1] sono elencate ben 190 reliquie di sangue ancora esistenti nel 1951 in Italia, particolarmente a Napoli e dintorni.

Sono suddivise in vari gruppi: reliquie che cambierebbero stato da coagulato a liquido, e viceversa; reliquie di sangue che si è conservato sempre liquido; reliquie di sangue una volta liquido e successivamente seccatosi; reliquie di sangue coagulato che non cambia stato fisico ma “rosseggia vivamente” in particolari occasioni; reliquie di sangue coagulato; reliquie di sangue polverizzato.

Quelle del primo gruppo, particolarmente interessanti, sono solo nove, e sono attribuite a S. Giovanni Battista, S. Stefano, S. Lorenzo, S. Gennaro, S. Pantaleone, S. Patrizia, S. Chiara da Montefalco, S. Luigi Gonzaga, e S. Alfonso Maria de Liguori.

Peraltro, delle reliquie di San Giovanni Battista, Santo Stefano, Santa Chiara da Montefalco, San Luigi Gonzaga e Sant’ Alfonso Maria de Liguori non si hanno da decenni notizie di prima mano. Quelle tuttora visibili al pubblico sono quelle di San Gennaro (Duomo di Napoli), San Lorenzo (Amaseno, provincia di Frosinone), San Pantaleone (Duomo di Ravello, Salerno) e Santa Patrizia (Napoli, chiesa di S. Gregorio Armeno).

Per quanto concerne Santa Patrizia e il suo sangue, attualmente pare che il suo miracolo non sia più da considerare. La santa è descritta dalle agiografie come una giovane di Costantinopoli, che si fece monaca a Roma. In viaggio verso la Terrasanta, fu costretta da una tempesta a sbarcare a Napoli, ove morì nella metà del Settimo secolo. Il suo corpo, secondo antichi codici, subì ben cinque traslazioni, fino all’attuale collocazione nel monastero di S. Gregorio Armeno, ove è esposto in una teca di cristallo. Vuole la leggenda che nell’Ottavo secolo un cavaliere da lei miracolato, nascostosi di notte presso il sepolcro della santa (morta cento anni prima) ne strappasse un dente, provocando una fuoriuscita di sangue, poi raccolto in ampolla. Le prime notizie della liquefazione miracolosa di questo sangue sembrano essere però del 1645 (secondo altri, del 1510); avveniva nel giorno della ricorrenza della santa, ma anche ogni venerdì, verso le ore 15. Esistono anche un’ampolla di sangue secco, e una contenente una “manna”, misteriosa sostanza rosea sempre semifluida, che colava dalle ossa della santa.

Il miracolo sembra tuttavia praticamente svanito. S. Patrizia, per le incertezze storiche sulla sua reale esistenza, è stata tolta dal calendario liturgico napoletano, né mai inserita in quello generale. L’ampolla del sangue da molti anni non si espone più perché esso ormai “faceva sedimento”. Un opuscolo in vendita a S. Gregorio Armeno, effettivamente, non fa cenno del miracolo. Sono invece ancora esibite brevemente ogni martedì mattina, al termine della Messa, due ampolle, che dovrebbero essere quelle del sangue secco e della manna. Sono di vetro scurissimo, in un reliquiario che imita quello di S. Gennaro, e si intravvede soltanto, in una di esse, qualcosa di sempre fluido. [2]

Occorre ora ricordare che, dal punto di vista scientifico, un cambiamento di stato, da solido a liquido, può avvenire solo per due motivi.

Il primo è che si tratti di un fenomeno di fusione dovuto a una variazione di temperatura, come avviene per esempio con del ghiaccio, che fonde a 0 gradi, o del burro, che fonde a 30 gradi circa.

Una seconda spiegazione è che si possa trattare di un fenomeno dovuto alla tixotropia, ovvero il comportamento di alcune particolari gel (gelatine), tanto consistenti da apparire solide, le quali passano allo stato liquido per effetto di sollecitazioni meccaniche (scosse, movimenti, urti, vibrazioni, eccetera) del loro contenitore. Questo comportamento non richiede variazioni di temperatura.

Per San Gennaro [3], in mancanza di semplici test, tra l’altro non distruttivi, entrambe le ipotesi sono ancora aperte.
La reliquia di San Lorenzo è conservata in una nicchia chiusa e controllata saltuariamente nel corso dell’anno. Solitamente si presenta come una massa solida, opaca, marroncina. È portata alla vista dei fedeli nella festività di S. Lorenzo, il 10 agosto, ed allora è fluida, trasparente e rossiccia.

Le proprietà della reliquia, però, sono state analizzate [4], e indubitabilmente essa si è dimostrata essere una sostanza (probabilmente costituita da grassi e/o cere) che fonde a 30 gradi se scaldata, e risolidifica se raffreddata. Le periodiche liquefazioni sono quindi dovute alle variazioni stagionali di temperatura estive che avvengono nella chiesa ove l’ampollina è conservata.

Veniamo a S. Pantaleone, tornato recentemente alle cronache per una ‘liquefazione fuori data’, annunciata il 17 marzo 2020, durante l’emergenza Coronavirus, e interpretata come «un segno che San Pantaleone è felice di proteggere Ravello e il mondo da questa epidemia”. [5]

Si vuole che il Santo fosse medico di Nicomedia, martirizzato nel 311 (o 305, secondo altre fonti). Sue reliquie (sangue e il suo capo) furono segnalati già nel 1157 nella chiesa di S. Sofia di Costantinopoli. Le cronache testimoniano che una grossa ampolla del suo presunto sangue, mescolato ad altro materiale, si trova nel duomo di Ravello (Salerno) dagli inizi del ‘600. Altre reliquie presentate come sangue dello stesso martire si troverebbero anche ad Amalfi, Vallo di Lucania, nelle chiese di S. Gregorio Armeno, in quella di S. Severo e in quella dei SS. Apostoli di Napoli, a Roma, Madrid, e presso privati a Napoli. La reliquia di Ravello, chiusa tra due grate, ma sempre visibile, si liquefa – si afferma – tra il 27 luglio e il 14 settembre, o anche oltre, senza che nessuno la maneggi. Il suo aspetto è identico a quello del “sangue” di S. Lorenzo di Amaseno. Quando liquefatto, sono visibili goccioline dall’aspetto grasso verso la superficie, uno strato trasparente rossiccio e un specie di deposito solido sul fondo dell’ampolla. Nessuna analisi chimica è mai stata eseguita sulla sostanza, benché il suo aspetto e il periodo estivo della liquefazione facciano fortemente presumere una dipendenza dalla temperatura, come per il sangue di S. Lorenzo.

Tuttavia, una conferma almeno di tale proprietà sarebbe facilmente ottenibile, visto che l’ampolla è sempre liberamente visibile al pubblico. Basterebbe osservarla ogni qualche giorno, annotando il suo stato (solido o liquido) e la relativa temperatura all’interno della chiesa. Le osservazioni andrebbero proseguite per un periodo abbastanza prolungato: idealmente, da quando la sostanza è solida fino a quando si scioglie, presumibilmente in primavera, e quando poi si risolidifica, dopo l’estate.

Non c’è nessuno a Ravello o dintorni che possegga un termometro e la voglia di indagare?
Nel caso, contattate l’Autore…!

Note

1) Alfano G. B.; Amitrano A. Notizie storiche e osservazioni sulle reliquie di sangue dei martiri e dei santi confessori ed asceti che si conservano in Italia e particolarmente in Napoli. Napoli: Arti grafiche Adriana (1951).

2) Straniero, Michele L. Indagine su San Gennaro, Milano, Bompiani, 1991.

3) Garlaschelli, L., Della Sala, S., Ramaccini F. A “miracle” diagnosis. Chemistry in Britain, 30, 2, 123 (1994).
Traduzione

4) a- Scienza&Paranormale, n. 17; b – Garlaschelli, L. Chemistry of Supernatural Substances J. Soc. Psyc. Res., 62, 852 , 417 (1998)

5) a- A Ravello liquefazione “atipica” del Sangue di San Pantaleone, L’Occhio di Salerno; b- Il “Miracolo” del sangue di San Pantaleone, di Antonio Zucchini; si veda anche Alla ricerca di miracoli, di Luigi Garlaschelli

7 pensieri riguardo “Il ‘sangue’ di San Pantaleone. Ovvero: nessuno ha un termometro a Ravello?

  • 13 Maggio 2020 in 11:40
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    (virgolette)
    La reliquia di Ravello, chiusa tra due grate, ma sempre visibile, si liquefa – si afferma – tra il 27 luglio e il 14 settembre, o anche oltre…
    (virgolette).
    Ovvero resta liquida per mesi, durante l’estate.
    Quindi immagino che tu sia andato a verificare con un termometro temperatura e stato della sostanza da maggio in poi? E non me lo hai detto! Ahi, ahi!

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  • 13 Maggio 2020 in 14:43
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    Non occorre. Come è noto, a Ravello, la temperatura raggiunge i 30 gradi solo dopo il 27 Luglio. Altrettanto noto è che gli intrugli tissotropici fabbricati in quei lontani secoli si conservano intatti per secoli, forse millenni, con tutte le loro proprietà chimico-fisiche.

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  • 15 Maggio 2020 in 09:14
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    Ah, Luigi, su Santa Patrizia Ti dò una cattiva notizia (antica Poesia) : il Miracolo avviene tuttora, il 25 Agosto, e alla Messa ci va il cardinale Crescenzio Sepe, come a quella di San Gennaro. Patrizia è tuttora una dei 52 compatroni di Napoli, assieme a Gennaro. E i Suoi Fedeli si ostinano a narrare di ricevere Miracoli da Lei, per cui il Popolo non la rinnega. (documentazione copiosa su Google). Ma non voglio far polemiche, Te la dò comunque vinta: è tutta una grande messinscena nella quale, da millenni, si è specializzato quel gran Circo Bar-Nume che è la mia Chiesa. Grazie per aver giocato e… al prossimo match.

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  • 15 Maggio 2020 in 12:54
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    Grazie per il lavoro che fate per sollevare le menti, questo indirettamente può in persone avvedute dirigere anche meglio il cuore….

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  • 23 Maggio 2020 in 07:42
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    Sembra che Pantaleone abbia distribuito il suo sangue a destra e a manca (ma sempre nella stessa area geografica degli altri santi liquefacenti). Il suo sangue si scioglierebbe pure a Limbadi in Calabria: https://www.zoom24.it/2016/07/28/limbadi-miracolo-si-ripete-si-scioglie-sangue-san-pantaleone-26504/.
    Ops, però deve essere scosso. Di norma questi “sangui” si sciolgono per il combinato disposto di temperatura e movimento. Ecco spiegato il motivo dei periodo apparentemente circoscritti.

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  • 28 Luglio 2020 in 12:44
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    Come può vedere dall’archivio della stazione metereologica di Ravello,
    https://www.ilmeteo.it/portale/archivio-meteo/Ravello/2020/Maggio
    a fine Maggio ha fatto abbastanza fresco, per cui non credo sia imputabile alla temperatura. Ma del resto, il miracolo del Sangue era noto già quando la reliquia risiedeva in Piazza Fontana, la cui chiesa era (ed è tuttora, ma ora ha subìto cambiamenti) molto più fresca del Duomo.

    Ha notizie di come si comporta il sangue altrove?

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