Anacronismi che invece erano in tempo

Una cosa che si impara facendo questo lavoro (dove per lavoro si legga: “occupazione inutile di byte pubblici che sarebbero più fruttuosamente impegnati se usati, ad esempio, per disquisizioni sulla corretta forma dei tappi di sughero”) è che quasi sempre l’impossibile, incredibile, surreale e paranormale è solo questione di prospettiva (come diceva il mai abbastanza rimpianto professor Keating). E, a volte, la soluzione ai misteri è dall’altro lato della suddetta prospettiva.

Quando ci siamo messi a chiacchierare degli anacronismi artistici, infatti, ci aspettavamo il solito quantitativo di disegnini e immagini facilmente interpretabili come qualcosa che non poteva essere lì allora. Invece, con nostra grande sorpresa, ne abbiamo trovati un numero di gran lunga inferiore ai presunti OOpart (di cui abbiamo già parlato in passato), ma soprattutto quasi tutti falsi.

Che voi direte: lo sappiamo che sono falsi, grazie tante, siete diventati prevedibili, e invece no, non è la solita storia di pareidolia portami via, stavolta davvero c’è qualcosa di anomalo in ciò che sembra tale. Ma andiamo con ordine.

La prima storia viene dai Paesi Bassi, una cittadina che in italiano si chiamerebbe BoscoDucale ma che in lingua locale si scrive ‘s-Hertogenbosch e che è famosa principalmente per due cose: essere stata il luogo di nascita di Hieronymus Bosch e ospitare uno dei più importanti esempi di architettura gotica di tutti i Paesi Bassi. Ed è proprio in cima a questa cattedrale di San Giovanni (Sint-Janskathedraal) che da qualche anno si può ammirare quello che a tutti gli effetti sembra un angelo in jeans intento a conversare al cellulare. E sembra a tutti gli effetti perché a tutti gli effetti questo è: un angelo al telefono.

Foto di Centralasian, licenza CC 3.0 (fonte: https://tinyurl.com/yautzcqa)

Come racconta questo bell’articolo del New York Times, l’angelo è stato scolpito da Ton Mooy, vincitore nel 1997 di una competizione per creare 40 statue con cui andare a sostituire quelle che dal 1200 in poi erano state distrutte dal tempo e dagli agenti atmosferici (nella chiesa è presente anche una vetrata che commemora gli attentati terroristici dell’11 settembre). E per comunicare un messaggio di modernità ed effettivo rapporto con le Alte Sfere, lo scultore ha deciso di dare vita a un angelo in abiti contemporanei che chiacchiera amabilmente al cellulare, con espressione amichevole e sorniona, e un taglio di capelli molto fashion.

Come se non bastasse, poco tempo dopo l’inaugurazione, l’angelo è stato fornito anche di numero di telefono reale, cui risponde una coppia di genitori che fanno un po’ da telefono amico a chi si sente spaesato e cerca sollievo o solo due chiacchiere. (In tempi più recenti, anche la diocesi si è fornita di numero da chiamare se si vogliono avere ragguagli sulla storia della cattedrale o sul significato della religione cristiana.)

Quindi sì, su una chiesa del 1200 è effettivamente presente un angelo al telefono*. E stessa storia vale per l’Alien dell’Abbazia di Paisley in Scozia, che non è che somiglia all’alieno di Ridley Scott, è identico al mostro con cui si scontra  il tenente Ripley nei vari episodi della saga.

© User:Colin / Wikimedia Commons, via Wikimedia Commons (licenza CC 3.0)

Anche qui, storia simile alla cattedrale di San Giovanni: famosa per i gargoyle che ne decoravano facciata e lati, nel 1990 l’Abbazia dovette accettare di distruggerli tutti tranne uno, perché ormai consumati dal tempo. Ed evidentemente gli operai cui fu affidata l’opera di restauro dovevano aver particolarmente apprezzato il film capostipite e il primo sequel di Alien, perché nel crearli uno diverso dall’altro come nella miglior tradizione medievale, se ne sono fatti scappare uno che ha proprio tutte le fattezze della gigantesca creatura portata a bordo della nave spaziale Nostromo (un altro gargoyle moderno, un fotografo, è nella cattedrale di Palencia).

Ma restaurare chiese aggiungendo dettagli contemporanei deve essere stato un po’ un trend dei primi anni ’90, perché la stessa storia si è verificata con la celebre Catedral Nueva (cattedrale di Santa Maria dell’Assedio) di Salamanca, su una cui facciata laterale spiccano senza possibilità di essere mal interpretati un drago con in mano un cono gelato a tre gusti e un astronauta.

Foto di Jose Luis Cernadas Iglesias, Licenza CC 2.0 (fonte: https://tinyurl.com/yddgsk49)

Quando per la prima volta qualcuno fece notare le due bizzarrie, intorno al 1998, gli alternativisti si scatenarono. Ci volle pochissimo per ricostruirne l’origine, che risale a un restauro della chiesa avvenuto appunto a inizio anni ‘90, intorno al 1992. Il che però non ha scoraggiato i nostri buoni amici sostenitori di fanta-archeologia, i quali sostengono che non vi sono prove a sostegno dell’ipotesi restauro, perché non esistono immagini antecedenti la presunta data in cui sarebbero stati aggiunti gli elementi moderni. Di conseguenza, questi potrebbero essere lì da sempre, a riprova della teoria che vorrebbe l’umanità ripetutamente visitata da ospiti stellari nel corso dei secoli.

Foto di Cyraxote, pubblico dominio (fonte: https://tinyurl.com/yb5znmqu)

Lasciando per un attimo l’Europa, invece, ma rimanendo sempre in campo fantascientifico, non possiamo non parlare del gargoyle Darth Vader su una delle guglie della Washington National Cathedral, a Northwest, Washington D.C. Anche qui, negli anni ’80, si stava procedendo a una ristrutturazione della facciata e venne lanciato un concorso rivolti ai bambini in età scolastica, perché disegnassero dei nuovi elementi decorativi. Darth Vader, disegnato Christopher Rader, si aggiudicò il terzo posto e svetta oggi in un angolo non immediatamente visibile a occhio nudo, vicino agli altri vincitori: un procione, una ragazza con i codini e l’apparecchio ai denti, e un signore con l’ombrello.

L’unico anacronismo che in effetti ha ragione di essere chiamato così, infine, è quello che uno dei curatori della British Library ha rinvenuto nel volume medievale The Decretals of Gregory IX with gloss of Bernard of Parma, noto anche Smithfield Decretals. Non c’è dubbio che il monaco raffigurato nel marginalia somigli tantissimoissimoissimoissimoissimo al maestro che ha insegnato a intere generazioni di Luke Skywalker come diventare potenti Jedi.

Purtroppo, però, dopo esserci illusi per un buon tratto, dobbiamo ammettere che si tratta, stavolta sì, di pareidolia e interpretazione ex post: secondo gli stessi curatori della Library, il monaco raffigurerebbe un momento della storia di Sansone, e non è particolarmente diverso da molte altre figure surreali e mostruose di cui si trova ampia traccia nei manoscritti medievali: si tratta appunto dei cosiddetti marginalia, i disegni di puro abbellimento nei margini delle pagine, in cui spesso venivano riprodotte creature immaginarie, non di rado proprio con le fattezze simili a questo Yoda.

*Nota dell’autrice: un episodio seminale di Doctor Who New Era si incentra proprio su alcune statue cimiteriali di angeli che prendono vita e a un certo punto riescono a impadronirsi della TARDIS, la cabina telefonica con cui il Dottore viaggia nello spazio-tempo. La battuta finita sulle magliette è “The angels have the phone box”. David Tennant, decima incarnazione di Doctor Who e quindi primo a scontrarsi con gli angeli piangenti, in questo periodo è sul set della serie tv tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti!, in cui interpreta un diavolo molto amico di un angelo. Spero tutti voi apprezziate come la corrente whovian della redazione abbia mantenuto una certa sobrietà nel trattare la storia dell’angelo olandese e non abbia invaso l’articolo di referenze, citazioni e gridolini.

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