La prova nascosta

Laurence Cossé
La prova nascosta (Le coin du voile, 1996)
Traduzione Alberto Bracci Testasecca
Edizioni e/o, collana Dal Mondo
pagg. 233, euro 16,00

Edizioni e/o pubblica il romanzo La prova nascosta (Le coin du voile, 1996) della scrittrice francese Laurence Cossé, già pubblicato da Garzanti del 1997 con il titolo La sesta prova. Da sempre i massimi filosofi e grandi studiosi di teologia hanno cercato una prova razionale dell’esistenza di Dio. Lo stesso San Tommaso aveva enumerato cinque vie, nessuna delle quali può essere ritenuta conclusiva. L’autrice si è posta la domanda: cosa accadrebbe se venisse provata in modo inconfutabile l’esistenza di Dio? Se Dio smettesse di essere oggetto di fede e diventasse un fatto reale, concreto, certo? Se il bene e il male avessero una spiegazione logica, se il mistero dell’esistenza smette di essere un mistero?

Tutto inizia una sera del maggio 1999 (il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1996) quando Bertrand Beaulieu, fratello dell’Ordine dei Casuisti (leggasi Ordine dei Gesuiti) e direttore di un importante giornale di teologia, nel rispondere alle lettere di vari lettori, apre una busta che contiene sei fogli scritti a mano con la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio. L’autore è un ex prete in pensione il quale, interrogato da Bertrand, afferma che la scrittura di quei fogli è avvenuta per rivelazione divina.

Quei fogli così importanti vengono immediatamente portati al padre provinciale e poi letti da altri importanti esperti di teologia. Tutti restano folgorati dall’evidenza della prova. Le autorità sia religiose che politiche sono incerte se diffondere la notizia a tutti i popoli della Terra per paura di scatenare una serie di destabilizzanti reazioni a catena, timorose soprattutto di perdere i loro privilegi in un eventuale mondo nuovo votato al bene. Ed è uno scenario che la Cossé affronta con ironia, immaginando le convulse iniziative messe in atto dal governo francese e dal Vaticano per occultare la prova: un balletto tra Roma e Parigi che diventa critica sferzante delle gerarchie della Chiesa.

Un romanzo di fantascienza e nel contempo un thriller teologico che avvince il lettore ponendogli anche la domanda di cosa farebbe e quale sarebbe il suo atteggiamento se fosse provata l’esistenza di Dio.

L’autrice

Laurence Cossé è autrice di numerosi romanzi di successo in Francia, per i quali ha ricevuto vari premi tra cui il Prix de la Table Ronde Française, il Prix du jury Jean Giono, il Prix Roland de Jouvenel e il Prix Ciné Roman Carte Noire. Vive a Parigi. Nel 2010 le Edizioni E/O hanno pubblicato La libreria del buon romanzo, nel 2011 L’incidente e nel 2012 Mandorle amare.

La quarta di copertina

Perché il padre provinciale dei Casuisti e l’arcivescovo di Parigi tremano alla sola idea di leggere un documento teologico? Come mai il primo ministro di Francia si ritrova a curare le rose del giardino con un sorriso ebete sulle labbra invece di dedicarsi agli affari di Stato? Cosa porta il più insigne teologo del momento ad abbandonare la ricerca dotta per andare a fare l’eremita su una montagna? Sono solo alcune delle strane cose che accadono quando, un giorno, viene scoperta la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio. Il fatto è che se Dio smette di essere oggetto di immaginazione o di fede per diventare un fatto certo, se il bene e il male hanno una spiegazione logica, se il mistero dell’esistenza smette di essere un mistero, succede che il mondo va sottosopra. I primi a confrontarsi con la possibilità di un mondo ribaltato sono cinque insigni teologi, da una parte illuminati, anzi folgorati, dall’evidenza della prova, dall’altra incerti se divulgarla al mondo scatenando una serie di destabilizzanti reazioni a catena. Ma non saranno i soli… È uno scenario che Laurence Cosse affronta con ironia, immaginando le convulse iniziative messe in atto dal governo francese e dal Vaticano per occultare la prova: un balletto tinto di giallo tra Roma e Parigi che diventa critica sferzante delle gerarchie della Chiesa e dello Stato.

Pino Cottogni

13 pensieri riguardo “La prova nascosta

  • 14 Maggio 2014 in 11:15
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    Ok, Aldo.
    1) (Quale dei due uno?) Ti ascolto benissimo. Non posso rinnegare Dio, ma ho il forte sospetto che non esista. Nessuna prova degna per negarlo o sostenerlo salvo speculazioni filosofiche e morali. tu sostieni che lel prove siano abbondanti. E questo mi insospettisce.
    2) L’assolutismo esiste ed è vivo e vegeto più che mai. Questo perché per la struttura stessa di certe religioni è impossibile non affiancarsi al potere, economico, politico ec.., ecc. Il tutto nasce da un percorso logico e filosofico che alla fine le pone in quella posizione. In più potremmo parlare meglio di due aspetti della religione: quella vera e profonda dei principi su cui si fonda; quella della religione nazionalpopolare da bar-sport che impera. La prima è scomoda, la seconda è rimpinzata a dovere.
    3) La religione ha il diritto di rompere le scatole come la scienza ha il diritto di fare lo stesso. Ma in cosa devono rompersi le scatole? Sostenendo che il Sole gira attono alla Terra? Che la transustantazione o come cavolo si scrive è vera o no? La religione può ed ha il diritto di porre quesiti morali sulle modalità di come si fa scienza, non di dire alla scienza quali principi sono corretti e quali no. In virtù di quale precetto la religione può contestare la relatività? Tanto per esempio. I Testi Sacri dei cattolici sono la guida alla Fede ed alla Vita, non il Manuale delle Giovani Marmotte.
    4) Il tuo metodo per convertire o per rafforzare la Fede mi pare alquanto errato. Ti poni talvolta con un fare arrogante che è il contrario di quanto ci si aspetta da un Vero credente. Se volevi convincermi delle tue opinioni, ebbene, hai ottenuto l’effetto contrario. Così stimoli una risposta allo stesso livello del tuo attacco.
     ho rispeto per i Credenti, lo vedi che certi termini li onoro della maiuscola. Conosco i precetti del Cristianesimo, meglio di gente che si vanta della sua cattolicità. Questo non significa che devo per forza essere Cattolico, dal momento che conosco anche i fondamenti delle altre religioni. altrimenti mi devi spiegare perché il Cattolicesimo si e l’Islam no.

  • 13 Maggio 2014 in 10:59
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    P.S.

    E da Grano, ovviamente.

  • 13 Maggio 2014 in 10:54
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    Registro delle opposizioni subito!

    Soprattutto per difendersi da Testimoni di Geova, Comunione e Liberazione, Giuliano Ferrara, Scientologisti appostati fuori dalla stazione centrale di Milano, e Hare Krsna.

  • 12 Maggio 2014 in 15:33
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    Scenario contraddittorio; replica (non necessaria) stiracchiata.
     
    P.S.: Pippi aveva le calze decisamente più lunghe di quelle che sfoggio nell’avatar (non si nota per la dimensione, ma sono calzini); comunque, se proprio destano interesse, mi si dovrebbe vedere quando metto quelle a rete.

  • 12 Maggio 2014 in 15:14
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    @ Pippi Calzelunghe: Per fortuna di Laurence Cossè non esiste un Registro delle Opposizioni simile. Altrimenti il suo romanzo sarebbe questo:
    “Tutto finisce una sera del maggio 1999 quando Bertrand Beaulieu, fratello dell’Ordine dei Casuisti  e direttore di un importante giornale di teologia, nel rispondere alle lettere di vari lettori, apre una busta che contiene sei fogli scritti a mano con la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio. L’autore è un ex prete in pensione. Bertrand Beaulieau risponde con un Telegramma: “Informasi che noi Casuisti e tutte le Autorità Vaticane sono iscritte al Registro delle Opposizioni”. Fine del Romanzo.

  • 12 Maggio 2014 in 14:06
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    “Mi dispiace, noi dobbiamo tentare di convincerVi che sbagliate perché chi non si oppone al male ne è complice, per Omertà.”
    Mi sto chiedendo se non sia il caso di estendere la competenza del Registro delle Opposizioni alle questioni di carattere religioso.

  • 12 Maggio 2014 in 13:52
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    @Marcoz: le Tue cassate non sono cassate e, quindi, non sono cassate.

  • 12 Maggio 2014 in 13:49
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    Caro Star, è da anni che provo a dirVi come stanno le cose, ma Tu non ascolti. Secondo me Tu, e tanti come Te, volete stare nell’ Ignoranza. Il Vostro atteggiamento è identico, nella sostanza e non nella forma, a quello degli Ebrei dell’ Esodo e a quello di molti Cattolici e di molti degli altri Credenti. Lo riassumo così:
    1) Dio è scomodo a prescindere, ma in particolar modo se devo pensare che mi spia tutto il giorno. Quindi preferisco vivere senza vederlo e, quando sarò in punto di morte, mi metterò in regola, non si sa mai. E questi Romanzi trovano pubblico proprio perché questo attteggiamento è diffusissimo, fino ad arrivare all’ estremo degli Ateisti Militanti che cercano non solo di non vederLo, ma di cancellarNe ogni immagine in giro.
    Ed ora, è una delle ultime volte che lo farò perché sono ormai alla fine, Ti riassumo il mio pensiero, nella speranza che almeno Tu la pianti di attribuirmi credenze che sono comode per Te (per Te i Credenti Materialisti e Razionalisti non devono esistere) ma che non sono mie e non ho mai espresso: 1) Dio si rivela a tutti, Cattolici, Musulmani, Buddhisti, Induisti, Ebrei, Protestanti, Ortodossi, Zoroastriani, Bahai, Parsi, Agnostici, Atei, Scintoisti, Animisti, Aborigeni e Cannibali.2) Esistono in tutti i Credenti, Cattolici compresi, pretese di Assolutismo, ma sono oggi minoritarie in tutte le Religioni. Alcune Religioni non le hanno a prescindere, Se venivi al Festival delle Religioni, nella mia Firenze, la settimana scorsa, forse Te ne rendevi conto, ma Tu vuoi chiudere porte e finestre alla realtà, troppo bella per le Tue credenze quella che Ti sei disegnata. 3) Le Religioni, comunque, hnno tutte non solo il Diritto, ma il Dovere di rompre le scatole al Mondo. E questo Vi dà fastidio. Mi dispiace, noi dobbiamo tentare di convincerVi che sbagliate perché chi non si oppone al male ne è complice, per Omertà.
    “Se in quei fogli c’è scritto che hanno ragione i Protestanti e non i Cattolici, come la mettiamo?” E’ proprio la domanda che Vi ho posto. Ma agli Scrittori Occidentali non viene in mente, l’ unica Religione che gli dà fastidio è quella  Cattolica. Noi ci siamo, fateVene una (dea) Ragione.

  • 12 Maggio 2014 in 08:06
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    La Sf è anche il luogo ideale degli E SE.
    Perchè DIO si rivelerebbe solo ai cattolici e non ai buddisti o ai musulmani? Perché il Cattolicesimo ha questa pretesa di assolutismo che altre religioni non hanno. Il contrasto scienza-religione è molto più marcato che in altre. Il Cattolicesimo si è pure servito di un Ateo e di un Pagano per dimostrare la sua concretezza. La Chiesa ed il suo popolo sono afflitti dal male del pragmatismo, del credo se lo vedo. Del resto tu stesso, Aldo, lo hai dimostrato spesso. Credi perchè il Santo, l’Esorcista e compagnia cantante hanno detto che…
    L’affanno del cattolicesimo nella ricerca della prova provata per qualcosa che per sua stessa definizione non fornirà mai una prova è a mio giudizio tempo perso.
    Tornando al romanzo, è chiaro che quei pochi fogli dattiloscritti sconvolgono di più proprio i Credenti. Un ateo potrebbe sempre dire che è un’impostura, un imbroglio, un trucco. I protestanti, non avendo un Papa come leader, il problema si pone in modo diverso, ma non dissimile. Se in quei fogli c’è scritto che hanno ragione i Protestanti e non i Cattolici, come la mettiamo?
    E per quelli che sperano che Dio ogni tanto chiuda un occhio e che lasci correre qualche “marachella”… per loro sono c… tosti.

  • 11 Maggio 2014 in 09:19
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    Se avessi la prova che Dio esiste (s’intende, il dio Bontà Assoluta, Onnipotente e Onniscente che viene descritto), lo invocherei più spesso. Ma non sarebbero invocazioni lusinghiere.
    @Aldo Grano
    Suppongo che il libro, al di là  della natura di “romanzo di fantascienza e nel contempo [di] thriller teologico”, abbia le caratteristiche dell’esperimento mentale a cui il lettore può decidere di sottoporsi; e degli esperimenti mentali non si discutono le premesse, bioparco!*
    *”Bioparco” è una di quelle parole che sembrano una bestemmia ma non lo sono; quindi, come dice Elio, dovrei essere “in una botte di ferro” (cioè il commento non dovrebbe essere cassato).
     
    Saluti

  • 9 Maggio 2014 in 21:12
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    “fatto è che se Dio smette di essere oggetto di immaginazione o di fede per diventare un fatto certo, se il bene e il male hanno una spiegazione logica, se il mistero dell’esistenza smette di essere un mistero, succede che il mondo va sottosopra.” A me personalmente è successo, tra la fine del 1991 e la prima metà del 1992. Ho cambiato vita, ma non sono andato certo sottosopra. E’ stata, ed è tuttora, la più bella avventura di una Vita abbastanza avventurosa. Se l’ Umanità (ragionamento per assurdo, come assurda è la trama del romanzo) avesse fatto in contemporanea lo stesso percorso non sarebbe accaduto nulla di trascendentale: basta leggere l’ Esodo nella Bibbia: Ammettete, per un momento, che i fatti ivi narrati siano realmente accaduti. Ebbene gli Ebrei, in realtà, pur avendo visto Dio in modo materiale, tutti, quindi avendo avuto la certezza della Sua esistenza, non cambiarono vita, continuarono a peccare tranquillamente e arrivarono addirittura a chiederGli di non manifestarSi più in modo così evidente, ma di comunicare con loro solo tramite Profeti. Cosa che Lui ha preso molto sul serio.
    Quindi se facesse lo stesso con noi oggi, la vita non la cambieremmo. Certo, Teologi e Filosofi rimarrebbero disoccupati, ma, forse, riuscirebbero a trovare qualche brillante giustificazione al loro esistere e ci toccherebbe continuare a stipendiarli.

  • 9 Maggio 2014 in 21:00
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    La prova dell’ esistenza di Dio non può essere un ragionamento una Teoria, una Legge matematica. In parole povere, non può essere teorica. 1) Perché non ce ne importerebbe, in quanto il problema non è se Dio esista o meno, ma se noi abbiamo una Anima immortale sulla quale Lui abbia delle pretese, fino al doverGliene render conto alla fine della Vita nel corpo. 2) Perchè Dio non colloquia con noi in teleconferenza o in comizi su piazza,  ma solo con Profeti, direttamente o tramite Teofanie, delle quali la Madre di Dio è la più frequente statisticamente in ambito Cristiano, e non solo. Da un punto di vista scientifico, quindi, si possono solo avere prove indirette. Poi bisogna elaborare i Testi comunicati dai Profeti per capirLo. Quindi l’ ipotesi che sei fogli dattiloscritti possano portare prove così sconvolgenti da mobilitare Vaticano e uno o più Stati Laici, è, se il romanzo è appassionante, utile per una discussione da bar. Una domanda: perché nessun romanziere Occidentale immagina, non dico che Dio dia le prove a un Buddhista o a un Induista, ma nemmeno ad un Protestante? E’ solo la Chiesa Cattolica a crear problemi agli Scrittori?

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