Shri Mataji e la Kundalini

Lo scorso 24 febbraio è morta a Cabella, in provincia di Alessandria, la fondatrice della Fondazione Sahaja Yoga, e ovviamente la notizia ha avuto molta risonanza sui giornali locali.

Fermo il rispetto davanti alla morte di una persona, ritengo necessario fare qualche precisazione.

Premetto che non è assolutamente mia intenzione mettere in discussione la serietà della Fondazione Sahaja Yoga, né la validità degli insegnamenti etico-morali della stessa, né tantomeno la legittimità dell’uso fatto dalla fondazione delle donazioni dei sostenitori.

Neppure metto in dubbio che un approccio ‘spiritualista’ possa in molti casi aiutare ad affrontare le difficoltà della vita. E’ quello che da millenni fanno tante diverse religioni.

Tuttavia Sahaja Yoga non si propone come una religione, bensì come una pratica di meditazione che risveglierebbe i ‘canali energetici’ presenti nel nostro corpo. A quanto si può leggere nelle FAQ sul loro sito ufficiale, alla domanda ‘che relazione ha con la religione’ si legge:

Sahaja Yoga non ci impone di credere a niente che non possa essere provato tramite la nostra esperienza. Non esistono la fede cieca o i dogmi. L’approccio migliore è di considerarlo come un esperimento personale, facendo un onesto tentativo di meditare per uno o due mesi e verificando se ci ha dato benefici o no.

Prendo sempre dalle loro FAQ: Quali sono i benefici della Meditazione Sahaja?

Le persone che meditano regolarmente spesso si accorgono di stare meglio in salute, di essere diventati più calmi, di avere migliorato il loro modo di vedere la vita. La meditazione regolare e la pace mentale che essa comporta possono aiutarci a meglio comprendere il nostro essere psicologico, fisico e spirituale e inoltre a comprendere gli altri. Ricerche scientifiche fatte in diversi paesi del mondo, hanno provato che Sahaja Yoga è efficace nel migliorare il benessere sia fisico sia psicologico.

Questi benefici sono di natura psicosomatica, e sarebbero da valutare con attenzione. Leggendo gli studi portati a supporto, non si trovano risultati sconvolgenti. Rimangono nel campo delle ‘lievi influenze’ che necessitano di ‘ulteriori approfondimenti’, e sono comunque spiegabili nell’ambito dell’effetto placebo.

Come si legge chiaramente nel loro sito, Sahaja Yoga è diverso dagli altri tipi di yoga perché inizia con la Realizzazione del Sè, cioè il risveglio della energia materna Kundalini.

Sempre dal loro sito si trova una definizione di questa ‘energia’:

La Kundalini è il potere del desiderio puro dentro di noi, un’energia spirituale materna che si trova allo stato dormiente dentro tutti gli esseri umani. I fondamenti di questa forza vivente sono l’auto-organizzazione, auto-rigenerazione ed ascesa. Con l’auto-organizzazione sostiene e protegge.

E ancora:

La Realizzazione del Sè è il risveglio della Kundalini che, dopo aver attraversato i sei chakra posti sopra l’osso sacro lungo il canale centrale (nella colonna vertebrale), emerge alla sommità del capo (zona dell’osso della fontanella) come una delicata “fontana” rinfrescante. Anche la parola fontanella mostra l’antica conoscenza di questo fenomeno della Realizzazione del Sè.
In questi tempi moderni, per la prima volta nella storia della spiritualità, grazie a Sahaja Yoga, questa esperienza è diventata un fenomeno di massa realizzato senza sforzo, semplice e disponibile a tutti.
Questo è l’inestimabile regalo di Shri Mataji all’umanità.

Riguardo ai chakra:

All’interno di ogni essere umano c’è una rete di nervi e organi sensoriali che interpreta il mondo fisico. Allo stesso tempo, dentro di noi si trova un sistema sottile di canali (nadi) e di centri di energia (chakra) che si occupano del nostro essere a livello fisico, intellettuale, emotivo e spirituale. Queste qualità sono intatte dentro di noi e anche se non sono sempre manifeste, non possono essere distrutte.

Insomma, Sahaja Yoga afferma che esiste una misteriosa energia naturale, presente in ognuno di noi (e localizzata nell’osso sacro), e che loro sono in grado di risvegliare. Fanno anche affermazioni ben precise su come e dove questa energia agisce:

Il canale di sinistra (di colore blu nella foto) corrisponde al nostro passato, alle emozioni, i desideri, l’affettività. Termina nel superego, che è il deposito di tutte le nostre memorie, abitudini e condizionamenti.
Il canale di destra (colore giallo) corrisponde alle nostre azioni e pianificazioni, alla nostra attività fisica e mentale. Termina nell’ego, che ci dà l’idea di individualità, il senso di separazione dal mondo che ci circonda.
Il canale centrale è il canale dell’ascesa, il potere che sostiene il nostro sviluppo e ci guida, coscientemente o inconsciamente, verso la più alta consapevolezza del Sahasrara (settimo chakra).
Quando la Kundalini è risvegliata, queste qualità cominciano manifestarsi spontaneamente e si esprimono nella nostra vita. Quindi, meditando con regolarità, diventiamo automaticamente molto dinamici, creativi, sicuri ed allo stesso tempo molto umili, amorevoli e compassionevoli. È un processo che si sviluppa da sé quando la Kundalini sale e inizia a nutrire i nostri chakra.

E a questo punto viene la mia critica, ed il motivo per cui parlo della cosa: tutte queste ‘energie’, centri, canali, e i loro effetti, non hanno alcun riscontro scientifico.

In pratica, Sahaja Yoga, pur portando benefici legati alla meditazione e a una maggiore attenzione alle proprie condizioni, si propone come un metodo ‘superiore’ sulla base di una pretesa capacità di attivare fantomatiche energie, senza portare alcuna prova empirica, su base essenzialmente fideistica.

Il successo di Sahaja Yoga, più che a una reale superiorità del metodo, è a mio modesto parere legato alla carismatica personalità della fondatrice, che ha saputo coinvolgere molte persone grazie ad una presentazione sicuramente affascinante.

Il seguito che Shri Mataji ha avuto in vita, ed adesso in morte, rasenta la venerazione, tanto che in India, dove è stata seppellita, si costruirà un tempio alla sua memoria.

Immagini:
Diagramma dei chakra tratto da Wikimedia Commons, autore Silvanasono, licenza Creative Commons CC-0
Fotografia di Shri Mataji tratta da Flickr, autore khrist, licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 2.0

9 pensieri riguardo “Shri Mataji e la Kundalini

  • 6 Marzo 2011 in 10:17
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    Ogni commento a sfavore è sinonimo di mancanza di esperienza.
    Ma se non abbiamo fatto l’esperienza come possiamo conoscere lo yoga?
    Lo yoga non lo si conosce sui libri, non lo si impara a scuola, bensì lo si vive con la pratica di una vita intera.
    L’approccio allo yoga non è fideistico o scettico, bensì esperienziale.
    Qualcuno di voi ha mai messo in pratica i suoi principi?
    Qualcuno di voi ha messo in pratica lo yogasutra di Patanjali?
    Qualcuno di voi ha cambiato radicalmente la propria vita per mettere in pratica e sperimentare la veridicità di ciò che lo yoga afferma?
    Qualcuno di voi si è preso l’abitudine di meditare ogni giorno, per mesi, anni, decenni, per l’intera vita?
    Se la risposta è negativa, sarà negativo pure il giudizio sullo yoga e sulle sue teorie sui corpi di energia.
    Prima di negare a priori, quasi fideisticamente, bisogna aver potuto sperimentare, altrimenti ogni giudizio negativo sarà un non-giudizio.
    Solo chi lo vive può commentarlo.
     

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  • 6 Marzo 2011 in 16:05
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    Bruno,
    ovviamente non ho una pratica di una vita di yoga, tuttavia qualcosa ne so, abbastanza da non negare i risultati che lo yoga permette di ottenere in campo psicologico.
    Il punto dell’articolo e’ che mettere in ballo energie misteriose e’ inutile, e non aggiunge nulla se non dare un’aura ‘mistico-trascendentale’ ad una pratica di per se interessante.
     

    Risposta
  • 6 Marzo 2011 in 17:23
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    a proposito delle energie misteriose nn dimostrate scientificamente io ho trovato un articolo :

    Un tipico esperimento sulle percezioni extrasensoriale è quello effettuato Mikio Yamamoto ed i suoi colleghi dell’Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Chiba, in Giappone. Essi hanno fatto una ricerca sul sul tao-ate, tecnica marziale per attaccare l’avversario senza contatto fisico. Nell’esperimento l’attaccante, un maestro di qigong cinese, ed il ricevente furono posti a tre piani di distanza in stanze schermate. Il comportamento del ricevente (la persona “attaccata”) era monitorato da riprese video, così come la sua resistenza cutanea ed il suo elettro-encefalogramma (EEG). Obbedendo alle indicazioni degli sperimentatori, che seguivano una procedura randomizzata in doppio cieco, l’attaccante mandava i suoi “attacchi energetici” e molto spesso il ricevente in quell’istante si ritraeva (osservazione visiva comprovata dalle riprese) e mostrava alterazioni dell’EEG e della resistenza della pelle.
    L’analisi statistica delle correlazioni osservate ha esclusa la possibilità che ciò sia avvenuto per caso e si è arrivati alla conclusione che il tao-ate comporta una forma di trasmissione che non è attualmente spiegabile dalla scienza (ma non di meno è reale). Secondo il maestro “attaccante” ciò che viene trasmesso è l’ energia che tradizionalmente gli orientali chiamano qi (o ki o ch’i, a seconda delle trascrizioni). Rif: Yamamoto M. et al (2000) Study on analyzing methods of human body functions using various simultaneous measurements, Journal of international Society of Life Information Science

    -ricordo benissimo il video del cicap su queste energie…avete qualche informazione circa questo esperimento?

    -poi volevo chiedervi se ci sono aggiornamenti sull’ esperimento di chiaroveggenza ,cioè mi riferisco a questo:

    http://www.repubblica.it/scienze/2010/11/12/news/veggenti-9050929/

    infine ho trovato questa intervista:

    http://whitecrowbooks.com/michaeltymn/entry/scientific_research_suggests_contact_with_the_dead

    anche in questo caso mi piacerebbe sapere un vostro giudizio….

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  • 6 Marzo 2011 in 17:31
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    Chi ha sperimentato le fenomelogie dello yoga, le descrive con certe simbologie, con certe caratteristiche, che, per chi non è uno praticante, o per chi è solo uno studioso o per chi è un semplice curioso non dicono nulla.
    Mettere in ballo energie misteriose non è affatto inutile per chi le sperimenta; sarà inutile per coloro i quali sono privati di tale esperienze.
    Coloro che lo praticano raggiungendo certi traguardi descrivono certe energie perchè loro le “vedono e le sentono”, di fatto lo yoga sviluppa poteri latenti nell’uomo che si manifestano sul piano fisico con certe caratteristiche da loro descritte, ma che non sono capite, quindi mal interpretate da coloro che non ne hanno avuto esperienza, banalizzandole con l’aura di sapienza ( arroganza ) scientifica.
     
     

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  • 6 Marzo 2011 in 17:44
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    @Bruno: Quali sono queste caratteristiche? Se i poteri latenti si manifestano sul piano fisico vuol dire che possono essere misurati, questo è mai stato fatto? Sarebbe possibile avere qualche informazione in più? E’ inutile che si continui a dire che la scienza è chiusa e arrogante, ma poi quando si chiedono dati concreti si rifiuta il confronto. Non è legittimo, per un non praticante di yoga, cercare di informarsi da chi invece dovrebbe avere esperienza?

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  • 6 Marzo 2011 in 22:48
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    Concordo con Claudio sul fatto che le “Energie” di cui si parla in tutte le pratiche Yoga e in tutte le Religioni Orientali non sono provate scientificamente, anche perché credo che non sarà mai possibile misurarle con strumentazione scientifica. Con quelle disponibili oggi sicuramente non lo è.L’ equivoco, a mio giudizio, nasce dall’ uso improprio della parola Energia. Bisognerebbe, nel linguaggio comune, distinguere le energie del mondo fisico (es, quella elettrica) dall’ Energia Divina che ha creato l’ Universo e lo mantiene in vita. Ed è qui l’ altro grande equivoco: poichè hanno spesso una base impersonale, Induismo, Buddismo e le varie aggregazioni che ad esse si ispirano, si presentano a noi Occidentali come se non fossero Religioni. Sarebbe, per quanto riguarda lo Yoga e quasi tutte le Arti che chiamiamo Marziali di derivazione Sino-Nipponica, come se noi Cristiani presentassimo ai Cinesi l’ Adorazione Eucaristica come  una pratica per raggiungere l’ equilibrio psico-somatico. Si tratta di pratiche religiose, come la recita dei Mantra o del Rosario. L’ Energia Vitale, presentata sia come Prana, che come Kundalini, che come Ki, che come equilibrio tra Yin e Yang, noi la conosciamo, in forma impersonale, come Spirito Santo di Dio.

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  • 10 Marzo 2011 in 02:29
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    Mi permetto di dare una risposta ai vostri commenti con nessuna presunzione e molta onestà, lo yoga è un’arte marziale e non è una religione, si compone di esercizi fisici e di concentrazione come la meditazione, i cui benefici sono scientificamente provati: ad esempio abbassa la pressione arteriosa, rallenta il ritmo del respiro e il battito cardiaco, riduce l’ansia e lo stress, l’insonnia e l’affatticamento fisico. Per quello che riguarda il prana o energia vitale oggi esistono termocamere all’infrarosso che hanno fotografato l’emissione del prana, anche se non si sa come questa emissione avvenga. Vi consiglio di leggere un po di più sull’argomento o visitare il mio blog, quello che però non ha senso è paragonare queste tecniche alla dottrina cristiana, potete chiamare l’energia “Spirito Santo” ma non ho mai visto nessun cattolico  recitare il rosario praticando le asana(posizioni yoga). Un saluto cordialissimo.
    positivamenteblogger

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  • 13 Marzo 2011 in 20:59
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    Cara Ornella, ho provato a trovare il Tuo blog, ma i riferimenti che dai per me non sono stati sufficienti. Anche io mi permetto di darTi un consiglio: prima di sostenere che lo Yoga non è una pratica religiosa, leggiti almeno la Bhagavad Gita, testo sacro induista che ha forse 5000 anni. In particolare il verso n. 12 del capitolo VIII: “Lo Yoga consiste nel distaccarsi da tutte le attività dei sensi…” Khrshna, che Ti ricordo, è Dio stesso, incarnato, in questo caso, come auriga di Arjuna, in più parti della Gita indica ad Arjuna lo Yoga come Via suprema per raggiungere la Illuminazione spirituale, in particolare staccandosi dal desiderio di ottenere risultati con le proprie azioni e dalla tentazione di non compiere il proprio dovere kharmico. Quanto, invece, alle dimostrazioni scientifiche delle proprietà terapeutiche dello Yoga, da farmacista mi permetto di ricordarTi che una qualunque pratica di tipo psico o fisico terapeutica, per avere consensus internazionale come quello che Tu presumi, deve produrre dozzine di lavori in tutto il Mondo da parte di dozzine di equipes mediche, pubblicate su diverse riviste mediche, che abbiano risultati ripetibili. Ti premetto che sono convinto che lo Yoga classico, antico, di scuola induista, se correttamente praticato può dare i benefici che Tu vanti. Ma non ci sono prove scientifiche e, soprattutto, ci sono in giro centinaia di scuole sedicenti Yoga, molte delle quali degenerate o involute, per cui bisognerebbe testarle scientificamente una alla volta. Io stesso, ai tempi in cui ero ateo, frequentai un corso di Oki Yoga, che oggi, con le conoscenze che ho, considero una pratica degenerata fatta per vendere agli Occidentali.

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  • 19 Aprile 2011 in 23:09
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    vorrei raccontare la mia esperienza,in particolare quella di mio marito. Leggo che parlate di effetto placebo,carisma della fondatrice.
    Io frequento da un pò e l’anno scorso a un programma pubblico quasi per curiosità mio marito ha voluto stranamente partecipare a una sola serata e provare l’esperienza del risveglio della kundalini.
    Premetto che è alquanto scettico, ignorante in materia di kundalini,chakras,meditazioni,”santoni” vari,aggiungo che è pure sbattezzato per intenderci, eppure quella sera,a un certo punto ha sentito come tre forti “scariche elettriche” che partivano dall’osso sacro alla sommità della testa,poi una brezza fresca fuoriuscire dalla fontanella.
    L’esperienza gli è piaciuta,l’ambiente pure ma tutto è finito lì. Non ha più partecipato alle meditazioni.
    Quindi non mi pare propio un effetto placebo o carisma per shri mataji. Forse qualcosa di vero c’è.
    Io frequento,senza fanatismo e anch’io sono partita senza sapere niente  di meditazioni, ecc.E’ nato tutto per caso da un volantino trovato in biblioteca.. Eppure sento che ne traggo beneficio.
    Forse a volte qualche mistero esiste davvero…
     
     

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