Il bolide riciclato

Ci risiamo. Martedì sera, alle 23:09 circa, migliaia di italiani vedono nel cielo notturno un bel bolide e, nel cercare di rimanere sul pezzo, diversi portali web non solo pubblicano foto di repertorio (e ci sta, se chiaramente indicate come tali, cosa che non sempre è avvenuta) ma anche presunte immagini del fenomeno appena osservato.

Il portale inmeteo.net nelle primissime ore di mercoledì ha pubblicato un’immagine (ora rimossa) con la seguente descrizione:

Bolide alle 23.10 immortalato a Monselice ( Padova )

Come però ha presto scoperto Scott Brando di Ufo of Interest, si trattava di un frame estratto da un video del superbolide  di Chelyabinsk del 15 febbraio 2013:

Per qualche ragione, inmeteo.net deve averla ritenuta realizzata nel padovano.

Una vicenda simile ha invece interessato altre due redazioni web nel corso della giornata di mercoledì. VeneziaToday.it ha illustrato il proprio articolo dedicato a quanto accaduto con un’immagine attribuita ad una specifica persona. La stessa immagine è apparsa, probabilmente più tardi e con identica attribuzione, su ilmessaggero.it, con specificato che si trattava del “bolide di martedì notte” (aggiornamento 02.06.2017: la didascalia è stata ora corretta).

Facendo però una reverse image search arriviamo su Wikimedia Commons, dove è presente una foto caricata nel… 2012 (il 18 ottobre). Lì è indicata come un’immagine (presa con il cellulare da Paola Castillo) del bolide che la sera precedente era stato osservato nel cielo della California, dando poi origine al meteorite Novato. Spesso da allora usata come immagine di repertorio, è la stessa pubblicata ieri dalle due testate giornalistiche italiane, solo ruotata in senso orario di circa 145°.

Cosa può essere successo? Non siamo riusciti ad individuare da dove sia stata recuperata, ma è possibile che, nella fretta, si sia presa per una foto attuale quella che un testimone aveva utilizzato da qualche parte per illustrare il proprio avvistamento (per dire cioè, implicitamente, “era proprio così”). Tra l’altro, la stessa immagine è stata utilizzata da altre testate come immagine di repertorio, senza dire che si trattava del bolide dell’altra notte.

Nell’errore invece è cascata pure l’edizione ravennate del Corriere Romagna oggi in edicola, che illustra l’articolo con un ritaglio della foto di Castillo descritta come “una immagine del meteorite che martedì sera […]” (ma l’orientamento è quello originale, quindi il canale è diverso rispetto agli incidenti sopra descritti).

Come evitare incidenti del genere?

Prima di tutto, sono ormai disponibili dei manuali rapidi che ci dicono cosa controllare quando, come siti d’informazione, utilizziamo immagini e video reperiti su Internet. Suggeriscono, ad esempio, di fare ricerche inverse dell’immagine (come abbiamo fatto sopra) e di contattare il supposto autore della foto per verificare le circostanze. Poi, sarebbe bene, in questa tipo di casi, indicare chiaramente quando si usano immagini di repertorio e da dove sono state prese: al di là di questioni di copyright, per evitare che altri, non essendone a conoscenza, equivochino.

Infine, per il caso specifico: bisogna sottolineare che, anche se ormai quasi tutti sono dotati cellulari in grado di fare fotografie, è difficile riprendere al volo fenomeni del genere apparsi per caso; tenerlo a mente dovrebbe portare ad un maggior senso critico quando in redazione si capita su un’immagine che sta in un qualche modo circolando.

Meno male che in Italia, è il caso di ricordarlo, sono ormai attivi diversi network che hanno come scopo l’osservazione strumentale del cielo notturno proprio per riprendere (anche) bolidi come quelli dell’altra notte. Ci sono infatti la Sezione Meteore dell’Unione Astrofili Italiani (UAI-sm), l’Italian Meteor and TLE Network (IMTN) e la neonata Prisma. Diverse stazioni di questi network hanno ripreso il fenomeno con le proprie videocamere, e in attesa che si possano incrociare i dati e calcolare la traiettoria atmosferica del bolide, già da ieri sono in circolazione “immagini somma” dei frames utili (generate automaticamente dai software utilizzati per un rapido controllo delle registrazioni) o addirittura i veri e propri video. Materiale che è spesso utilizzabile dopo aver chiesto l’autorizzazione agli autori e che possiamo essere certi che si riferiscano al fenomeno che vogliamo raccontare.

Del resto, dato che stiamo parlando di siti web, è possibile aggiornare il flash iniziale che può anche essere pressoché immediato con le informazioni che giungono successivamente, prendendosi un po’ di tempo in più e minimizzando il rischio di incappare in fonti imprecise: è quel che hanno fatto Coelum e il CISU cui rimandiamo per informazioni più ampie sul fenomeno in sè.

Si ringrazia per il contributo Scott Brando, Paola De Gobbi, Sofia Lincos, Ermenegildo Personé e Giuseppe Stilo.
Immagine in evidenza: il bolide californiano del 17 ottobre 2012
(credit: Paola Castillo, via Wikimedia Commons)

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