Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 21 al 27 novembre

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Apriamo l’articolo di Storia e Scetticismo con le consuete ricorrenze storiche della settimana: il 22 novembre 1307 papa Clemente emana la bolla Pastoralis Praeeminentiae, con la quale richiede a tutti i monarchi d’Europa di arrestare i cavalieri templari e confiscare i loro beni – convalidando quindi l’azione intrapresa contro di loro già il mese precedente da Filippo VI di Francia, più noto come Filippo il Bello. Il 26 novembre 1476, Vlad III di Valacchia, o Vlad Tepes (“Vlad l’Impalatore”), alleato a Stefano III di Moldavia e Stefano V di Bathory, sconfigge l’esercito di Basarab III Laiotă e diviene per la terza volta voivoda della Valacchia; sarà una vittoria di Pirro – di lì a qualche settimana, sarà massacrato dalle truppe ottomane, presso cui Basarab ha chiesto protezione. Il 22 novembre 1718, al largo delle coste della Carolina del Nord, il pirata britannico Barbanera (al secolo Edward Teach) viene ucciso nel corso di un abbordaggio alla HMS Pearl, comandata da Robert Maynard; quest’ultimo, alla caccia del celebre pirata e dopo un feroce scontro navale, gli ha teso un agguato, nascondendo i suoi uomini sottocoperta e facendogli credere di aver perso quasi completamente il proprio equipaggio (la testa di Barbanera adornerà il bompresso della Pearl fino al suo ritorno in porto). Il 24 novembre 1965, Joseph-Désiré Mobutu conquista il potere di quella che sarà la Repubblica Democratica del Congo con un colpo di stato; governerà il paese per più di trent’anni, divenendo noto per gli enormi capitali sottratti allo stato e venendo infine deposto dai ribelli nel 1997, nel corso della Prima Guerra del Congo.

"La cattura del pirata Barbanera nel 1718", dipinto da Jean Leon Gerome Ferris nel 1920 (credit: Pubblico Dominio)

“La cattura del pirata Barbanera nel 1718”, dipinto da Jean Leon Gerome Ferris nel 1920 (credit: Pubblico Dominio)

Qualche ricorrenza più faceta: il 23 novembre 1963, alle 17:16 (e 20 secondi!) la BBC trasmette nel regno unito il primo episodio di una serie televisiva fantascientifica chiamata Dr. Who; ancora oggi in onda (dopo una lunga pausa tra il 1989 e il 2005), la saga del celebre dottore è composta da più di 800 episodi, una parte dei quali (circa un centinaio) sono andati perduti. Sempre nel Regno Unito, il 22 novembre 1968 i Beatles pubblicano il loro monumentale White Album (chiamato in realtà “The Beatles”), e il 26 novembre 1976 esce “Anarchy in the UK” dei Sex Pistols, monumento del punk rock; il 22 novembre 1995, infine, Disney pubblica nelle sale cinematografiche il primo film interamente prodotto in computer-grafica, Toy Story.

STORIE INCREDIBILI

Kennedy sulla limousine in Main Street, poco prima della svolta verso Dealey Plaza, dove troverà la morte (credit: Penn Jones Photographs. Baylor University Collections of Political Materials. Waco (Texas); Pubblico Dominio)

Kennedy sulla limousine in Main Street, poco prima della svolta verso Dealey Plaza, dove troverà la morte (credit: Penn Jones Photographs. Baylor University Collections of Political Materials. Waco (Texas); Pubblico Dominio)

LA MORTE DEL SECOLO. Dallas, Texas. Il 35mo Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy il 22 novembre 1963 alle 12:30 ha raggiunto la Dealey Plaza su una lunga limousine decappottabile insieme alla first lady Jaqueline e altre quattro persone (il governatore del Texas John Connally, la moglie Nellie, e due agenti dei servizi segreti: l’autista Bill Greer e Roy Kellerman); è in un impressionante bagno di folla, in un corteo diretto al Dallas Trade Mart, dove terrà un comizio politico. Nellie gli ha appena rivolto la parola: “Signor Presidente, nessuno ora potrà dire che Dallas non la ama”, e JFK ha risposto “No, davvero”, quando un suono secco erompe nella piazza, e il Presidente viene colpito alla gola da un proiettile. L’autista rallenta per capire cosa sta succedendo, e un ulteriore sparo colpisce in pieno la testa di Kennedy. La scena è spaventosa, ed erompe il panico. John F. Kennedy sarà dichiarato morto di lì a mezz’ora presso il Parkland Memorial Hospital. La polizia è alla caccia dell’assassino: individuato immediatamente l’edificio commerciale da cui sono partiti i colpi, scopre al sesto piano, in un deposito, un fucile Mannlicher-Carcano (di produzione italiana) e tre cartucce vuote. Viene scoperto che un dipendente presente al momento dell’ingresso degli agenti nella struttura si è rapidamente allontanato: si tratta del giovane Lee Harvey Osvald, da poco assunto. Diramato l’identikit del sospetto, questo verrà individuato già alle 13.15 da un agente, a sua volta assassinato da Osvald con un colpo di pistola. La caccia all’uomo a questo punto sarà sempre più serrata, e il fuggiasco verrà arrestato non molto più tardi e interrogato per tre giorni. Nel corso del trasferimento verso il carcere della Contea, sarà avvicinato da un uomo, Jack Ruby, che, alle parole “Topo di fogna, hai ucciso il mio Presidente” lo fredderà con un colpo di pistola. Sarà l’inizio di una lunga serie di inchieste ufficiali e non, e soprattutto teorie del complotto ancora oggi molto diffuse: dall’omicidio di stato all’ingerenza di lobby e potenze straniere. Si scoprirà che Lee Osvald, ex marine, violento, disertore, aveva già cercato di assassinare un generale statunitense sette mesi prima, fallendo, ed era paranoicamente in cerca di notorietà. La banalità dell’omicidio è troppo distante dal carisma di John F. Kennedy, e questa dicotomia rende molto difficile accettare che si tratti, appunto, solo dell’opera di uno squilibrato.

Un'incisione della seconda metà del XIX secolo raffigura il Mary Celeste al momento del ritrovamento (credit: Pubblico Dominio)

Un’incisione della seconda metà del XIX secolo raffigura il Mary Celeste al momento del ritrovamento (credit: Pubblico Dominio)

LA NAVE FANTASMA. Il Mary Celeste è un bellissimo brigantino statunitense a due alberi; lungo oltre 30 metri, ha cambiato nome (si chiamava infatti “Amazon“) dopo aver cambiato bandiera a 7 anni dal varo canadese. Destinato all’attraversamento dell’atlantico per attività commerciali, nei primi anni in mare ha avuto una serie di incidenti sventurati, che fomenteranno in seguito le voci di una possibile maledizione della nave. Partita dal porto di New York all’inizio di novembre 1872 e carica con più di 1.700 barili di alcol denaturato destinati a Genova, viene scorta un mese dopo alla deriva in una zona di mare equidistante dalle Azzorre e il Portogallo. Gli avvistatori, a bordo del brigantino canadese Dei Gratia, scorgono il ponte deserto e le vele parzialmente spiegate, e non ricevono risposte ai tentativi di comunicazione. La sentina è in parte allagata, ma non a sufficienza da essere un pericolo per la sicurezza della nave; la bussola sulla plancia è danneggiata, ed è assente la lancia di salvataggio. Tuttavia, il carico è intatto e le scorte di cibo sono abbondanti. Il diario di bordo è aggiornato fino alle 8:00 del 25 novembre 1872, con una nota relativa alla posizione della nave in un punto non distante da Santa Maria delle Azzorre (a 400 miglia marine dal luogo del ritrovamento); dell’equipaggio non verrà mai più trovata traccia, come non risulteranno segni confermati di violenza o incendio. La vicenda sarà origini di molte leggende marittime, e verrà persino raccontata (estremamente romanzata e stravolta) da un giovanissimo Arthur Conan Doyle nel 1884 sul Cornhill Magazine; la versione del futuro autore di Sherlock Holmes sarà così convincente da mischiarsi con i fatti storici, alimentando ulteriormente il mito della Mary Celeste – la più famosa fra le “vere” navi fantasma della storia.

Una ricostruzione del possibile aspetto di Lucy, in una mostra del National Museum of Natural History di Washington (credit: Mpinedag/wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Una ricostruzione del possibile aspetto di Lucy, in una mostra del National Museum of Natural History di Washington (credit: Mpinedag/wikipedia, CC BY-SA 3.0)

L’ANELLO MANCANTE. Nel 1912, un appassionato di archeologia, Charles Dawson, segnala ad Arthur Smith Woodward, custode del dipartimento di Geologia del Natural History Museum di Londra, di aver scoperto a Piltdown, nell’Inghilterra orientale, i resti di quello che ritiene un teschio umano risalente al Pleistocene. A seguito di ulteriori scavi, saranno trovati ulteriori resti ossei, permettendo a Woodward di concludere che il cosiddetto “uomo di Piltdown” si tratti dell’anello mancante tra le grandi scimmie e l’uomo, vissuto mezzo milione di anni fa. Ci vorranno ben 49 anni – fino al 21 novembre 1953 – prima che il museo dichiari ufficialmente che i resti dell’ominide siano in realtà un falso; la scoperta, infatti, non è altro che una chimera – forse realizzata dallo stesso Dawson –  composta da un cranio umano e alcune ossa di orango (in particolare, una mandibola e alcuni denti). È invece il 24 novembre 1974 che Donald Johanson e Tom Gray trovano in Etiopia i resti di uno scheletro femminile di Australopithecus afarensis (dal nome della depressione di Afar, in cui erano sepolti); chiamata “Lucy” in onore di una celebre canzone dei Beatles (Lucy in the Sky with Diamonds), e datata a circa 3,2 milioni di anni fa, permetterà di scoprire che il bipedismo anticipò lo sviluppo cerebrale. In ogni caso, né Lucy né l’uomo di Piltdown (fosse realmente esistito) sono “anelli mancanti”: la locuzione oggi ha perso di significato scientifico perché presuppone un’evoluzione lineare delle specie, mentre la teoria evoluzionistica moderna le considera più correttamente come forme di transizione.

STORIA E TECNOLOGIA

Un'immagine del telefono cellulare IBM Simon in carica sulla sua base (credit: Bcos47/Wikipedia, Pubblico Dominio)

Un’immagine del telefono cellulare IBM Simon in carica sulla sua base (credit: Bcos47/Wikipedia, Pubblico Dominio)

SCOPERTE E AVVENIMENTI IN VIAGGIO PER IL MONDO. 24 novembre 1642: in servizio per la Compagnia delle Indie Orientali, Abel Tasman scorge un’isola sconosciuta in occidente, e la chiama isola di Van Diemen, in onore del governatore generale della società marittima olandese; duecento anni dopo, l’isola sarà ribattezzata Tasmania. Due secoli dopo, il 24 novembre 1859, Darwin – dopo aver raccolto numerose prove nel corso di un viaggio quinquennale a bordo della HMS Beagle – pubblica “L’origine delle specie” sulla teoria evoluzionistica, che – confutando quella creazionista, allora preminente – rivoluzionerà la biologia moderna e ne diverrà un assioma. Il 27 novembre 1895, il chimico e imprenditore svedese Alfred Nobel, inventore della dinamite – un successo anche militare, e per questo preoccupato dell’immagine che avrebbe lasciato ai posteri – redige e firma un testamento per destinare il 94% dei propri averi a una fondazione internazionale il cui scopo è la premiazione annuale di contributi eccezionali per l’umanità in fisica, chimica, medicina (o fisiologia) e letteratura, e per lo sviluppo della pace nel mondo. il capitale della fondazione, partito dall’equivalente di allora di 1,6 milioni di sterline, oggi vale più di 330 milioni di euro; Nobel, senza moglie né figli, morirà a Sanremo poco più di un anno dopo. Quasi un secolo più tardi, il 23 novembre 1992, IBM presenta il primo smartphone, il Simon, un tegolone a cristalli liquidi oggi inguardabile, ma allora uno spettacolare concentrato di potenza tecnologica in vendita tra i 900 e i 1.100 dollari (a seconda del contratto), corrispondenti a circa 1.500 euro attuali.

Un "selfie" di Curiosity (in realtà una fotocomposizione di molte immagini scattate il 6 ottobre 2015) scambiata da alcuni teorici del complotto per un falso, poiché sembra che l'autore della foto sia esterno al rover (credit: NASA, Pubblico Dominio)

Un “selfie” di Curiosity (in realtà una fotocomposizione di molte immagini scattate il 6 ottobre 2015) scambiata da alcuni teorici del complotto per un falso, poiché sembra che l’autore della foto sia esterno al rover (credit: NASA, Pubblico Dominio)

NELLO SPAZIO, NEL FRATTEMPO… Il 23 novembre 1924, l’astronomo statunitense Edwin Hubble espone per la prima volta al pubblico, in un articolo sul New York Times, la scoperta che la nebulosa di Andromeda corrisponde a una galassia (o, come la si chiama allora, “universo-isola”) differente dalla via Lattea. Quasi cinquant’anni dopo, il 27 novembre 1971, l’orbiter russo Mars 2 sgancia una sonda verso il pianeta rosso; la missione fallisce con lo schianto sulla superficie del pianeta, ma è il primo oggetto umano a raggiungerla. Il 26 novembre 2011 dalla Terra decolla la missione NASA Mars Science Laboratory, con a bordo il massiccio rover Curiosity; questo raggiungerà Marte nell’agosto successivo e, alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi, inizierà una lunga serie di esperimenti che, dalla durata iniziale di 24 mesi, saranno successivamente protratti, salvo malfunzionamenti, fino al consumo delle batterie atomiche (che potrebbe avvenire tra cinquant’anni). Il 23 novembre 2015 (giusto l’anno scorso) il vettore New Shepard, prodotto da Blue Origin, per primo raggiunge lo spazio e rientra a terra con un atterraggio verticale; il progetto prevede di avviare entro il 2018 il servizio turistico verso lo spazio.

Immagine di copertina: logo della rubrica aggiunto su Ghost Ship, by Ishtaure Dawn/Flicker.com, CC BY-SA 2.0

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