Templari e Rosacroce: il castello di Tomar

Trasformare la gita in un castello in un piccolo tour alla ricerca del mistero non è difficile: bastano un castello templare e un gruppo di amici in vacanza.

Il castello templare è quello portoghese di Tomar, a poco più di cento chilometri da Lisbona: fu costruito dopo la soppressione dell’Ordine, avvenuta nel 1314 in seguito al processo in cui i monaci cavalieri furono accusati di eresia ed idolatria. Principale responsabile della persecuzione dei Templari fu il re di Francia Filippo il Bello, che mirava al patrimonio templare, e dopo il processo riuscì ad incamerarne una parte. Tuttavia alcuni sovrani europei continuarono a dare sostegno ai monaci cavalieri; uno di questi fu il re del Portogallo, che li usò come alleati nella lotta contro i mori. Con il suo aiuto, i templari sopravvissuti fondarono l’Ordine dei Cavalieri di Cristo e nel 1357 scelsero Tomar come loro quartier generale. Il castello, molto ben conservato, è oggi uno dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Questo è quanto racconta la storia “ufficiale”: esiste però una storia “alternativa”, secondo cui i Templari erano depositari di una sapienza esoterica che era la vera origine del loro potere. Dopo il processo, i monaci avrebbero dato origine ad una serie di associazioni segrete, con lo scopo di tramandare le conoscenze che avevano accumulato in anni di permanenza nei luoghi delle Crociate.

Una di queste sette sarebbe quella dei Rosacroce; secondo la leggenda, essi sarebbero stati fondati nel 1407 da Christian Rosenkreuz, appena 50 anni dopo l’insediamento dei Templari a Tomar.

Le prime informazioni sulla vita di Rosenkreuz risalgono però ad un testo del XVII secolo, la Fama fraternitatis Rosae Crucis, che è anche il manifesto dell’ordine, dedito alla “riforma del genere umano”. I Rosacroce sarebbero quindi i portatori di una missione che prosegue quella dei Templari sotto una diversa forma.

Il legame tra i due gruppi si ritroverebbe in alcune simbologie comuni, prima fra tutte quella della croce. La rosa non sembrerebbe invece appartenere ai templari, anche se alcune croci templari vengono raffigurate con un fiore a cinque petali al centro. La Massoneria di rito scozzese ha poi fatto uso di elementi provenienti da entrambe le tradizioni: il 18° grado di iniziazione è detto “Sovrano Principe Rosa+Croce”, metro il 27° è quello di “Grande Commendatore del Tempio”.

Se questi legami possono sembrare un po’ deboli, perché non provare a cercarne degli altri proprio nel castello di Tomar? Gli antichi abitanti del castello potrebbero aver lasciato qualche segno per gli adepti, un particolare rivelatore pronto ad essere svelato: basterà avvicinarsi al castello con occhi sufficientemente sospettosi.

Con questo spirito, partendo da Tomar iniziamo l’ascesa al castello che domina la cittadina da una altura; la prima parte, molto prosaicamente, è in auto (anche gli indagatori di misteri amano le comodità), fino a ad arrivare ad uno spiazzo antistante il castello; di qui si passa per il portone di ingresso e si entra all’interno delle mura. Quello che visto dal paese sembrava un edificio non enorme, si rivela come la fortezza di un ordine molto potente: le stanze e i locali si susseguono ininterrotti, da un chiostro a un refettorio, ad un altro chiostro; alla fine ne incontreremo otto in tutto, a ricordarci che i templari erano al tempo stesso guerrieri e monaci e questo che stiamo visitando è al tempo stesso un castello e un monastero. Proseguiamo e arriviamo alle celle dei monaci che sono numerate come delle normali abitazioni, e se il corridoio non avesse un soffitto, l’impressione sarebbe proprio quella di camminare in mezzo ad una via. Arrivati alla parte più alta dell’edificio è possibile vedere l’intera vallata e capire la sensazione di potenza che doveva provare un monaco quando volgeva lo sguardo all’esterno.

Bafometto

Il presunto Bafometto raffigurato sul colonnato d'ingresso

Ma i Rosacroce dove si sono nascosti? Nonostante la grande varietà di ambienti, non è facile trovare un segno della loro presenza: i muri sono abbastanza spogli e relativamente poco decorati, salvo le pareti ricoperte di azulejos, le ceramiche di colore azzurro onnipresenti in Portogallo. Un mistero che si rispetti non può presentarsi in maniera troppo evidente a tutti; occorre avere pazienza, da qualche parte riusciremo a trovare un simbolo che ci darà l’ispirazione giusta. L’ispirazione finalmente arriva entrando nella chiesa, che come ogni chiesa templare che si rispetti, è costruita su una pianta rotonda, ad imitazione del tempio di Gerusalemme; se un templare avesse voluto nascondere un messaggio lo avrebbe fatto proprio qui, in mezzo alle decorazioni gotiche che ricoprono le pareti.

Ci aggiriamo per la chiesa e un dettaglio attira la nostra attenzione: sulle colonne della balaustra all’ingresso della chiesa compaiono i tratti di una faccia equivoca: forse si tratta del Bafometto, l’idolo che i Templari furono accusati di adorare, e che fu una delle cause della loro rovina. Osserviamo meglio una delle colonne: davanti a noi appaiono un fiore, chiara stilizzazione della rosa, e una croce: finalmente abbiamo trovato quello che stavamo cercando. Ma lo stupore aumenta alzando lo sguardo al soffitto della chiesa: le travature del soffitto disegna chiaramente una rosa e una croce, questa volta addirittura sovrapposte. Ecco il messaggio lasciato dai Templari per testimoniare la loro appartenenza ai Rosacroce!

Animazione croci soffitto

La croce e la rosa sovrapposte formate dalle travature sul soffitto.

Sembra tutto troppo facile, e in effetti lo è: la setta dei Rosacroce è così segreta che le prove della loro esistenza sono debolissime. Secondo gli storici le molte leggende che li riguardano sono infondate ed è possibile che si trattasse semplicemente di uno gioco o uno scherzo: così lo definì Johannes Andreae, uno degli autori dei primi manoscritti rosacrociani. Ma i complottisti dell’epoca e dei secoli successivi non poterono resistere alla tentazione e indicarono come appartenenti ai Rosacroce i personaggi più svariati, da Leonardo a Mozart, passando per Newton e Cartesio, il tutto sulla base di interpretazioni alquanto discutibili delle loro opere.

I templari invece sono certamente esistiti, ma non c’è alcuna prova storica della loro esistenza dopo lo scioglimento dell’ordine; secondo alcuni l’ultimo Maestro templare, Jacques de Molay, condannato a morte in seguito al processo, avrebbe lasciato l’eredità dell’ordine ad un certo Johannes Marcus Larmenius. Tuttavia, il documento che lo testimonierebbe (la Carta di Larmenius) è scritto in un latino che non corrisponde a quello usato all’epoca ed è considerato un falso da quasi tutti gli storici. Se la storia dell’ordine si interrompe nel 1314, ogni legame con i Rosacroce, i cui manoscritti risalgono a 300 anni dopo, è una pura speculazione.

Il fatto è che trovare rose e croci raffigurate vicine non è poi così difficile, soprattutto se si interpreta qualunque raffigurazione floreale come quella di una rosa. Di qui ad immaginare storie improbabili sulle vicende segrete dell’Ordine il passo sarebbe breve, ed è stato già compiuto da scrittori come Umberto Eco nel suo Pendolo di Foucault, ma preferiamo fermarci qui, anche se il castello ha un suo fascino particolare e la pista esoterica, presa per gioco, può essere un buon motivo per una visita interessante ad un pezzo del nostro passato.


Foto d’apertura di Jason Pearce tratta da Flickr.
Distribuita con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic.
Altre foto di Luca Antonelli.

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