Wi-Fi: l’ammazza-alberi?

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Il Wi-Fi nuoce agli alberi? Secondo una notizia pubblicata da diverse testate giornalistiche e facile da rintracciare anche sul web, uno studio condotto in Olanda dimostrerebbe come le reti internet senza fili provochino danni alle piante. Vediamo di che si tratta.

Nel 2005 la città di Alphen aan den Rjin, una quarantina di chilometri a sud di Amsterdam, commissiona all’Università di Wageningen uno studio per appurare l’influenza delle connessioni Wi-Fi sulla salute degli alberi. La ragione della ricerca è il crescente numero di alberi affetti da malformazioni durante la crescita (crepe nel tronco, scolorimento e necrosi delle foglie), in particolare di frassini, molto diffusi in ambiente urbano. Non sempre i disturbi possono essere imputati alla presenza di parassiti o malattie, da cui l’esigenza di stabilire l’eventuale origine non biologica del fenomeno. Inoltre, negli ultimi anni si è registrato un aumento delle malformazioni negli alberi presenti in aree urbane: il numero di esemplari a oggi colpiti è pari al 70% rispetto al 10% di cinque anni fa, mentre nelle zone rurali la diffusione del fenomeno era ed è rimasta molto ridotta.

Lo studio è stato condotto esponendo venti esemplari di frassino a sorgenti di radiazione elettromagnetica poste a distanza variabile (0.5-3m) dalle piante, per un periodo di tre mesi. Secondo la ricerca, gli alberi in prossimità dei trasmettitori hanno sviluppato un riflesso plumbeo delle foglie causato dalla necrosi delle superfici superiori ed inferiori delle foglie stesse. Nell’ambito della stessa ricerca sarebbe emerso che le radiazioni emesse dagli apparati Wi-Fi possono inibire la crescita delle spighe del mais.

Ad oggi i risultati di questa ricerca non sono stati pubblicati. Non ci sono evidenze di come siano stati condotti gli esperimenti nel dettaglio, né di quali siano gli accorgimenti adottati per evitare l’esposizione delle piante testate ad altri potenziali agenti di origine naturale o artificiale che possano aver influenzato i test. Di fatto, i ricercatori che hanno condotto l’indagine hanno sottolineato come i risultati si debbano considerare preliminari e che trovano utilità soprattutto nello stimolare studi futuri più approfonditi, studi volti a determinare gli effetti a lungo termine dell’esposizione al segnale. Nel frattempo, il TNO (Nederlandse Organisatie voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek, Istituto Olandese per la Ricerca Applicata), un istituto di ricerca indipendente inizialmente coinvolto nella ricerca dell’Università di Wageningen, ha ufficialmente preso le distanze dalle conclusioni preliminari tratte dallo studio. Lo stesso Antennebureau – l’agenzia governativa olandese per le informazioni sulle antenne – è rimasto piuttosto scettico di fronte alla notizia. È stata invece avanzata l’ipotesi di un inquinamento di origine puramente chimica.

Il problema della salute delle piante sembra sia stato appurato anche da uno studio condotto dalla Washington University di St. Louis. Lo studio è attribuito al «premio Nobel Gunnar Hofverberg», in qualità di «maggiore esperto di Wi-Fi negli Stati Uniti», nonché «esperto a livello mondiale di arboricoltura» e «botanico»; Hofverberg però non figura nella lista ufficiale dei premi Nobel, e non c’è alcuna pubblicazione a nome di Gunnar Hofverberg in qualità di esperto negli altri campi citati… Le poche informazioni relative a questo studio sono in linea con quelle riportate dallo studio olandese citato; tuttavia riguardano l’osservazione di circa 900 alberi. Il 97% degli alberi, secondo Hofverberg, troverà la morte ad opera delle connessioni wireless. Lo stesso professore conclude con una raccomandazione: tenere qualsiasi trasmittente wi-fi ad una distanza di almeno 10 miglia (circa 16 chilometri) dagli alberi. Il fantomatico Hofverberg non ha perso occasione di assumere altre posizioni estreme sul tema, cercando – e trovando, a suo dire – una correlazione tra gli incendi e la presenza del Wi-Fi sulla costa Ovest degli Stati Uniti. Una bufala? Molto probabile, anche se la notizia ha trovato credito e – come si è detto – riporta aspetti simili a quelli che caratterizzano lo studio olandese che ha ispirato questo articolo.

Queste sono le notizie più accreditate dalla stampa cartacea e digitale e sostengono l’influenza negativa del Wi-Fi sulla salute delle piante. Tuttavia non si tratta dei primi studi sull’argomento: buona parte di essi non ha individuato alcuna anomalia imputabile alle onde elettromagnetiche, d’altronde in questo caso improbabile a causa delle bassissime potenze associate alle trasmissioni Wi-Fi. Lo stesso Antennabureau citato in precedenza parla di 65 studi – 9 dei quali focalizzati sulla crescita e la salute di semi e piante esposti ai segnali di trasmissione per comunicazione mobile – che non hanno evidenziato alcun fenomeno negativo.

Foto di Dave Morris tratta da Flickr.
Distribuita con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic.

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