Maturandi tra rituali e superstizioni

dita incrociate

Oggi gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia sono chiamati a sostenere la prima prova scritta dell’esame di stato, che segnerà il loro passaggio ufficiale all’età adulta, quella dell’ingresso nel mercato del lavoro o dell’accostamento allo studio universitario.

Compagna di tutte le fasi di passaggio della vita è la paura di non farcela, del fallimento e delle sue ricadute sull’autostima e la considerazione sociale. E dove c’è la paura fioriscono i tentativi per esorcizzarla e superarla. I riti magico-superstiziosi sono compagni affezionati degli studenti nel corso dei momenti “caldi” della vita scolastica (compiti in classe, interrogazioni, prove oggettive…), ma letteralmente esplodono in prossimità degli esami o durante il loro svolgimento, come testimonia il portale Studenti.it che ha raccolto, nel suo forum, centinaia di testimonianze in merito. Da insegnante delle scuole secondarie superiori ho avuto modo di osservare molte di queste pratiche, divertendomi anche a classificarle in sottogruppi.

Ci sono, innanzitutto, i riti scaramantici a sfondo religioso, molto diffusi nei paesi di cultura cattolica, come l’Italia. Preghiere recitate e commissionate (la famosa nonna che recita il rosario per il nipote maturando), medagliette indossate sotto i vestiti, santini, benedizioni, messa pre-esame, visita all’importante luogo di culto e così via.
Vi sono, poi, i riti medico-salutisti, che possono iniziare anche mesi prima degli esami: parliamo di integratori di fosforo, di complessi vitaminici e di minerali, nonostante non sia mai scientificamente emersa una correlazione tra il loro utilizzo e l’aumento della facoltà mnemoniche e intellettive. Vanno fortissimo anche compresse e fialette erboristiche a base di ginseng, pappa reale, non ben identificati “complessi di erbe” e le intramontabili tisane “rilassanti”, che garantiscono sonni sereni. È il periodo in cui solerti mamme preparano zabaioni, spremute d’arancia o piatti di spinaci, questi ultimi per il loro mitico, nonostante le smentite della scienza, contenuto in ferro, che male non fa.

In alcune regioni vi sono pratiche particolari consolidate dall’uso: gli studenti toscani, ricorda sempre Studenti.it, a 100 giorni dall’esame, devono ripetere per 100 volte la stessa cosa (ad esempio girare 100 volte intorno alla Torre di Pisa); in Sardegna si balla sulle note dell’inno sardo cui poi segue un rito celtico propiziatorio.
Vi è, poi, l’ampia casistica delle superstizioni legate a oggetti e gadget: dalla “penna fortunata” (la più quotata sarà quella venduta dai gemelli Wisley di Harry Potter, che scriveva i compiti da sé?) alla foto del fidanzato, dal peluche dell’infanzia alla linguetta della Coca-cola sorseggiata con gli amici.
E non si vorrà tralasciare di indossare la maglietta fortunata, anche se un po’ fuori moda, o la biancheria intima antisfiga (popolarissimi i boxer di Lupo Alberto che stringe in mano ferro di cavallo e cornetto), oppure i calzini indossati a tutti gli esami, da quelli di terza media a quelli della patente.
Attenzione, poi, ai presagi funesti: ricordo classi in cui un determinato capo d’abbigliamento di un prof era considerato foriero di sventure, altre in cui lo era una particolare borsa della bidella.
L’elenco potrebbe continuare all’infinito perché la superstizione è una credenza che caratterizza il comportamento umano dalla notte dei tempi, essendo legata a un bisogno di prevedere e controllare il futuro che non riguarda certo solo i nostri giovani studenti.

Diverso il discorso per le pratiche pseudo-mediche la cui diffusione dipende non solo da un’esigenza di controllo, ma probabilmente anche da una necessità di medicalizzare questioni che di per sé non avrebbero nulla di patologico, secondo una dinamica che caratterizza una diffusa cultura della salute. Si tratta di un fenomeno che da un lato è l’effetto paradossale della fiducia nella medicina contemporanea, che porta ad attribuirle poteri che in realtà non ha, dall’altro è legato alle campagne promozionali delle aziende farmaceutiche, che hanno tutto l’interesse ad alimentare questo genere di fiducia.
In ogni caso, si spera che i nostri ragazzi ricordino che, ai fini dell’esame, non esiste miglior amuleto di uno studio completo ed efficace.

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