Intervista a Elena Dogliotti, nuova consulente scientifica del CICAP

Il CICAP ha recentemente annunciato la nomina di un nutrito gruppo di nuovi soci onorari e consulenti scientifici, figure che contribuiranno attivamente a garantire la qualità del lavoro dell’associazione. Tra i nuovi consulenti c’è Elena Dogliotti, biologa nutrizionista, ricercatrice e divulgatrice scientifica. Laureata in scienze biologiche e specializzata in scienze dell’alimentazione presso l’Università degli Studi di Milano, è autrice e co-autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e supervisore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi.

Dottoressa Dogliotti, qual è l’approccio comunicativo più adatto per attirare l’attenzione del pubblico su temi come la salubrità del cibo, il contrasto alla sedentarietà o al tabagismo?

Ritengo che l’approccio più giusto sia quello di un linguaggio semplice, che si muova su macro-aree chiave ma che permetta al contempo di approfondire argomenti tecnici, attraverso analogie ed esempi che trasformino, per dirne una, numeri e statistiche in immagini chiare e più comprensibili. Tale metodo può essere poi declinato attraverso i più svariati strumenti, per poterlo adattare ai vari target di fascia di età e contesto culturale e sociale.

Parlando di fasce d’età diverse, come si possono sensibilizzare i giovani su questi argomenti?

È un risultato che si può raggiungere cercando di catturare il loro interesse, arricchendo il dialogo di esempi pratici e curiosità scientifiche, stimolandoli a cercare in prima persona delle strategie dopo aver fornito loro tutti gli strumenti adeguati. Una buona strategia può essere anche quella di coinvolgerli come parte attiva nell’educazione dei coetanei e delle proprie famiglie.

Ritiene che, a causa della pandemia, l’attenzione verso alcuni temi sia calata, lasciando il pubblico un po’ alla deriva?

Io penso, al contrario, che l’aumento forzato di tempo libero che si è verificato nella vita di molte persone si sia trasformato in un’opportunità per poter leggere, ascoltare e seguire interventi, testi e post social sui temi della salute. Questo livello di interesse potrebbe essersi anche mantenuto nel tempo. Per questo motivo è ancora più importante contrastare la scorretta informazione e le pseudoscienze con azioni capillari ed efficaci.

Quale pensa sia il punto d’incontro tra il suo lavoro e quello del CICAP?

Essendo una biologa specialista in scienze dell’alimentazione mi occupo, per Fondazione Umberto Veronesi, di divulgazione scientifica per promuovere una maggior consapevolezza in ambito alimentare e, più in generale, per far comprendere l’importanza di adottare stili di vita migliori per fare prevenzione primaria. Oggi i falsi miti sull’alimentazione sono molti e, spesso, circolano teorie accattivanti sull’argomento che non hanno alcuna solida base scientifica o che partono da ipotesi non hanno avuto conferma da studi di settore. Il mio contributo al CICAP può essere sia di tipo divulgativo sia educativo, nella forma più utile per il Comitato come articoli, seminari e conferenze sugli argomenti attinenti al mio campo di lavoro.

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