Quando vedi quei dischi volanti – il giorno in cui gli Ufo invasero la musica

Può darsi che i Buchanan Brothers non fossero destinati a restare nella storia universale della musica. Erano un gruppo country americano che, fra l’autunno 1944 e l’estate 1947, incise ventotto canzoni su dischi a 78 giri, com’era ancora lo standard tecnologico.  Testi e melodie senza pretese, da cantare nelle immense distese degli Stati Uniti in tempi difficili. Quando i Buchanan Brothers iniziarono a scrivere, milioni di americani combattevano ancora in Europa e nel Pacifico per sconfiggere tedeschi e giapponesi. La vittoria era in vista, ma il prezzo era sempre più alto e sui campi di battaglia e nei cieli comparivano armi sempre più potenti, che fino a pochi anni prima nessuno avrebbe immaginato. Era un mondo di paura e, al contempo, di fascino perverso per quei nuovi prodigi. 

Nella loro musica i Buchanan Brothers erano mossi anche da un intento di tipo religioso. Membri di qualche chiesa protestante, quando nell’agosto del 1945 la bomba nucleare fece la sua apparizione operativa sulle città giapponesi, interpretarono quell’orrore come un segno che i tempi erano maturi, e che qualcosa di decisivo si stava avvicinando per il mondo intero. Lo testimoniano due canzoni: Atomic Power, del marzo 1946, che fu anche il loro maggior successo (entrò nella top ten dei dischi più venduti), e There is a Power Greater than Atomic, del luglio 1947. Provate ad ascoltarle. Le parole sono ambigue. Quel potere è tremendo: stiamo giocando con la stessa energia di Dio. Ce l’ha data lui, Hiroshima e Nagasaki hanno pagato per i loro peccati: sta a noi usare quell’energia di fonte divina per il bene e non per distruggere.

Colpiti e spaventati dalle due prime esplosioni nucleari sperimentali condotte nell’estate del 1946 all’atollo di Bikini, al contempo ne erano attratti e, in sostanza, dicevano che – tutto sommato – quei test erano andati meno peggio del previsto. Le due atomiche, infatti, avevano lasciato intatti mare e cielo, segno che in alto c’era qualcuno di assai più potente dell’atomo. Con le atomiche sarebbero morti “alcuni”, ma se Dio avesse scatenato il suo potere, allora sì, che, di sicuro, saremmo morti tutti. 

Insomma: con le armi nucleari, male ma non malissimo. Sono tremende, vanno evitate, ma l’energia dell’atomo è un dono di Dio. Proviene dalla sua mano, anche se la “sua” energia atomica è infinitamente più forte. La tecnica tremenda scaturita dalle necessità della Seconda Guerra Mondiale è repellente, ma al tempo stesso portatrice di un fascino tremendo, ipnotico. 

Così, il 20 luglio 1947, sul settimanale “Candido” lo scrittore Giovanni Guareschi ironizzava sulle prime notizie sui dischi volanti: più che i dischi, vista la miseria del tempo, molti europei avrebbero preferito avvistare una calda zuppiera volante.

Nel breve periodo in cui i Buchanan Brothers scrivevano i loro motivetti, nei cieli americani apparve un nuovo mistero: alla fine di giugno del 1947 tutti presero a parlare dei dischi volanti. Insieme alla coppia di spiegazioni più presenti (“sono armi segrete oppure sono equivoci e invenzioni”), nel giro di pochi giorni si moltiplicarono le interpretazioni occultistiche, religiose e millenaristiche, “marziane”, con conseguenti variazioni di ogni tipo, da Atlantide, a Lemuria, dalla “Quarta dimensione”, all’oltretomba come origine dei presunti velivoli. Il potenziale più importante del fenomeno, quello capace di generare un mito culturale potentissimo, iniziò a manifestarsi allora. Al riguardo, vi consiglio la lettura di Flying saucers in the Sky: 1947: when UFOs came from Mars (2020), a firma di uno dei pochi studiosi italiani di ufologia degni di questo nome,  Maurizio Verga. 

I Buchanan Brothers erano pienamente partecipi del clima di ansie e di aspettative fantastiche di quel momento. Per questo produssero quella che quasi di certo è la prima canzone a tema ufologico in assoluto, cioè When you see those Flying Saucers, una canzoncina facile facile da due minuti e venti scritta nel tentativo – non molto riuscito – di imitare lo stile di un vero grande protagonista del country e della musica, Hank Williams, allora al culmine del suo successo.  Ecco il testo (la traduzione è mia).

Testo Traduzione
You’d better pray to the Lord when you see those flying saucers
It may be the coming of the Judgment Day
It’s a sign there’s no doubt of the trouble that’s about
So I say my friends you’d better start to pray
They’re a terrifying sight as they fly on day and night
It’s a warning that we’d better mend our ways
You’d better pray to the Lord when you see those flying saucers
It may be the coming of the Judgment Day
Meglio tu ti volga in preghiera al Signore, quando vedi i dischi volanti
Potrebbe trattarsi dell’arrivo del Giorno dei Giudizio
Senza dubbio è un segno dei patimenti che ci sono
Dunque, amici miei, per me è meglio che iniziate a pregare.
Sono una visione terrificante, volano giorno e notte
Un segno che è meglio cambiar strada
Meglio tu ti volga in preghiera al Signore, quando vedi i dischi volanti
Potrebbe trattarsi dell’arrivo del Giorno dei Giudizio.
Many people think the saucers might be someone’s foolish dream
Or maybe they were sent down here from Mars
If you’ll just stop and think you’d realize just what it means
They’re more than atom bombs or falling stars
And though the war may be through there’s unrest and trouble brewin’
And those flying saucers may be just a sign
That if peace doesn’t come it will be the end of some
So repent today, you’re running out of time
When you see a saucer fly like a comet through the sky
You should realize the price you’ll have to pay
You’d better pray to the Lord when you see those flying saucers
It may be the coming of the Judgment Day
Molti pensano che i dischi potrebbero essere solo gli sciocchi sogni di alcuni
O forse che ci siano mandati da Marte
Ma se ti fermi a pensare, potresti capire che cosa vogliono dire
Sono qualcosa di più delle bombe atomiche o delle stelle cadenti.
Se la guerra potrebbe esser prossima, se stanno maturando disordine e guai
Allora davvero i dischi volanti potrebbero essere un segno
Che se la pace non arriva, per alcuni sarà la fine
Dunque, pentiti subito, il tuo tempo sta scadendo.
Se vedrai un disco volare come una cometa nel cielo
Allora potresti capire il prezzo che pagherai
Meglio tu ti volga in preghiera al Signore, quando vedi i dischi volanti
Potrebbe trattarsi dell’arrivo del Giorno dei Giudizio.

When you see those flying saucers fu registrata negli studi della RCA Victor (che pubblicarono l’intera  discografia dei Buchanan Brothers) il 16 luglio 1947, cioè appena ventidue giorni dopo l’episodio fondatore del mito Ufo moderno, l’avvistamento di nove “cose volanti” fatto il 24 giugno dall’imprenditore Kenneth Arnold mentre volava col suo piccolo aereo sul nord-ovest degli Stati Uniti. La musica è mediocre, il testo si risolve in un appello classico alla conversione istantanea e urgente a Gesù. Una conversione che è funzione dei segni dei tempi, che non consente più  di volgersi indietro e che ha per presupposto l’imminente conclusione dell’era presente, com’è motivo tipico di una parte della spiritualità protestante.

Tuttavia, in questa canzoncina c’è parecchio altro. C’è il terrore unito all’attrazione per ciò che si vede nei cieli e che attira l’attenzione di tutti. Si tratta di un segno, di un segno potente del fatto che qualcosa di decisivo sta iniziando. Ventidue giorni dopo le prime notizie sui flying saucers, i Buchanan Brothers avevano colto il senso di ciò che si stava inaugurando in quell’estate di settantacinque anni fa: l’inizio dell’era di una delle più pervasive mitologie dell’umanità contemporanea, quella dei dischi volanti, poi chiamati Ufo. 

One thought on “Quando vedi quei dischi volanti – il giorno in cui gli Ufo invasero la musica

  • 12 Gennaio 2022 in 13:45
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    And though the war may be through there’s unrest and trouble brewin’: andrebbe in realtà tradotto come “E anche se la guerra è finita, ci sono disordini e problemi in arrivo”, o qualcosa del genere.

    Riguardo la tematica religiosa, vengono in mente alcune considerazioni di Jung:

    “Questi simbolismi [UFO], che oggi spuntano ovunque, dipingono un quadro della fine dei tempi con le sue concezioni escatologiche: distruzione del mondo, venuta del Regno dei Cieli o del redentore del mondo.”
    ~Carl Jung, Lettere Vol. II, pagine 476-477

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