L’isteria della sindrome dell’Avana e la grande caccia all’oca selvaggia

di Robert Bartholomew *

Traduzione di Fara Di Maio, da Skeptic

Agenti stranieri hanno effettivamente commesso azioni nefaste, prendendo di mira decine di diplomatici americani e canadesi e le loro famiglie con un’arma energetica, o la sindrome dell’Avana è un fenomeno di panico sociale aiutato dal giornalismo sensazionalista, scienza dubbia e teorie cospirative dei social media? Il contenuto di un’indagine del governo degli Stati Uniti sulla “Sindrome dell’Avana”, rilasciata in base al Freedom of Information Act, ha concluso che la malattia psicogena di massa ha probabilmente giocato un ruolo importante.

Questa storia è un buon esempio di cosa può succedere quando la politica si mescola alla scienza.

L’esplorazione dell’amministrazione Biden sulle origini della “sindrome dell’Avana” è andata a rotoli dopo le inaspettate dimissioni della donna che guidava l’indagine, avvenuta dopo aver servito nel suo ruolo per soli sei mesi. La sindrome dell’Avana fu segnalata per la prima volta all’Avana, Cuba, alla fine del 2016. Nei due anni successivi decine di diplomatici americani e canadesi e le loro famiglie hanno lamentato disturbi quali mal di testa, vertigini, nausea e stanchezza, confusione, difficoltà di concentrazione, insonnia e dolore alle orecchie.

Mentre continua ad essere ampiamente riportato che a molte delle vittime sono stati diagnosticati danni cerebrali e perdita dell’udito, sulla base degli studi che sono stati condotti fino ad oggi non ci sono prove definitive per sostenere tali affermazioni – o che gli attacchi abbiano avuto luogo. (1)

Il 22 settembre il Dipartimento di Stato ha annunciato che Pamela Spratlen si sarebbe dimessa dopo una teleconferenza in cui rifiutava di escludere la possibilità che i sintomi fossero causati da una malattia psicogena di massa, affermazione che fece infuriare le vittime. La domanda era stata sollecitata dai media che si riferivano alle conclusioni di un’indagine dell’FBI, non ancora pubblicata, secondo le quali i diplomatici erano vittime di una suggestione di massa. (2)

L’isteria oltre l’isteria

La reazione ostile alla possibilità che la malattia psicogena possa avere un ruolo evidenzia lo stigma che circonda questa condizione, che è ampiamente incompresa dal pubblico e da molti nella comunità scientifica. A poche ore dalle dimissioni di Pamela Spratlen, un ex ufficiale della CIA che sostiene di essere stato vittima di un “attacco” del 2017 a Mosca, Marc Polymeropoulos, ha affermato che era “automaticamente squalificante” per la Spratlen, nella sua qualità di leader della task force, non aver escluso “l’isteria di massa”, nonché “offensivo per le vittime”. (3) Uno dei diplomatici intervenuti nella videoconferenza ha lamentato che la Spratlen stava “dicendo molto chiaramente di non aver escluso che siamo pazzi”. (4)

Tali pregiudizi sono comuni e riflettono un’ignoranza diffusa sull’argomento. La malattia psicogena di massa non è un disturbo mentale; è una risposta collettiva allo stress che evoca sintomi reali. È una condizione ben documentata che comporta la conversione dello stress psicologico in sintomi che non hanno una base organica.

Non è un concetto ipotetico; è una patologia consolidata nel campo della psichiatria e della medicina. Diversi diplomatici che avevano resi noti i sintomi della “sindrome dell’Avana” con l’unico risultato di sentirsi dire in seguito che probabilmente soffrivano di stress hanno criticato il governo per non aver preso sul serio le loro affermazioni. Fanno notare che l’amministrazione Biden ha smesso di riferirsi a quanto accaduto con la definizione di “attacchi”, definendoli piuttosto come “incidenti sanitari inspiegabili” o UHI (Unexplained Health Incidents). (5)

Negli ultimi mesi c’è stata una raffica di notizie allarmanti su “attacchi energetici diretti” contro funzionari americani in oltre una dozzina di paesi, che hanno coinvolto quasi 200 persone (6) . Viene spesso dato per sottinteso che il numero stesso di segnalazioni è la conferma che è in atto qualcosa di nefasto. Ciò che raramente viene menzionato è il contesto dell’epidemia: l’esplosione globale dei casi coincide con una direttiva del Dipartimento di Stato ai diplomatici e ai funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti che invita a stare in allerta per “incidenti sanitari anomali” (AHI, Anomalous Health Incidents) che possono essere accompagnati o meno da strani suoni.

A settembre, il Segretario alla Difesa Lloyd Austin ha contattato i quasi 2,9 milioni di militari, collaboratori esterni e funzionari civili del Paese, esortandoli a segnalare gli AHI. (7) Ha scritto: “Nel corso degli ultimi anni, e prevalentemente all’estero, alcuni membri del DOD (Dipartimento della Difesa) hanno riferito una serie di eventi sensoriali improvvisi e preoccupanti, come suoni, pressione o calore, in concomitanza o immediatamente prima dell’improvviso insorgere di sintomi come mal di testa, dolore, nausea o squilibrio (instabilità o vertigini)”. (8)

Questo potrebbe facilmente generare migliaia, se non decine di migliaia, di rapporti, specialmente se si considera che alcuni ricorrenti potrebbero tentare di chiedere un risarcimento finanziario. In Canada più di una ventina di diplomatici ha intentato una causa da 28 milioni di dollari canadesi contro il proprio governo, sostenendo che fosse a conoscenza dei rischi già all’inizio del 2017 e che non è riuscito a proteggere i suoi cittadini da un pericolo chiaro e presente. (9) Prevedo che le azioni del segretario Austin genereranno migliaia se non decine di migliaia di segnalazioni. Se solo la metà dell’uno per cento di coloro che sono stati contattati presentasse una denuncia, ciò si tradurrebbe in 14.500 ricorrenti.

Non si esagera dicendo che la “Sindrome dell’Avana” comporta una lunga lista di sintomi che sono così vaghi e comuni da essere sperimentati da tutti ad un certo punto, ed è probabile che includa una ridefinizione dei dolori e dei disturbi quotidiani sotto una nuova etichetta. Questa situazione ricorda la genesi della smania di molti avvistamenti di UFO e di mostri. Dopo un primo rapporto sensazionale, i residenti cominciano a scrutare il proprio ambiente per trovare le prove dell’anomalia percepita. Data la natura imprecisa della percezione umana, la gente comincia a vedere ciò che si aspetta di vedere. Un fruscio tra i cespugli diventa Bigfoot, la scia di una barca viene scambiata per un mostro del lago, e Venere viene presa per un UFO.

Normalmente, la maggior parte delle persone non presta molta attenzione a ciò che la circonda, ma durante questi periodi di agitazione decine di avvistamenti spesso saltano fuori in un breve periodo di tempo perché la gente comincia a scrutare eccessivamente il proprio ambiente e nota cose che ordinariamente non noterebbe. Un esempio classico è l’epidemia dei parabrezza bucati a Seattle nel 1954, quando si diffuse la voce che la regione era soggetta alla ricaduta radioattiva dei test della bomba atomica nel Pacifico. Mentre i residenti cercavano le prove della ricaduta, notarono piccoli segni di buchi sui loro parabrezza che si presumeva fossero stati causati dal fallout. Gli investigatori scoprirono poi che i segni i piccoli fori sono una caratteristica comune dei parabrezza. Invece di ignorarli, i residenti hanno cominciato a osservare, e a notare per la prima volta, segni che erano stati sempre presenti. (10)

Un esperimento globale

Allertando le sue missioni diplomatiche e adesso anche i membri del servizio e collaboratori esterni della potenziale minaccia di misteriosi attacchi energetici, i funzionari hanno creato quello che è essenzialmente un esperimento globale di suggestione di massa. La malattia psicogena può essere pensata come l’effetto placebo al contrario. È noto da tempo che le persone a cui viene data una sostanza inerte senza valore terapeutico, come una pillola di zucchero, possono sentirsi meglio grazie al solo potere della suggestione.

L’effetto placebo non cura il diabete o abbassa il colesterolo, ma può alterare la chimica e la fisiologia del cervello e il modo in cui sperimentiamo il dolore. Più recentemente gli scienziati hanno identificato l’effetto nocebo, a causa del quale i soggetti possono ammalarsi grazie al solo potere della convinzione. Per esempio, se un paziente ha aspettative negative verso un trattamento può evocare sintomi che riflettono il risultato previsto.

Gli annali dell’isteria di massa sono pieni di esempi di aspettative che causano malattie psicogene. In un caso, subito dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti, in una metropolitana del Maryland un uomo mentalmente disturbato si mise a spruzzare una sostanza misteriosa su un lavoratore del trasporto pubblico. Mentre veniva bloccato a terra, il suo contenitore si rovesciò sul pavimento. Una trentina di passanti iniziarono a mostrare sintomi che andavano dalla nausea al mal di testa e al mal di gola, credendo di essere stati vittime di un attacco chimico. La sostanza fu poi identificata come un comune detergente per vetri e i passeggeri si ripresero rapidamente. (11)

Rapporti secretati suggeriscono origini psicogene

Il contenuto di due distinte indagini riservate del Governo degli Stati Uniti sulla “Sindrome dell’Avana” è recentemente venuto alla luce. Le conclusioni di un’indagine dell’FBI, trapelate al New Yorker, hanno concluso che la malattia psicogena di massa è la spiegazione più probabile. (12)

Un secondo rapporto si ottenne dopo che un’altra fonte giornalistica ebbe presentato una richiesta di Freedom of Information Act. Lo studio, successivamente declassificato, fu emesso da un gruppo di scienziati di alto livello ciascuno nel proprio ambito, sotto il nome in codice JASON, nome ispirato da un personaggio della mitologia greca. Il comitato fornisce rapporti classificati su questioni di sicurezza nazionale dal 1960. Concluse che la possibilità di radiazioni a microonde era “altamente improbabile” e che i suoni misteriosi che accompagnavano molti degli “attacchi” erano prodotti da insetti. (13)

Il rapporto riferiva anche che “gli effetti psicogeni possono servire a spiegare componenti importanti dei sintomi riportati.”

Questi risultati erano molto diversi dal rapporto rilasciato dalla National Academy of Sciences (NAS) nel dicembre 2020, che concludeva che le radiazioni a microonde che coinvolgevano l’Effetto Frey erano la spiegazione più plausibile. Il gruppo ha ipotizzato che l’Effetto potrebbe aver provocato un’alterazione del sistema nervoso e del funzionamento del cervello. (14)

Tuttavia, uno dei primi scienziati a identificare il meccanismo dell’Effetto Frey ha definito i risultati della NAS “fantascienza”. Kenneth Foster, un professore di bioingegneria all’Università della Pennsylvania, ha affermato che è “oltraggioso” che il governo “sia rimasto seduto sul rapporto JASON per tre anni e abbia lasciato che la fantasia dell’arma invisibile continuasse quando erano disponibili informazioni migliori.” Dice di aver appena completato uno studio sulla possibilità che l’Effetto Frey possa essere usato come arma, e che la cosa è “altamente improbabile.” (15)

Panico sociale

Questa saga, che dura da cinque anni, può essere descritta come un panico sociale. Questi eventi sono vecchi come l’umanità e comportano una paura esagerata per una minaccia -reale o immaginaria – percepita verso la società. Occasionalmente, includono malattie psicogene di massa. L’attuale spavento combina due temi comuni: nemici immaginari e paura delle nuove tecnologie. Mentre la storia è piena di manifestazioni di panico simili, è allarmante che nella seconda decade del XXI secolo, in una delle società più sofisticate della Terra e con un avanzato sistema legale, scientifico e di istruzione, così tante informazioni false e fuorvianti siano state perpetuate da scienziati, giornalisti e politici.

La rima della Storia

Il panico sociale è un tema ricorrente nella Storia e spesso riflette paure simili in una veste culturale diversa. Viene dato loro ossigeno quando i membri chiave della società esagerano la minaccia percepita e promuovono voci e speculazioni rispetto ai fatti.

Per esempio, durante l’allarme tedesco della Prima Guerra Mondiale, i politici, gli accademici e la stampa facevano abitualmente affermazioni assurde sul pericolo rappresentato da sleali americani di origine tedesca. Di conseguenza, migliaia di cittadini furono accusati di essere spie e sabotatori della patria, spesso sulla base di prove inconsistenti. Travolti da una marea di paura, era come se l’America fosse entrata in un periodo in cui le normali regole sulle prove non venivano applicate. I sensazionali resoconti di fonti di notizie attendibili contribuirono allo spavento.

Un titolo del Washington Post affermava: “100.000 spie nel Paese!”. Il New York Tribune contribuì al senso di paranoia proclamando: “Le spie sono ovunque! Occupano centinaia di posti di osservazione… Sono tutti nei laboratori farmaceutici e chimici.” (16) Scrittori e accademici alimentarono ulteriormente il panico con libri allarmistici come Defenseless America di Hudson Maxim. (17)

Persino l’editore di Scientific American, J. Bernard Walker, alimentò i timori dell’invasione nel suo popolare romanzo America Fallen! (18)

I politici emanarono avvertimenti terribili, come il discorso tenuto al Congresso nel Giorno della Bandiera (Flag Day) 1917 dal Presidente Woodrow Wilson, che affermò che il Paese era infestato da cospiratori e spie tedesche. (19)

Il “Terrore Rosso” dei primi anni ’50 fu caratterizzato da accuse e rivendicazioni simili, questa volta da parte di crociati anticomunisti che vedevano ovunque agenti sovietici e sovversivi. Molte carriere furono rovinate perché persone innocenti furono falsamente accusate di simpatizzare con Mosca. Ancora una volta, i politici, i media e gli accademici servirono come facilitatori esagerando la minaccia.

In The Crucible, Arthur Miller ha notoriamente fatto dei paralleli con la caccia alle streghe di Salem. C’è un modello per ognuno di questi timori: viene identificata una minaccia, membri importanti della società ne affermano l’esistenza, e ne consegue una ricerca – che si tratti di streghe, agenti tedeschi o spie comuniste. In breve tempo, mentre guarda il mondo attraverso questo nuovo prisma della realtà, la gente comincia a vedere ovunque le prove della nuova minaccia. Come ha notato il sociologo americano William Isaac Thomas, “se gli uomini definiscono le situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”. (20)

La ricerca ha inizio

Ogni focolaio di malattia psicogena di massa o panico sociale è posizionato in un contesto unico. La ricerca delle origini della “Sindrome dell’Avana” può essere fatta risalire a una piccola unità di agenti della CIA che operavano all’Avana alla fine del 2016. Due degli agenti cominciarono a prendere nota di misteriosi suoni acuti che si sentivano vicino alle loro case durante la notte. Poi, il 30 dicembre, uno degli agenti cercò un trattamento medico presso la clinica sanitaria dell’Ambasciata degli Stati Uniti.

Lamentava mal di testa, difficoltà di udito e dolore all’orecchio – sintomi comuni che vengono trattati quotidianamente dalla maggior parte dei medici generici. Ciò che ha reso la sua visita alla clinica così insolita è stata la sua osservazione che i sintomi sembravano coincidere con un raggio sonoro che riteneva fosse diretto verso la sua residenza. L’incidente fu riferito al personale dell’ambasciata, ma non suscitò alcun allarme fino a quando non si venne a sapere che anche altri due agenti della CIA dello stesso ufficio operativo avevano riferito di aver sentito dei suoni vicino alle loro case il mese precedente. Ben presto emerse la teoria che gli agenti fossero stati molestati da un’arma sonica. (21)

Ad un osservatore esterno l’idea che gli ufficiali dell’intelligence fossero presi di mira con un dispositivo che utilizzava onde sonore per farli ammalare può sembrare inverosimile. Tuttavia, sembrava plausibile nel contesto storico delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Prima dell’apertura della nuova ambasciata sotto l’amministrazione Obama nel 2015, c’era stata una lunga e ben documentata storia di agenti cubani che molestavano i diplomatici americani all’Avana durante la Guerra Fredda.

I lavoratori dell’ambasciata si svegliavano nelle loro case e trovavano mobili e scaffali risistemati, feci e urina animali sul pavimento e mozziconi di sigaretta sul tavolo della cucina, anche se non fumavano o non avevano un animale domestico. Si sapeva che i cubani sgonfiavano pneumatici, accendevano luci nelle case dei diplomatici e interrompevano improvvisamente la fornitura di acqua o elettricità. (22)

Aggressori fantasma

C’è un’intera letteratura sugli aggressori fantasma. Ho personalmente documentato diversi casi. (23)

Questi episodi sono paralleli a quanto accaduto all’Avana – solo che la forma cambia per riflettere le credenze prevalenti. Le autorità alla fine concludono che gli “attacchi” erano del tutto immaginari.

Nel 1954, un “accoltellatore fantasma” terrorizzò Taipei per un periodo di due settimane, mentre la polizia indagava su quasi due dozzine di denunce. Le autorità conclusero che, sulla scia delle dicerie, i residenti avevano cominciato a esaminare tagli ambigui e banali, come quelli causati dallo sfiorare un ombrello in un autobus affollato, ritenendoli legati all’accoltellatore.

A Mattoon, Illinois, nel settembre 1944, i residenti pensavano di essere attaccati da una figura misteriosa che spruzzava gas velenoso nelle loro case durante la notte. Il caso divenne il soggetto di un famoso studio nel Journal of Abnormal Psychology. Il “gasista pazzo di Mattoon” si rivelò essere stato innescato da una serie di odori ordinari a seguito di notizie di stampa imprecise su un vero gasista.

La gente scrutava il proprio corpo alla ricerca di tagli e lividi (nel caso dell’accoltellatore fantasma) e ridefiniva gli odori quotidiani (con il gasista pazzo). All’Avana, la gente ridefiniva i suoni, poiché le dicerie iniziali sostenevano che si trattasse di un attacco sonoro e che i diplomatici ne fossero l’obiettivo. Poi cominciarono a scrutare i suoni degli insetti – suoni che avevano sentito prima ma che non avevano mai ascoltato attentamente. Improvvisamente, ogni suono insolito era motivo di sospettare di essere stati presi di mira. Ogni volta che iniziavano a sentirsi male, ascoltavano i possibili suoni di un’arma vicina. Era nata la “sindrome dell’Avana”.

Questo episodio può essere riassunto in un vecchio adagio: “Parla del diavolo ed è destinato ad apparire”. La sindrome dell’Avana è una paura delle streghe camuffata in una veste culturale diversa, che la rende più appetibile per l’accettazione moderna. Invece delle streghe, sono gli agenti stranieri ad essere accusati di azioni nefaste. Un’etichetta più appropriata per ciò che è accaduto sarebbe “l’Illusione della Sindrome dell’Avana” – la convinzione infondata, sulla scia di prove persistenti del contrario, che i diplomatici siano stati presi di mira con un’arma energetica. Si tratta di un panico sociale che è stato fomentato dal giornalismo sensazionale, dalla scienza di dubbia natura, dalle teorie di cospirazione dei social media e dalla burocrazia del governo.

L’Autore

Robert Bartholomew è Honorary Senior Lecturer presso il Dipartimento di Medicina Psicologica dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda. Ha scritto numerosi libri sui margini della scienza che trattano di UFO, case infestate, Bigfoot, mostri lacustri – tutti da una prospettiva di scienza tradizionale. Ha vissuto con il popolo malese in Malesia e con gli aborigeni nell’Australia centrale. È il co-autore di due libri fondamentali: Outbreak! The Encyclopedia of Extraordinary Social Behavior con Hilary Evans (Anomalist Books, 2009), e Havana Syndrome con Robert W. Baloh (Copernicus Books, 2020). Vive in Nuova Zelanda con la moglie e 3 figli.

(entrambi i volumi non sono stati pubblicati in italiano e possono essere reperiti in inglese ai link indicati, NdT)

Immagine in evidenza:

In alto a sinistra: copertina del rapporto del Dipartimento di Stato appena declassificato che ha concluso che l’Effetto Frey era “altamente improbabile”. Conclusione opposta è stata raggiunta dal panel della National Academy of Sciences. Mentre il primo rapporto è stato tenuto segreto, i risultati della NAS sono stati rilasciati pubblicamente, sollevando interrogativi. In alto a destra: Pagina 93 del rapporto segreto JASON che sostiene che l’isteria di massa sia la possibile causa della “Sindrome dell’Avana”. Il Dipartimento di Stato ha pubblicamente minimizzato l’idea promuovendo allo stesso tempo la nozione di microonde – qualcosa che il rapporto diceva essere “altamente improbabile”.

Riferimenti

    1. An Assessment of the Health Complaints during Sojourns in Havana of Foreign Government Employees and their Families. Technical Report by an Expert Group of the Cuban Academy of Sciences, September 2021. Baloh, Robert W., and Bartholomew, Robert E. 2020. Havana Syndrome. Cham, Switzerland: Copernicus Books; Bartholomew, Robert E., and Baloh, Robert W. (2019). “Challenging the Diagnosis of ‘Havana Syndrome’ as a Novel Clinical Entity.” Journal of the Royal Society of Medicine 113(1): 7–11.
    2. Suresh, Meera. 2021. “State Department Official Loses Job as Diplomats Seethe Over Havana Syndrome Response.” International Business Times, September 23.
    3. Lederman, Josh, and Breslauer, Brenda. 2021. “Diplomat Overseeing ‘Havana Syndrome’ Response is out after 6 Months.” NBC News, September 23.
    4. Ross, Jamie. 2021. “Diplomat leading Havana Syndrome response out after Angering Sufferers with ‘Mass Hysteria’ Comments.” The Daily Beast, September 23: https://bit.ly/3it8nTS
    5. Lederman, Josh, and Breslauer, Brenda. 2021. “In Intense Blinken Meeting, ‘Havana Syndrome’ Diplomats Complain of Skepticism.” NBC News, September 22.
    6. Charter, David. 2021. “CIA Agent in Serbia sent Home with ‘Havana Syndrome.’” The Sunday Times (London), September 29.
    7. Barnes, Julian. 2021. “Pentagon Asks Personnel to Report any Symptoms of Mysterious Ailments.” The New York Times, September 15.
    8. Austin, Lloyd. 2021. “Anomalous Health Incident.” Memorandum for All Department of Defense Employees, September 15.
    9. Carbert, Michelle, and Saunders, Doug. 2021. “Diplomats Launch Suit Alleging Ottawa Failed to Address Mysterious ‘Havana Syndrome’ Brain Injuries.” The Globe and Mail (Toronto, Canada), February 6.
    10. Medalia, Nahum, Larsen, Otto. 1958. “Diffusion and Belief in a Collective Delusion.” American Sociological Review 23:180–186.
    11. Meyer, J. “Subway Spill Sends Jitters Across World.” Journal-Gazette (Fort Wayne, IN). October 10, A. 6.
    12. Entous, Adam. 2021. “Are U.S. Officials Under Silent Attack?” The New Yorker, May 24: https://bit.ly/3mihGXL
    13. Vergano, Dan. 2021. “A Declassified State Department Report says Microwaves didn’t cause ‘Havana Syndrome.’” BuzzFeed News, September 30: https://bit.ly/3me4XVW
    14. Acoustic Signals and Physiological Effects 14 on U.S. Diplomats in Cuba, November 2018. Declassified U.S. Government study, 8.
    15. Personal communication with Ken Foster, October 2, 2021.
    16. Gilbert, James L. 2012. World War I and the Origins of U.S. Military Intelligence. Lanham, M.D.: Scarecrow, 34.
    17. Maxim, Hudson. 1916. Defenseless America. New York: Hearst’s International Library.
    18. Walker, J. Bernard. 2015. America Fallen! The Sequel to the European War. New York: Dodd, Mead.
    19. Leonard, Arthur R. 2013. War Addresses of Woodrow Wilson with an Introduction and Notes. London: Forgotten Books, 52.
    20. Thomas, William I., and Dorothy S. Thomas. 1929. The Child in America (2nd ed.). Alfred A. Knopf. 572.
    21. Golden, Tim, and Rotella, Sebastian. 2018. “The Sound and the Fury: Inside the Mystery of the Havana Embassy.” ProPublica, February 14: https://bit.ly/2YdspuN
    22. Baloh and Bartholomew, 2020, op cit., 37–38.
    23. Evans, Hilary, and Bartholomew, Robert. 2009. The Encyclopedia of Extraordinary Social Behavior. San Antonio, TX: Anomalist Books.

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