Il rito del sale

Articolo di Nicolò Bagnasco e Luigi Garlaschelli

Molti avranno sentito parlare di un rito ‘magico’ per togliere il malocchio – che anzi, ora si chiama ‘energie negative’ – dalla propria abitazione. Non è chiaro come determinare la presenza di energie negative in casa, ma per il momento tralasceremo questo problema.

Una ricerca con Google usando i termini ‘sale bicchiere energie’ e simili rivelerà una quantità impressionante di siti che spiegano come eseguire il rito, con tanto di commenti, altrettanto impressionanti.

Sostanzialmente il ‘rito’ consiste nel mettere due o tre cucchiai di sale grosso in un bicchiere (di vetro, di ceramica o di plastica); poi si deve riempire il bicchiere con della normale acqua, metterlo in un posto riparato, ad es. sopra un armadio, e aspettare.

Dopo un tempo piuttosto lungo, solitamente alcune settimane, si verifica il risultato.

Tipicamente, l’acqua sarà evaporata quasi tutta, e il sale avrà depositato dei cristalli sulle pareti del bicchiere. Citiamo da un sito:

“La quantità di sale cristallizzato che si formerà dipende da quante negatività ci sono nell’ambiente, più se ne forma, più energie negative ha catturato.”

Alcuni siti danno altre informazioni fantasiose, come il fatto che si dovrebbe toccare il bicchiere solo con i guanti, gettare i residui in un fiume (ma anche il lavandino va bene, per fortuna), che se il sale forma grossi agglomerati sul fondo, si è in presenza di geopatie, ovvero di energie negative dalla terra, eccetera.

Siccome inizialmente il sale era sul fondo del bicchiere, forse ci si aspetterebbe che aggiungendo l’acqua esso si sciolga, e quando l’acqua evapora si ritrovi il sale sempre sul fondo. La cosa sorprendente, invece, è che il sale forma una crosta di cristalli i quali coprono le pareti interne del bicchiere, salgono fino all’orlo e si depositano anche all’esterno, in modo vistoso e piuttosto impressionante.

Vediamo quindi di capire che cosa succede.

Non si tratta propriamente di una reazione chimica, ma di un fenomeno detto precipitazione. Sciogliendo il sale nell’acqua si crea una soluzione. Tuttavia, c’è un limite nella quantità di sale che si può sciogliere in acqua: quando questo viene superato, continuando ad aggiungere sale senza aumentare il volume di acqua il sale non si scioglie più e precipita sul fondo. La soluzione si dice satura.

Che cosa accade lasciando l’acqua con del sale sciolto in essa all’interno di un bicchiere? Con la progressiva evaporazione dell’acqua aumenta la concentrazione del sale, poiché questo non evapora. Raggiunto il limite di solubilità di cui si diceva prima, il sale comincia lentamente a precipitare (cioè a depositarsi come solido), formando dei cristalli, spesso sulle pareti del recipiente, lungo il pelo del liquido, poiché è proprio al pelo del liquido che l’evaporazione dell’acqua è maggiore.

Il liquido, comunque, tende a tenere bagnati i cristalli per un fenomeno di capillarità. Pensate a una striscia di carta assorbente immersa nell’acqua: il liquido sale verso l’alto, imbevendo il solido poroso.

Il liquido quindi continua a evaporare su di essi, aumentandone numero e volume, fino ad avere una grossa ‘crosta’ che si depositerà sempre più in alto.

Una parte dei cristalli si potrebbe depositare anche sul fondo del bicchiere, ma solitamente, attendendo, la ‘crosta’ si forma sempre.

Il fenomeno probabilmente è influenzato anche dalla velocità di evaporazione (che dipende dalla temperatura della stanza in cui il bicchiere è tenuto), dalla forma e pulizia del bicchiere stesso, e da impurezze nell’acqua quali polvere e simili, attorno alle quali i cristalli si possono formare preferenzialmente, eccetera.

Come si vede, si tratta di un fenomeno fisico ben chiaro. Piccole differenze nella quantità relative di acqua, sale, o nella forma del bicchiere, eccetera, potrebbero comunque alterare il risultato in modo poco prevedibile.

Abbiamo eseguito alcune semplici prove per capire se si possono identificare alcuni di questi fattori. Ecco i dettagli tecnici dell’esperimento:

Abbiamo preparato una soluzione di sale sciogliendo 175 grammi di sale grosso da cucina in 500 ml di acqua deionizzata. (La solubilità massima del sale in acqua è di 35,8 g in 100 ml di acqua). La soluzione quindi era quasi satura.

Abbiamo poi utilizzato 4 bicchieri di vetro, identici e ben lavati, ognuno della capacità di circa 100 ml, nel seguente modo:

  • Bicchiere n. 1: 80 ml della soluzione tal quale
  • Bicchiere n. 2: 80 ml della soluzione + 7 grammi di sale, in modo che la soluzione sia sicuramente satura, e con presenza di sale indisciolto.
  • Bicchiere n. 3: 70 ml di soluzione + 10 ml di acqua distillata, per avere una soluzione non satura.
  • Bicchiere n. 4: Come bicchiere n. 1, ma coperto con una garza , per evitare o almeno ridurre la caduta di polvere e simili impurezze.

I bicchieri sono stati posti su un pensile di cucina a una temperatura di 20 – 22 °C (monitorata con un termometro) e mai toccati. Dopo soli 4 giorni, (Fig. 1) i bicchieri n. 1 e 2 presentavano già una vistosa crosta di sale internamente ed esternamente al bicchiere. Il bicchiere n. 3 presentava un deposito parziale interno, mentre il n. 4, coperto con una garza, non presentava alcun deposito.

Figura 1

Dopo avere lasciato i bicchieri per un intero mese, la situazione era quella di Fig. 2. Il liquido è totalmente evaporato e tutti bicchieri presentano una spessa crosta esterna.

Il bicchiere 5, aggiunto al 15 giorno, contiene una soluzione satura di bicarbonato di sodio NaHCO3. Anch’esso forma un visibile deposito di cristalli, più piccolo probabilmente perché la soluzione contiene – a parità di volume – meno prodotto. La solubilità massima del bicarbonato è infatti 95,5 g/100 ml (contro i 358 g/l del sale comune).

Figura 2

Un identico esperimento in parallelo, condotto in tutt’altra sede, ha dato risultati simili.

Non siamo stati in grado di verificare se negli ambienti allignasse una quantità minore di ‘energie negative’. La sensazione di avere capito qualcosa di nuovo, però, è sicuramente da aggiungere a quelle positive.

Immagine in evidenza da Wikimedia Commons, licenza CC A-SA 3.0.

3 thoughts on “Il rito del sale

  • 2 Agosto 2021 in 12:15
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    Il sale sembra spesso legato a superstizioni di vario genere: la prima che mi viene in mente è quella che se si rovescia involontariamente sulla tavola, magari per aver urtato una saliera, bisogna gettarsene un po’ alle spalle.
    Mia madre invece era terribilmente superstiziosa sull’olio: se cadeva a terra era un dramma, e non solo per la seccatura di dover pulire. 🙂 In effetti anche l’olio è un elemento che si ritrova spesso in rituali “magici”.

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  • 3 Agosto 2021 in 13:12
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    Bisognerebbe fare uno studio policentrico randomizzato e double blind dove si ricerchino eventuali differenze nella cristallizzazione tra soluzioni identiche poste in due campioni di case, uno normale, l’ altro infestato.
    Quando trovate i finanziatori, avvisatemi.

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  • 23 Ottobre 2021 in 14:17
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    Sto facendo il rito del sale, mi è successa una cosa strana, ho messo un bicchiere con 2 cucchiai di sale grosso coperto da acqua corrente, dopo 7 giorni il sale ha cristallizzato le pareti del bicchiere, fuoriuscendo e cristallizzato sul mobile, la cosa strana è che il bicchiere non è mai stato toccato e acqua al interno c’è nera ancora. Non riesco a dami spiegazione

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