I lemming hanno istinti suicidi! Sarà vero?

Alzi la mano chi, cresciuto a “pane e K” (no, “kappa” non è un’allusione subdola alla Ketamina! Ma avremmo potuto citare The Games Machine o ancor più ZZap!), non accenni a un sospiro di nostalgia se qualcuno gli sussurra in un orecchio “Ci facciamo una partita a Lemmings?” Era il lontano 1991, la piattaforma di gioco su PC MS-DOS stava crescendo, ma il mercato era dominato dal Commodore Amiga, piattaforma d’elezione per questo gioco all’apparenza semplice, ma pieno di insidie per i simpatici protagonisti.

Copertina originale Amiga del celebre videogioco. (utilizzo immagine secondo fair use)

In un paesaggio bidimensionale sul quale si muovevano incessantemente, dall’alto verso il basso, dei piccoli animaletti dall’aspetto un po’ “punk” per via dei loro capelli verdi (i Lemmings, appunto), lo scopo del gioco era accompagnare verso un luogo sicuro il maggior numero di personaggi, sfruttando le capacità di alcuni membri della comitiva. C’erano lemmings capaci di bloccare il passaggio degli altri, gli scavatori, i paracadutisti (con l’ombrello), eccetera. Ai giorni nostri forse è un po’ in disuso, ma fino ad alcuni anni fa poteva ancora capitare che qualcuno, durante una chiacchierata, per commentare un comportamento particolarmente irrazionale e autolesionista dicesse “Si comportano proprio come i Lemmings!”.

I Lemmings, meno noti in italiano come “Lemmi”, sono roditori che vivono nella tundra artica, parenti stretti delle arvicole e del topo muschiato. La credenza comune dice che siano soliti di correre tutti assieme verso un dirupo sul mare e suicidarsi in massa, senza apparente motivo. Una delle interpretazioni che di solito vengono fornite come alternativa è che quando il gruppo cresce troppo in dimensioni, per allentare la pressione sul territorio un nutrito gruppo si lanci in mare. Sarà vero che i lemmi(ngs) soffrano di istinti suicidi?

Risposta: FALSO

Si tratta esclusivamente di una leggenda metropolitana. Durante le migrazioni stagionali, come capita a molte altre specie, sicuramente una buona percentuale di loro cadrà vittima di predatori, incidenti, e soprattutto annegamenti quando cercano di attraversare specchi d’acqua troppo profondi o agitati. Ma non si è mai osservato un comportamento intenzionale come quello che viene loro affibbiato.

Il contesto

Per scoprire l’origine della credenza, ci viene in aiuto il famoso sito Snopes, che ha dedicato un articolo alla confutazione di questo mito. La leggenda è arrivata al grande pubblico per merito di… Disney (sic). Nel 1958, venne distribuito un documentario naturalistico (premiato l’anno successivo con l’Oscar e l’Orso d’oro al festival di Berlino) sulla vita nelle regioni artiche del Nord America, e in uno degli episodi venne appunto filmato quello che sembra essere un nutrito gruppo di roditori che si lancia nel mare.

Il documentario in questione venne girato in Alberta, una regione notoriamente lontana dall’Oceano Artico e che non vede popolazioni di questi animali: furono importati apposta, acquistandoli dai figli degli Inuit che li avevano catturati in altre zone del Canada. Come era pratica comune in quegli anni quando si producevano documentari naturalistici, molte scene vennero girate con l’uso di qualche artificio, visto che non è semplice riprendere gli animali durante la loro vita quotidiana e avere anche buone riprese.

Con un sapiente lavoro di inquadrature e una piccola giostra girevole sulla quale vennero fatti correre, e con un lavoro di post produzione notevole e durato tre anni, una dozzina di questi piccoli mammiferi appaiono in realtà come una moltitudine che avanza verso il proprio inesorabile destino. Una volta terminate le riprese, infatti, per rendere più realistica la “scena madre” i lemmings vennero spinti a lanciarsi giù da una scogliera non nel mare – che li non era purtroppo disponibile – ma nel fiume Bow.

Un simpatico Lemming intento a studiare la posizione migliore per il salto.

Per chi inorridisce al pensiero che la casa che ha prodotto Bambi e Biancaneve abbia potuto mandare scientemente alla morte dei batuffolosi roditori, sappia che non è chiaro se fossero al corrente dell’espediente utilizzato da James R. Simon, il fotografo principale che si era occupato della parte di documentario dedicata ai lemmings.

Probabilmente la diceria nasce nei Paesi Scandinavi, dove vivono nutrite colonie di questi animali, che al pari degli altri roditori se si trovano in un ambiente ricco di risorse si riproducono a un tasso vertiginoso, arrivando a decuplicare il proprio numero nell’arco di un solo anno. Evidentemente l’abbondanza di risorse durerà poco, in queste condizioni, e allora grandi masse di animali si muovono in cerca di nuovi spazi, spesso scendendo dalle montagne per arrivare in corrispondenza di specchi d’acqua o del mare, camminando sul ghiaccio. Ecco che allora può capitare che molti periranno affogati, o per ipotermia se finiscono nell’acqua gelata.

Migrazione di massa di Lemmings in una stampa del 19° secolo – Credit: Wikimedia.org

Bisogna ammettere che è proprio un caso esemplificativo di come un evento naturale perfettamente spiegabile venga mal interpretato, diventando una “verità locale”. E anche in una epoca che ancora non era dominata da internet con la sua capacità di veicolare velocemente e ovunque notizie incredibili – e false – la storia è riuscita a varcare l’oceano e arrivare al grande pubblico per opera di un “personaggio” autorevole.

C’è però un risvolto positivo che rende omaggio al sacrificio inconsapevole dei simpatici animaletti: la leggenda è stata fonte di ispirazione per dei simpatici nerd programmatori che sono riusciti a tirare fuori dal cilindro non un coniglio (da non maltrattare!) ma un piccolo gioiello a 8 bit che ha allietato le ore di una generazione di ragazzi.

In breve

  • I lemmings non si suicidano in massa; la leggenda metropolitana nasce da un documentario pubblicato da Disney del 1958, che romanzò il comportamento di questi roditori.
  • Non è certo che la celebre casa cinematografica fosse a conoscenza che il documentario non fosse veritiero.
  • Il mito del suicidio di massa ha reso i lemming un fenomeno di costume, tanto da meritarsi un posto in album di artisti come i Van Der Graaf Generator (a proposito, un nome decisamente… scientifico!) o i Blink 182.
  • Il videogioco originale, oggi un cult, è ancora giocabile: se volete cimentarvi anche voi nell’arduo compito di salvar questi insensati quattrozampe potete riesumare l’Amiga di vostro cugino, cercarlo sulle console più recenti su cui è uscito (PlayStation 3 o PlayStation Vita), verificare su uno dei tanti siti che lo propongono, o persino assaporare il gusto retrò sul vostro pc e fare un giro sul sito “Abandonware”, scaricando sia l’emulatore che il gioco stesso.

One thought on “I lemming hanno istinti suicidi! Sarà vero?

  • 25 Gennaio 2021 in 18:57
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    Molto carino l’articolo. Ma l’Amiga (anche il primo A1000, poi il 500) era un 16bit. 😉

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