Lens flares: gli UFO più fotogenici

Articolo di Andrea Berti

Tra tutti i fenomeni ottici che il Gruppo Indagini del CICAP ha avuto modo di analizzare in tanti anni di attività, quello che – tecnicamente – viene chiamato lens flare è certamente uno dei più comuni; nonostante ciò, sembra essere davvero sconosciuto ai più. Oggi, a differenza del passato, gli smartphone permettono a chiunque ne possieda uno di scattare migliaia di foto e averle subito a disposizione; il problema sta proprio nel fatto che la maggior parte delle persone non fa parte degli “addetti ai lavori” in campo fotografico e, quindi, non sa darsi una spiegazione che riguardi fenomeni di tipo ottico, in realtà piuttosto semplici.

Ma torniamo al nostro lens flare; questo è, banalmente, un riflesso che si viene a formare all’interno del sistema di lenti dell’obiettivo di un apparecchio fotografico quando si inquadrano forti fonti luminose come il Sole, un faretto da giardino, un lampione stradale, ecc. L’altra importante caratteristica che lo rende riconoscibile con facilità è il fatto che il riflesso si trova sempre in posizione centro-simmetrica rispetto alla fonte di luce che lo genera.

Ogni anno riceviamo decine e decine di fotografie che rientrano in questa categoria. Osserviamo, ad esempio, l’immagine in evidenza qui sopra, che riprende un bel tramonto; chi ce l’ha inviata ne aveva scattate alcune in sequenza e in tutte era presente una strana luminescenza (quella visibile nel tondo giallo). Questa “presenza”, cambiando posizione in ciascuna foto, era di natura inspiegabile per il signore che aveva realizzato gli scatti.

  La stessa cosa è avvenuta in un altro caso segnalatoci tempo fa, quello dovuto alla foto qui accanto. In pieno lockdown per il Covid-19, un ragazzo – munito di indispensabile mascherina protettiva, come da disposizioni ministeriali – si scatta un selfie appena uscito dal supermercato. Nella foto, però, viene ripreso, probabilmente in modo accidentale, il disco solare nel cielo. Questa inquadratura ha generato un lens flare tondo e ben luminoso sulla sinistra della foto, dall’altra parte rispetto al volto dell’uomo. In questo caso abbiamo aggiunto i due assi di simmetria ed è facile verificare che la distanza tra la fonte primaria di luce e il centro dell’immagine è uguale alla distanza tra il centro e il flare. Lo stesso discorso vale per la foto del tramonto di cui abbiamo parlato prima e di tutte quelle che rientrano in questa casistica.

Nulla di strano, quindi, se si conosce già la soluzione dal punto di vista tecnico. Il problema arriva quando, non conoscendo questo fenomeno ottico, si tende a dare una spiegazione di quella “presenza luminescente” in modo non rispettoso del “rasoio di Ockham”. In sostanza, invece di pensare alle cose più semplici, si salta subito a interpretazioni complicatissime, intricate, che comportano cause “strane”.

Ed ecco che, a seconda del contesto in cui avviene osservato e del bagaglio socio-culturale di colui cui capita di trovarsene uno su una foto, le ipotesi tentate per render conto di un lens flare possono essere davvero “impegnative” e… divertenti: un’astronave aliena, uno spirito inquieto, o, magari, un pianeta mai visto prima!

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