Arkaim, la “Stonehenge russa”?

Nel sud della Russia, nell’oblast (provincia) che ha per capoluogo la grande città di Chelyabinsk, sorge un sito archeologico molto particolare: Arkaim, o la “Stonehenge russa”. 

Cos’ha di particolare questo sito? Perché viene chiamato in questo modo?

Secondo i siti web e i giornali che si occupano di “archeologia misteriosa”, ci sarebbe ancora molto da scoprire su Arkaim. Il luogo viene ritenuto fonte di avvenimenti strani ed inspiegabili, di anomalie magnetiche e di avvistamenti di luci enigmatiche, tanto che da molti è indicato come “la zona più enigmatica del territorio russo”.

Anche rimanendo sul piano strettamente archeologico, gli appassionati di “misteri antichi” hanno buon gioco a rimarcare come il sito sia oggetto di opinioni contrastanti anche tra gli stessi studiosi. Si passa così, da teorie meno estreme che coinvolgono l’archeoastronomia e l’osservazione del cielo, a quelle più fantasiose che propongono la solita presenza degli extraterrestri. 

Cosa sappiamo, dunque, di Arkaim?

Il sito, che oggi è parte di una riserva storico-naturalistica, risale all’età del bronzo. L’area non è inospitale ed isolata, come raccontano alcuni documentari pseudo-archeologici, ma, anzi, è stata studiata minuziosamente da team scientifici già a partire dalla fine degli anni ‘80.

Gli scavi principali, eseguiti tra il 1987 e il 1995, fanno parte di un progetto di individuazione, studio scientifico e valorizzazione di tutti i siti dell’area, appartenenti a diverse epoche storiche. Non bisogna mai dimenticare che ogni ritrovamento archeologico, e in particolare quello di insediamenti, come è Arkaim, raramente è isolato, ma che parte di una rete sia di altri abitati di dimensioni e caratteristiche variabili, sia di altre aree antropizzate come necropoli, strade, luoghi di culto… Una zona che oggi ad un “moderno” può sembrare isolata ed inospitale, magari è e stata, in epoche diverse, centro di potere e di innovazione tecnologica. Non a caso, proprio la zona in cui si situa Arkaim oggi è chiamata con enfasi land of towns (la “terra delle città”) proprio per la quantità di insediamenti antichi presenti.

 Il fattore che ha reso possibile un fenomeno storico come quello appena accennato e che ci impone di mettere le cose nella giusta prospettiva di solito è individuabile nelle risorse naturali e commerciali ritenute fondamentali in una determinata cultura. Nel caso di Arkaim e degli altri insediamenti fortificati della regione e dello stesso periodo, questa risorsa è il rame, al punto che gli archeologi ipotizzano che tali insediamenti servissero proprio come centri fortificati a difesa delle aree di estrazione del metallo.

Se ci focalizziamo sul sito di Arkaim, la prima, macroscopica caratteristica che salta agli occhi è la sua forma: presenta due cerchi concentrici e strade che si dipartono simmetricamente dal centro verso l’esterno. Questa peculiarità ha fatto sì che il sito fosse fantasiosamente accomunato a Stonehenge, ma in realtà la funzione delle strutture di Arkaim è assai diversa da quelle del sito inglese. Il ben più famoso cerchio megalitico delle isole britanniche costituiva un centro legato al culto, mentre Arkaim è un villaggio. Lo provano le case, poste su due file concentriche e appoggiate alle mura difensive. Sono realizzate con una struttura di legno poi riempita di terra, secondo una tecnica molto comune all’epoca. Anche le stesse mura – secondo alcuni risultato di una tecnologia superiore – in realtà sono state realizzate con tale tecnica e poi rivestite con mattoni di argilla.

Purtroppo i manufatti nel sito sono pochi. Ciò è dovuto al fatto che esso fu distrutto da un grave incendio ed in seguito abbandonato. Gli abitanti si portarono via anche tutti i loro beni.

La presenza di pozzi e fornaci, assai frequente negli altri siti collegati ad Arkaim, sembra confermare l’importanza che per quella gente aveva la lavorazione dei metalli. All’esterno del perimetro fortificato, peraltro, sono stati trovati e ben documentati anche una ricca necropoli, diversi campi anticamente coltivati e recinti per il bestiame. 

Per finire: la statuina di un uomo con grandi occhi che guardano il cielo, che viene spesso chiamata in causa da quanti sostengono ipotesi misteriose e misteriche, non proviene da Arkaim, ma da Sintashta, un altro sito dell’età del bronzo appartenente alla land of towns, più ricco di oggetti ma dall’urbanistica meno spettacolare.

Immagine in evidenza: la cittadella principale dell’insediamento di Arkaim. Da Wikipedia – immagine rilasciata in licenza CC-BY-SA 4.0

Un pensiero riguardo “Arkaim, la “Stonehenge russa”?

  • 16 Ottobre 2020 in 16:20
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    comunque il sito e estremamente affascinante e, dormire in tenda ad arkaim come daltronde nelle steppe e un esperienza che non si puo dimenticare

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