I tamponi per il Covid forano le ossa?

Articolo di Antonio Crisafulli* 

È ormai ampiamente diffusa tra gli specialisti del settore la tesi secondo cui “sane” dosi di dubbio e di diffidenza abbiano contribuito al successo biologico della nostra specie. Dubbio e diffidenza sarebbero dei fenomeni biologicamente adattivi che albergano dentro i nostri comportamenti innati, automatici ed istintivi a causa di selezione naturale che la nostra specie ha subito. In pratica: nasciamo naturalmente diffidenti perché siamo gli eredi di uomini diffidenti che si sono riprodotti più di chi diffidente lo era meno.

Per meglio comprenderlo, facciamo questo esperimento mentale: immaginiamo che ci si trovi in una savana, che è il nostro luogo d’origine come specie, e si stia cercando cibo. All’improvviso si nota un cespuglio che si muove. Da un punto di visto della fitness evolutiva – cioè della possibilità di sopravvivere e perpetuare i propri geni – è più conveniente avvicinarsi al cespuglio con circospezione, e questo per un semplice motivo: se dietro il cespuglio c’è un predatore, la nostra possibilità di sopravvivere e trasmettere i geni ai nostri figli è verosimilmente finita lì; viceversa, se dietro c’è una preda, questa magari farà in tempo a scappare, ma l’esemplare di Homo sapiens cacciatore-raccoglitore avrà senza dubbio un’altra occasione per colmare la sua fame. La sua esistenza non è dunque finita in quel cespuglio.

In pratica, se sono diffidente ho più possibilità di sopravvivere e procurarmi un altro pasto.

Noi abbiamo ereditato un comportamento circospetto dal nostro passato di cacciatori-raccoglitori delle savane. I nostri antenati dovevano prendere queste decisioni molto rapidamente, e senza ragionarci sopra troppo.

Tuttavia oggi l’ambiente in cui viviamo è profondamente cambiato rispetto alle nostre origini e quel tipo di atteggiamento mentale è poco funzionale alla complessità della vita moderna, che invece spesso necessita di una buona dose di conoscenza e di ragionamento al posto della decisione rapida e intuitiva.

Questa piccola premessa per introdurre il fatto che questa pandemia pare aver stimolato a fondo la naturale tendenza degli esseri umani alla diffidenza verso ciò che non si conosce. Questo fenomeno non dovrebbe stupirci più di tanto, perché questo genere di reazione viene amplificata ogniqualvolta ci si sente sotto stress. E una pandemia è sicuramente un evento stressante.

Purtroppo, in rete sta girando un’altra bufala abbastanza insidiosa riguardo la pericolosità dei tamponi naso-faringei, che altro non sono che delle bacchette di plastica molto flessibile con all’estremità dell’ovatta. Sono presidi del tutto simili ad un cotton fioc monouso, solo un po’ più lunghi. E ovviamente sono anche sterili.

Questa bacchetta viene inserita attraverso una narice e fatta proseguire lungo il pavimento della coana nasale fino a raggiungere la parte posteriore della faringe, nota anatomicamente come rinofaringe. In pratica, una parte della nostra gola. Lo scopo è quello di raccogliere un campione di materiale biologico della mucosa rino-faringea che verrà poi analizzato in laboratorio per la ricerca di eventuali agenti patogeni.

Bisogna tenere presente che la tecnica non è specifica per la ricerca del Sars-Cov-2. Si tratta invece di una tecnica comune per la ricerca di qualsiasi patogeno alberghi nell’apparato respiratorio. Per questo, viene sottoposto a “tamponamento” un numero enorme di soggetti ogni anno.

Ora, qualcuno, soprattutto sui social, fa circolare la voce che questa procedura abbastanza semplice e sostanzialmente innocua sia addirittura in grado di “lesionare il cervello e il bulbo olfattivo”, e che “i tamponi sono pericolosi ma non lo dicono.”

Chi sostiene che questi tamponi siano in grado di “lesionare il cervello” non possiede le più elementari nozioni di anatomia umana.

Il rinofaringe e le cavità nasali sono infatti separate dalla base cranica (dove poggia comodamente il nostro encefalo) da diverse strutture anatomiche tra cui spicca una componente ossea di un certo spessore. Qualunque immagine anatomica presente su un qualsiasi libro o su un qualsiasi sito web affidabile lo può confermare. Se proprio non vi fidate non rimane che verificare direttamente, ma non crediamo sia consigliabile.

Per questo, risulta davvero difficile credere che un bastoncino di plastica flessibile sia in grado di forare un osso. Ed infatti in letteratura medica non risultano casi di questo tipo nelle procedure di routine.

Diverso è invece il caso in cui ci sia una frattura della base cranica dovuta ad un trama, ma non è certo una situazione comune né una condizione in cui si esegua un tampone naso-faringeo senza enormi precauzioni mediche. Può invece succedere che il tampone “raschi” una mucosa già infiammata (non dimentichiamoci che i tamponi si fanno soprattutto a persone che hanno sintomi di malattie “da raffreddamento”) oppure con qualche anomalia, come piccoli angiomi o polipi. In questo caso può senz’altro succedere che il paziente possa manifestare epistassi, cioè perdere un po’ di sangue dal naso. La situazione si risolve praticamente sempre entro pochi minuti.

Chi scrive questo articolo ricorda un unico caso in cui si sia verificato il passaggio di un oggetto dalla cavità nasale all’encefalo: un gustosissimo episodio in cui un Homer Simpson bambino riusciva ad infilarsi nell’encefalo, passando attraverso il naso, diversi pennarelli colorati. Alla loro rimozione Homer divenne particolarmente intelligente e brillante.

Forse le vicende di Homer possono essere usate come metafora: rimuovete i pennarelli della diffidenza (che è innata in noi e quindi giustificabile) quando la ragione e la cultura vi suggeriscono di farlo.

*Antonio Crisafulli è medico e professore associato di Fisiologia umana

3 pensieri riguardo “I tamponi per il Covid forano le ossa?

  • 4 Settembre 2020 in 22:08
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    Purtroppo la diffidenza di certe persone non si applica quando sarebbe più indicata. Ci sarebbe da fare una lunga analisi su questo (e alcuni ci hanno infatti provato in questi mesi). Personalmente trovo preoccupante che proprio quando le grandi crisi globali richiederebbero tutto il buon senso, la lucidità e il discernimento possibile troppi rappresentanti della nostra specie ne dimostrino così poco.

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  • 6 Settembre 2020 in 12:33
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    @Paolo trovi preoccupante la reazione alla pandemia? Io trovo più preoccupante che da decenni pubblicassimo studi in cui emergeva il rischio e non solo non si sia tentato di organizzare politiche e strutture a livello globale per affrontarla (una pandemia paragonabile alla Spagnuola del 1918-1920) ma, addirittura, si sia demolita, con l’ obiettivo fortemente condiviso di risparmiare soldi, non solo in Italia ma in buona parte del Mondo, la Medicina Territoriale per sostituirla con la Medicina del Pronto Soccorso Ospedaliero.
    https://www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/editorialescienze Nota: articolo del 2011.
    Piccola correzione: “una frattura della base cranica dovuta ad un trama,” Direi: trauma.

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  • 10 Settembre 2020 in 13:19
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    Condivido quanto segnalato dal vostro articolo. La possibilità di lesione cerebrale in seguito a tampone nasale condotto bene è impossibile. Mi accorgo, però che non vi siete documentati. Se mi date la vostra email, Vi invio la documentazione sul primo rapporto dell’ISS sul tampone nasale(Rapporto 11/2020); in questo rapporto il tampone nasale, sia in immagine che in descrizione è completamente sbagliato ed inutile e,potenzialmente, dannoso. Il 17 aprile(ben dopo 10 giorni) è stata apportata la correzione (Rapporto 11/2020 Rev.). Però fino a fine maggio (2 mesi circa) è stato mantenuto in vita al primo posto, sul portale ISS, il primo rapporto sbagliato. Nella direzione indicata (obliqua verso l’alto) è presente la regione olfattiva e la lamina cribrosa dell’etmoide, laminetta sottile e forata (quindi relativamente fragile) che separa la cavità nasale dalla fossa cranica anteriore (bulbo olfattivo, meninge, cervello). Quindi, nella direzione indicata si può ledere la mucosa olfattiva e, se non si è molto cauti la lamina cribrosa. Considerate che, spesso, nei tamponi nasali per infezioni comuni, non Covid, si utilizzano tamponi che hanno la stessa consistenza dei coton fioc e quindi più duri dei tamponi Covid. Inoltre il tampone nasale per la Covid non si effettua solo nei patologici con infezioni o polipi o angiomi, ma anche nei sospetti ; infatti nei riporti quotidiani su molte decine di migliaia di tamponi eseguiti solo una molto piccola percentuale risulta positiva. Conseguenza del rapporto sbagliato dell’ISS è stato che anche i giornali degli infermieri riportavano lo stesso errore. Questo è avvenuto nei mesi peggiori della epidemia(Aprile,Maggio). Certamente i toni allarmistici di alcuni giornali, forse per sensazionalismo, sono eccessivi. Non avete considerato che due mesi di tamponi nasali sbagliati, hanno creato moltissimi falsi negativi che sono diventati vettori di infezione in libertà di movimnento e che hanno pagato le conseguenze del tampone nasale sbagliato dopo qualche giorno. Se volete aggiornarvi, più correttamente, su questo argomento, mandatemi la vostra email e vi invierò tutto il materiale che desiderate.
    Prof. Gaetano Libra, medico specialista in Otorinolaringoiatria ed Audiologia.

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