“Le lavatrici fanno sparire i calzini!” Sarà vero?

Chi non ha mai sentito parlare della leggenda per cui la lavatrice sia in grado di far sparire, in particolare, i calzini? Minaccia globale della società moderna, la colpa degli elettrodomestici sembra essere la giustificazione per una più probabile disattenzione di chi utilizza la lavatrice, spaiando i calzini o perdendoli altrove. Ma quindi… Sarà vero che le lavatrici fanno sparire i calzini?

Risposta: VERO

Il cestello della lavatrice sembra perfettamente isolato, ma, per ovvie ragioni, non lo è: ad esclusione di qualche modello a carica dall’alto, la grande guarnizione in gomma che mette in contatto il cestello con l’oblò di caricamento deve necessariamente avere uno spazio di movimento per evitare di generare attrito durante il lavaggio. Questo spazio è sufficiente a fagocitare capi piccoli e relativamente sottili, proprio come le calze e i fazzoletti, che, se non restano bloccati tra le pieghe della guarnizione, raggiungono lo spazio fra il cestello e il suo serbatoio, o vengono trascinati fino al filtro di scarico. Soprattutto nel tempo, questo può influenzare le prestazioni della lavatrice e persino danneggiarla.

Fix Appliances, una società canadese che si occupa di manutenzione di elettrodomestici ha realizzato questo filmato dimostrativo di come la lavatrice possa sottrarre i calzini.

E’ tuttavia molto importante comprendere che, a causa delle ridotte dimensioni di calze e calzini, la lavatrice non è necessariamente l’unico colpevole della loro sparizione. Samsung, per la promozione di una lavatrice in grado di aggiungere piccoli capi a lavaggio iniziato, ha commissionato nel 2016 uno studio semiserio (nella migliore delle interpretazioni) per identificare i fattori che portano alla sparizione dei calzini, e definire un modello statistico in grado di predire la diffusione del fenomeno. Lo studio conclude che la sparizione dei calzini dipenda, nella maggior parte dei casi, da un problema di percezione da parte dell’utente; sono infatti identificate le seguenti possibile cause:

  1. La voracità delle lavatrici potrebbe non fermarsi ai soli calzini!

    il calzino è caduto dietro a un altro oggetto.

  2. il calzino è finito sotto a un mobile.
  3. il calzino, separato dal paio, è finito nel carico di bucato errato.
  4. il calzino è stato dimenticato da qualche parte nella “filiera di lavaggio” (sic).
  5. Una volta asciugato, il calzino è stato appaiato a un calzino diverso.

La formula espressa a conclusione dello studio è:

Se si vuole approfondire grazie alla pagina dedicata su questo sito, sfruttando lo studio citato è persino possibile fare una stima delle probabilità di perdere calzini nel proprio nucleo familiare.

Un tweet di questa consumatrice mostra bene fino a che punto un elettrodomestico possa inghiottire calzini:

Il contesto

Il meccanismo di funzionamento della lavatrice è (in teoria) molto semplice: si tratta di un motore collegato a una cesta metallica opportunamente forata, inserito in un contenitore a tenuta stagna. Il cestello gira continuamente, a varie velocità e invertendo periodicamente il flusso di rotazione, per lavare il contenuto di panni sporchi in una quantità d’acqua immessa nel contenitore. Se, in passato, erano utilizzati detersivi tradizionali associati a temperature di lavaggio più alte (60-90°) i detersivi moderni sono molto più efficienti. Questi ultimi garantiscono infatti le stesse prestazioni a temperature più basse (30°), grazie all’utilizzo di enzimi in associazione ai canonici “tensioattivi” (che sono in grado di isolare lo sporco). Il processo di rotazione resta però il fattore chiave nel compiere continue immersioni in acqua dei capi, facilitando il distaccamento dello sporco; se si escludono alcuni modelli con cestello completamente isolato, la maggior parte delle lavatrici è inevitabilmente a rischio di nutrirsi di calzini.

Thor, una delle primissime lavatrici elettriche, in un modello degli anni ’20.

Se le prime lavatrici manuali appaiono tra il XVII e il XVIII secolo (incluso un modello inventato dal botanico Jacob Christian Schäffer), è dal XIX secolo che nascono i modelli meccanici industriali, seguite poi, all’inizio del ‘900, da Thor, molto probabilmente il primo modello ad alimentazione elettrica, inventato dall’ingegnere statunitense Alva John Fisher e ancora dall’aspetto decisamente differente dai prodotti moderni. Nel corso del XX secolo l’evoluzione continua porta fino ai modelli attuali, fortemente digitalizzate e in grado di gestire differenti materiali, programmazioni evolute e consumi più contenuti.

In breve

  • Le lavatrici sono talvolta effettivamente colpevoli di sottrarre, nel corso del lavaggio, calzini e altri piccoli capi dal bucato.
  • I capi sottratti finiscono nelle pieghe della guarnizione tra oblò e cestello, nel serbatoio del cestello o nel filtro di scarico. Nelle lavatrici industriali, che sono soggette a lavoro intenso e continuo, la quantità di capi sottratti nel tempo può essere notevole.
  • Anche le lavatrici a carica dall’alto possono soffrire di problemi analoghi; ciascun modello di lavatrice, per motivi diversi e proporzionalmente all’uso, può manifestare episodi di …calzinofagia. Anche le asciugatrici, analogamente alle controparti lavanti, possono sottrarre piccoli capi dal cestello.
  • Per limitare la calzinofagia della propria lavatrice, è possibile inserire i piccoli indumenti all’interno di un sacchetto per il bucato, di una fodera leggero di un cuscino o in una vecchia calza collant (se non dovete più fare quella rapina in banca che avevate preventivato).
  • I creatori della prima lavatrice elettrica, Thor, lanciarono, negli anni ’40, AutoMagic“, una lavatrice combinata compatibile con panni e stoviglie). Non fu un successo.

Ulteriori informazioni

eSpares, un rivenditore britannico di pezzi di ricambio per elettrodomestici ha creato un video che descrive delle tecniche per estrarre i piccoli capi incastrati nella lavatrice:

Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio o con licenza CC senza obbligo di attribuzione, salvo quando diversamente indicato nella didascalia.

6 pensieri riguardo ““Le lavatrici fanno sparire i calzini!” Sarà vero?

  • 14 Marzo 2019 in 17:53
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    Non penso d’esser mai stato irrispettoso, forse lei è ipersensibile o forse non desidera discorrere con me o leggere i miei interventi. Pazienza, se le par vera una foto del genere e non la convince la spiegazione tecnica che ho dato, non la disturberò oltre, del resto ognuno crede quel che vuole, per adesso.

  • 14 Marzo 2019 in 15:25
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    Gli asciugamani sono ben più grossi (e ci sono video online che mostrano cosa accade in lavatrice); per gli slip, così come per i fazzoletti, avendo forma e spessore/capacità di assorbimento differente: non è automatico che siano coinvolti allo stesso modo nel fenomeno (per esempio, nelle foto originali linkate prima non si vedono calzini in filo di Scozia, ma è presente una carta di credito, così come sono citate delle monete). In ogni caso, non sussistono prove del fatto che si tratti di una notizia falsa, se non la presunzione per la stranezza del caso. Il pregiudizio non è di per sé un parere sufficiente a giustificare la falsità di un’affermazione. Tuttavia la libera convinzione personale non giustifica, nei commenti, un atteggiamento a mio parere irrispettoso. A meno che desideri danneggiare la sua lavatrice (e quelle di qualche conoscente!) per fare dei test, perché a quel punto, quantomeno, avrebbe una riprova più interessante da valutare..

    Per quanto riguarda l’equazione di Drake, essendo stata inserita nello studio di Samsung, presumo che la critica vada rivolta alla società. Credo però che, al di là di un possibile igNobel, lo studio non ambisca al livello di scientificità che mi sembra gli si pretenda.

  • 14 Marzo 2019 in 15:09
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    Anche l’abuso dell’equazione di Drake (per i calzini scomparsi) è grave quanto l’equazione di Drake (nel senso che è arbitraria), rimanendo nel semiserio, se me lo consente.

    Comunque, la foto sembra FAKE, ma non tanto da essere anche NEWS. Cioè la parola FAKE va intesa come “artefatta” nel senso che il burlone ha di proposito inserito dei calzini in un posto dove, nella realtà, non possono finirci, altrimenti avremmo trovato anche mutande e asciugamani.

  • 14 Marzo 2019 in 13:03
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    Il mondo è bello perché ciascuno ha interessi diversi.

    In merito al tweet, l’immagine, pubblicata con intento comunque semiserio – come credo sia evidente dal tono dell’articolo – riguarda un caso citato per la prima volta due anni fa dall’aggregator BoredPanda (autore Cathy Hinz, https://www.boredpanda.com/washing-machines-do-eat-socks-and-more/), riferito a un probabile danno alla guarnizione di collegamento fra l’oblò e il blocco del cestello di una lavatrice condominiale; al momento della scoperta, l’elettrodomestico era infatti non utilizzabile. Il tipo di danno fa presumere anche un’abbondante perdita d’acqua durante il ciclo. L’autrice (v. commenti) ha anche specificato non si trattasse di un’asciugatrice, come alcuni supponevano, ma di una lavatrice industriale.
    L’abuso della definizione di “Fake news” è un problema altrettanto grave quanto le fake news.

  • 13 Marzo 2019 in 10:51
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    Ho dato un’occhiata al calendario e ho scartato la possibilità che fosse il 1 aprile, quindi la domanda è: come si fa a pubblicare cose simili?
    Poi la foto che “mostra bene fino a che punto una lavatrice possa inghiottire calzini”, è chiaramente un FAKE, perché aprendo il pannello inferiore della lavatrice non si può accedere all’interno della vasca di lavaggio.
    Vi saluto e scappo perché devo andare in banca, prima di usare il vecchio collant come salva calzini.

  • 12 Marzo 2019 in 12:31
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    Non perdiamoci d’ animo: c’è sempre una soluzione al problema!

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