Nanoparticelle di metalli nei vaccini: come stanno le cose?

Articolo di Graziella Morace
Primo ricercatore – Centro Nazionale per il Controllo e la Valutazione dei Farmaci – Istituto Superiore di Sanità – Roma

Uno degli spauracchi agitati negli ultimi anni dai no-vax per convincere i genitori della pericolosità delle vaccinazioni è che i vaccini contengano metalli, in forma macro- e nano- particellare. La presenza di tali impurezze sarebbe naturalmente correlata con una serie di differenti patologie, sia di natura neurologica che immunologica.

Ma cos’è una “nanoparticella”? con questo termine si indica qualsiasi particella di dimensioni inferiori a 100 nanometri (1 nm = un milionesimo di millimetro). Il termine è utilizzato correntemente per indicare nanoaggregati, cioè aggregati molecolari o atomici, con particolari proprietà chimico-fisiche, che possono essere prodotti e utilizzati nelle nanotecnologie. In campo farmaceutico, per esempio, nanosfere o nanocapsule sono impiegate per veicolare principi attivi particolarmente citotossici o con rilevanti problemi farmacocinetici. Nanoparticelle sono anche componenti del particolato atmosferico, l’inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto nelle aree urbane,  e sono presenti perciò anche nell’acqua e nei cibi.

L’allarme sulla presenza di particelle metalliche nei vaccini è stato diffuso attraverso la pubblicazione di studi condotti dalla Dott.ssa Gatti e dal Dott. Montanari, studi che però non sono mai stati assoggettati a revisione critica da parte di esperti indipendenti (la cosiddetta peer-review). Infatti i loro risultati sono stati pubblicati dapprima in un libro (1) e, più recentemente in una rivista non indicizzata che ospita pubblicazioni a pagamento (2). Tale articolo, così come le altre pubblicazioni degli stessi autori sul medesimo argomento, è assolutamente carente sul piano dell’attendibilità scientifica.  Oltre a numerosi errori, sviste e gravi carenze sperimentali ed interpretative dei risultati (3), ed all’assenza all’informazioni dettagliate sui metodi di analisi utilizzati per verificare la presenza di metalli pesanti e nanoparticelle, fondamentali per permettere ad altri ricercatori di controllare l’esperimento ed eventualmente riprodurlo, la pecca principale di tale articolo è la mancanza di una preparazione di controllo, sia essa della semplice soluzione fisiologica o un campione di un altro farmaco, che inficia completamente le conclusioni dello studio.

Inoltre, su un sito che diffonde tesi anti vacciniste sono riportati i risultati di un’analisi condotta presso un laboratorio tedesco che, a loro dire, confermerebbero quelli ottenuti da Gatti e Montanari. Tuttavia anche in questo caso i dati presentati non hanno alcun valore: di nuovo non è stata usata una preparazione di controllo, non c’è alcun riferimento al metodo utilizzato, né ai suoi limiti sensibilità ed affidabilità.

Purtroppo solo gli esperti del settore possono rendersi conto delle limitazioni di tali lavori, ma non gli utenti generali del web, in cui l’allarme sui “vaccini inquinati” ha trovato una grande eco.

Spinta dalla risonanza della problematica, l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sui farmaci (ANSM) ha effettuato una valutazione delle conclusioni dello studio Gatti/Montanari, analizzando campioni di diversi vaccini in maniera accurata e con metodiche avanzate ed utilizzando, come controlli negativi, un farmaco iniettabile contro l’ipertensione (Tenormin) e della soluzione fisiologica iniettabile (4). Gli elementi inorganici evidenziati sono risultati al di sotto dei livelli di quantificazione delle metodiche o presenti nell’ordine di tracce (parti per milione per millilitro-ppm/ml) e comunque inferiori ai valori standard, estremamente bassi, applicabili ai farmaci (5-6), sia nei vaccini che nei controlli (4). Ovviamente nei vaccini contenenti alluminio come adiuvante questo elemento è stato dosato in quantità elevata, ma entro i limiti ammessi dalla Farmacopea Europea (massimo 1,25 mg per dose). Nell’insieme, i risultati delle analisi hanno confermato sia l’elevata purezza di tali farmaci sia la diffusione capillare di contaminanti metallici nell’ambiente.

Relativamente alla “pericolosità” delle particelle dei metalli presenti nei vaccini esaminati, è necessario ricordare che, a fronte delle quantità infinitesimali ivi rilevate, micro e nanoparticelle metalliche sono presenti ovunque nell’aria, nell’acqua, nei cibi e nei cosmetici come inquinanti, o aggiunti in maniera deliberata, in quantità spesso elevate e l’esposizione è continua (7-8).

Al contrario, poiché il volume di vaccino somministrato per dose è molto piccolo (tra 0, 5 e 0,25 ml), la quantità di nanoparticelle eventualmente inoculate per tale via risulta ragionevolmente trascurabile al confronto con le altre vie di esposizione e tale da non comportare alcun rischio per la salute.

Note

1) Gatti AM, Montanari S. “Case Studies in Nanotoxicology and Particle Toxicology”. Acad. Press, 2015

2)  Gatti AM, Montanari S. New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanocontamination. Int J Vaccines Vaccin 2016; 4: 00072. Gatti AM,  Montanari S. (2017).  https://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf

3)  http://medbunker.blogspot.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html

4) Etude comparative de recherche de particules et éléments dans des vaccins et autres produits de santé injectable, Note de Synthèse 16-A-0238 », reperibile al link :  http://ansm.sante.fr/var/ansm_site/storage/original/application/e35712dbf59a01cfae2f5a0e15c58245.pdf

5) Guideline for the specification limits for residues of metal catalyst or metal reagents. EMA/CHMP/SWP/4446/2000

6) Vaccines for human use. Monografia n. 0153, Farmacopea Europea, ed. 8.

7) Calzolai L, Gilliland D, Rossi F. Measuring nanoparticles size distribution in food and consumer products: a review. Food Additives & Contaminants: Part A, 2012; 29: 1183-1193.

8) Pedata P, Petrarca C, Garzillo EM, Di Gioacchino M. Immunotoxicological impact of occupational and environmental nanoparticles exposure: The influence of physical, chemical, and combined characteristics of the particles. Int J Immunopathol Pharmacol. 2016; 29: 343-353.

6 pensieri riguardo “Nanoparticelle di metalli nei vaccini: come stanno le cose?

  • 20 Marzo 2018 in 00:23
    Permalink

    Gentile Dottoressa,
    Sono in cerca di rassicurazioni relativamente alla presunta pericolosità dei vaccini.Ho letto con piacere il suo intéressante e dettagliato articolo.
    Vorrei un suo personale parere riguardo questo film: https://www.youtube.com/watch?v=R28CT-Sqioc

    Ma questo alluminio è pericoloso oppure no?

    La ringrazio anticipatamente per la sua cordiale risposta.
    Paolo

    Risposta
  • 20 Marzo 2018 in 13:51
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    Gentile Paolo,
    la ringrazio aver apprezzato del mio articolo, che ho scritto per cercare di aiutare che, come lei, si trova un po’ confuso e spaesato di fronte a tutti i “si dice” che circolano sulla pericolosità dei vaccini.
    Preferisco non commentare il video, ma darle direttamente (qui sotto) la risposta alla sua domanda sulla pericolosità dell’alluminio utilizzato come adiuvante in alcuni vaccini.
    Spero di essere chiara ed esauriente e di avere chiarito i suoi dubbi.
    Cordialmente,
    Graziella

    Sali di alluminio (idrossido di alluminio Al(OH)3 e fosfato di alluminio AlPO4) sono contenuti, in quantità estremamente bassa, nel vaccino esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, emofilo dell’influenza di tipo B, epatite B, polio), nei vaccini antiepatite A, antipneumococco, antimeningococco e antipapillomavirus, come adiuvanti nell’induzione della risposta immunitaria. L’alluminio è invece assente nel vaccino contro morbillo- parotite- rosolia,in quello anti rotavirus e nell’antiinfluenzale.
    Un bambino che si sottopone a tutte le vaccinazioni raccomandate nei primi due anni di vita è esposto ad una quantità di sali di alluminio pari a pochi millesimi di grammo.
    In realtà, l’alluminio è il metallo più abbondante in natura: lo ingeriamo con il cibo e con l’acqua e lo respiriamo costantemente. L’organismo di un neonato presenta già naturalmente una certa quantità di alluminio, ricevuto attraverso il sangue della madre. Anche il latte materno contiene minuscole quantità di alluminio (concentrazione media di 40 microgrammi per litro), mentre il latte artificiale presenta una concentrazione più elevata, in media 225 microgrammi per litro. La maggior parte dell’alluminio attraversa il tratto gastrointestinale e viene espulsa con le feci. Solo meno dell’1% dell’alluminio ingerito passa nel sangue, e quasi tutto viene eliminato rapidamente con le urine (1).
    Nonostante l’esposizione all’alluminio attraverso le vaccinazioni sia diversa da quella attraverso il cibo, l’alluminio iniettato con i vaccini non entra immediatamente nel sangue, come alcuni erroneamente pensano. Infatti entrambi i sali di alluminio presenti nei vaccini sono in forma di gel poco solubili, per rilasciare lentamente gli antigeni vaccinali. Perciò anche l’alluminio presente nel gel viene solubilizzato molto lentamente: una parte (circa il 51%) è assorbita gradualmente nel sangue durante i primi 28 giorni, mentre la restante parte viene smaltita nelle settimane successive (2). Ciò significa che l’organismo del lattante ha un lungo periodo di tempo per smaltire la piccola quantità di alluminio iniettato intramuscolo con i vaccini, che quindi non raggiunge mai concentrazioni considerate tossiche.
    Il carico corporeo di alluminio derivante dai vaccini e dalla dieta per tutto il primo anno di vita di un bambino è significativamente inferiore al livello di sicurezza stabilito dall’agenzia federale americana che si occupa del rischio chimico.
    In aggiunta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che nella popolazione generale non esiste alcun rischio sanitario in relazione all’assunzione di alluminio con i farmaci e con l’alimentazione (3); la tossicità da alluminio è riscontrabile solo nei lavoratori professionalmente esposti e in alcuni pazienti affetti da insufficienza renale cronica.

    1) Giovannetti F. Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili. 2017. http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/LeDomandeDifficili.pdf
    2) Mitkus RJ, King DB, Hess MA et al. Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination. Vaccine 2011; 29: 9538-9543.
    3) World Health Organization 1997. International Programme on Chemical Safety. Environmental Health Criteria No. 194, Aluminium, Geneva.

    Risposta
  • 27 Giugno 2018 in 16:47
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    Gentile Dottoressa,
    La ringrazio per la segnalazione dello studio dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sui farmaci (ANSM), secondo il quale TUTTI i vaccini da loro esaminati contengono metalli (confermando lo studio al microscopio elettronico di Gatti e Montanari). Che la Farmacopea Europea (ma di cosa si tratta esattamente? l’EMSA?) affermi che queste quantita’ rientrino nei limiti tollerabili, perché dovrebbe farci stare tranquilli? Le ricordo che la Commissione Europea, a proposito delle polveri sottili che inquinano le nostre citta’ (e sono anche in quel caso nanoparticelle di metalli) afferma che la soglia tollerabile e’ ZERO. Grazie per aver aumentato le mie paure sui farmaci e la loro produzione.

    Risposta
  • 7 Agosto 2019 in 10:59
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    Si vaccini, vaccini i suoi figli, e non si perda in cose al di fouri della sua comprensione. Noi abbiamo studiato anche per lei. Faccia come le diciamo e stia tranquilla, si goda la vita che può vivere anche, e proprio, grazie ai vaccini.

    Risposta
    • 7 Agosto 2019 in 11:11
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      A volte si studia tanto…meglio…si studia troppo perchè si capisce poco! Si vaccini lei considerando che sono i medici i primi a non vaccinarsi! A cominciare da Burioni che verifica sempre il titolo anticorpale per evitare di farsi iniettare le schifezze che obbliga per gli altri!!!

      Risposta
  • 7 Agosto 2019 in 11:05
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    L’impressione, che è più di un’impressione, che si ricava da questo articolo, è che le ricerche e gli studi dell’ immensa Scienziata Gatti a capo di numerosi Progetti europei qualificati e del marito, lo Scienziato Montanari, sia valido al 100%: l’altra impressione è che Lei cerchi, arrampicandosi sui vetri insaponati, cerchi di minimizzare il grave problema, ma dando l’impressione di non essere particolarmente competente! Perchè non ci spiega come mai nel vaccino per gatti (felini), pur con tutto l’inquinamento da nanoparticelle che lei evidenzia, gli Scienziati in oggetto non abbiano mai riscontrato alcunchè di anomalo?! Non le sembra…anomalo? Sono piccole anzi…piccolissime le nanoparticelle? Bella scoperta…è proprio da quello che nasce la loro immensa pericolosità!!! Vada piuttosto nel Laboratorio Nanodiagnostics di Modena a verificare con gli Scienziati che saranno onorati di accoglierla invece di perdere tempo a scrivere in modo generico nel tentativo di rassicurare senza rassicurare nessuno come è tipico del Cicap…se poi consideriamo che il Presidente (onorario?) è l’eterno Piero Angela (a quando il di lui figliulo Alberto?) è tutto dire…povera Scienza!

    Risposta

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