Il primo crop circle italiano? Non fu una burla

Ruben Moretto è il figlio del proprietario del campo in cui è apparsa la prima formazione italiana (nel mais e non nel grano) presso Castions di Zoppola (Pordenone) nell’agosto del 1985.

Ruben Moretto conduce ora l’azienda agricola Rio Brentella. Aveva 9 anni all’epoca dell’evento e spiega in questa intervista rilasciata a Francesco Grassi (10 giugno 2012) che l’anello circolare nel mais era stato causato da una pompa ad acqua, che per un problema continuò a irrigare tutta la notte ruotando in cerchio.

L’acqua scagliata dalla pompa non solo inzuppò il terreno in maniera circolare rendendo la presa del mais nella terra meno forte, ma spinse anche il mais dall’interno verso l’esterno, creando in questo modo l’anello che si vede nelle fotografie e che dette origine alla leggenda del primissimo cerchio nel grano italiano.

La famiglia Moretto all’inizio della storia riportò più volte ai giornali e ai media dell’epoca quale fosse la verità, ma come si può ben apprezzare cercando informazioni su web questa leggenda è ancora viva.

Ringraziamo Ruben Moretto per aver condiviso la sua preziosa testimonianza e Gianluca Dall’Agnese per la realizzazione di questa intervista.

3 pensieri riguardo “Il primo crop circle italiano? Non fu una burla

  • 5 Febbraio 2014 in 12:58
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    Da agricoltore ,vedendo la foto, si nota benissimo 
    la causa della formazione del cerchio.
    Talmente semplice ed ovvia .
    Questo esempio  ,per chi non l’avesse ancora capito, dimostra come moltissimi fenomeni (se non tutti )
    inspiegabili ,ed aggiudicati a strambe creature dello spazio o ad altre con poteri strani,non siano altro 
    che  fenomeni spiegabilissimi con un pò di praticità ed intelligenza da persone esperte ognuno nel proprio campo .

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  • 6 Febbraio 2014 in 09:28
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    Grazie Gaetano. Come è scritto e come è riportato a voce nel video, la cosa fu più volte ribadita dai proprietari del campo anche all’epoca dei fatti. Quello che emerge da questa vicenda è che nessuno dei “ricercatori” in campo, prima di questa mia pubblicazione, aveva mai preso una posizione netta sulla vicenda.
     

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  • 7 Febbraio 2014 in 13:26
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    Certo, ma ai media importa solo fare scalpore. Quante sbugiardate non sono ancora finite tra i media?
    L’informazione oggi è marketing: si vende se piace al consumatore.
    Grazie Query

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