L’anchorman, la leucemia e i cibi di Fukushima

Lo scorso 26 novembre ha fatto rapidamente il giro del mondo la notizia secondo la quale al popolare conduttore televisivo giapponese Otsuka Norikazu è stata diagnosticata una grave forma di leucemia. La notizia è sicuramente drammatica, ma non avrebbe in sé nulla di eclatante: la leucemia è infatti una patologia purtroppo piuttosto diffusa. La maggior parte dei media hanno tuttavia enfatizzato la notizia, mettendo in relazione l’insorgenza della malattia con il fatto che Otsuka Norikazu la scorsa primavera, per tranquillizzare la popolazione dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, mangiò in diretta televisiva verdure e spaghetti di riso provenienti dalle aree che distavano appena pochi chilometri dalla centrale.

Non vogliamo in questa sede affrontare il complesso problema della sicurezza delle centrali nucleari. Vogliamo semplicemente analizzare più a fondo il comportamento dei media.

La sequenza logica seguita da quasi tutti media è stata infatti la seguente:

Tutte le radiazioni sono cancerogene. Il conduttore ha mangiato cibi radioattivi. Ora ha la leucemia. Ergo l’ingestione di cibi radioattivi ha provocato la leucemia.

Questo ragionamento ci sembra per lo meno molto azzardato.

In diverse occasioni ci è capitato di sottolineare quanto sia difficile stabilire con certezza rapporti di causa ed effetto tra due eventi. Per esempio, parlando di terapie alternative, abbiamo più volte evidenziato che, per stabilire l’efficacia di un trattamento (tradizionale o alternativo che sia), non è sufficiente constatare una guarigione o un miglioramento in seguito all’assunzione di un certo rimedio terapeutico. Infatti le possibilità logiche sono almeno tre:

  1. esiste effettivamente un rapporto tra terapia e guarigione;
  2. la guarigione si sarebbe verificata lo stesso, anche senza terapia;
  3. la terapia potrebbe addirittura aver ritardato la guarigione. Per decidere quale delle tre ipotesi sia attendibile, occorre procedere a complessi studi in doppio cieco e ad analisi statistiche.

Lo stesso discorso vale ovviamente per valutare l’effettiva pericolosità di un presunto comportamento a rischio. Così come non basta avere un incidente dopo che un gatto nero ci ha attraversato la strada per decretare che i gatti neri portino sfortuna, alla stessa maniera non basta constatare una sequenza temporale tra l’ingestione di verdure e spaghetti e l’insorgere della leucemia per stabilire un rapporto di causa ed effetto. Fidarsi del post hoc ergo propter hoc è infatti estremamente rischioso.

Per analizzare meglio il caso specifico abbiamo interpellato alcuni esperti.

Giorgio Trenta, già docente di Radioprotezione alla Sapienza di Roma e presidente della Associazione Italiana di Radioprotezione Medica, così si è espresso:

Se il presentatore avesse mangiato 1 kg di verdura (non lavata) contaminata ai livelli più alti che mi risulta siano stati riscontrati (12000 Bq/kg di Cs 137 o Cs 134)), la dose non acuta, ma protratta nel limitato periodo di 9-10 mesi, sarebbe stata di qualche microsievert (D.Lgs 241 alla mano, in 50 anni la dose efficace sarebbe stata di 200 microsievert), quindi il fondo naturale di radiazioni avrebbe una responsabilità ben maggiore.

In secondo luogo se di leucemia linfatica cronica si tratta, la letteratura scientifica non ha mai rilevato associazioni tra questa forma leucemica e le radiazioni, neanche nel caso degli esposti alle bombe di Hiroshima e Nagasaki.

In terzo luogo il minimo periodo di latenza per le leucemie radioinducibili è di almeno 2 anni. Quindi il caso è fuori da qualsiasi scientifica, razionale e logica possibile correlazione con la dose ricevuta.

Dello stesso parere è anche Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica e Primario della Divisione di Oncologia Medica al Centro di Riferimento Oncologico, Istituto Nazionale Tumori di Aviano (Pordenone):

Sono completamente d’accordo con Giorgio. Quella leucemia era, con ogni probabilità, già presente al momento del terremoto, anche se non diagnosticata, anche perché decorre per anni senza sintomi e senza dare segni di sé.

Alla luce di questi pareri, il messaggio trasmesso dei media appare quindi sbagliato. È chiaro che non si può escludere con assoluta certezza che esista una relazione tra ingestione di cibo e insorgenza della leucemia (le certezze sono infatti bandite dal linguaggio scientifico) e che mangiare cibo contaminato è ovviamente pericoloso, ma, alla luce delle conoscenze acquisite, appare estremamente improbabile che la leucemia contratta dal conduttore possa dipendere dalle verdure e dagli spaghetti che ha mangiato.

35 pensieri riguardo “L’anchorman, la leucemia e i cibi di Fukushima

  • 2 Dicembre 2011 in 11:16
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    Volevo segnalare un post sull’argomento marco-casolino.blogspot.com/2011/11/la-causa-leffetto-e-gli-untori.html
    Purtroppo i titoli senzazionalistici portano visibilità e l’allarmismo paga. Affrettate conclusioni su rapporti di causa effetto senza che ce siano evidenze sperimentali, così come l’ignoranza di semplici considerazioni statistiche, sono sempre controproducenti ai fini di una corretta informazione. Vedi analogamente a questo la recente trasmissione di Report sui pericoli dei cellulari, di cui ho parlato sul mio blog http://lucadifino.wordpress.com/2011/11/29/report-e-i-telefoni-cellulari-alcune-riflessioni/

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  • Pingback:Anonimo

  • 2 Dicembre 2011 in 11:38
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    l’articolo dice che “le certezze sono infatti bandite dal linguaggio scientifico”. Mettiamo le cose al loro posto. La medicina non è una scienza esatta ma questo non significa che altre scienze non lo siano. Per esempio in Matematica, la scienza per eccellenza, è vero il contrario e cioè che le INCERTEZZE sono bandite dal linguaggio scientifico.

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 12:28
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    Condivido il ragionamento, non si puo’ proprio dire che la causa della malattia sia attribuibile al cibo contaminato, magari invece si potrebbe ammettere che questo possa aver velocizzato il corso della malattia stessa (se gia’ esisteva).
    Ma il problema maggiore, cui nessuno sembra far caso, sono i comportamenti dei media (a partire dal conduttore mangione), che per prima cosa ci hanno voluto dimostrare che non era pericoloso mangiare quella verdura.
    Stiamo qui a discutere se sia giusto o meno associare la malattia a quel gesto (comunque sconsiderato), ma era giusto in priomo luogo fare quella dimostrazione, convincendo magari milioni di persone a fare la stessa cosa?
    Vedete anche voi un nesso con il terremoto all’ Aquila? Non si possono prevedere i terremoti, dicono, ma poi dicono alla popolazione che non ci saranno terremoti, facendoli tornare a casa a dormire un sonno eterno.
    Allora non si puo’ dire che la Leucemia sia dovuta al cido di Fukushima, ma si puo’ dire che non fa male (bugia enorme) per tranquillizzare la popolazione.
     

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 12:29
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    Tutto vero, ma che sfiga per i nuclearisti.
    Prima il maremoto distrugge Fukushima proprio prima del dannosissimo referendum.
    Poi il tizio, già malato, si mangia la roba radioattiva facendole prendere, mediaticamente, la colpa.
    Temo che vedere centrali nucleari in Italia sia sempre più difficile.

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 12:46
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    Per Janez
    Buon Giorno 🙂
    Ha notato che da un paio di giorni la Tepco ha ammesso che l’ intero reattore della centrale di Fukushima si e’ fuso (completamente), e ora sta attaccando la protezione metallica? Sara’ possibile raffreddarlo? Quali saranno le conseguenze se intacca le risorse idriche?

    Il governo Monti cerchera’ in tutti i modi di convincerci che ci servono le centrali nucleari per uscire dalla crisi (naturalmente non ci dira’ che servono 30 anni per costruirle), quante centinaia di miliardi ci costera’ il tutto contando spese, mazzette e tutto il resto?? Proprio come darci una bella martellata sulle balle
    Davvero crede che ne valga la pena?
    Questi sono capaci di farle con cemento mischiato con la sabbia…

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 13:21
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    Per Alcibiade:
    Effetivamente è vero che ci sono discipline come la matematica, la logica, l’informatica teorica e la statistica teorica che sono il “regno” della certezza. Però non sono scienze sperimentali. Ci si può chiedere: ma sono scienze? Io le chiamo: scienze formali, in contrapposizione alle scienze sperimentali.
    E allora sarebbe corretto dire: “le certezze sono infatti bandite dal linguaggio delle scienze sperimentali”.

    Per Alessandro:
    Dici che il problema maggiore secondo te sarebbero i comportamenti dei media che in certi casi ci vogliono dimostrare che certe cose non sono pericolose, per tranquillizzare la popolazione.
    A me pare che viviamo su pianeti diversi. Sul pianeta in cui vivo io i media cavalcano ogni pretesto e ogni minimo indizio per terrorizzare la popolazione, per fini di sensazionalismo, o per fini ideologici.
    E semmai qualche volta sono le autorità, e non i media, che tentano di tranquillizzare la popolazione, a torto o a ragione (non mi voglio addentrare su questo). E di norma con risultati assai poco efficaci. Di norma vince sempre il sensazionalismo e il terrorismo dei media. E’ più facile credere a Grillo o a Celentano piuttosto che a uno scienziato ad un’autorità sanitaria. Che vengono dietrologicamente ritenuti dei “venduti”.

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  • 2 Dicembre 2011 in 13:48
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    Una solo domanda l’industria nucleare quanto ti ha pagato per scrivere questo articolo?

    Risposta
    • 2 Dicembre 2011 in 13:54
      Permalink

      paolo,
      né l’autore dell’articolo, né la redazione, né la rivista percepiscono finanziamenti dall’industria nucleare (né da qualsiasi altra industria). Detto questo, se ha osservazioni nel merito di quanto scritto le faccia pure liberamente.

      Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 14:03
    Permalink

    c’è da considerare che le autorità potrebbero aver mentito sull’effettiva radioattività che potrebbe essere molto superiore a 12000 Bq/kg. non è possibile saperlo con certezza ma se ricordo bene le autorità furono accusate fin da subito di nascondere dati.
     

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 14:24
    Permalink

    Per Alessandro,
    il nucleo fuso del reattore 1 ha già bucato completamente la protezione d’acciaio del vessel di pressione. Poi però ha trovato lo spesso strato di cemento sottostante e di questo, si stima, ne ha aggredito una settantina di centimetri prima di fermarsi, ci sono ancora otto metri di cemento armato prima di arrivare al terreno sotto la centrale.
    Si ritiene che il materiale fuoriuscito si sia solidificato dall’analisi delle temperature e dalla assenza di produzione di gas.
    Per informazioni e dettagli in italiano ecco il link.
    Le centrali nucleari si possono fare in molto meno di 30 anni e sono un ottimo investimento. È chiaro come il sole che ne vale la pena.

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 14:28
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    Incredibile, in pochi commenti venite accusati di corruzione e quasi si scatena il flame sul nucleare in Italia.
    Tornando alle cose serie: quindi è inutile che io vada a Fukushima a cercare ragni Radioattivi?? Uff… Ci avevo anche sperato!

    Risposta
  • Pingback:Ma ci credete ancora ai giornali italiani?

  • 2 Dicembre 2011 in 14:40
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    @davide
    Basta con questo complottismo. Se volete informarvi sui livelli di radioattività presenti in giappone andatevi a cercare delle fonti dirette. Un esempio può essere il blog che ho linkato prima, di un fisico italiano che lavora in Giappone e che si è portato i propri contatori Geiger per farsi le misure di radiazione da solo:

    @davide
    Basta con questo complottismo. Se volete informarvi sui livelli di radioattività presenti in giappone andatevi a cercare delle fonti dirette. Un esempio può essere il blog che ho linkato prima, di un fisico italiano che lavora in Giappone e che si è portato i propri contatori Geiger per farsi le misure di radiazione da solo:
    le-scorie-radioattive-nel-giardino-dai.html
    spinaci-funghi-e-te-aggiornamento-sulla.html
    breve-aggiornamento-sulla.html
    Luca

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 15:43
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    Quando si parla di pericolosità del nucleare bisognerebbe sempre fare attenzione a non confondere i due aspetti del problema.
    Il primo aspetto è la radioattività tout-court. Quella, per intenderci, che si misura con i contatori geiger. Per essere pericolosa deve essere davvero alta. Anche nel caso estremo di Chernobyl, l’esposizione diretta alle radiazioni ha provocato qualcosa come una dozzina di morti o giù di lì (le stime variano molto e sono tutte viziane ideologicamente, ma l’ordine di grandezza dovrebbe essere quello).
    Il secondo aspetto è la contaminazione da isotopi radioattivi. Questa non si rileva in modo sensato con un contatore geiger ma è la più subdola, perché è la principale responsabile degli effetti a medio-lungo termine. Gli isotopi radioattivi, infatti, danno fenomeni di bioconcentrazione nella pramide alimentare e possono concentrarsi in organi particolari (polmone, tiroide, ossa… ) provocando tumori anche a distanza di anni. Possono anche avere una tossicità più strettamente chimica, talvolta molto elevata (plutonio, polonio… ). La loro pericolosità non è quindi molto legata ai livelli di radiazione misurabili con un contatore geiger, ma è legata in larga misura a fattori ecologici, biologici e, diciamo così,  farmacocinetici.
    Per la contaminazione da isotopi il ragionamento del Dr. Trenta sui livelli di esposizione non vale. Vale però il dato epidemiologico: la leucemia è una forma tumorale con una latenza molto lunga e scarsamente correlata a contaminazioni radioattive. Il principale indiziato per una leucemia (che può anche essere spontanea, sia chiaro) è sempre la contaminazione chimica da benzene o diossine, presenti, ad esempio, nel fumo di sigaretta.
    …ma nessuno si preoccupa di informarci se il povero Norikazu fosse fumatore oppure no. O vivesse vicino a una centrale elettrica a combustibili fossili. Un dato epidemiologico tutt’altro che trascurabile.

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 19:01
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    Bisogna dire che se la malattia non è possibile associarla alla radiazione di Fukushima, la prova fatta dal conduttore televisivo giapponese voleva proprio dimostrarne l’innoquità.
    Allora la prova fatta non aveva nessun senso a priori, e non andava fatta.

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 19:32
    Permalink

    Come è noto, i Giapponesi hanno il culto dei Kamikaze e sanno suicidarsi per un ideale. L’ ipotesi più probabile, a questo punto, è 1) che Norikazu sia un antinuclearista convinto, 2) che sapesse della sua malattia e, 3) l’ abbia tenuta nascosta in attesa della prima occasione che gli si fosse presentata per sbottonare il nucleare. Infatti, anche se incidenti come quello di Fukushima sono infrequenti, le trasmissioni volte a tranquillizzare la popolazione sono frequenti nei Paesi dotati di centrali nucleari e a Norikazu l’ occasione di amnguiare cibo prelevato vicino a uan centrale non sarebbe mancata anche senza Fukushima. Beh, ora smettiamola di scherzare, facciamo gli auguri a Norikazu (che è vivo, nonostante, forse involontariamente, Giovanni ne parla come se fosse già morto), io gli dico anche che lo considero un coraggioso pronto a pagar di persona per quello in cui crede e facciamo anche i complimenti a Silvano Fuso perché quello che dice, dal punto di vista medico, è più che corretto. 

    Risposta
  • 2 Dicembre 2011 in 19:36
    Permalink

    Ops, errore onomatopeico, ma, ovviamente, volevo scrivere “mangiare cibo prelevato vicino a una…”

    Risposta
  • Pingback:Giappone by Web (Sito in costruzione) - L’anchorman, la leucemia e i cibi di Fukushima

  • 5 Dicembre 2011 in 08:29
    Permalink

    Leggo questo nel commento di Giovanni:

    Il secondo aspetto è la contaminazione da isotopi radioattivi. Questa non si rileva in modo sensato con un contatore geiger ma è la più subdola, perché è la principale responsabile degli effetti a medio-lungo termine. Gli isotopi radioattivi, infatti, danno fenomeni di bioconcentrazione nella pramide alimentare e possono concentrarsi in organi particolari (polmone, tiroide, ossa… ) provocando tumori anche a distanza di anni.

    e mi trovo in completo disaccordo. Questo e’ un falso mito che sta andando avanti da anni, ed e’ totalmente errato.
    *NON* ci sono studi che hanno comprovato quello che dice Giovanni. Non ne esistono, a meno che uno non sia in cattiva fede e pensa che il report del KiKK sia davvero un report scientifico…
    Il nostro fisico e’ tranquillamente in grado di gestire dosi di radiazioni fino a 100 mSv, sia in una singola esposizione che assorbiti durante il periodo di un mese. Sia che si tratti di dose esterna, o di dose ricevuta dalla presenza di radionuclidi all’interno del corpo.
    Gli astronauti che vivono sulla International Space Station si beccano fino a 25 mSv/mese, e sono in ottima salute, tanto per dare una cifra.
    Chi ha voglia di leggere ed informarsi in merito dovrebbe leggere “Radiation and Reason” del Prof. Wade Allison http://www.radiationandreason.com/ per iniziare a capire un po’ meglio le basi di radioprotezione e tutte le balle che sono da sempre state propinate al popolo.
    Di radiazioni si vive, basta pensare al fatto che la radioterapia si usa per curare i tumori.
    E’ la paura delle radiazioni che uccide la gente, non le radiazioni…

    Luca Bertagnolio
    Futuro Nucleare

    Risposta
  • 5 Dicembre 2011 in 11:17
    Permalink

    @ Futuro Nucleare (Luca Bertagnolio)

    Sono perplesso.
    Quando Lei afferma che non esistono studi che comprovano quanto ho affermato nel mio post, dice una cosa palesemente falsa, che chiunque può verificare. E’ sufficiente digitare le parole chiave “(radionuclide isotope) AND toxicity” sui motori di ricerca di MedLine e delle principali riviste scientifiche mondiali (o anche semplicemente su google) per trovare ampia documentazione sui fenomeni di bioaccumulo di radionuclidi e sugli effetti che essi hanno sull’uomo, su animali e piante e sugli ecosistemi in toto. Lascio solo pochi link di esempio, da considerare come punti di partenza.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21608114
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21608110
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21719382
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21719382

    Poi fa di nuovo confusione fra la generica esposizione alle radiazioni (in singola dose o distribuita su un mese; esposizione alle radiazioni durante le missioni spaziali ecc ecc ); mette in mezzo gli usi terapeutici delle radiazioni (sia dirette, sia con radionuclidi); gli effetti deleteri – documentati – dello stress cronico cui è sottoposto chi vive in prossimità di centrali nucleari o in aree contaminate… insomma, fa un gran polverone, ma evita accuratamente di inquadrare il problema principale:
    l’esposizione per *anni* a contaminazioni ambientali – anche basse e/o di origine naturale – di specifici radionuclidi, con i fenomeni di bioaccumulo e di tossicità tessuto-specifica ad essa connessi (ben documentati per plutonio, iodio, polonio, stronzio e radon).

    Per quanto riguarda il sito da Lei indicato, pur condividendo pienamente l’idea che si sia fatto e si continui a fare del dannoso allarmismo non sostenuto da alcuna base scientifica riguardo ai rischi connessi alla tecnologia nucleare, non posso però fare a meno di notare che detto sito (e il libro cui fa riferimento) non è migliore dei siti/libri allarmistici: è solo di segno opposto. Per questo si aggiungerà al lungo elenco di fonti poco attendibili. Continuerò quindi a consultare direttamente le ricerche sulle riviste peer-rewiewed.

    Per quanto riguarda, infine, chi sia in malafede, rimetto il giudizio a chi ci legge e avrà la pazienza di scorrere i risultati di MedLine e delle riviste scientifiche peer-rewiewed, che attualmente è forse l’unico modo per farsi un’idea corretta ed equilibrata del problema, per quanto questo lavoro sia intellettualmente molto impegnativo nonchè dispendioso in termini di tempo.

    Risposta
  • 5 Dicembre 2011 in 11:36
    Permalink

    @Luca Bertagnolio: penso Ti sia capitato di farTi una “lastra” (la Radioterapia non Te la auguro). Hai notato che, dopo averTi messo in posizione, i medici e gli infermieri scappano fuori e Tu resti da solo? Ti sei chiesto il perché? Esperienza personale annessa: ho venduto pacemakers per dieci anni e ho potuto conoscere i pionieri in Toscana, gente che impiantava pacemakers nei primi anni 70, stando per delle ore in sala operatoria coi vecchi apparecchi radiologici, “fluoroscopi”, così li chiamavano, che sparavano un raggio in direzione giusta e altri sei tuttintorno. Erano una trentina e dieci sono morti di tumore o per cause correlate alla chemioterapia che avevano dovuto subire. Già in un post sull’ Omeopatia dissi che di certi argomenti dovrebbero parlare solo persone laureate in Medicina o in campi affini, suscitando l’ ira di non pochi autoproclamatisi addetti ai lavori. Sulle patologie da radiazioni dovrebbero evitare di fare propaganda tranquillizzante persone a digiuno di radiodiagnostica e radioterapia.Spero che il Tuo nucleare non abbia alcun futuro e che tu passi all’ eolico.

    Risposta
  • 7 Dicembre 2011 in 22:36
    Permalink

    “Già in un post sull’ Omeopatia dissi che di certi argomenti dovrebbero parlare solo persone laureate in Medicina o in campi affini”

    E quali sarebbero i campi affini? La Farmacia?
    Ma mi faccia il piacere

    Risposta
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  • 19 Dicembre 2011 in 12:37
    Permalink

    Notizia di questi giorni: 25’000 morti in Europa per malasanità.
    Cosa facciamo chiudiamo gli ospedali ed aboliamo la sanità?
    Vogliamo onvece continuare a buttare via i soldi dei Pantalone come da immagine sotto collegata?
    http://2.bp.blogspot.com/-Th1fbJm16gE/Tu4huE0lJRI/AAAAAAAAAP8/Qwl7KlfXZlc/s1600/FottoVoltaico.jpg
    Mandi,Renzo RivaC.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio NucleareeP.L.I. F-VG – Energia e Ambienterenzoslabar@yahoo.ithttp://renzoslabar.blogspot.com/+39.349.3464656

    Risposta
  • 19 Dicembre 2011 in 22:44
    Permalink

    Notizia di questi giorni: 25.000 morti in Europa per malasanità.
    Cosa facciamo chiudiamo gli ospedali ed aboliamo la Sanità?
    Oppure, in base a una foto senza didascalia e che potrebbe essere stata presa ovunque, aboliamo l’ Eolico pensando che chi impianta pannelli solari lo fa solo per intascare i contributi governativi e poi li lascia mangiare dall’ erba? Si, Renzo, rilanciamolo ‘sto nucleare. Ma non dove sogni Tu.

    Risposta
  • 20 Dicembre 2011 in 00:18
    Permalink

    @Aldo Grano
     
    Purtroppo i pannelli solari attuali non possono in alcun modo soddisfare la domanda energetica italiana. Non esiste una tecnologia di accumulazione in caso di energia in eccesso, richiedono molta più manutenzione di quello che sembra, sopravvivono solo grazie agli incentivi statali e siamo già arrivati ai limiti ammessi dalle leggi della fisica in quanto a rendimento. Se in futuro si riuscisse almeno ad abbattere i costi di produzione sarebbe già un bel passo in avanti.
    L’unica tecnologia che può competere economicamente con i combustibili fossili è quella nucleare, che piaccia oppure no.

    Risposta
  • 20 Dicembre 2011 in 10:34
    Permalink

    Alberto, non sapevo fossi pro nucleare e Ti dirò che, per motivi che una persona intelligente come Te può capire, la cosa mi riempie di gioia. Combatti pure, mettici tutte le Tue risorse in questa vittoriosa battaglia per il nucleare. Ti prometto che non Ti porrò obiezioni e non Ti ostacolerò.

    Risposta
  • 20 Dicembre 2011 in 12:21
    Permalink

    @Aldo Grano
     
    Nel mio piccolo, combatto ogni giorno per questa cosa: sarebbe bello se bastassero sole e vento per generare tutta l’energia necessaria, così come sarebbe bello se bastassero le vitamine a curare tutte le malattie e bastasse dire “voglio la pace nel mondo” per realizzarla davvero. Purtroppo il mondo è più complicato di così, ma a volte sembra così difficile rendersene conto…

    Risposta
  • 21 Dicembre 2011 in 18:11
    Permalink

    @Aldo Grano
    Non sogno, anzi.
    Sogno invece che tutti gli italioti paghino caro e paghino tutto il frutto delle loro scelte irresponsabili.
    In mutande li sogno! E senza soldi e senza lavoro a causa dei costi energetici.
    Gli ultimi aumenti dei carburanti, dell’elettricità e del gas s’incaricheranno di dare loro la mazzata finale.
    Tutti in fila alle mense dei poveri e talmente povere che possono offrire solo una brodaglia calda indefinibile.
    PAGHERETE CARO! 
    PAGHERETE TUTTO! 
    Ricordate il refrain sessantottardo? 
    .

    Risposta
  • 11 Gennaio 2012 in 11:23
    Permalink

    Per la gioia dei tifosi del nucleare, questo articolo apparso anche (I Parte, riassunto e aggiornamento del testo linkato, seconda parte sul prossimo numero) sul numero di Ottobre 2011, l’ ultimo finora uscito, della rivista dei BIOLOGI ITALIANI, rivista nazionale dell’ Ordine Nazionale dei Biologi.
    http://www.semisottolaneve.org/ssn/docs/3844.pdf

    Risposta
  • 13 Gennaio 2012 in 18:36
    Permalink

    Noi  eravamo  convinti  prima  di Fukushima  che  l’energia nucleare  non  abbia  futuro, se non  fosse  per  la potenza  delle lobbies  che  la promuovono  e  la sostengono, e  che  fosse  già  completamente  fuori mercato.
     
    soprattutto considerando che questa ammonta per il 13% circa dell’energia prodotta a livello mondiale. Già. Invece le tecnologie che si reggono solo grazie ai sussidi statali sì che hanno mercato.

    Risposta
  • 14 Gennaio 2012 in 10:42
    Permalink

    Ma quanto hai ragione, Alberto! L’ Energia nucleare, difatti, è arrivata alla percentuale che Tu citi, pensando solo all’ Energia Elettrica ed escludendo, ad esempio, quella, molto maggiore, necessaria a muovere Navi, Aeromobili e Veicoli Terrestri, senza alcun aiuto dagli Stati e a totale spesa dei privati. Spesa abbastanza cara per i fortunati che abitano a Chernobyl e a Fukushima, e, aggiungo arbitrariamente,  per i Kazachi e per i loro colleghi dei siti di sperimentazione in USA, Sahara, e isolotti amministrati dalla Francia nel Pacifico. Questi ultimi, in effetti, hanno pagato solo le sperimentazioni “necessarie” per un utilizzo pacifico di questa splendida idea. Era ora che cominciassero ad autotassarsi anche gli Iraniani, almeno i loro scienziati nucleari. (Oooops, mi sa che anche in Iran il Nucleare si sviluppi grazie ai sussidi statali…)

    Risposta
  • 14 Gennaio 2012 in 11:48
    Permalink

    Negli Stati che utilizzano il nucleare non esistono incentivi spropositati come per il solare da noi: il costo capitale, che è quello più rilevante, si ammortizzerebbe rapidamente se le centrali venissero costruite nei tempi previsti e senza ostacoli politici; oggi l’energia nucleare si regge praticamente da sola, e si reggerebbe ancor meglio se gli eco-sbrocchers la piantassero di ostacolarla ad ogni piè sospinto.
    Ovviamente mi dispiace per le popolazioni coinvolte negli unici due incidenti nucleari di una certa rilevanza in 60 anni, ma mi dispiace ancora di più per le migliaia di persone che ogni anno muoiono per colpa delle centrali termoelettriche convenzionali; come mai allora nessuno chiede a gran voce la chiusura immediata di tutte le centrali convenzionali? La loro vita vale forse di meno? (Sia chiaro, non sto assolutamente dicendo di chiuderle, sarebbe follia allo stato puro, però è palese la disparità mediatica fra un incidente “convenzionale” e uno nucleare anche se, a conti fatti, l’incidente convenzionale provoca molti più danni).

    Risposta
  • 14 Gennaio 2012 in 18:58
    Permalink

    L’energia nucleare ha sempre avuto sussidi, soprattutto in USA, URSS, Francia e UK per le ovvie ricadute militari. Ancora ora che e’ una tecnologia consolidata servono forti sussidi. Obama ha messo miliari di dollari per nuove centrali ma nessuno li ha voluti prendere. di fatto negli ultimi 20 anni il numero di centrali in funzione e’ sempre diminuito (diff tra nuove centrali e dismissioni). Al contrario le rinnovabili sono in aumento e nel 2011 negli USA l’energia rinnovabile ha superato la nucleare. E’ vero che le rinnovabili sono discontinue per cui e’ bene trovare altre fonti di energia e intensificare la ricerca nello storage, pero’ hanno dimostrato di essere convenienti. In certi paesi il fotovoltaico ha gia’ raggiunto la grid parity e i costi del fotovoltaico sono in costante diminuizione. Poi io non faccio guerre di religioni, puo’ essere che in futuro dovremo passare al nucleare ma non fingiamo che non sia pericoloso sia per gli incidenti che per le storage delle scorie!

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