I segnalibri 08: JFK, Climategate e illusionismo del 1600

– Massimo Polidoro analizza un’interessante ipotesi riguardo al primo sparo che uccise il presidente Kennedy: e se il proiettile fosse stato esploso alcuni secondi prima di quanto si creda, cioè quando la sua limousine stava svoltando in Elm Street? Questa ipotesi permetterebbe di sciogliere alcuni dubbi sulla ricostruzione dell’omicidio e sarebbe anche confermata da un foro sospetto presente su un semaforo visibile in alcuni filmati dell’epoca. Per maggiori informazioni, andate sul suo blog.

– Mariano Tomatis ha reso disponibili le slide e la trascrizione del suo intervento presentato al convegno del Cicap “I conti non tornano – Il fascino dei numeri tra scienza e mistero”. La relazione, intitolata “Come usavamo i numeri per leggere nel pensiero quattro secoli fa”, è dedicata al Laberinto di Andrea Ghisi, un libro del 1607 che nasconde un curioso meccanismo per realizzare un gioco di prestigio.

– Il 23 novembre sono state pubblicate su Wikileaks 5000 nuove mail rubate alla Climatic Research Unit dell’Università dell’East Anglia. Sylvie Coyaud esamina su OggiScienza i dati presenti in queste nuove rivelazioni, e le reazioni suscitate. Si tratta forse di una riedizione del caso Climategate? No: nessuna reale novità, ma solo una grande delusione per gli “scettici del riscaldamento globale”.

2 pensieri riguardo “I segnalibri 08: JFK, Climategate e illusionismo del 1600

  • 28 Novembre 2011 in 09:40
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    Anche se molte battaglie contro fantasiose teorie del complotto condotte dal CICAP mi trovano d’ accordo, questa sull’ assassinio di Kennedy che aderisce alla versione addomesticata ufficiale mi sembra degna di miglior causa. D’ accordo che le prove non si riescono a produrre, in regime garantista, specie se i colpevoli sono segmenti dei servizi Segreti, ma se Oswald avesse veramente agito da solo non sarebbero successi gli omicidi a catena dopo il suo miracolosamente riuscito attentato. A meno di non credere nel Paranormale. Questa battaglia del CICAP e di Massimo mi ricorda quella dell’ Aviazione Italiana sul “cedimanto strutturale” del DC 9 di Ustica.

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