9 Giugno 2026
Il terzo occhio

E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

Continua la nostra rassegna sull’E-Cat. Qui tutti gli altri articoli sull’argomento.

Mercoledì 4 maggio, in un seminario organizzato dal prof. Adalberto Piazzoli presso il Dipartimento di Fisica Nucleare e Teorica dell’Università di Pavia, Sergio Focardi ha raccontato il percorso che ha portato dalla controversa scoperta delle presunte reazioni nucleari a bassa temperatura tra nichel e idrogeno all’incontro con Rossi e al successivo sviluppo dell’E-Cat.

Il punto di partenza sono stati i primi esperimenti condotti all’università di Siena con Piantelli e altri a metà degli anni Novanta, in cui si notava la produzione di calore anomalo e l’emissione di raggi gamma e neutroni nella interazione tra nichel e idrogeno: i risultati furono pubblicati in due articoli su Il nuovo cimento, la rivista della Società Italiana di Fisica. Immediatamente cominciò il lavoro di altri gruppi di ricerca per tentare di replicare i risultati di Focardi e Piantelli; un gruppo al CERN, di cui faceva parte anche Antonino Zichichi, rilevò sempre su Il nuovo cimento qualche occasionale aumento di temperatura ma non il calore anomalo e le radiazioni osservate a Siena.
Lo stesso Piazzoli, che ricopre anche la carica di vice presidente del CICAP, prese parte a un gruppo di lavoro che tentò di replicare anche a Pavia i risultati di Focardi e Piantelli. Pur lavorando in stretto contatto con Focardi, non riuscirono a ottenere nulla di significativo. Il risultato negativo del gruppo di Pavia non è stato purtroppo pubblicato su una rivista, ma è documentato in una tesi di laurea; Piazzoli ne parla brevemente qui. Le ricerche si interruppero fino a quando Rossi si mise in contatto con Focardi, nell’estate del 2007, proponendogli una collaborazione.

Focardi presenta il primo tentativo di E-Cat

Focardi ha poi raccontato che fin dal primo esperimento nel capannone di Bondeno nell’ottobre 2007 si è manifestata una macroscopica produzione di energia, in apparenza difficile da controllare e in grado di sostenersi anche per tutta una notte senza calore fornito dall’esterno. A quella prima e rudimentale fase (il prototipo era immerso in un secchio d’acqua posato sopra un bidone) ne sono seguite altre mostrate da Focardi in fotografie inedite di alcuni prototipi messi a punto da Rossi. Il reattore ha cambiato forma molte volte, si è passati dall’aggeggio che scaldava l’acqua del secchio alla versione attuale con l’acqua corrente. Quello che non sembra essere cambiato è la composizione della polvere contenuta nel nucleo dell’E-Cat: nichel in polvere e un ingrediente segreto che catalizzerebbe la reazione e che apparentemente avrebbe dovuto essere presente già nel primo prototipo del 2007. Focardi assicura di non essere a conoscenza della natura di questo misterioso catalizzatore, ma lascia intendere che possa trattarsi di un qualcosa in grado di scindere l’idrogeno molecolare (in natura l’idrogeno si trova solo sotto forma di molecole composte da due atomi legati assieme) in idrogeno monoatomico.

Purtroppo, quello che molti speravano fosse un seminario di presentazione delle prove di un effettivo “ritorno della fusione fredda”, o per lo meno una discussione di possibili modelli teorici del processo, si è rivelato abbastanza deludente: completamente privo di dati, misure, schemi e altri dettagli tecnici che i molti fisici in sala si aspettavano. Nella discussione finale, sollecitato (da qualcuno fin troppo bruscamente) a fornire dettagli tecnici sulla sua ipotesi di spiegazione, Focardi ha di nuovo ipotizzato un qualche tipo di reazione di fusione protone-nichel e conseguente catena di decadimento del rame, come descritto nel report reso pubblico sul blog di Rossi e nella domanda di brevetto. Questo ha però suscitato lo scetticismo di tutti i fisici presenti, che immediatamente hanno cominciato a scribacchiare calcoli su ogni genere di pezzo di carta. Una reazione del genere dovrebbe produrre un flusso di neutroni e soprattutto gamma tale da non poter essere completamente schermato dal sottile strato di piombo che riveste l’E-Cat, ed è stata esclusa fin dalla prima dimostrazione di gennaio. D’altronde i neutroni, se pure in piccola quantità, sarebbero stati presenti negli esperimenti di Focardi e Piantelli degli anni Novanta.

Si rimane sempre allo stesso punto: fino a che non sarà fatta una verifica indipendente della produzione di energia, l’E-Cat rimane solo una affascinante ipotesi.

Riferimenti bibliografici

I lavori originali di Focardi e Piantelli:

  • S. Focardi, R. Habel, F. Piantelli, “Anoumalous Heat Production in Ni-H Systems” Nuovo Cimento A107:163-167 (1994)
  • S. Focardi et al., “Large excess heat production in Ni-H systems”, Nuovo CimentoA111:1233-1238 (1998)
  • A. Battaglia et al., “Neutron emission in Ni-H systems” Nuovo Cimento A112:921-931 (1999)

Queste le pubblicazioni su riviste scientifiche sottoposte a peer review; esistono anche alcuni atti di congressi, riportiamo solo il seguente perchè riguarda la presenza di radiazioni gamma:

  • S. Focardi et al., Evidence of elecromagnetic radiation from Ni-H Systems, presentato alla 11th International Conference on Condensed Matter Nuclear Science, 2004, Marseille, France

La pubblicazione del gruppo del CERN:

  • E. Cerron-Zemballos et al., “Investigation of anoumalous heat production in Ni-H systems”, Nuovo Cimento A109:1645-1654 (1996)

Il tentativo del gruppo di Pavia; la tesi ha inoltre un’ottima bibliografia:

  • F. Borella, Una verifica sperimentale di produzioni anomale di calore in un sistema a nichel-idrogeno. Tesi di laurea, Università degli Studi di Pavia. Relatore: prof. A. Piazzoli, correlatore: prof. L. Nosenzo, a.a. 1998-199

888 pensieri riguardo “E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    Premetto che mi fa molto piacere che ci sia tanta passione per la scienza. Per questo non sarò mai io a chiudere un confronto, QOL permettendo. Credo sia nell’interesse di tutti che la conoscenza si diffonda. Ognuno nel suo piccolo fornisce quello che sa e insieme formiamo un gruppo vivace e a suo modo produttivo.
    Brevemente su un punto esposto brevemente:
    Questo può c’entrare qualcosa con quanto detto da Bushnell in merito alla trasformazione Ni-Cu:
    e- + p -> n + anti-neutrino ?

    la reazione corretta è:
    e- + p –> n + neutrino
    Si tratta di una reazione dove interviene la forza debole, o forza di Fermi-Klein, mediata da un bosone di Rubbia. Ciò comporta la trasformazione di un quark up in quark down.
    Per ottenere questa trasformazione è necessario l’intervento di un bosone di Rubbia W-, un oggetto di massa enorme, esattamente 80,4 GeVc^-2. I tre bosoni di Rubbia sono stati rivelati solo nel 1983, con un esperimento in cui antiprotoni erano fatti collidere con protoni, dopo avere potenziato il LHC.
    Tutte queste precisazioni pedanti per dare almeno un’idea di che razza di reazione stiamo parlando.   E’ necessario produrre produrre un W-. Ci riescono Rossi & Focardi con la loro stufetta? Ci riesce Bushnell, ingegnere meccanico? E’ stato sciocco Rubbia a non rivolgersi ai bolognesi che riescono a trasformare i protoni in neutroni, secondo Bushnell? I tre bosoni di Rubbia sono superflui, un lusso della natura?
    Ancora una volta: amici, fidatevi della banca dati della IAEA; fornisce tutte le informazioni che vi servono, dalle più grosse alle più fini, basta interrogare il gestore e premere Enter. Se non vi basta ancora, scrivete una lettera. Rispondono. Non cercate scorciatoie.
    Dopo esservi riempiti la testa di scienza generalmente accettata – e averla capita -, potete procedere alle innovazioni e alle scoperte rivoluzionarie.
    Cordiali saluti

     

  • Camillo Franchini

    @Alberto
    Mi ricordo di aver scritto che la barriera coulombiana può sì essere schermata, ma solo per distanze tali per cui le forze nucleari non possono assolutamente agire (cosa che aveva portato a tentare di usare i muoni).
    Mi riferivo proprio a quel messaggio. Il concetto era stato proposto con grande efficacia.
    Non mi sembra invece di aver scritto qualcosa riguardo alla dissociazione di H2: stavo pensando se si potesse raggiungere una maggiore dissociazione tramite irraggiamento alla appropriata frequenza piuttosto che riscaldamento a 10000 °C, tuttavia non saprei dire i limiti di questo processo.
    Certamente la dissociazione si può ottenere come suggerisce Lei.
    A me però interessava dimostrare che scaldare l’idrogeno tra 150 e 500 °C non produce un solo protone buono per andare a finire sul nucleo di nichel e che la presenza di un catalizzatore non modifica la situazione, perché un catalizzatore non modifica la costante dell’ equilibrio di dissociazione o di quello di ionizzazione.
    Cordiali saluti

  • @Franchini
    Ok la reazione era sbagliata come qualche Suo dettaglio (se possibile spiegherò meglio).
    Perchè nicchia sempre sul piezonucleare ?
    Mi sembra che la Sua posizione negazionista sia su ff e lenr.
    Ma riguardo il piezonucleare ?

  • @Camillo Franchini
    Credo possa essere questo il commento a cui Lei si riferisce:
    Che la temperatura sia 20 o 60 gradi fa poca differenza, così come 10 o 20 bar di pressione: la fusione (standard) richiede condizioni estreme per superare la barriera. Inoltre, è vero che gli elettroni atomici schermano parzialmente la carica nucleare, ma solo a grandi distanze dai nuclei: più si cerca di penetrare all’interno, meno si fa sentire la schermatura elettronica; e dato che le forze nucleari forti sono a corto raggio, ne segue che i nuclei devono necessariamente essere quasi a contatto per potersi fondere, e quindi la schermatura elettronica va a farsi benedire.
     
    A me però interessava dimostrare che scaldare l’idrogeno tra 150 e 500 °C non produce un solo protone

    Certo, questo è ovviamente vero. Penso che se Rossi avesse detto di aver irraggiato l’H2, invece di scaldarlo e basta, questo sarebbe potuto essere un punto a suo favore, o sbaglio?

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    Perchè nicchia sempre sul piezonucleare ?
    Non nicchio, una volta ho scritto che il piezonucleare viola il principio di esclusione di Pauli e che manca la concentrazione di energia necessaria per produrre reazioni nucleari. L’energia impiegata è insignificante ed è diffusa.
    Aprire un nuovo fronte di discussione mi sta bene, ma solo se la direzione di QOL ci autorizza a farlo.
    Ok la reazione era sbagliata come qualche Suo dettaglio
    Ho corretto la reazione non per pedanteria, ma per precisare.
    Non escludo che qualche dettaglio sia sbagliato. Lo correggerò.
    Buona giornata

  • Camillo Franchini

    @Alberto
    Credo possa essere questo il commento a cui Lei si riferisce:

    Era proprio quel commento. Come spesso accade, nessuno ha commentato il commento e il commento è stato dimenticato. Presto qualcuno si farà di nuovo sotto con la schermatura elettronica, come se il Suo intervento non fosse mai esistito.
    Penso che se Rossi avesse detto di aver irraggiato l’H2, invece di scaldarlo e basta, questo sarebbe potuto essere un punto a suo favore, o sbaglio?
    Si tratta di avere a disposizione la frequenza sintonizzata per spezzare il legame H-H e quella per ionizzare l’atomo di idrogeno.

  • Livio181052

    @Camillo Franchini
    giugno 2, 2011 alle 10:38
    “E’ impossibile produrre neutroni facendo interagire protoni con elettroni. E’ una reazione che nemmeno il Sole può realizzare”.
    Questa frase mi ha incuriosito perché avevo ricordi diversi: istituto tecnico fine anni 60.. allora sono andato su Wikipedia e.. qui http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_esclusione_di_Pauli ..leggo

    [modifica]Conseguenze nell’astronomia
    L’astronomia fornisce la più spettacolare dimostrazione di questo effetto, nella forma di nane bianchestelle di neutroni. In entrambi questi oggetti, le normali strutture atomiche sono distrutte da una enorme forza gravitazionale, che lascia i costituenti della materia supportati solo dalla “pressione di degenerazione” prodotta dal principio di esclusione. Questa forma esotica della materia è nota come materia degenere. Nelle nane bianche gli atomi sono tenuti separati dalla pressione di degenerazione degli elettroni. Nelle stelle di neutroni che mostrano forze gravitazionali ancora più grandi, gli elettroni vengono fusi con i protoni, a formare neutroni, che producono una pressione di degenerazione ancor maggiore.
    Mi do già la risposta, e poi Lei la critica ed integra? Lei ha affermato quanto sopra in quanto in quanto le stelle di neutroni stanno all’oggetto del dibattito come una capocchia di spillo sta ad una montagna? …. oppure dobbiamo usare il “modifica” in Wikipedia?
     

  • @Franchini
    Non Le ho dato del pedante, ci mancherebbe, ha fatto benissimo a rilevare che la reazione era sbagliata, immagino fosse un errore macroscopico. Altri hanno rilevato dettagli errati. Se avranno piacere ad intervenire nella discussione potranno farlo.
    Tra le altre cose pare che anche Rossi non condivida le ipotesi di Bushnell:
    …”I think Dr Bushnell explained his point of view with equilibrium and candor. I appreciate his honest interview. I do not agree upon the theoretical issue, I do not think we have a beta decay, but I will explain my theory after the start up of our 1 MW plant.”…
    Da ciò mi sembra di desumere che Bushnell Chief Scientist della Nasa a Langley, ingegnere meccanico?,
    ha probabilmente detto delle castronerie…
    Per quanto riguarda il piezonucleare ho visto degli articoli su arxiv abbastanza caustici anche se non dettagliati sugli esperimenti relativi alla riduzione di radioattività del torio 228…… credevo che esercito italiano e CNR fossero più affidabili di altre istituzioni ma forse anche in questo caso non è così.

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    Per quanto riguarda il piezonucleare ho visto degli articoli su arxiv abbastanza caustici…
    L’appetito vien mangiando.
    Potremmo chiedere al CICAP di lanciare un thread sul piezonucleare. Potremmo cominciare mettendo insieme le informazioni raccolte da noi due. Per me sarebbe importante, perché mi piace denunciare la scienza patologica e i furbetti del quartierino. Ovviamente Lei seguirebbe la Sua strada, io la mia.
    Vediamo cosa rispondono
    Cordiali saluti

  • Camillo Franchini

    @Alby
    Le sezioni d’urto degli altri 3 isotopi del Nichel sono da considerare irrilevanti?
    Non sono irrilevanti. Dimostrano che si tratta di reazioni note e che sono facilmente reperibili.
    Si può affermare senza esagerare che tutte le reazioni nucleari che possono venire in mente a un esperto sono state proposte.
    Il confronto tra le sezioni d’urto “in vacuo” e in CM, cavallo dei battagli dei fusionisti, mi fa venire un sospetto. Per caso non si confonde la fisica nucleare dura, quella delle particelle, quark e bosoni vettori, con la fisica assai più soft delle reazioni nucleari? Per quello che ne so e mi ricordo, tutte le reazioni nucleari sono state studiate in materia condensata.
    Vediamo se Francesco ha trovato informazioni diverse.
    Buon pomeriggio

  • @Franchini
    Come sa a me interessa cercare di capire cosa è realtà e cosa finzione, purtroppo
    l’unico contributo che posso dare è quello di ricerca di fonti e documenti. Vedrò se anche qualche
    amico più esperto mi darà una mano nella ricerca, intanto inizerò a mettere un pò di dati sul suo
    blog in attesa di eventuale catalogazione e disamina.

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    Ho seguito l’intervento di Cardone: alla fine parla di tre brevetti. Ne ha traccia? Esistono delle pubblicazioni sul piezonucleare?
    Insisto nel volermi mantenere nell’ambito CICAP, se il CICAP intende lanciare questo nuovo thread. Conservo il mio sito solo per i messaggi censurati.
    Non vorrei però dedicare troppo tempo alla scienza patologica.
    Se me lo chiede il CICAP è diverso.
    Cordiali saluti
     

  • Camillo Franchini

    @Livio181052
    Nelle stelle di neutroni che mostrano forze gravitazionali ancora più grandi, gli elettroni vengono fusi con i protoni, a formare neutroni, che producono una pressione di degenerazione ancor maggiore.
    Io ho scritto “Sole”, per indicare le stelle di idrogeno. Per produrre i neutroni che gli occorrono per la fusione, il Sole utilizza la reazione pp. Non è in grado di utilizzare la p + e.
    Lei ha trovato la prova più impressionante di come sia difficile produrre un neutrone fondendo un protone e un elettrone. Bisogna ricorrere alla gravità mostruosa di una stella di neutroni per riuscirci. A noi però manca.
    Sulla Terra non credo che alcuno abbia mai potuto realizzare quella reazione, nemmeno al CERN. O forse al CERN, dove realizzano densità di energia enormi.
    Se ha tempo faccia un’indagine, per pura curiosità.
    Mi sembra evidente che Bushnell ci prende per gonzi.
    Mi meraviglio di Krivit che gli ha dato ospitalità. Anzi non mi meraviglio per niente, perché da sempre Krivit va alla ricerca di eventi e personaggi eccentrici, fusioni e fusori di ogni tipo. Credo che tutti i fusori freddi siano passati almeno una volta per New Energy Times.
    Cordiali saluti

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    Franchini
    “Le reazioni nucleari non possono essere catalizzate. Lo può capire da solo se  tenta di  costruire un modello di catalisi nucleare. Non ci riuscirà, mentre è facile descrivere un modello di catalisi chimica…”
     
    E infatti ho detto esplicitamente che il fenomeno che i fusori freddi chiamano catalisi, in realtà sarebbe un fenomeno non ancora compreso che ha solo le caratteristiche “esteriori” della catalisi. Ovvero quello di rendere possibile reazioni a energie inferiori di quelle normalmente necessarie.
    In campo nucleare si ragiona in termini di probabilità, il tutto è molto diverso dalla fisica e chimica classica. Un fenomeno ha una certa probabilità di verificarsi a seconda delle condizioni del sistema.
    Allo stesso tempo però, pensiamo all’equilibrio chimico. E’ un equilibrio di tipo dimanico. Un po’ come se ogni singolo elemento in certe condizioni (temperatura, pressione..) ha una certa probabilità di trovarsi legato o dissociato, per esempio. Questa probabilità determina in un certo senso la costante di equilibrio, poichè mediamente un gran numero di particelle si troverrano in equilibrio con quel fissato rapporto.
    Mi chiedo, in campo nucleare non potrebbe esistere qualche fenomeno non conosciuto che sposta la probabilità di esistenza di certe particelle? Perchè escluderlo in modo così categorico? I fisici mainstream credono davvero di aver compreso tutti i meccanismi nucleari? Credono davvero di aver sperimentato tutto ciò che c’era da sperimentare? E’ questo che non mi torna prima di tutto.
    Tralaltro lei scrive:
    <Le interazioni nucleari non sono suscettibili di descrizione teorica; sono studiate solo sul piano sperimentale. Su questo bisogna non avere dubbi.>
    Non mi sento di contestarle questa affermazione perchè non sono un esperto. E infatti io non sostengo nè che le reazioni di fusione fredda sono realmente tali, nè che sono impossibili perchè negano le teorie oggigiorno riconosciute.
    Ma questa sua affermazione mi convince ancora di più che le contestazioni che i fisici “tradizionnalisti” fanno ai fusori freddi, sono veramente preconcette. Quello che lei dice è che non esiste teoria per poter modellare correttamente i fenomeni di interazione nucleare e che tali fenomeni sono al momento solo osservabili per vie sperimentali. Mi domando quindi come è possibile essere così certi che non esistano fenomeni non ancora compresi, visto che nemmeno quelli più comunemente utilizzati e sperimentati (come la fissione dell’uranio) non lo sono ancora….presunzione a mio parere veramente assurda e contraria completamente allo spirito della vera scienza.
    Comunque quando ho scritto calcoli rispetto alle reazioni nucleari mi sono sbagiato, intendevo molecolari.
    La critica più accesa che riceve la FF, converrà con me è che per superare la barriera coulombiana sono necessarie energie molto ma molto maggiori di quelle usate in qualunque esperimento di FF.
    Anche quando dico nel vuoto mi riferisco a questo.
    Quando si calcola la forza di repulsione coulombiana e si dice che è enorme, ci si riferisce alla interazione di due nuclei “nel vuoto”, come sistema isolato. a questo mi riferivo.
    E il mio accenno alla chimica-fisica computazionale si riferiva proprio a questo.
    Ammesso che è possibile fare calcoli di gas adsorbiti in metalli, mi facevo quella domanda. Se vuole la ripropongo, forse adesso sono stato più chiaro.
    <Mi chiedo se sono mai stati condotti calcoli per un sistema complesso tipo gas adsorbito in un metallo e se quindi si è così certi che l’ammontare atteso di energia necessaria alla fusione (inteso al superamento della bariera coulombiana) sia comunque enorme anche in queste condizioni.
    Inoltre mi domando, se anche questo fosse stato fatto, se le approssimazioni sicuramente adottate in questo genere di calcoli, possano “nascondere” effetti del tipo risonanza.>
     
    Bisogna inoltre considerare che la struttura della materia a livello atomico e subatomico è schematizzata certamente per comodità anche interpretativa come ben conosciamo, e cioè nucleo positivo e elettroni negativi che orbitano intorno ad esso, ma in realtà la cosa è ben più complessa.
    Sappiamo che le particelle subatomiche hanno una duplice natura, per semplicità diciamo, descritta una dalla fisica classica (come detto prima) e un’altra quantistica, dove le cose si complicano molto a livello interprettivo, poiche le particelle non sono più corpuscoli ma forme d’onda e sono descritte da equazioni di tipo “probabilistico”. Senza scendere nel dettaglio anche perchè non ne sarei in grado, c’è da dire quindi che via via che il sitema si complica non è dettto che tutto funzioni come ci si aspetti, per esempio riguardo la forza di interazione coulombiana.
    Per esempio si sa che gli elettroni in un solido cristallino metallico, si compartono più come se fossero una nube elettronica delocalizzata in tutto il solido e non più circoscritta nell’intorno di ogni nucleo. Questa è l’interpretazione che si da per esempio per spiegare la grande conducubilità elettrica dei metalli. Siamo così sicuri di poter sapere oltre ogni ragionevole dubbio che succede quando delle molecole permeano la struttura di un metallo? Io non lo sono ma sono abbastanza ignorante da ammettere che potrei certamente non avere le conoscenze per esserlo, ma chi ha queste conoscenze è davvero così sicuro che conosce tutti i fenomeni che possono avvenire e quelli che invece sono impossibili? Da quello detto finora io lo escluderei…
    Ritornando alla questione delle reazioni descritte nell’IAEA, in particolare alle reazioni di fusione conosciute e ormai così ben studiate. Sono in genere reazioni semplici, nel senso di reazioni che avvengono in sistemi non complessi pur utilizzando strumentazioni spesso molto complesse come accelleratori di particelle o centrali tipo tokamak o ITER. Le reazioni studiate sono in genere ottenute con particelle che impattano altre e questo perchè per comprendere al meglio un fenomeno devono in primo luogo essere studiate interazioni che non implicano troppe variabili, e questo è logico. Ma proprio questo dovrebbe persuadere i più che è molto probabile che le conoscenze attuali non possono dare la certezza che fenomeni sconosciuti anche molto diversi da quelli che è possibile immaginare possono però essere possibili.
     
    Ritornando al merito delle due reazioni che stiamo valutando.
    Per quanto riguarda il rapporto 41, e la reazione di Preparata, lei dice di aver valutato il lavoro e di averlo giudicato inconsistente.
    A parte che le sue critiche come ho già detto sono principalmente nel merito della teoria che dovrebbe essere dietro alla reazione, mentre il lavoro è prima di tutto di carattere sperimentale, mi domando, come prima cosa: La misura di He4 effettuata all’ENEA è considerata errata?
    Leggendo l’articolo, pur non essendo un esperto, mi sembra una misura effettuata con molta accuratezza e cercando di evitare al massimo errori . Su questo che ha da dire? Lei crede che la misura sia corretta?
    Se è corretta, esiste un’altra spiegazione che possa giustificare la presenza di He4 nel sistema escludendo la reazione di fusione? Questo mi sembrerebbe il primo punto da chiarire.
    Per quanto riguarda la reazione focardi-rossi, il problema del protone libero non so se è guisto porselo, bisogna sempre considerare come e se l’idrogeno è adsorbito del nichel e il sistema che vien fuori, ma il discorso è comunque inutile poichè non sappiamo come è fatto il reattore all’interno.
    In questo caso aspetterei altre info.
     
    La questione che desta principalmente la mia curiosità è quella precedente e cioè se almeno in linea di principio è possibile accettare che esistano reazioni di fusione nucleare a bassa energia, oppure no.
     
     
     

  • @Franchini
    Si li avevo postati sul suo blog alla voce Brevetti C.N.R. leggo che i post
    sono in attesa di moderazione, oltrei ai brevetti avevo linkato le critiche
    di AAVV ritrovate su arxiv, oltre alla conferenza di Chieti del 2008 e al sito
    della Startech. Sicuramente si può trovare altro materiale con calma.
    A mio avviso sarebbe un tema molto importante in quanto pare sia finanziato da
    tutti i contribuenti, trovo che sarebbe quantomeno utile comprendere se
    tali studi e brevetti hanno delle solide basi sperimentali.

    CAMERA DEI DEPUTATI
    XVI LEGISLATURA
    195^ SEDUTA PUBBLICA
    Mercoledì 1 luglio 2009 – Ore 9:15

    CAMERA DEI DEPUTATI
    XVI LEGISLATURA
    195^ SEDUTA PUBBLICA
    Mercoledì 1 luglio 2009 – Ore 9:15

    …omissis…

    CAMERA DEI DEPUTATI
    XVI LEGISLATURA
    195^ SEDUTA PUBBLICA
    Mercoledì 1 luglio 2009 – Ore 9:15

    nell’ultimo decennio in Italia sono stati condotti importanti studi sulle reazioni piezo-nucleari, sia nei liquidi che nei solidi, le quali possono essere prodotte da diverse fenomenologie tra cui onde di pressione, onde d’urto, ultrasuoni;

    i risultati della ricerca sulle reazioni piezo-nucleari potrebbero avere un forte impatto sullo sviluppo di tecnologie nucleari svolgendo il ruolo determinante anche in termini di smaltimento delle scorie radioattive,

    impegna il Governo

    ad adottare, anche attraverso provvedimenti legislativi, idonee misure di sostegno finanziario per lo studio e l’applicazione industriale delle reazioni piezo-nucleari scoperte dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) per i liquidi e dal Politecnico di Torino per i solidi e brevettate dal CNR.
    9/1441-ter-C/1. Aracu.

  • Camillo Franchini

    @Francesco
    Mi domando quindi come è possibile essere così certi che non esistano fenomeni non ancora compresi, visto che nemmeno quelli più comunemente utilizzati e sperimentati (come la fissione dell’uranio) non lo sono ancora….presunzione a mio parere veramente assurda e contraria completamente allo spirito della vera scienza.
    La “vera scienza” non è obbligata a capire perché le sezioni d’urto di fissione dei nuclei di uranio sono così diverse l’una dall’altra. Lo stesso vale per tutte le altre reazioni nucleari. Secondo Lei è scienza di second’ordine mettersi a ricavare quei dati all’acceleratore? E’ scienza di prima qualità, si tranquillizzi.
    La scienza quasi mai mira all’assoluto, alla conoscenza perfetta e totale.
    Sulle reazioni che interessano la ff, credo che si conosca il massimo attraverso strumenti di indagine estremamente raffinati. Se Lei ritiene che ci siano segreti da svelare su quelle reazioni, padronissimo di crederlo. Io non sto a preoccuparmi. Guardo quello che mi mette a disposizione la IAEA  e non mi pongo problemi, che rischiano di apparire più filosofici che scientifici. Di questo passo uno finisce per cadere nel dubbio sistematico, alla ricerca di una perfezione che non esiste.
    La misura di He4 effettuata all’ENEA è considerata errata?
    Credo di avere scritto qualcosa in merito nella recensione. In ogni caso più tardi Le rispondo. Ora ho un po’ sonno. Me l’aveva già chiesto e mi dispiace di non avere ancora risposto.
    Buona notte

  • La “vera scienza” non è obbligata a capire perché le sezioni d’urto di fissione dei nuclei di uranio sono così diverse l’una dall’altra. Lo stesso vale per tutte le altre reazioni nucleari. Secondo Lei è scienza di second’ordine mettersi a ricavare quei dati all’acceleratore? E’ scienza di prima qualità, si tranquillizzi.
    La scienza quasi mai mira all’assoluto, alla conoscenza perfetta e totale.
    No aspetti, questo proprio non lo capisco. Io non ho detto che poichè non si conosce perfettamente la questione della fissione dell’uranio allora la “vera scienza” è una scienza di secondo ordine, ne che è sbagliato o di basso livello studiare fenomeni fisici dal punto di vista sperimentale in acceleratori di particelle o con qualsiasi altro strumento. Assolutamente.
    Dico solo, visto che anche reazioni così ben studiate e addirittura usate da decenni nella pratica in applicazioni industriali e belliche, non sono completamente comprese, e visto che lei stesso dice che le reazioni nucleari non sono studiate dal punto di vista teorico ma solo sperimentalemente, mi sembra una presunzione da parte della “vera scienza” essere così certi che non esistano particolari condizioni che cambiano in qualche modo alcuni fenomeni.
    Mi sembra assurdo che si dia per certo che alcune reazioni, a quanto pare osservate se pur con molte difficoltà da diversi fisici nel mondo, siano solo errori sperimentali, abbagli grossolani, o addirittura imbrogli, solo perchè una teoria e una pratica sperimentale , evidentemente non così perfetta, sembrerebbe far pensare che tali reazioni non siano possibili.
    Non so se mi sono spiegato stavolta.
     
     
    “Sulle reazioni che interessano la ff, credo che si conosca il massimo attraverso strumenti di indagine estremamente raffinati. Se Lei ritiene che ci siano segreti da svelare su quelle reazioni, padronissimo di crederlo. Io non sto a preoccuparmi. Guardo quello che mi mette a disposizione la IAEA  e non mi pongo problemi, che rischiano di apparire più filosofici che scientifici. Di questo passo uno finisce per cadere nel dubbio sistematico, alla ricerca di una perfezione che non esiste.”
     
    Ecco questo è il punto. Lei ritiene che si conoscano perfettamente le reazioni che dovrebbero interessare la FF, e lo ritiene perchè alcune reazioni (per esempio DD o nichel-idrogeno) sono state studiate e recensite nell’archivio IAEA. Quindi dice che tali reazioni sono impossibili nelle condizioni descritte dai fusori freddi.
    Il mio dubbio non è tanto filosofico ma proprio di tipo pratico.
    Converrà con me che ogni tipologia di reazione in qualsiasi campo, fisico o chimico, è definita da una serie di parametri che la identificano e nello stesso tempo la caratterizzano e la differenziano da altre reazioni. La stessa reazione, lo stesso fenomeno, avverrà in modo diverso se i parametri in gioco cambiano.
    Lei è proprio sicuro che le reazioni che si troverebbero di fronte i fusori freddi sono identiche in tutto e per tutto a quelle già descritte nell’IAEA? Non può ammettere nemmeno per ipotesi che cambiando anche solo per un parametro cambi in maniera anche sostanziale il comportamento di tale fenomeno?
    Eppure nei fenomeni più disparati questo avviene.
    Pensiamo di nuovo per esempio alla risonanza meccanica. Lei potrebbe costruire una infinità di alberi rotanti e li potrà far girare in tante condizioni di velocità. Molto probabilmente non incorrerà in rotture dell’ albero se è stato correttamente progettato. Magari un giorno però per qualche motivo anche casuale farà girare l’albero proprio alla velocità di rotazione, anche molto inferiore ad altre già testate, che induce una risonanza con un modo naturale di vibrare del sistema e l’alberò si romperà.
    Ho fatto questo esempio perchè più consono alle mie conoscenze, ma sforzandomi potrei di certo trovarne altri in ambiti diversi. Anche nella chimica, ci pensi visto che sembra essere il suo campo prevalente.
    Mi chiedo allora, perchè c’è tanta chiusura, e non dico solo da parte sua ma dalla scienza tutta, quella che lei chiama “vera scienza”, nei confronti della fusione fredda?
    Questo non lo capirò mai, neanche se il reattore di Rossi-Focardi si rivelasse una bufala.
     
    “Credo di avere scritto qualcosa in merito nella recensione. In ogni caso più tardi Le rispondo. Ora ho un po’ sonno. Me l’aveva già chiesto e mi dispiace di non avere ancora risposto.”
    Nella sua recenzione mi pare ci siano come ho detto critiche in primo luogo di tipo teorico. Poi c’è anche qualche appunto di tipo sperimentale, che in effetti in parte condivido, specialmente rispetto per esempio la questione di come è calcolato il rapporto palladio\deuterio, ma non mi sembra che ci sia una forte critica nei confronti della misura dell’He.
    Comunque sono molto curioso del suo parere a riguardo. Ma adesso vado a dormire anche io.
    Notte.

  • P.s.:
    Quello che mi frulla nella testa è:
    Se ogni volta che qualche scienziato nel mondo afferma di aver ottenuto una reazione di fusione fredda i sui risultati non vengono proprio presi in considerazioni perchè considerati impossibili.
    E se poi si utilizza come motivazione che le reazioni di FF sono impossibili perchè non presenti nell’archivio nel quale non vengono fatte entrare perchè considerate impossibili a priori, non le sembra un comportamento fuori da ogni logica?

  • Camillo Franchini

    @Francesco
    Se ogni volta che qualche scienziato nel mondo afferma di aver ottenuto una reazione di fusione fredda i sui risultati non vengono proprio presi in considerazioni perchè considerati impossibili.
    E se poi si utilizza come motivazione che le reazioni di FF sono impossibili perchè non presenti nell’archivio nel quale non vengono fatte entrare perchè considerate impossibili a priori, non le sembra un comportamento fuori da ogni logica?

    Le ff non sono considerate impossibili a priori: sono considerate impossibili a posteriori o, meglio, per confronto. Prendiamo la DD del Rapporto 41.
    Il fusore freddo afferma che non si tratta di reazione nucleare a soglia. Nelle stesse condizioni sperimentali gli sperimentatori “convenzionale” hanno rilevato che si tratta di una reazione a soglia e forniscono un bel grafico con l’andamento della sezione d’urto in funzione dell’energia del deuterone incidente.
    Il fusore freddo afferma che si forma 4He.
    Lo sperimentatore convenzionale usa la reazione per produrre neutroni commerciali con apparecchi piccoli, quasi desktop; trova che si forma 3He e trizio nella stessa misura. Infatti le sezioni d’urto sono identiche sia che si produca trizio, sia che si produca 3He.
    Inoltre la sezione d’urto della reazione che porta a 4He è insignificante. Ce l’ho, posso proporla al QOL, per curiosità. Posso spedirla anche in privato.
    Il fusore freddo dice che i gamma si trasformano tutti in calore.
    Lo sperimentatore convenzionale vede tutti i gamma che accompagnano quello sconquasso.
    I dati si riferiscono a una grande varietà di matrici metalliche, praticamente tutti i metalli che sono in grado di alloggiare deuterio in forma interstiziale o di formare veri e propri deuteruri.
    Lo sperimentatore convenzionale non ha mai rilevato fenomeni di coerenza.
    Lo sperimentatore convenzionale si meraviglia se il fusore freddo afferma che in vacuo l’andamento della reazione è diverso. Non si ha conoscenza di reazioni DD in vacuo. Non sono descritte.
    Gli innumerevoli sperimentatori che alimentano la banca dati della IAEA presentano dati del tutto difformi da quelli forniti dai fusori freddi.
    Quando il fusore freddo produrrà un grafico della sezione d’urto che dimostra che non esiste soglia, come se si trattasse di una reazione neutronica, il lavoro di quel geniale sperimentatore entrerà trionfalmente nella banca dati IAEA e il geniale sperimentatore sarà premiato con il Nobel.
    Ecco perché i dati IAEA sono preziosi; rappresentano la pietra di paragone. Sono la crema della scienza nucleare mondiale.
    Buon fine settimana

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    9/1441-ter-C/1. Aracu.
    Provo disagio a leggere la firma di Aracu, fratello del generale Aracu che lavora con Fabio Cardone.
    Mi piacerebbe leggere un articolo scientifico sul piezonucleare. Finora ho solo visto un ppt e una conferenza di Cardone.
    Bisogna che smetta, mi scuso, devo uscire.
    Buona giornata

  • Livio181052

    @Camillo Franchini
    In risposta a Francesco afferma:
    “Le ff non sono considerate impossibili a priori: sono considerate impossibili a posteriori o, meglio, per confronto. Prendiamo la DD del Rapporto 41.
    … omissis…
    Lo sperimentatore convenzionale usa la reazione per produrre neutroni commerciali con apparecchi piccoli, quasi desktop; trova che si forma 3He e trizio nella stessa misura. Infatti le sezioni d’urto sono identiche sia che si produca trizio, sia che si produca 3He.  ….”

    Cosa non ho capito…? Pensavo che la fusione nucleare non fosse stata ancora realizzata dall’uomo se non nelle bombe H e in qualche prototipo sperimentale orientato alla realizzazione di centrali a fusione nucleare appunto.
    Buon Fine Settimana

  • Livio

    “Cosa non ho capito…? Pensavo che la fusione nucleare non fosse stata ancora realizzata dall’uomo se non nelle bombe H e in qualche prototipo sperimentale orientato alla realizzazione di centrali a fusione nucleare appunto.”
    Infatti, anche io non capisco bene le reazioni a cui si riferisce Franchini, anche quando parla del fatto che le reazioni di fusione avvengono sempre nella materia condensata, sono molto incuriosito, speriamo che voglia darci delle informazioni, mi piacerebbe approfondire.
    In ogni caso io non ero sceso nel dettaglio di queste affermazioni poichè non fondamentali nell’economia del discorso che stiamo facendo, secondo me. E avevo anche provato a spiegarlo.
    Ma mi sa che non cisono riuscito. Prendendo spunto dall’ultimo post di Franchini, ci riprovo.
     
    Franchini
    “Il fusore freddo afferma che non si tratta di reazione nucleare a soglia. Nelle stesse condizioni sperimentali gli sperimentatori “convenzionale” hanno rilevato che si tratta di una reazione a soglia”


    Da quello che ho capito i fusori freddi dicono che è una reazione con una soglia più bassa, molto più bassa. Ma indipendentemente da questo il punto fondamentale che cerco di spiegare è:
    Lei, e i fisici “veri”, siete così sicuri che i due sitemi si trovino nelle stesse identiche condizioni sperimentali?
     
    “Il fusore freddo afferma che si forma 4He.
    Lo sperimentatore convenzionale usa la reazione per produrre neutroni commerciali con apparecchi piccoli, quasi desktop; trova che si forma 3He e trizio nella stessa misura. Infatti le sezioni d’urto sono identiche sia che si produca trizio, sia che si produca 3He.”

     
    Quindi o le due reazioni non sono la stessa reazione poichè cambia qualcosa nel sistema, oppure i fusori freddi si sbagliano nelle misure anche abbastanza elementari e\o mentono.
    Perchè si è così certi che mentano o si sbaglino?
     
    “Inoltre la sezione d’urto della reazione che porta a 4He è insignificante. Ce l’ho, posso proporla al QOL, per curiosità. Posso spedirla anche in privato.”
     
    L’ho capito questo, va bene. Ma il discorso è sempre lo stesso. C’è qualcosa che può portarci ad affermare che nulla può cambiare questo? Si è così certi che nessun parametro, nessun fenomeno anche sconosciuto possa cambiare questa sezione d’urto? Una curiosità mi viene, e se mi permette approfitterei di lei per ottenre questa info, se possibile.
    Nessun elemento presenta diverse sezioni d’urto in condizioni diverse? Non è stato mai rilevato qualcosa di questo genere?
     
    “Il fusore freddo dice che i gamma si trasformano tutti in calore.
    Lo sperimentatore convenzionale vede tutti i gamma che accompagnano quello sconquasso.
    I dati si riferiscono a una grande varietà di matrici metalliche, praticamente tutti i metalli che sono in grado di alloggiare deuterio in forma interstiziale o di formare veri e propri deuteruri.”

     
    Il fatto che sia rilevata in un caso la radiazione gamma e nell’altro no (anche se non lo sappiamo in realtà perchè gli esperimenti di Preparata e Co non hanno avuto seguito per mancanza di finanziamenti), non può essere il sintomo che le due reazioni sono diverse? Ancora lo stesso discorso. Perchè dare per scontato che sia un errore degli sperimentatori “freddi” o un imbroglio?
     
    “Lo sperimentatore convenzionale si meraviglia se il fusore freddo afferma che in vacuo l’andamento della reazione è diverso. Non si ha conoscenza di reazioni DD in vacuo. Non sono descritte.”
     
    A parte che per quanto ne so io, gli acceleratori di particelle lavorano in camera a vuoto, credevo di aver già chiarito questo punto. La questione vuoto\materia condensata usata dai fusori freddi per difendersi dalle critiche della “vera scienza” riguardanti l’impossibilità delle reazioni da loro descritte, si riferisce ad altro.
    Il discorso sarebbe che le forze di repulsione coulombiane che rendono necessarie energie altissime per avvicinare i nuclei a distanza da fondersi, sono in genere calcolate nel vuoto. I fusori freddi dicono che in certe condizioni particolari, nella materia condensata, tali forze potrebbero essere molto minori di quanto ci si aspetta. E qui arriviamo ad un altro punto fondamentale.
     
    Lo sperimentatore convenzionale non ha mai rilevato fenomeni di coerenza.”
     
    E se fosse proprio questo quel paramentro, difficile da controllare e da instaurare a livello sperimentale perchè non ancora perfettamente compreso, che rende le reazioni di cui lei parla sostanzialmente diverse da quelle dei fusori freddi?
    Il problema principale che ho rilevato da quando leggo intorno alla FF è che la “vera scienza” si è rifiutata proprio di verificare se quelle reazioni esistessero, e quindi non si è andati davvero a cercare a livello sperimentale la “coerenza” o qualsiasi altro parametro che potesse giustificare il diverso comportamento rilevato dai fusori freddi. Se non è così sarei veramente lieto di essere smentito.
     
    “Quando il fusore freddo produrrà un grafico della sezione d’urto che dimostra che non esiste soglia, come se si trattasse di una reazione neutronica, il lavoro di quel geniale sperimentatore entrerà trionfalmente nella banca dati IAEA e il geniale sperimentatore sarà premiato con il Nobel.”
     
    Quello che lei chiede è impossibile e non per colpa dei fusori freddi e glielo dimostro subito.
    Ritorniamo per un attimo al rapporto 41. Ho riletto entrambi, il rapporto e la sua review.
    Come dicevo precedentemente, riguardo la misura di He4, che è alla fine il risultato più importante presentato e che avrebbe potuto dimostrare la natura “fusionistica” della reazione, lei non fa alcuna obiezione.
    Anzi ne fa una sola che, mi permetta di dirlo, sembra un po’ pretenziosa. Dice, cito:
    “Pag. 16, Fig. 9 (a)
    I dati sperimentali non sono presentati in forma diretta come output del QMA, ma
    sono elaborati degli sperimentatori.
    Questa procedura è normalmente respinta dai revisori, perché viene a mancare la
    incontestabilità del dato sperimentale.”

    e nelle conclusioni:
    “Infine manca la certezza di dati sperimentali incontestabili, dal momento che i grafici
    di Fig. 9 possono essere l’esito di una facile sofisticazione.”

     
    Queste motivazioni, come ho detto sono pretestuose. Tutti gli articoli scientifici si basano su dati, a volte elaborati a volte presentati come puro output di strumentazioni. E sempre questi dati potrebbero essere alterati, anche quelli di output senza elaborazione.
    Non è possibile bocciare un articolo con questa motivazione, altrimenti potrebbe essere bocciato qualuque articolo. E’ esattamente quello che dicevo.
    Si parte dal presupposto che la reazione non sia possibile. Quindi o le misure sono sbagliate, e nel caso di Preparata e Co. questo non può essere affermato poichè sono state condotte con tutti i crismi, oppure gli sperimentatori barano. Mi dica come un fusore freddo potrebbe mai pubblicare articoli con questa medodologia di revisione. Il solito cane che si morde la coda.


     


     

  • @Francesco
    In effetti è appunto il cane che si morde la coda, io comprendo tranquillamente che la teoria non sia accettata e che per molti non sia accettabile per le centinaia di motivi esposti dal Prof. Franchini.
    Ma vorrei sapere se non esiste nessun esperimento di FF o lenr o canr o piezoncleare che sia stato
    riprodotto con gli stessi apparati, con gli stessi materiali, con le stesse procedure e condizioni da team indipendenti……. e logicamente se con la stessa riproduzione si rilevano le stesse “anomalie”.
    E sinceramente mi va bene anche se l’esperimento è riproducibile anche solo al 65%, basta che sia riproducibile da più team indipendenti.

  • @Franchini
    Ho cercato di risponderLe ma il commento è sotto moderazione, ho risposto sul Suo sito.

  • Gwon

    In effetti è appunto il cane che si morde la coda, io comprendo tranquillamente che la teoria non sia accettata e che per molti non sia accettabile per le centinaia di motivi esposti dal Prof. Franchini.

    Non ho capito cosa vuoi dire onestamente, scusami.
     
    Ma vorrei sapere se non esiste nessun esperimento di FF o lenr o canr o piezoncleare che sia stato
    riprodotto con gli stessi apparati, con gli stessi materiali, con le stesse procedure e condizioni da team indipendenti……. e logicamente se con la stessa riproduzione si rilevano le stesse “anomalie”.
    E sinceramente mi va bene anche se l’esperimento è riproducibile anche solo al 65%, basta che sia riproducibile da più team indipendenti.

     
    A questo ti rispondo invece.
    Da quello che ne so la reazione di Fleischmann e Pons fu riprodotta nel periodo subito successivo alle loro dichiarazioni da diversi istituti, compreso il MIT. Il realtà tentarono di riprodurla ma senza alcun risultato apprezzabile. Quindi tutto fu bollato come incompetenza o frode in poche settimane.
    E da li in poi, a parte chiudersi la carriera di F e P, si chiuse pure la questione fusione fredda per la “vera scienza”.
    Da li in poi chiunque nell’ambiente scientifico avesse nominato soltanto la FF sarebbe stato deriso e chiunque avesse pensato di sperimentarla avrebbe sancito un puro e semplice suicidio della propria carriera scientifica.
    Questo è il problema.
    Soltanto che sembra che per ottenere la reazione di F e P servissero settimane solo per “caricare” l’elettrodo di palladio. Non so se questo fu fatto correttamente dagli sperimentatori indipendenti.
    La questione è sempre la stessa. Si è così sicuri di star guardando le stesse condizioni?
    Chi lo sa.

  • @Gwon:

    non era in moderazione (i commenti sono moderati solo a posteriori), era stato bloccato dall’antispam. L’ho sbloccato.

  • @Francesco
    Per il cane che si morde la coda, riprendevo un tuo post passato, non accettare i risultati di un esperimento perchè la teorizzazione in merito non è accettata dalle teorie conosciute. Più logico
    sarebbe partire dai risultati empirici e (se esistono) da li teorizzare quando tutti possono partire da quei risultati.

  • @QOL
    Grazie, ho solo letto sopra il mio commento “in attesa di moderazione” per quello l’ho scritto,
    non ho mai pensato che fosse stato bloccato di proprosito anche se la dicitura “in attesa di moderazione”
    potrebbe creare equivoci. In effeti mi sembra che i messaggi in molti blog vengano bloccati quando contengo link ad oggetti, cosa in effetti logica per tutelare tutti gli utenti da possibili rischi.

  • Gwon
    Ho capito che con il fatto el cane che si morde la coda ti rifacevi ad un mio poast.
    Ma non ho capito se sei daccordo con me nel considerare un po’ preconcetta la posizione che ho descritto, della “vera scienza” nei confronti della FF.
     
    Aggiungo ancora qualcosa al mio post precedente.
    Reazioni di fusione fredda sono state sperimentate molte volte nel mondo da vent’anni a questa parte., da molti gruppi diversi e in modo indipendente. E diverse sono state le anomalie riscontrate. Naturalmente non troverai nulla nelle riviste ufficiali o nell’IAEA, sempre per il solito motivo.
    Ma puoi trovare molto su pubblicazioni indipendenti, e sui proceedings di molti convegni a livello mondiale, mi pare almeno una decina, che i fusori freddi si autorganizzano.
    Il fatto è che questi gruppi sono sempre stati considerati formati da incompetenti oppure da imbroglioni, e se invece gli studiosi coinvolti erano inizialmente studiosi “riconosciuti” sono da quel momento in poi diventati degli asini o dei ciarlatani.

  • @Francesco
    Concordo che ci sia poca chiarezza, io parto da una logica estremamente semplice, se il tema del dibattito non esiste per niente, perchè c’è chi continua a studiare e a farci esperimenti ? E non parlo
    proprio di possibili hobbisti casalinghi che cercano il moto perpetuo, ma di istituti quali Enea, Infn, università varie, oltre a società private come Pirelli, Hitachi, Edf ed altre.
    Dalla parte opposta però non ho capito cosa sia effettivamente riproducibile (almeno con buone percentuali), cosa possa essere causato da contaminazione di materiali e cosa escluso, e quanto siano precise le misurazioni. Cioè in sostanza escludendo il caso e-cat in precedenza, quantomeno a livello sperimentale cosa si è riusciti ad ottenere ? Per esempio mi sembra che gli esperimenti Piantelli-Focardi non abbiano dato risultati ne al CERN ne all’università di Pavia, per tutti gli altri non lo so……
    Non ho avuto ancora risposte chiare in merito, su chi come quando abbia replicato N volte lo stesso esperimento, avendo gli stessi risultati e quali siano questi risultati…… mi spiego se in mille avessero lo stesso risultato con lo stesso identico esperimento, sarebbe abbastanza logico assumere che il fenomeno oggetto dell’esperimento è stato dimostrato, no ? Poi la spiegazione teorica può venire dopo, ma da quello che ho capito è che non mille ma neppure 10 o 100 volte si hanno avuto dati concreti ed inequivocabili, giusto ?

  • Livio181052

    @Francesco
    Non sono un fisico/chimico nucleare… sono un elettrotecnico ed elettronico …ho studiato fisica all’istituto tecnico alla fine degli anni 60, poi solo curiosità derivante da mentalità scientifica… per cui giro tutte le tue domande a Franchini.
    Ti dico solo alcune cose… …autorizzo e chiedo, fin da ora a Franchini di correggermi eventualmente:
    – Forze di Repulsione Coulombiane: sono intrinseche al nucleo, non dipendono da dove lo stesso si trova: nel Vuoto, in un Reticolo Cristallino od in mezzo alla Materia Condensata il valore è sempre lo stesso.
    – Materia Condensata: è lo stato della materia che si trova all’interno delle stelle. Questo stato dipende dall’enorme Massa delle stelle e quindi dall’enorme Gravità e quindi dall’enorme Pressione al suo interno che fa avvicinare di molto i nuclei atomici.
    – Fusione Nucleare: Quando una stella in formazione raggiunge una Massa e quindi una Gravità e quindi una Pressione sufficienti, i nuclei atomici, essendo sottoposti a Forze tali da superare le Forze di Repulsione Coulombiane si avvicinano fino a “fondersi” formando nuovi nuclei più pesanti e liberando un sacco di energia ed un sacco di particelle.
    – E fuori dalle stelle? “Nessun problema…” “basta riprodurre, anche per soli 2 nuclei, anche per frazioni di nanosecondo le stesse condizioni che nelle stelle ed il gioco è fatto…” …energia a volontà…
    – Nel Vuoto? Vedi sopra… ci stanno provando quelli della Fusione Calda, principalmente con 3 metodi alternativi: confinamento Inerziale, fusore di Farnsworth-Hirsch, confinamento laser (in California ci stanno provando) e confinamento magnetico, tokamak.
    – Nel Reticolo Cristallino? Ci stanno provando quelli della Fusione Fredda…! Di una cosa sono certo: anche qui bisogna superare le Forze di Repulsione Coulombiane e con altre Forze e non con i Protoni o Neutroni Mascherati come ho visto non ricordo dove… Per quanto ne so io, un Gas diffuso in un Reticolo Cristallino potrebbe (ma non lo so di certo) avere delle interazioni, a livello di elettroni di valenza, con il reticolo stesso o scindersi da molecole in atomi, casualmente, magari per qualche nanosecondo… …ma  ancora molto lontano dal Nucleo di un Atomo del Reticolo come uno scalatore che vuole scalare l’Himalaya ma si trova ancora in Italia. La Risonanza Meccanica Elettromeccanica, o non so quale, secondo me, al massimo, portano lo scalatore in Nepal…. ma c’e ancora tutto l’Himalaya da scalare…
    – Per Francini: in tutto quanto sopra ho volutamente parlato solo di Pressione e non anche di Temperatura in quanto non sono a conoscenza del rapporto qualitativo/quantitativo, causa/effetto della temperatura stessa rispetto alla Pressione ed alle Reazioni Nucleari.
    Buona Serata

  • Gvon
    “… mi spiego se in mille avessero lo stesso risultato con lo stesso identico esperimento, sarebbe abbastanza logico assumere che il fenomeno oggetto dell’esperimento è stato dimostrato, no ? Poi la spiegazione teorica può venire dopo, ma da quello che ho capito è che non mille ma neppure 10 o 100 volte si hanno avuto dati concreti ed inequivocabili, giusto ?”
     
    Si, giusto in parte per quanto mi riguarda.
    E ti spiego. La canzoncina della riprodicibilità che tanto spesso viene utilizzata per negare i fenomeni più disparati è fallace come motivazione.
    Infatti quando un fenomeno non è ancora compreso è molto probabile che sia difficilmente riprodicibile, in quanto non è possibile tenere sotto controllo tutti i parametri che determinano la reazione, e per il semplice motivo che tali parametri non sono conosciuti con chiarezza.
    Quindi per quanto mi riguarda, anche un solo esperimento che mostri, naturalmente condotto con tutti i crismi della sperimentazione corretta, qualche anomalia (come l’He4 di Preparata) andrebbe approfondito. Perhè è proprio da queste anomalie che nascono le vere scoperte innovative e le rivoluzioni della conoscenza scientifica.

  • @Francesco
    Il concetto è chiaro, certo si approfondisce anche, ma se risulta che ci sia qualcosa da approfondire, da altri ricercatori, in diversi casi (uno l’ho citato) pare che non sia stato così in altri non lo so. Nel caso e-cat se fosse confermato l’eccesso di calore sicuramente ci sarebbe da approfondire e chissà magari il giorno che si saprà cosa effettivamente c’è dentro il reattore (se effettivamente lo sa solo Rossi) tutti anche i più scettici potranno teorizzare con delle basi sperimentali e dei criteri per la riproducibilità.

    Ho visto che pare sia stato stilato il team di ricerca dell’Unibo: Bonetti – Campari – Ferrari – Levi – Villa ed è stato pubblicato un articolo di Ferrari che inizia così:
    “L’atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento. Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare, che per affermare.”

    Il testo completo su 22passi.blogspot.it oppure su socialnews.it

  • Camillo Franchini

    @Francesco
    Le devo una risposta sulla determinazione analitica di 4He da parte degli AA del Rapporto 41. Essi scrivono:

    The increment of the number of 4He atoms divided by the time elapsed between two successive analysis give us an estimate of the Helium yield, and hence of the excess power.
    Se trovano un effetto termico, la quantità di 4He formata dovrebbe essere enorme e rivelabile con un comune leak detector da laboratorio.
    Sembra invece che incontrino grandi difficoltà nella determinazione di 4He.
    A parte queste considerazioni generiche, si arriva alla sostanza: mancano i dati forniti direttamente dal QMA.
    In chimica analitica dati forniti in quel modo sarebbero respinti. Nessun chimico iscritto all’ordine Le firmerebbe dati così presentati.
    Chiunque può tracciare al PC i tre grafici di Fig. 9.
    Insomma, mancano i dati analitici, che sono la cosa più importante: si soffermano sulla taratura dello strumento e sulle possibili contaminazioni da elio naturale, poi dimenticano di fornire in modo appropriato i dati dell’analisi.
    La credibilità dell’analista sta nel fornire i dati come escono dagli strumenti. Non è soltanto prassi, è obbligo di legge, se un’analisi deve essere presentata a terzi. Si possono elaborare solo i dati primari, che devono essere sempre messi in evidenza.
    Guardi per esempio come si presentano le analisi cliniche e capirà che cosa intendo.
    Buona domenica
     

  • Camillo Franchini

    @Amedeo
    Mi scuso per il ritardo con cui rispondo, ma avrà visto che ci sono dentro fino al collo.
    Forse Lei o Giulio potete segnalare un lavoro LENR di Violante
    Qui se ne trovano molti:
    http://www.lenr-canr.org/LibFrame1.html
    Ho scorso il sito e mi sono fermato a Violante.
    Violante si occupa da 22 anni della reazione DD, quella che ormai i fusori più aggiornati respingono.
    Violante si occupa di questioni a latere della ff, ma non ha mai proposto una cella di cui dica: qui dentro avviene la fusione fredda DD quando voglio.
    Non lo ha fatto nessun italiano e forse nessuno al mondo.
    Nell’elenco sterminato di lavori che Lei ci ha segnalato, mi piacerebbe che lei mettesse in evidenza un articolo scaricabile dove venga descritta una LENR.  Possibilmente una reazione LENR diversa dalla DD. La studieremo insieme. E’ la stessa richiesta che ho posto a Giulio. Vediamone insieme almeno una.
    Buona domenica

  • Camillo Franchini

    @Livio181052
    Cerco di aggiustare alcune cose che Lei ha scritto. L’aggiustamento può a sua volta essere rifinito.
    – Materia Condensata: è lo stato della materia che si trova all’interno delle stelle.
    No, in prima approssimazione si tratta dei comuni solidi e liquidi.
    Tutte le reazioni nucleari avvengono in materia condensata. Non ha importanza se il set sperimentale richiede che la traiettoria della particella incidente avvenga nel vuoto.
    Alcune reazioni tra particelle elementari avvengono nel vuoto, ma si tratta di fisica dura. Le interazioni tra paticelle elementari  non si chiamano però reazioni nucleari.
    Nel Vuoto? Vedi sopra… ci stanno provando quelli della Fusione Calda, principalmente con 3 metodi alternativi: confinamento Inerziale, fusore di Farnsworth-Hirsch, confinamento laser (in California ci stanno provando) e confinamento magnetico, tokamak.
    Dipende. La batteria laser della California agisce su materia condensata.
    Ora vado a letto, perché sragiono.

  • Camillo Franchini

    @Gwon
    L’atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento. Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica.
    “Spiegazione scientifica dell’Evento”? Nessuno sa che cosa avviene nell’E-Cat, potrebbe trattarsi di un trucco magliaro, non di un “evento” su cui avanzare ipotesi scientifiche. L’evento sarebbe constatare che abbiamo di fronte una reazione nucleare esoergica favorita dalla presenza di una polverina. Fin che Rossi non ci fa vedere che cosa avviene nello scatolotto, non siamo di fronte ad alcun evento scientifico.
    Ho l’impressione che Ferrari cerchi di nobilitare la demo del 14 febbraio e successive.
    Buona domenica

  • Camillo Franchini

    @Francesco
    Reazioni di fusione fredda sono state sperimentate molte volte nel mondo da vent’anni a questa parte., da molti gruppi diversi e in modo indipendente. E diverse sono state le anomalie riscontrate. Naturalmente non troverai nulla nelle riviste ufficiali o nell’IAEA, sempre per il solito motivo.
    Mi segnali due articoli LENR, quelli che l’hanno più colpito, e li esamineremo insieme.
    Grazie
    Buona domenica

  • Non ho capito se i ricercatori di Bologna agiscano ufficialmente a nome del dipatimento, oppure se sia una loro iniziativa autonoma.
    Mi lascia perplesso poi che tali notizie escano su siti, come dire, di “controcultura”…
    Comunque è positivo che qualcuno che ha da rimetterci la reputazione sia disponibile ad impegnarcela.
    Questi ricercatori avranno il reattore a loro completa disposizione ?
    Il reattore verrà installato in locali dell’Università ?
    Molto intreressante la vostra discussione, ma nella scienza si dovrebbe partire o da una teoria comprovata che ipotizza un fenomeno (e si cerca il fenomeno basandosi sulla previsione della teoria), o da un fenomeno accertato che richiede una teoria (e si cerca la teoria basandosi sui dati sperimentali).
    Una teoria ipotetica basata su di un fatto ipotetico è metafisica.
    Oltretutto su questi argomenti ci sono fior di trattati di meccanica quantistica, e la matematica necessaria per affrontarli è tutto fuorche banale. Non si possono affrontare con ragionamenti “qualitativi”.
    Comunque a me, da ingengere, in prima battuta non importa nulla su come il reattore produca energia, siano LENR o “polvere di fata”.
    Caccino fuori questi Kw senza dubbi di errori e truffe, e ne facciamo un motore.
    Altrimenti stiamo parlando del nulla.
     

  • Camillo Franchini

    @Bagnasco, Gwon, Francesco, Robert
    Lo scorso febbraio, Jean-Paul Biberian, un noto fusore freddo francese, scrive la nota che segue relativa al rifiuto dell’AIP (American Institute of Physics) Publishing di pubblicare materiale ff.
    Come si vede, la ff è considerata fuori dalla mainstream science anche negli Stati Uniti.
    This special volume includes the proceedings of the March 2010, New Energy Technology Symposium held at the 239th American Chemical Society National Meeting and Exposition in San Francisco. These proceedings were to be published as a book by AIP Publishing, a branch of the American Institute of Physics. Jan Marwan, the editor of the book did an excellent job. All papers were ready for printing, when AIP Publishing without any reason cancelled the work. They did so based on an evaluation of the contents that drove them to exercise their right to decline publishing the proceedings and materials as an AIP publication. In fact, even though no precise argument was given for the cancellation, it is obvious that some people from AIP Publishing triggered the change. They might have realized that by publishing papers related to Condensed Matter Nuclear Science, they were actually supporting Cold Fusion. Mainstream science does not accept this field as genuine. After more than twenty years of research by hundreds of scientists worldwide, the change is extremely slow.
    Concordo con Biberian: the change is extremely low indeed. Segno di maturità.
    E apprezzabile la sincerità con cui Biberian descrive l’incidente con AIP Publishing.
    Buona domenica

  • Camillo Franchini

    @Giuseppe
    Lei ha scritto in modo diverso quello che ho scritto anch’io, commentando l’uscita di Ferrari, messa in bella evidenza in un sito di controcultura.
    Molto intreressante la vostra discussione, ma nella scienza si dovrebbe partire o da una teoria comprovata che ipotizza un fenomeno (e si cerca il fenomeno basandosi sulla previsione della teoria), o da un fenomeno accertato che richiede una teoria (e si cerca la teoria basandosi sui dati sperimentali).
    Una teoria ipotetica basata su di un fatto ipotetico è metafisica.

    Speriamo che qualcuno faccia leggere a Ferrari come la pensa Lei.
    Lì sembra che non si rendano conto che non si tratta solo di vedere quanta elettricità viene consumata e quando calore viene prodotto (pasticciando come dilettanti sulla misura del calore). Non è mica quello l'”evento”.
    Cordiali saluti

  • @livio181052
    Per quanto ne so io, un Gas diffuso in un Reticolo Cristallino potrebbe (ma non lo so di certo) avere delle interazioni, a livello di elettroni di valenza, con il reticolo stesso o scindersi da molecole in atomi, casualmente, magari per qualche nanosecondo…
     
    L’idrogeno molecolare non ha elettroni di valenza disponibili, quindi a parer mio questa possibilità è da escludere. E anche se esistesse un reticolo capace di scindere H2 in 2H, da lì a una fusione nucleare ne passa: al più si avrebbe un legame chimico di H ad uno degli atomi del reticolo.

  • @Franchini
    “Lì sembra che non si rendano conto che non si tratta solo di vedere quanta elettricità viene consumata e quando calore viene prodotto (pasticciando come dilettanti sulla misura del calore). Non è mica quello l’”evento”.”

    Scusi Prof. Franchini, su questo non concordo, l’evento o meglio il fatto (se riproducibile a volontà), sarebbe proprio quello, cioè l’eccesso di calore “inspiegabile” e quantitativamente rilevante.
    Sempre che le rilevazioni fossero corrette (e qui si torna ai famosi discorsi dei 100° Celsius, entalpia del vapore, vapore secco/vapore umido e tutto quello che volete) e si possa escludere qualsiasi altra fonte di energia in un volume così ridotto.

    Ferrari mi sembra che dia per scontato che la macchina produca eccesso di calore e che ciò sia riproducibile: “…si è passati dall’Evento al Fatto, dal “si dice” al “si misura”. ”
    Quindi c’è un fatto controllabile e riproducibile che si può misurare.
    Più dubbioso sembra su cosa sia il combustibile, per quanto tempo possa funzionare la reazione e se davvero c’entra l’energia nucleare…………….

    Sembrano le parole di uno scienziato che non ha dubbi sul fatto che input (elettricità) ed output (calore)
    siano stati correttamente misurati. I dubbi li ha su combustibile, durata esperimento, e se c’entra davvero l’energia nucleare….
    Sarebbe ora di avere una certificazione ufficiale indipendente quantomeno di esperimenti significativi di lunga durata su energia immessa ed energia prodotta. Utilizzando tutti i sistemi possibili per rendere le misurazioni precise ed inequivocabili.

  • ItaloBianchi

    La lettera del Prof. Ferrari su SocialNews è l’evento più interessante di queste ultime settimane sulla vicenda e-cat, che interrompe, purtroppo, un lungo periodo di silenzio del DF, che mi aveva fatto sperare in un sia pur tardivo tentativo del dipartimento di sganciarsi dalla vicenda avvalendosi della vecchia strategia dell’oblio.

    La rilevanza della lettera, credo meriti un nuovo articolo su QoL, in modo da raccogliere in modo organico i commenti che sicuramente susciterà. Se la redazione deciderà di mettere disposizione il testo integrale della lettera ai suoi lettori, accompagnandolo da qualche riga di commento, le chiedo fin d’ora di trasferirvi anche questo mio intervento, con cui vorrei avanzare qualche commento su alcuni punti specifici della lettera del Prof. Ferrari:

    Ferrari: … Dai giorni della malaugurata “fusione fredda” di Fleischmann e Pons (1989), la comunità scientifica si è divisa. Una minoranza (che per comodità chiameremo “i Matti”) insiste ad affermare che qualcosa accadeva, in quegli esperimenti, e che quel qualcosa, anche se molto inferiore a quanto proclamato inizialmente, valeva la pena studiare. Una larga maggioranza (i Sani) afferma, invece, la totale inconsistenza del fenomeno …
    Concordo con la separazione retorica tra “matti” e “sani” (o per meglio dire “savi”, che è il termine giusto per esprimere il contrario di matti) proposta dal Prof. Ferrari e l’utilizzerò volentieri  nel  prosieguo, ma qui terminano i punti di accordo con quanto detto nella lettera.

    Una prima domanda sorge spontanea: vista la sproporzione numerica tra savi e matti presente, a livello mondiale immagino, nella comunità scientifica,  è mai possibile che al DF di Bologna ci siano solo i secondi? O che sono comunque in maggioranza? O che per lo meno lo sono in nell’organo del Dipartimento che dovrebbe approvare il programma di ricerca sull’E-cat? E cosa dire dell’eventuale minoranza di savi che pure ci sarà anche al DF di Bologna visto che comprende parecchie decine di professori e ricercatori. Perché tacciono? Non temono che alla lunga l’e-gatto si mangi  i loro iso-topi?

    Ferrari: … Sempre che non si pensi ad una gigantesca truffa trans-nazionale dei Matti, o ad una loro totale imperizia nell’effettuare le misure….

    Se si parla delle tipiche emissioni anomale delle ricerche ventennali sulla FF non occorre pensare alla truffa.  Quelle rivendicate sono in genere emissioni marginali, che lottano con gli errori strumentali per emergere dal mare della potenza immessa nei sistemi testati. Chi le rivendica, sia che lavori negli enti pubblici, sia  a maggior ragione in qualche laboratorio privato, vive dei finanziamenti che queste emissioni anomale suscitano ed è quindi naturalmente indotto a prendersi i margini di errore a proprio beneficio.

    Ferrari: … La Scienza, insomma, è fatta meno per negare che per affermare. ..

    La scienza afferma e nega. In entrambi i casi è fatta per dire la verità. Soprattutto quella pubblica, finanziata dai cittadini.

    Ferrari: … Oggi, la situazione appare radicalmente mutata. …, ha permesso di produrre una potenza termica molto maggiore, variabile da 25 a 40 Kwatt, a fronte di un’immissione di potenza elettrica nell’ordine di centinaia di watt.

    A parte il fatto che da un professore universitario ci si aspetterebbe un uso corretto dell’ortografia delle unità di misura, questi valori (25 e 40 kW) è la prima volta che compaiono a proposito dell’e-cat. Dalla prova del 14 gennaio (13 kW) in poi le potenze rivendicate sono andate via via calando, se si esclude la prova con acqua di febbraio in cui narra che “for a while” sarebbero stati sparati 140 kW. A quali Eventi/Fatti si riferisce il Prof. Ferrari? Dobbiamo pensare che nel silenzio delle ultime settimane siano state effettuate ulteriori prove con gli e-gattini di cui non è stata data notizia? Oppure si tratta semplicemente di un fenomeno, già noto nella formazione dei miti antichi, di progressiva lievitazione dei valori?

    Le 4 prove con vapore effettuate da gennaio ad oggi, le uniche di cui esiste un minimo di documentazione anche se incompleta e carente, non dimostrano affatto la presenza di anomale emissioni di calore. Come si può dedurre dagli elementi di incongruenza raccolti ed evidenziati da Esowatch in http://www.esowatch.com/it/index.php?title=Catalizzatore_di_energia_secondo_Rossi_e_Focardi.

    Ferrari: … In pratica, si è passati dall’Evento al Fatto, dal “si dice” al “si misura”. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna (…) possono ora studiare l’apparecchiatura di Rossi in modo continuativo ed approfondito. Ci si offre, per la prima volta, una concreta possibilità di vederci chiaro. Stabilito con precisione come avviene il fenomeno (ecco l’importanza della ripetibilità e della controllabilità), si confida che, prima o poi, emergerà anche il perché.

    Non c’è stata nessuna evoluzione, si resta nell’ambito del “si narra” o “si misura male”. La possibilità di vederci chiaro c’era già, bastava volerlo ed interpretare correttamente i dati (grafici, foto, filmati) disponibili sulle prove già effettuate, soprattutto quella del 14 gennaio a cui era presente lo stesso Prof. Ferrari. Gli andamenti della temperatura in uscita dagli e-cat può essere benissimo spiegata con la potenza elettrica assorbita dalle resistenze elettriche. L’unico fenomeno fisico coinvolto è l’effetto Joule, perfettamente ripetibile, da secoli. Vogliamo veramente rischiare di coprire di ridicolo l’università italiana varando un gruppo di ricerca che tra qualche mese potrebbe accorgersi di aver studiato i fenomeni nucleari  di un ferro da stiro?

    Ferrari: …Posto che lo si accerti, ciò che rende affascinante l’effetto è che non esistono, a tutt’oggi, spiegazioni convincenti:

    Non è difficile dare delle spiegazioni convincenti. Basta usare il buon senso.

    Ferrari: …qual è il “combustibile” che produce l’eccesso di energia?

    Nessun eccesso di energia. L’energia elettrica assorbita è sufficiente a spiegare i dati noti.

    Ferrari: …In quanto tempo verrà consumato?

    Per le prove con vapore, l’effetto dura finchè passa la corrente elettrica, tenendo conto anche dell’effetto ritardante dovuto al volano termico costituito dalla massa metallica dell’e-cat e dell’acqua. Per quanto riguarda le prove allo stato liquido (un fiume di liquido), l’apparente eccesso di calore potrebbe durare indefinitamente visto che probabilmente deriva da errori di misura della temperatura del fluido in uscita.

    Ferrari: …C’entra davvero l’energia nucleare?

    No.

    Ferrari: …Questa è la curiosità dello Scienziato, la prima e migliore molla possibile verso una ricerca seria. Poi c’è la possibilità di un enorme impatto economico-ambientale. Cosa chiedere di più? Per una volta, mi sembra davvero il caso di dare ascolto ai Matti.

    Sarebbe questa la ricerca seria? Non c’è una legge che vieta a privati cittadini di dedicarsi a studi da matti, quando, come in questo caso, non sono mirate a danneggiare la salute dei cittadini. Ma perché farlo trascinando nel ridicolo le istituzioni culturali del nostro Paese?

    Rivolgo un appello al costituendo gruppo di ricerca. Prendetevi un bell’anno sabbatico, così togliete dall’imbarazzo il DF, per lo meno quella minoranza silente di savi che spero ci sia. Fondate una bella associazione di ricerca privata, i fondi non vi mancano. Vi suggerisco anche un nome: l’”Accademia dell’è-mat”. Se, tra un anno, avrete avuto ragione, la vostra associazione rientrerà trionfalmente nell’ambito del MIUR, se invece avrete torto verrà direttamente incorporata, mantenendo la stessa ragione sociale, nel SSN.  :-))

  • Camillo Franchini

    @ Gwon
    Scusi Prof. Franchini, su questo non concordo, l’evento o meglio il fatto (se riproducibile a volontà), sarebbe proprio quello, cioè l’eccesso di calore “inspiegabile” e quantitativamente rilevante.
    Il problema è sapere se l’evento è stato prodotto in modo fraudolento o no.
    Da negazionista affermo che l’evento è stato prodotto in modo fraudolento. Ho spiegato un post dopo l’altro perché sono convinto di questo.
    Vedremo alla fine se si tratta di emeriti imbroglioni o di emeriti incapaci. Rossi ha posto dei termini temporali, che i fusori dd non hanno mai posto. Certamente Rossi è uno scommettitore audace.
    Ferrari mi sembra che dia per scontato che la macchina produca eccesso di calore e che ciò sia riproducibile: “…si è passati dall’Evento al Fatto, dal “si dice” al “si misura”.
    Ferrari si è molto compromesso, come del resto molti del DF di Bologna. Non vorrei essere nei loro panni.
    Sembrano le parole di uno scienziato che non ha dubbi sul fatto che input (elettricità) ed output (calore)siano stati correttamente misurati. I dubbi li ha su combustibile, durata esperimento, e se c’entra davvero l’energia nucleare….
    Non so quali siano i dubbi di Ferrari, ma non sono i miei, e lascio che altri ne parlino. Se gli piace la parte di Levi in questo pasticcio, liberissimo. Da chimico posso solo dire che il DF di Bologna si è messo su una strada impraticabile.
    Se almeno si sapesse in che cosa sono specializzati.
    Sarebbe ora di avere una certificazione ufficiale indipendente quantomeno di esperimenti significativi di lunga durata su energia immessa ed energia prodotta. Utilizzando tutti i sistemi possibili per rendere le misurazioni precise ed inequivocabili.
    Cero che sarebbe ora. E’ da gennaio che sarebbe ora.
    E’ difficile capire che cosa hanno in mente.
    Cordiali saluti
     

  • Franchini
    Se trovano un effetto termico, la quantità di 4He formata dovrebbe essere enorme e rivelabile con un comune leak detector da laboratorio.
    Sembra invece che incontrino grandi difficoltà nella determinazione di 4He.

    Questo mi meraviglia molto onestamente, chiama difficoltà la grande attenzione messa dagli sperimentatori nella misura, scupolosità applicata proprio per cercare di mettersi al sicuro da eventuali critiche sulla precisione della misurazioni e su eventuali contaminazioni da parte di altre fonti.

    “A parte queste considerazioni generiche, si arriva alla sostanza: mancano i dati forniti direttamente dal QMA.
    In chimica analitica dati forniti in quel modo sarebbero respinti. Nessun chimico iscritto all’ordine Le firmerebbe dati così presentati.
    Chiunque può tracciare al PC i tre grafici di Fig. 9.”
    Allora, a questo avevo già risposto mi pare. Qualsiasi dato presentato in qualsiasi modo può essere manipolato e falsificato. Con questa motivazione ogni articolo scientifico in qualunque ambito, chimica analitica o altro potrebbe essere bocciato.
    Capisco che per dimostrare risultati eccezionali si ha bisogno di prove eccezionali, ma in quest’ottica l’atteggiamento corretto dei reviewers sarebbe stato quello di chiedere chiarimenti sui dati, non bocciare l’articolo su due piedi. Anzi da quello che ho letto sembra che non sia stato nemmeno sottoposto al processo di revisione, ma bocciato a priori.
    Insomma, mancano i dati analitici, che sono la cosa più importante: si soffermano sulla taratura dello strumento e sulle possibili contaminazioni da elio naturale, poi dimenticano di fornire in modo appropriato i dati dell’analisi.
    La credibilità dell’analista sta nel fornire i dati come escono dagli strumenti. Non è soltanto prassi, è obbligo di legge, se un’analisi deve essere presentata a terzi. Si possono elaborare solo i dati primari, che devono essere sempre messi in evidenza.
    Guardi per esempio come si presentano le analisi cliniche e capirà che cosa intendo.
    Io ho capito che intende, ma lei ha capito cosa intendo io? Anche i dati analitici potrebbero essere falsificati in linea di principio, quindi non penso che un reviewer si debba preoccupare di questo altrimenti nessun articolo scientifico sarebbe mai pubblicato.
     
    Lì sembra che non si rendano conto che non si tratta solo di vedere quanta elettricità viene consumata e quando calore viene prodotto (pasticciando come dilettanti sulla misura del calore). Non è mica quello l’”evento”.
     
    Sono daccordo che sulla questione e-cat bisogna andarci con i piedi di piombo perchè le informazioni a riguardo non sono ancora complete. Però qualche buon indizio c’è.
    Pensa che anche Essen e Kullander siano dei dilettanti e si siano fatti infinocchiare anche sulle misure di potenza elettrica in ingresso e termica in uscita?
    Potrebbe anche essere, vedremo, ma mi sembra che le probabilità che tutte queste persone si siano fatte imbrogliare, stando sul posto e potendo ispezionare se non l’interno del reattore, almeno la catena di misura delle grandezze esterne, cominciano ad eesere sempre più esigue.
     
    Lei mi chiede di segnalare un articolo sulla FF sul quale discutere, e sono interessato.
    Partirei per prima cosa però, visto che siamo in tema, da questa “storia”:
    <Fusione fredda:  misurare per credere – USA, Mag, 2010
    Ogni tanto qualche giornalista riesce a stupire. Scott Pelley, redattore della trasmissione “60 Minutes” (CBS), decide di verificare di persona il fenomeno conosciuto come “fusione fredda”, ritenuto dalla scienza ufficiale “scienza spazzatura”.
    Pelley intervista così lo scienziato McKubre, che da 20 anni lavora nel campo e che, a suo dire, ha raggiunto ormai risultati innegabili e sorprendenti. La scienza ufficiale però respinge ogni sua dichiarazione senza nemmeno degnarsi di verificarla, avendo già deciso che la “scoperta” di Fleishmann e Pons, che risale al 1989, non avesse alcun fondamento scientifico.

    A questo punto Pelley si presenta alla American Physical Society, l’associazione nel settore più importante d’America, per farsi consigliare uno scienziato indipendente che possa verificare il presunto “eccesso d’energia” dichiarato da coloro che sostengono la fusione fredda.
    Gli viene suggerito Rob Duncan, uno scienziato esperto in misurazioni energetiche, …

    … che viene portato da Pelley a verificare il lavoro di un laboratorio israeliano, dove sembra si stiano ottenendo ottimi risultati con la fusione fredda.

    Inizialmente scettico, Duncan si ritrova di fronte a risultati talmente sorprendenti che alla fine cambia radicalmente la sua posizione in materia. Ma questo non impressiona minimamente scienziati “ufficiali” come Richard Garwin, uno dei fisici più autorevoli al mondo, famoso per aver lavorato al progetto – “purtroppo di grande successo”, dice lui – della bomba H.

    “Io dubito, quindi la scienza dubita – dice in sintesi Garwin – McKubre e Duncan certamente si sbagliano”. Garwin si dichiara inoltre non interessato a studiare il fenomeno, perchè “se non capiamo come funziona allora è inutile. >
     
    Il servizio del giornalista e le dichiarazioni sia di Garwin che del fisico indipendente che dopo aver effettuato le misure si è completamente ricreduto sulla FF (Duncan), sono visibili ai links con i sottotitoli in italiano:



     
    Quello che trovo molto interessante è che mentre Garwin fisico di fama mondiale ha una chiusura preconcetta rispetto la FF e non si lascia nemmeno interessare dal fatto che un fisico prima scettico visto l’esperimento si sia completamente ricreduto. Garwin non ha assistito a nessun esperimento di FF.
    Duncan invece, che dichiara di essere stato tra quelli che non credeva affatto alla FF, una volta visto in prima persona un esperimento ben fatto ha potuto esprimere un parere obiettivo.
    Duncan quando era stato contattato dal programma per interessarsi di FF, aveva dichiarato:
    “Ma non era stata già smontata?

    Mostrando quel’è attegiamento della scienza ufficiale riguardo tale argomento.
    Cioè la maggir parte dei scienziati non hanno neanche idea della FF sanno solo che è una bufala perchè qualcuno da qualche parte ha detto così 20 anni fa.
    guardate il filmato e giudicate voi quale dei fisici ha un attegiamento più consono a quello che dovrebbe avere un vero scienziato.
    Garwin addirittura dice che crederebbe alla FF solo se potesse bersi non uno, ma due the fatti con un apparecchio funzionante a FF. Cosa assolutamente indicativa di quanto sia chiusa a priori la sua mentalità.
    Infatti se questo fosse la misura per valutare ogni nuova scoperta quasi nessuna sarebbe in grado di convincere il geniale fisico della bomba H.
    Neanche la fuione nucleare classica, visto che per ora non ha prodotto un solo watt di energia pur essendo studiata da 50 anni.
    Cmq se l’apparecchio di Rossi funzionerà davvero, anche questo ulteriore paletto assurdo cadrà per i detrattori della fusione fredda….speriamo non si tratti di una truffa perchè darebbe una ulteriore mazzata ad una materia che indipendentemente da Rossi andrebbe davvero approfondita seriamente.

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