E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

Continua la nostra rassegna sull’E-Cat. Qui tutti gli altri articoli sull’argomento.

Mercoledì 4 maggio, in un seminario organizzato dal prof. Adalberto Piazzoli presso il Dipartimento di Fisica Nucleare e Teorica dell’Università di Pavia, Sergio Focardi ha raccontato il percorso che ha portato dalla controversa scoperta delle presunte reazioni nucleari a bassa temperatura tra nichel e idrogeno all’incontro con Rossi e al successivo sviluppo dell’E-Cat.

Il punto di partenza sono stati i primi esperimenti condotti all’università di Siena con Piantelli e altri a metà degli anni Novanta, in cui si notava la produzione di calore anomalo e l’emissione di raggi gamma e neutroni nella interazione tra nichel e idrogeno: i risultati furono pubblicati in due articoli su Il nuovo cimento, la rivista della Società Italiana di Fisica. Immediatamente cominciò il lavoro di altri gruppi di ricerca per tentare di replicare i risultati di Focardi e Piantelli; un gruppo al CERN, di cui faceva parte anche Antonino Zichichi, rilevò sempre su Il nuovo cimento qualche occasionale aumento di temperatura ma non il calore anomalo e le radiazioni osservate a Siena.
Lo stesso Piazzoli, che ricopre anche la carica di vice presidente del CICAP, prese parte a un gruppo di lavoro che tentò di replicare anche a Pavia i risultati di Focardi e Piantelli. Pur lavorando in stretto contatto con Focardi, non riuscirono a ottenere nulla di significativo. Il risultato negativo del gruppo di Pavia non è stato purtroppo pubblicato su una rivista, ma è documentato in una tesi di laurea; Piazzoli ne parla brevemente qui. Le ricerche si interruppero fino a quando Rossi si mise in contatto con Focardi, nell’estate del 2007, proponendogli una collaborazione.

Focardi presenta il primo tentativo di E-Cat

Focardi ha poi raccontato che fin dal primo esperimento nel capannone di Bondeno nell’ottobre 2007 si è manifestata una macroscopica produzione di energia, in apparenza difficile da controllare e in grado di sostenersi anche per tutta una notte senza calore fornito dall’esterno. A quella prima e rudimentale fase (il prototipo era immerso in un secchio d’acqua posato sopra un bidone) ne sono seguite altre mostrate da Focardi in fotografie inedite di alcuni prototipi messi a punto da Rossi. Il reattore ha cambiato forma molte volte, si è passati dall’aggeggio che scaldava l’acqua del secchio alla versione attuale con l’acqua corrente. Quello che non sembra essere cambiato è la composizione della polvere contenuta nel nucleo dell’E-Cat: nichel in polvere e un ingrediente segreto che catalizzerebbe la reazione e che apparentemente avrebbe dovuto essere presente già nel primo prototipo del 2007. Focardi assicura di non essere a conoscenza della natura di questo misterioso catalizzatore, ma lascia intendere che possa trattarsi di un qualcosa in grado di scindere l’idrogeno molecolare (in natura l’idrogeno si trova solo sotto forma di molecole composte da due atomi legati assieme) in idrogeno monoatomico.

Purtroppo, quello che molti speravano fosse un seminario di presentazione delle prove di un effettivo “ritorno della fusione fredda”, o per lo meno una discussione di possibili modelli teorici del processo, si è rivelato abbastanza deludente: completamente privo di dati, misure, schemi e altri dettagli tecnici che i molti fisici in sala si aspettavano. Nella discussione finale, sollecitato (da qualcuno fin troppo bruscamente) a fornire dettagli tecnici sulla sua ipotesi di spiegazione, Focardi ha di nuovo ipotizzato un qualche tipo di reazione di fusione protone-nichel e conseguente catena di decadimento del rame, come descritto nel report reso pubblico sul blog di Rossi e nella domanda di brevetto. Questo ha però suscitato lo scetticismo di tutti i fisici presenti, che immediatamente hanno cominciato a scribacchiare calcoli su ogni genere di pezzo di carta. Una reazione del genere dovrebbe produrre un flusso di neutroni e soprattutto gamma tale da non poter essere completamente schermato dal sottile strato di piombo che riveste l’E-Cat, ed è stata esclusa fin dalla prima dimostrazione di gennaio. D’altronde i neutroni, se pure in piccola quantità, sarebbero stati presenti negli esperimenti di Focardi e Piantelli degli anni Novanta.

Si rimane sempre allo stesso punto: fino a che non sarà fatta una verifica indipendente della produzione di energia, l’E-Cat rimane solo una affascinante ipotesi.

Riferimenti bibliografici

I lavori originali di Focardi e Piantelli:

  • S. Focardi, R. Habel, F. Piantelli, “Anoumalous Heat Production in Ni-H Systems” Nuovo Cimento A107:163-167 (1994)
  • S. Focardi et al., “Large excess heat production in Ni-H systems”, Nuovo CimentoA111:1233-1238 (1998)
  • A. Battaglia et al., “Neutron emission in Ni-H systems” Nuovo Cimento A112:921-931 (1999)

Queste le pubblicazioni su riviste scientifiche sottoposte a peer review; esistono anche alcuni atti di congressi, riportiamo solo il seguente perchè riguarda la presenza di radiazioni gamma:

  • S. Focardi et al., Evidence of elecromagnetic radiation from Ni-H Systems, presentato alla 11th International Conference on Condensed Matter Nuclear Science, 2004, Marseille, France

La pubblicazione del gruppo del CERN:

  • E. Cerron-Zemballos et al., “Investigation of anoumalous heat production in Ni-H systems”, Nuovo Cimento A109:1645-1654 (1996)

Il tentativo del gruppo di Pavia; la tesi ha inoltre un’ottima bibliografia:

  • F. Borella, Una verifica sperimentale di produzioni anomale di calore in un sistema a nichel-idrogeno. Tesi di laurea, Università degli Studi di Pavia. Relatore: prof. A. Piazzoli, correlatore: prof. L. Nosenzo, a.a. 1998-199

888 pensieri riguardo “E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

  • 20 Giugno 2011 in 21:46
    Permalink

    @italo
    >La sonda termometrica che spunta in cima all’ecat si vede collegata allo strumento nella foto 1709b di Passerini
    Non la trovo, puoi mettere il link? Grazie

  • 20 Giugno 2011 in 22:01
    Permalink

    Direi che con questo post http://22passi.blogspot.com/2011/06/and-now-what.html la questione vapore volume/massa è chiuso.
    A questo punto, se si vuole sostenere la bufala ci sono due strade: o si trovano altri errori di misura che possono essere stati commessi (ma non saprei quali) o si crede nella totale malafede degli attori coinvolti. In quest’ultimo caso però mi sfuggirebbe completamente il movente nel’assumere questo comportamento nel caso di personaggi come focardi, levi e in generale tutto il personale dell’università di bologna coinvolta.
     

  • 20 Giugno 2011 in 22:06
    Permalink

    ItaloBianchi
    “Quindi ricapitolando, sembra che le 2 sonde candidate ad essere state impiegate per la determinazione del titolo del vapore, misurino entrambe la temperatura e non c’è traccia visibile degli strumenti Deltaohm. Questo, per il momento, farebbe venir meno l’utilità pratica di sapere se si può ricavare il titolo del vapore da una misura di U.R.”
     
    A leggere questo:
    http://22passi.blogspot.com/2011/06/and-now-what.html
    La faccenda si ingrossa un po’.
    Ci sono le dichiarazioni del chimico iscritto all’albo Galantini che certifica la misura del vapore, anche per le prove con “gli svedesi”.
    Possiamo mettere in dubbio anche le sue parole basandoci su qualche foto e un video di pochi minuti?

  • 20 Giugno 2011 in 22:30
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    @Federico
    In quest’ultimo caso però mi sfuggirebbe completamente il movente nel’assumere questo comportamento nel caso di personaggi come focardi, levi e in generale tutto il personale dell’università di bologna coinvolta.
    Io ho una mia idea su questa degenerazione delle conoscenze in materia nucleare.
    Con la chiusura dei reattori nucleari è scomparso il contatto diretto con il nucleare.  Il J. of Chemical Education di gennaio 2002 scrive a questo proposito:

    One of the reasons that there have been few new texts in this area is that the field is not very popular with students these days and courses in radiochemistry are not taught often in colleges and universities.
    Il nucleare non esiste praticamente più, per cui escono qua e là personaggi autodidatti, ambiziosi, di preparazione incerta, che cercano di colmare a loro modo un drammatico vuoto di conoscenze. Topo Gigio, Mr Magoo, Lucignolo approfittano della situazione e si improvvisano nucleari, esibendo conoscenze del tutto fasulle. Quando sono contestati invitano a non considerare bibbia la banca dati IAEA.
    A questo punto cosa puoi opporgli, se non basta nemmeno l’autorità della IAEA?
    Aspetti solo che passi a’ nuttata.
    Ma credo che la ff sia solo uno dei tanti casi di sbandamento della scienza. Dovremo abituarci a conviverci.

  • 20 Giugno 2011 in 22:33
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    @Francesco
    Quello che sta riportando Galantini è l’umidità assoluta, che è l’ammontare di vapore acqueo (in grammi) rispetto ad un metro cubo d’aria secca.
    Bisognerebbe chiedere a Franchini.
    @Camillo Franchini
    La misura dell’umidità assoluta è sufficiente per stabilire se il vapore è secco o bagnato?
    E cosa si dovrebbe leggere sullo strumento come valore? [in g/m^3]
    Grazie

  • 20 Giugno 2011 in 23:28
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    Rizzi
    “Quello che sta riportando Galantini è l’umidità assoluta, che è l’ammontare di vapore acqueo (in grammi) rispetto ad un metro cubo d’aria secca.”
    Questo è lo stesso che vado dicendo da due giuorni quando invece mi facevate fare moviole per stabilire se la sonda c’era o no.
    Per me la dichiarazione di Galantini può aver valore solo come testimonianza che la sonda è stata usata non che la misura sia per forza corretta, non ho le conoscenze per dirlo.

  • 20 Giugno 2011 in 23:59
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    @Francesco e Mattia
    http://22passi.blogspot.com/2011/06/and-now-what.html
    La faccenda si ingrossa un po’.
    Ci sono le dichiarazioni del chimico iscritto all’albo Galantini che certifica la misura del vapore, anche per le prove con “gli svedesi”.
    Possiamo mettere in dubbio anche le sue parole basandoci su qualche foto e un video di pochi minuti?

    Qui non si mettono in dubbio le parole di chicchessia, si verifica solo la congruenza tra varie fonti documentali.

    L’articolo è molto interessante, ma poco chiarificatore, anzi le incongruenze sembrano aumentare:

    1 – La sonda HP474AC non siamo riusciti a vederla nelle immagini del 14 gennaio, bisognerebbe sapere dove, quando, per quanto tempo è stata usata e soprattutto i valori che sono stati letti.

    2 – Non si riesce a capire come conciliare quanto scritto dal dr. Galantini “Lo strumento utilizzato durante il test effettuato alla presenza dei professori svedesi è stato il seguente: Testo 176 H2  codice 0572 1766.”, con quanto riportato nel report degli svedesi “The system to measure the non-evaporated water was a certified Testo System, Testo 650, with a probe guaranteed to resist up to 550°C”. Tra l’altro il Testo 176 H2 sembra abbia una temperatura di lavoro massima di soli 70°C.

    3 – Ma la cosa in assoluto più strana, sembrerebbe un vero e proprio autogol, è l’unità di misura indicata nei due messaggi di giugno per affermare che la misura dell’acqua non evaporata è stata effettuata in % di massa. Infatti “gr. di acqua per mc. di vapore” indica una frazione volumetrica e non massica, equivale a scrivere cc(acqua)/mc(vapore).

    O sbaglio?

  • 21 Giugno 2011 in 00:12
    Permalink

    Filmato molto interessante; http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E
    Minuto 11:30
    Secondo Rossi l’e-cat in quel momento sta erogando 5kw di potenza termica con 7 kg/h di flusso.
    Conti alla mano da quel tubo dovrebbero uscire 3 litri/s di vapore, mentre in realtà ne escono mooolto meno.

  • 21 Giugno 2011 in 00:35
    Permalink

    Interessante.
    Dal filmato si vede che la pompa inietta ogni 2.5-3 secondi (basta vedere il tubo della pompa che si muove, come in 2:58).
    Visto che 7 kg/h richiedono 1 colpo al secondo, direi che stranamente la pompa ha ricominciato a fare le bizze!
    Dalla stima preliminare la portata effettiva si aggira sui 2.5-3 kg/h e non i 7 kg/h dichiarati.

  • 21 Giugno 2011 in 01:18
    Permalink

    La cosa ancora piu’ strana e’ che Galantini ha letto “i grammi d’acqua per metro cubo di vapore” su uno strumento che misura i grammi di vapore per metro cubo di aria secca.
    Con gli svedesi lo stesso Galatini dice di aver usato uno strumento (quello della Testo) le cui sonde hanno una temperatura massima di funzionamento di 70 gradi centigradi.
    E allora signori, cos’altro c’e’ da dire? Ci troviamo di fronte a un chimico che CERTIFICA (e sottolineo CERTIFICA) delle misure fatte con strumenti inadeguati.

  • 21 Giugno 2011 in 01:38
    Permalink

    @CICAP
    Alla luce degli ultimi accadimenti cheido cortesemente se:
    1) Volete confermare/smentire le msiurazioni di Galantini (con umidità assoluta) nella misurazione del titolo del vapore
    2) Se rivaluterete la vostra posizione di ‘sospensione del giudizio’ fino a ulteriori test.
    Grazie.

  • 21 Giugno 2011 in 04:38
    Permalink

    @Mattia Rizzi
    La misura dell’umidità assoluta è sufficiente per stabilire se il vapore è secco o bagnato?
    La misura dell’umidità assoluta non è sufficiente per stabilire se il vapore è secco o bagnato. Per ogni temperatura dell’aria si ha un punto di rugiada o di nebbia (dew or fog point) che rappresenta il massimo contenuto di vapore secco/quantità (in peso) di aria. Se si supera quel valore, si formano goccioline di nebbia o si deposita umidità sui corpi.
    Per esempio, a 25 °C un kg di aria può contenere 20 g di vapore acqueo. Quel valore non può essere superato, altrimenti si formano due fasi, acqua e aria satura.
    @Francesco
    Il metodo calorimetrico usato dai bolognesi è del tutto arbitrario; non potrebbe apparire in un articolo recensito. Non c’è da meravigliarsi che Krivit si sia incavolato come un toro. Chissà perché insistono su un metodo così balordo che non potrebbero mai descrivere in un articolo.
    Forse non leggono le nostre critiche e vanno avanti con quello che ricordano di studi troppo antichi e male capiti.

  • 21 Giugno 2011 in 05:13
    Permalink

    @Bagnasco
    Il Santo scrive giustamente:
    La cosa ancora piu’ strana e’ che Galantini ha letto “i grammi d’acqua per metro cubo di vapore” su uno strumento che misura i grammi di vapore per metro cubo di aria secca.
    Galantini scrive delle assurdità totali, basta visitare il sito di Passerini per rendersene conto. Perfino le definizioni sono incomprensibili. Che cosa intende per “metro cubo di vapore”, vapore secco in assenza di aria? Come fa l’aria a essere assente nel gatto catalizzatore? Nei filmati si vedono dei tubi di gomma che eruttano aria, acqua e vapore. A quali condizioni sperimentali si riferisce il collega Galantini?
    Gli si può chiedere formalmente se vuole partecipare a un confronto su QoL?
    Non avrebbero fatto meglio i bolognesi a rivolgersi a un chimico del Dipartimento di Chimica?
    Buona giornata

  • 21 Giugno 2011 in 08:35
    Permalink

    @Franchini
    Non avrebbero fatto meglio i bolognesi a rivolgersi a un chimico del Dipartimento di Chimica?
    Se non sbaglio il titolo del vapore è una grandezza più fisica, che chimica. Non ritiene imbarazzante per un Dipartimento di Fisica, che tra l’altro si è attrezzato per rilevare perfino i gamma da annichilazione positronica, giustificare come mai ha lasciato la misura più delicata e significativa ad un chimico e per di più esterno?

  • 21 Giugno 2011 in 11:57
    Permalink

    @Francesco
    Mai parlato di pompa diversa.
    Se leggesse bene invece di perdersi in ironie poco divertenti, forse non prenderebbe certe cantonate

    chiedo doverosa ammenda avendo sbagliato a scrivere “pompa” invece di “sonda”

    e rimanendo alle teorie “pomposondistiche” affermo anche che sia questo il motivo che spesso spinge il Cicap a verificare dei presunti fenomeni “al di fuori del comune” con dei prestigiatori, piuttosto che con una equipe di tecnici….

  • 21 Giugno 2011 in 11:59
    Permalink

    <


    Minuto 11:30
    Che stramazzi al suolo se si tratta di 5000W!!
    Oh… che è grullo?

  • 21 Giugno 2011 in 12:13
    Permalink

    @Italo Bianchi
    Mi hanno cassato un messaggio indirizzato a Lei.
    L’ho trasferito su fusionefredda.wordpress.com
    Cordiali saluti

    • 21 Giugno 2011 in 12:45
      Permalink

      A tutti,
      la discussione sta prendendo una brutta piega e vi state lasciando un po’ andare in facili accuse. Avete il diritto di esprimere le vostre opinioni, ma cercate di mantenere un tono rispettoso. Grazie.

  • 21 Giugno 2011 in 12:20
    Permalink

     
    ex Livio181052
    @ Tutti
    Non ho resistito… questa è la mail che ho appena inviato all’Ordine dei Chimici di Ferrara
    Buongiorno sig. Presidente, Dott. Giovanni Logallo,
    la presente per portarla a conoscenza della vicenda nella quale un Vs. iscritto è coinvolto.
    La mia segnalazione si basa sul fatto che nelle presunte sue dichiarazioni il Vs. iscritto si firma, appunto, come appartenente al Vs. Ordine al n.194
    La vicenda riguarda il generatore di energia E-Cat ideato dall’ing. Andrea Rossi (in rete trovrà ampie informazioni su Rossi e sul generatore)
    Di seguito troverà un filmato per inqudrare velocemente la faccenda; chi parla è l’ing. Andrea Rossi.
    L’argomento della mia segnalazione riguarda la strumentazione usata e la modalità conduzione dei test di temperatura e umidità eseguiti sul generatore.
    Di seguito troverà due presunte mail del Vs. iscritto e sucessivi commenti trovati in rete.
    Secondo me è il caso di interpellare Il Vs. iscritto per chiedere delucidazioni onde verificare se è in gioco l’onorabilità del Vs.Ordine.
    Nota: La mia è una mera segnalazione: sono un elettrotecnico perciò non sono adatto a esprimere giudizi.
    Distinti Saluti
    Livio Varalta
    Iscritto al Collegio dei Periti Industriali e Periti Indusrtiali Laureati della Provincia di Verona al n. 486
    …. di seguito ho messo i vostri migliori commenti con i dovuti …..omissis… : solo la parte tecnica ed i commenti “pepati”, non risultano nik ne QOL
     

  • 21 Giugno 2011 in 12:39
    Permalink

    che infamata.

  • 21 Giugno 2011 in 13:34
    Permalink

    ……eppur si muove…..checchè se ne dica….

  • 21 Giugno 2011 in 14:37
    Permalink

    già..Eppur si muove. E se non ci fossero tutte queste persone a obbiettare, analizzare, criticare scientificamente l’operato di Rossi io avrei già smesso di crederci. Il solo, semplice, fatto che se ne parli qui per me è un buon motivo per continuare a sperare.
    Da bolognese che vive a 300 metri dal DF sono orgoglioso. Peccato non potermi esprimere nel merito, perchè in quel dipartimento ho dato solo alcuni esami e la mia laurea, pur scientifica, non mi consente osservazioni competenti.

  • 21 Giugno 2011 in 14:43
    Permalink

    @Ale
    che infamata.
    Non è un’infamata, è il solo modo a disposizione per impedire che la perizia di Galantini finisca in cavalleria , finisca dimenticata, come le “fissioni” di Rossi.
    Speriamo che Galantini si faccia vivo e che dimostri che si tratta solo di un malinteso.
    Lo spero molto, ma non mi sembra il tipo che collabora.

  • 21 Giugno 2011 in 14:53
    Permalink

    @Ale
    che infamata
    Dare la possibilità ad un Ente di Diritto Pubblico ed a Galantini di difendere la propria onorabilità è da infami?

    • 21 Giugno 2011 in 14:55
      Permalink

      Chiudiamo qui l’argomento infami e infamate. La richiesta di Livio Varaita non ha nulla a che vedere con Query e quindi questo non è il luogo per discuterla.

  • 21 Giugno 2011 in 15:10
    Permalink

    giusto. Chiedo scusa, non volevo essere offensivo, solo sdrammatizzare.

  • 21 Giugno 2011 in 15:24
    Permalink

    Sono d’accordo con Query.
    Tanto fuori di qui,  che  è una semplice discussione su argomento di cui si dibatte la  scientificità, ci saranno  occasioni  per questo  tipo di verifiche.

    Ragazzi…siamo al 21 di giugno!…..ancora due giorni…!non sto più nella pelle!

  • 21 Giugno 2011 in 15:35
    Permalink

    Ragazzi…siamo al 21 di giugno!…..ancora duegiorni…!non sto più nella pelle!
    Il 23 ci sarà solo una conferenza stampa. Cosa ci dobbiamo aspettare di così eclatante ?
    La Defkalion svelerà i nomi dei clienti ? Farà visitare la fabbrica ?
    Penso piuttosto che sarà la solita conference hall in qualche bell’hotel, tante chiacchere, proiezioni di qualche pie chart, gustoso buffet, magari belle hostess un pò di foto …. e tanti saluti.

  • 21 Giugno 2011 in 16:11
    Permalink

    @Mattia
    Interessante.
    Dal filmato si vede che la pompa inietta ogni 2.5-3 secondi … Dalla stima preliminare la portata effettiva si aggira sui 2.5-3 kg/h e non i 7 kg/h dichiarati.

    Questo è vero nell’ipotesi che la manopolina del volume sia sul massimo, ma a giudicare dalla foto della pompa scattata da Passerini e riportata su esowatch nel paragrafo sulla prova di giugno, sembra che la manopolina superiore, quella per l’appunto del volume, non è affatto al massimo. Se si confronta con la scala graduata riportata a pagina 36 del manuale della pompa, la posizione della manopola sembra prossima al minimo consentito del 20%. Quindi erogherebbe solo 0.4 cc/colpo, che per 24 colpo/minuto darebbe 10 g/min, cioè 0.6 kg/ora.

    Questa stima della portata avrebbe una verifica indiretta. Nel suo filmato Krivit riprende a lungo (04:00) lo schermo del notebook con le solite 3 curve. I grafici riportano gli andamenti dell’intera giornata, infatti in ascissa sono riportati i valori 12:00 e 16:00. Il funzionamento dell’ecat è iniziato verso le 10:00 con il ripido aumento della temperatura in uscita, che si è portata stabilmente sui 100.1 °C. La ripresa avviene alle 15:45 circa. La temperatura ambiente, o meglio quella presente sopra l’unità di controllo dove è posato lo strumento di acquisizione, è di 31.8 °C, quella nella tanica di aspirazione è di 26.5 °C. La cosa più interessante è la curva di quest’ultima grandezza, quella cioè della temperatura dell’acqua in ingresso, che risulta sempre costante tranne per 2 temporanei avvallamenti alle ore 10:00 e 11:30 circa. Questi avvallamenti, che durano 10-20 minuti, possono essere interpretati con il transitorio termico che segue un rabbocco di acqua, infatti viene spiegato nel video (12:20) che la tanica viene periodicamente riempita d’acqua, previa pesatura, e l’acqua del rubinetto è ben più fredda dei 26 °C a cui si è portata quella della tanica. Ora se si osserva il livello della tanica (02:18) si vede che è quasi piena, mancheranno 2-3 di litri circa. Ma l’ultimo rabbocco era avvenuto 4 ore prima della ripresa, quindi la quantità d’acqua pompata nel frattempo diventa congruente con il valore stimato precedentemente: 0.6 litri all’ora (= 0.17 cc/s).

    Con questi dati il bilancio energetico sarebbe il seguente:
    – calore sensibile di riscaldamento: 0.17 x 4.18 x (100-25) = 53 W
    – calore latente di vaporizzazione: 0.17 x 2300 = 391 W
    – potenza elettrica assorbita: 3.4 x 230 = 780 W (Va notato la potenza elettrica risulta essere molto maggiore di quella misurata nelle prove precedenti con l’ecat piccolo, è probabile che l’errore della pinza amperometrica, che è settata su un fondo scala di 200 A, comporti una elevata sovrastima della corrente assorbita).

    Quindi c’è un ampio margine, tenuto anche conto degli errori (soprattutto quelli della pinza) e delle dispersioni, per pensare che in questo caso il vapore all’uscita dell’ecat sia molto vicino alle condizioni di secchezza, ma a fronte purtroppo di una portata d’acqua un po’ bassina.

  • 21 Giugno 2011 in 16:12
    Permalink

    … oppure invece del buffet ci daranno la conferma che i trecento gatti già costruiti lavorano come previsto e magari con un overperforming e che la costruzione dello stabilimentoavviene con il timeline previsto.

  • 21 Giugno 2011 in 16:16
    Permalink

    Beh, resta da sperare che questa conferma venga data non solo a parole, per che a parole possono confermarne anche 3000.

  • 21 Giugno 2011 in 16:38
    Permalink

    @Qol
    Mi scuso per la mia espressione… potete rimuovere il mio inutile commento.

  • 21 Giugno 2011 in 16:59
    Permalink

    Ogni tanto andate di la a fare 22Passi ed incontrare Author il 20 giugno 2011 22:55… è rilassante…

  • 21 Giugno 2011 in 17:36
    Permalink

    @CICAP
    @Stefano Bagnasco
    Daniele passerini ha detto che pubblicherà una “smentita” d’accordo con Bagnasco.
    Quindi significa che il CICAP considerà corretta la misurazione di Galantini tramite umidità assoluta?
    Grazie

    • 21 Giugno 2011 in 18:09
      Permalink

      Mattia,
      la smentita è relativa a un’affermazione di Daniele Passerini sul CICAP.
      Questa: “CIRCOLA LA VOCE CHE QUELLI DEL CICAP ABBIANO PROVATO A FARE QUELLO CHE HO SUGGERITO A MARIO, MA NON ESSENDOCI RIUSCITI SI SONO BEN GUARDATI DAL DIRLO.” (si riferisce a un tentativo di riproduzione di un E-Cat)

      Le voci che circolano sono molte, ma prima di diffonderle sarebbe meglio verificarle.

  • 21 Giugno 2011 in 17:37
    Permalink

    @italo
    Questo è vero nell’ipotesi che la manopolina del volume sia sul massimo, ma a giudicare dalla foto della pompa scattata da Passerini e riportata su esowatch nel paragrafo sulla prova di giugno, sembra che la manopolina superiore, quella per l’appunto del volume, non è affatto al massimo.
    La manopola superiore è quella degli stroke/min, come si vede dal manuale: http://www.rb-instrument.nl/attachments/458_LMI_P1_serie_ibv_eng.pdf
    pag 19

  • 21 Giugno 2011 in 18:20
    Permalink

    Grazie

  • 21 Giugno 2011 in 21:09
    Permalink

    @Mattia
    La manopola superiore è quella degli stroke/min, come si vede dal manuale: http://www.rb-instrument.nl/attachments/458_LMI_P1_serie_ibv_eng.pdf pag 19
    Grazie per la segnalazione, non conoscevo quel manuale.

    Riproviamo a rifare la stima. Per la manopola superiore (velocità) la foto indica una posizione NNW che corrisponde a 30 colpi al minuto sulla scala indicata sul manuale. Mentre per la manopola inferiore (volume-stroke) non vedo alcun indicatore sulla manopola a parte un po’ di giallo sfuocato in posizione SW. Se l’indicatore fosse costituito da una freccia sporgente alla base della manopola vorrebbe dire che questa freccia sarebbe nascosta dalla manopola stessa e quindi, a giudicare dalla scala sul manuale, la sua posizione dovrebbe essere comunque vicina al minimo, cioè gli 0.4 cc già stimati in precedenza. Che il volume sia molto basso lo si intuisce anche dal fatto che il sobbalzo del tubicino è molto meno forte di quello della prova di gennaio.

    Quindi ricapitolando si possono stimare 30 colpi al minuto da 0.4 cc l’uno, che fanno 12 cc/min (=0.2 cc/s), ovvero 0.72 litri/ora, che è un valore ancora compatibile con il calo di volume nella tanica nelle 4 ore senza rabbocco.

    Rifacendo i conti si ha:
    – calore sensibile di riscaldamento: 0.2 x 4.18 x (100-25) = 63 W
    – calore latente di vaporizzazione: 0.2 x 2300 = 460 W

    Quindi nelle condizioni in cui funzonava l’ecat il 14 giugno il totale del calore asportato dall’acqua (520 W) resta abbondantemente inferiore alla potenza assorbito dalla rete elettrica (780 W), anche assumendo che questa volta il vapore prodotto sia quasi secco.

  • 22 Giugno 2011 in 00:12
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    ItaloBianchi
    “Riproviamo a rifare la stima. Per la manopola superiore (velocità) la foto indica una posizione NNW che corrisponde a 30 colpi al minuto sulla scala indicata sul manuale. Mentre per la manopola inferiore (volume-stroke) non vedo alcun indicatore sulla manopola a parte un po’ di giallo sfuocato in posizione SW. Se l’indicatore fosse costituito da una freccia sporgente alla base della manopola vorrebbe dire che questa freccia sarebbe nascosta dalla manopola stessa e quindi, a giudicare dalla scala sul manuale, la sua posizione dovrebbe essere comunque vicina al minimo, cioè gli 0.4 cc già stimati in precedenza.”
     
    In verità non volevo intervenire, sono più concentrato su altri aspetti al momento e ancor di più credo che forse è arrivato il momento di fare meno ipotesi e aspettare dati un po’ più certi.
    Ad ogni modo, solo per il piacere di discutere e per la precisione, se guarda bene le foto (dal filmato è un po’ meno chiaro) si vede chiaramente che la manopola in basso segna il massimo (100%) e quindi 200cc/colpo.
    La manopola in alto dei colpi/min invece non si riesce a capire perfettamente ma dovrebbe essere qualcosa compresa tra 30 e 40.
    Gli indicatori non sono frecce ma due labbri sporgenti che corrono lungo una direttrice della manopola cilindrica.
    Facendo sempre l’ipotesi più conservativa sono:
    2*40/60=1,33 g/s che sarebbero circa 4,8 L/h
    da cui discende 1,33*4,186*75+1,33*2300=3476W e in particolare ci vorrebbero più di 400W solo per arrivare a 100°C senza alcuna vaporizzazione.
     
    Mi dispiace ma il calore prodotto senza escludere il vapore secco o quasi non si giustifica.
    Per questo il punto fondamentale per me è sempre capire quanto è attendibile l’ipotesi di vapore secco.
    Se le dichiarazioni di Galantini non sembrano risolutive per quanto riguarda la sonda che dichiara di aver usato perchè ancora non ho capito come da quella misura possa stimare la secchezza del vapore, la cosa più interessante sarebbe un’altra.
    Nella mail riportata da Daniele sul suo blog scrive anche:
    “Confermo che la temperatura misurata è sempre stata maggiore di 100,1°C.
    E che la pressione misurata nel camino è sempre risultata essere pari alla pressione ambiente.”

     
    Questi dati, se fossero reali e misurati con sonde della necessaria precisione, potrebbero essere abbastanza interessanti.

    Prendendo per buona la relazione empirica Pvaporizzazione= (Tvaporizzazione/100)^4, nel nostro caso la pressione al di sotto della quale l’acqua sarebbe tutta vapore a quella temperatura sarebbe 1,004 bar, leggermente inferiore alla pressione ambiente pari a 1,013 bar. Solo che basterebbe un errore molto piccolo per non poter essere sicuri che l’acqua è completamente vaporizzata. Correggetemi se sbaglio.

  • 22 Giugno 2011 in 00:18
    Permalink

    @Francesco
    Gaurda i miei post piu vecchi. Non solo si sente, ma si vede anche che i colpi sono circa uno ogni 2.5-3secondi. Al massimo proprio 2 secondi, ma non di meno.

  • 22 Giugno 2011 in 00:38
    Permalink

    Rizzi
    “Gaurda i miei post piu vecchi. Non solo si sente, ma si vede anche che i colpi sono circa uno ogni 2.5-3secondi. Al massimo proprio 2 secondi, ma non di meno”
     
    Non servono i tuoi post più vecchi ho sbagliato io. Avevo detto manopola tra 30 e 40 colpi al minuto e poi ho usato nel calcolo 40 colpi come ipotesi conservativa, dovevo usare 30 che infatti corrisponde a un colpo ogni due secondi.
    Rifacendo il calcolo sarebbe una protata di 1g/s cioè di 3,6 L/h e non cambierebbe la sostanza perchè nell’ipotesi di vapore secco l’energia termica in uscita sarebbe almeno 2,6 kW molto di più della potenza in ingresso.
     

  • 22 Giugno 2011 in 01:02
    Permalink

    @Francesco:
    Ho guardato il video anch‘ io. Assumendo un volume massimo per stroke di 2 ml arrivi da 60 ml/minuto (30 colpi/min) fino a 80 ml/min (40 colpi). Questo corrisponde a 3,6 litri/hr – 4,8 litri/hr. Hai preso il valore massimo, OK. Secondo me, la manopola in basso e stata girata tutta a destra, al massimo ( 2 ml), direi che hai ragione tu e non Italo. Ma:
     
    Rimangono due problemi:
     
    1.) il video di Krivit e la foto (di Passerini) sono stati presi nello stesso momento? Non lo sappiamo.
    2.) La differenza tra 20/24 scatti al minuto e 30/40 e‘ notevole ! Sarebbe facilmente da sentire.
     
    La soluzione potrebbe essere una modificazione della programmazione. (una mia ipotesi privata e‘ che mettono in azione il riscaldamento, aspettano il momento di una temperatura stabile in uscita e poi fanno lentamente diminuire il flusso fino ad arrivare a 100 gradi)
     
    Secondo me, quello che si sente nel video e‘ piu‘ importante, perche sappiamo che durante la ripresa del video il sistema era funzionante. Putroppo, e‘ molto difficile di sentire bene la frequenza di stroke.
     
    Mandero‘ una email a Krivit x chiedere se ha preso delle foto della pompa.
     
    @tutti: La tensione della rete in Italia e‘ 230 V, come da noi (a parte le spine e prese – che fatica!). Vedi
     
    http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_elettrici_nel_mondo

  • 22 Giugno 2011 in 01:29
    Permalink

    Robert
    “1.) il video di Krivit e la foto (di Passerini) sono stati presi nello stesso momento? Non lo sappiamo.”
    Se guardi bene anche nel video diKrivit, quindi mentre l’ecat è in funzione, la manopola della portata e al massimo, almeno così mi sembra di vedere moviolando e moviolando ancora.
     
    2.) La differenza tra 20/24 scatti al minuto e 30/40 e‘ notevole ! Sarebbe facilmente da sentire.
    Su questo non so essere preciso, effettivamente guardando le vibrazioni del tubo sembrerebbe un colpo ogni due secondi e qualcosa.
     
    “La soluzione potrebbe essere una modificazione della programmazione. (una mia ipotesi privata e‘ che mettono in azione il riscaldamento, aspettano il momento di una temperatura stabile in uscita e poi fanno lentamente diminuire il flusso fino ad arrivare a 100 gradi)”
    Su questo non concordo, la calibrazione della pompa la fanno a sistema “spento” per pesata, se cambiassero durante la rpova non avrebbe senso.
     
    Comuque ripeto, non credo abbia senso metterci a spiluccare su queste misure che da sole non giustificherebbo una completa inazione dell’e-cat.
    Il punto fondamentale è la misura della secchezza del vapore, come è stata fatta e che attendibilità ha, se è tutto secco l’e-cat produce energia, che poi sia un bel po’ o proprio molta ci sarebbe da discutere.

  • 22 Giugno 2011 in 05:48
    Permalink

    @Francesco
    Rifacendo il calcolo sarebbe una protata di 1g/s cioè di 3,6 L/h e non cambierebbe la sostanza perchè nell’ipotesi di vapore secco l’energia termica in uscita sarebbe almeno 2,6 kW molto di più della potenza in ingresso.
    Potrebbe riscrivere il ragionamento rispettando l’omogeneità dimensionale? Grazie

  • 22 Giugno 2011 in 06:07
    Permalink

    @Francesco
    Prendendo per buona la relazione empirica Pvaporizzazione= (Tvaporizzazione/100)^4, nel nostro caso la pressione al di sotto della quale l’acqua sarebbe tutta vapore a quella temperatura sarebbe 1,004 bar, leggermente inferiore alla pressione ambiente pari a 1,013 bar. Solo che basterebbe un errore molto piccolo per non poter essere sicuri che l’acqua è completamente vaporizzata. Correggetemi se sbaglio.
    Si tratta di dati all’equilibrio, un equilibrio che richiede tempo per essere raggiunto.
    Bisognerebbe che Galantini si facesse vivo, riscrivendo il suo rapporto dopo avere letto le vostre osservazioni, specialmente quelle di Il Santo.
    Credo però che non sentiremo mai più parlare di Galantini. Quando un personaggio non funziona, Passerini se ne scorda, come nel caso di Bushnell e di Duncan, rapide e presto dimenticate meteore.

  • 22 Giugno 2011 in 08:08
    Permalink

    @Bagnasco
    Non è “possibilismo”, è il normale atteggiamento scientifico di non negare a priori.
    E’ atteggiamento scientifico anche negare a priori.
    Viene adottato dall’ufficio brevetti americano:
    The U.S. Patent and Trademark Office (USPTO) now rejects patents claiming cold fusion.
    E’ stato adottato dal DoE nel 2004, che si è limitato a sottoporre a peer review il materiale scelto da una commissione di fusori freddi, rifiutando di controllare i singoli setup sperimentali.
    Viene adottato da chi nega che si possa costruire un motore che non consuma energia.
    Credo che il CICAP debba distinguere tra un aspirante rabdomante e chi crede di essere in grado di violare il secondo principio della termodinamica; tra Natuzzo magnetico e chi, come Focardi, pretende di violare una quantità di leggi fondamentali della chimica. Natuzzo è un uomo comune e deve essere rispettato; Focardi è laureato, ha altre responsabilità
    In più, i dati a disposizione sono insufficienti per farsi un’idea completa, altrimenti non ci sarebbe certo bisogno di un accordo con UNIBO.
    Affidarsi all’UNIBO è una scelta bizzarra che sarà molto criticata, dal momento che in quell’ambiente è stato concesso ampio credito a Rossi. Prudenza e spirito scientifico avrebbero dovuto suggerire di affidare il controllo a un ente terzo, per esempio a una qualche Università vicina. Levi controllerà Levi?
    Scorra le opinioni su UNIBO di Italo Bianchi presentate su QoL, alle quali non ha mai opposto un commento.
    In realtà è UNIBO al centro dell’attenzione, non Rossi, personaggio di secondo piano. Anch’io mi auguro, come Bianchi, che intervenga qualche organismo di controllo a fare chiarezza.
    Ma non credo esista la possibilità di rivolgersi a un ente terzo, perché nelle altre Università probabilmente tutti hanno assunto l’atteggiamento scientifico di negare attenzione all’invenzione di Rossi dopo avere solo letto la richiesta di brevetto.
    All’ormai prossimo esito di questa vicenda non so chi uscirà con le ossa più rotte, il CICAP o l’UNIBO.
    E dire che sarebbe bastato scrivere banalmente che l’invenzione di Rossi è impossibile perché violerebbe leggi di chimica e di fisica.
    Una scelta aurea e ovvia che Passerini definirebbe negazionismo a priori.
    Buona giornata

  • 22 Giugno 2011 in 09:57
    Permalink

    Franchini

    “E dire che sarebbe bastato scrivere banalmente che l’invenzione di Rossi è impossibile perché violerebbe leggi di chimica e di fisica.
    Una scelta aurea e ovvia che Passerini definirebbe negazionismo a priori.”
    E infatti lo è, anzi è chiusura mentale ed è l’atteggiamento più antiscientifico che riesco ad immaginare.
    Specilamente perchè esclude la possibilità di sperimentare qualcosa che potrebbe anche essere una novità anche essendo pagati.
    Correggo un atteggiamento del genere non sarebbe chiusura mentale, ma follia.
    E tralaltro non ha mai risposto alle mie ipotesi che prevederebbero la possibilità di esistenza della FF senza violazione di nessuna legge.
     
     

  • 22 Giugno 2011 in 10:17
    Permalink

    @CICAP
    Rossi afferma che il contratto con unibo è stato firmato ieri

  • 22 Giugno 2011 in 11:08
    Permalink

    Franchini
    Rifacendo il calcolo sarebbe una protata di 1g/s cioè di 3,6 L/h e non cambierebbe la sostanza perchè nell’ipotesi di vapore secco l’energia termica in uscita sarebbe almeno 2,6 kW molto di più della potenza in ingresso”
     
    Franchini
    Ha ragione, non avevo riletto bene il mio post
    Avrei dovuto scrivere:
    Rifacendo il calcolo sarebbe una portata di 1g/s cioè di 3,6 L/h e non cambierebbe la sostanza perchè nell’ipotesi di vapore secco la POTENZA termica in uscita sarebbe almeno 2,6 kW molto di più della potenza in ingresso.
     
    Grazie per la correzione anche se ad onor del vero era abbastanza chiaro dal contenso che era solo un errore di distrazione.

  • 22 Giugno 2011 in 11:10
    Permalink

    @Mattia Rizzi
    Rossi afferma che il contratto con unibo è stato firmato ieri
    Spero che nel contratto ci sia scritto che i soldi rimangano all’università anche nel caso fosse dimostrato che il gatto non miagola…. E’ una situazione come quella “l’ho pagata perché non si prostituisse”… ma con i tempi che corrono, ed i tagli ai finanziamenti alla scuola, bisogna raccogliere tutto…
    Ps: Se l’università incaricasse me con 50.000€ chiarirei la faccenda… rimarrebbero 450.000€ che, spero, non saranno usati solo per finanziare le…

  • 22 Giugno 2011 in 11:27
    Permalink

    @Camillo Franchini
    Se veramente l’Unibo è cascata nel gioco di Rossi e ha firmato un contratto di ricerca vuol dire che siamo diventati tutti matti!
    É come se l’istituto di Sanità firmasse un contratto per la verifica del protocollo Di Bella contro il cancro!
     
    Spero che Lei chieda le dimissioni di quanti sono implicati in questo imbroglio di macchine col moto perpetuo.
    Non si può fare passare sotto silenzio!

  • 22 Giugno 2011 in 11:32
    Permalink

    Non mi pare che Rossi abbia negato le leggi della fisica e non credo che l’ USPTO sia un’istituzione scientifica.

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