Superstition ain’t the way

«Non è vero… e non ci credo!». Potrebbe essere questo il motto della “Giornata anti-superstizione” che il CICAP organizza per venerdì 17 settembre. Dopo il successo della precedente edizione, era inevitabile riproporre anche quest’anno l’iniziativa.

«Caratteristica di molti appuntamenti è che comprenderanno sia una parte di riflessione sulle origini delle superstizioni, sia la possibilità di mettersi alla prova e sfidare i pregiudizi» spiega Marta Annunziata, biotecnologa all’Università di Torino e Coordinatrice dei Gruppi Locali del CICAP. «Si potrà passare, per esempio, sotto una scala aperta, si verserà a terra del sale, si farà in mille pezzi una lettera con la classica catena di sant’Antonio, si aprirà un ombrello al chiuso e così via. In alcuni casi i partecipanti potranno compiere un vero e proprio “Percorso a ostacoli per superstiziosi” e ricevere un attestato».

«Insomma, un modo allegro e simpatico per svelare la pochezza di certi rituali che, se presi troppo sul serio, finiscono per condizionare negativamente la vita delle persone» commenta Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP. «Il CICAP da ormai 20 anni è impegnato a combattere l’irrazionalità, la superstizione e il pregiudizio con le armi della scienza e della ragione. Lo facciamo attraverso libri, articoli, interventi radiotelevisivi, esperimenti, indagini, conferenze, convegni e anche con esperienze insolite e divertenti come la Giornata anti-superstizione».

E voi, siete superstiziosi? Cercate nell’elenco (qui per chi è su Facebook) delle iniziative la vostra città e venite a mettere alla prova le vostre superstizioni.

Nel frattempo godetevi questa:

4 pensieri riguardo “Superstition ain’t the way

  • Pingback:Cronache di una sorte annunciata

  • 17 Settembre 2010 in 12:12
    Permalink

    Perché in campania non c’è niente? 🙁
    Napoli ha estremo bisogno di voi, fate qualcosa!
     
     

    Risposta
    • 17 Settembre 2010 in 12:23
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      Rob, i gruppi locali si autocostituiscono e vivono grazie al lavoro dei volontari. In Campania, al momento, non c’è un numero di persone sufficiente a mantenere in vita un gruppo e a organizzare iniziative.

      Risposta
  • 17 Settembre 2010 in 15:27
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    Volevo fare la stessa domanda di Rob per la Toscana, ma la risposta me l’ avete già data tramite lui. Strano: mia moglie è campana e i miei parenti e amici di laggiù sembrano superstiziosi, in maggioranza, mentre i Toscani, almeno a parole…

    Risposta

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