Storia e Scetticismo: gli Anniversari dall’8 al 14 maggio

L’appuntamento di Storia e Scetticismo comincia con una celebre incoronazione: il 10 maggio 1774, il trentenne Louis-Auguste, insieme alla moglie Maria Antonia Josepha Johanna, Arciduchessa d’Austria, diviene re di Francia e Navarra; presi i nomi di Luigi XVI e Maria Antonietta, saranno giustiziati durante la Rivoluzione francese, che scoppierà anche per via della loro stessa impopolarità (falsa, però, la leggenda che la regina abbia pronunciato le parole “se non hanno più pane, che mangino le brioches”; la frase è tratta da un romanzo di Jean-Jacques Rousseau a lei antecedente, e già al tempo attribuita a un’altra nobildonna). Non saranno solo i due regnanti a finire sotto la lama della ghigliottina: l’8 maggio 1794 viene falciato dalla furia del Terrore anche Antoine Lavoisier, autore della legge della conservazione della massa, ideatore dei nomi idrogeno e ossigeno, e scopritore dell’importanza di quest’ultimo nella respirazione. Avendo infatti per molti anni collaborato col governo in qualità di funzionario fiscale (contribuendo anche alla definizione del Sistema Metrico Decimale) Lavoisier sarà considerato un sostenitore della monarchia, e per questo processato. Il 10 maggio 1933, in più parti della Germania ormai nazista, gruppi studenteschi in festa (sic) bruciano migliaia e migliaia di libri ritenuti non in linea con la visione del partito (inclusi, fra i tanti, anche gli scritti di Karl Marx e di Albert Einstein); a Berlino, di fronte a una folla di decine di migliaia di sostenitori ammassati nell’attuale Bebelplatz, il Ministro della Propaganda Joseph Goebbels (primo motore della censura) esorterà la piazza a fare altrettanto, con le parole “No alla decadenza e alla corruzione morale! Sì alla decenza e alla moralità, nella famiglia e nello stato!”.

Il rogo dei libri nella Opernplatz (piazza dell’Opera) di Berlino, oggi Bebelplatz. Lo stesso evento drammatico avvenne in molte altre città tedesche (credit: Bundesarchiv, Bild 102-14597 / Georg Pahl / CC-BY-SA 3.0)

Nel pieno della guerra voluta dai nazisti, Rudolf Hess, vice del Führer, il 10 maggio 1941, senza condividere il progetto con gli altri gerarchi, viaggia in Scozia su un piccolo aereo, proponendosi come negoziatore per la pace fra Regno Unito e Terzo Reich; la sua missione sarà un fallimento, finendo arrestato e incarcerato come prigioniero di guerra in terra inglese, e privato di tutti gli incarichi politici e infangato sul suolo tedesco. Finirà processato a Norimberga e, considerati i crimini pregressi, sarà incarcerato a vita, pur scampando alla pena di morte. Quattro anni più tardi, l’8 maggio 1945, il fronte occidentale della Seconda Guerra Mondiale giunge all’epilogo: le ultime forze naziste siglano a Reims, in Francia, la resa incondizionata. Sarà uno dei molti passi che contribuiranno, solo 3 anni dopo, il 14 maggio 1948, alla fondazione dello Stato di Israele, in un territorio già dilaniato dalla guerra civile; all’atto di costituzione della neonata nazione e con l’arrivo delle forze egiziane, siriane, giordane e irachene, questa si trasformerà immediatamente in un conflitto internazionale che durerà fino al marzo dell’anno successivo, concludendosi con la vittoria israeliana. Per ovvie ragioni, lo stato israeliano non ha dimenticato i criminali nazisti fuggiti alla giustizia; con il lavoro mastodontico compiuto dai servizi segreti del paese, il Mossad, l’11 maggio 1960 quattro agenti catturano in Argentina il fuggiasco Adolf Eichmann, responsabile della deportazione e dello sterminio degli ebrei nell’Europa dell’est durante l’occupazione nazista. Eichmann sarà condannato e impiccato due anni più tardi a Ramla, in Israele.

STORIE INCREDIBILI

Una foto dei tre pastorelli di Fàtima, risalente alla fine dell’ottobre 1917, ad apparizioni ormai compiute. Da sinistra, Lucia dos Santos, Francisco Marto e Giacinta Marto.

I TRE PICCOLI PASTORELLINI. Nei pressi di Fàtima, in Portogallo, il 13 maggio 1917 – in un’Europa stravolta dalla ferocia della Grande Guerra – tre bambini (Lucia dos Santos, Francisco Marto e Giacinta Marto, rispettivamente di 10, 9 e 7 anni) tornano dal pascolo per raccontare di essere stati raggiunti da un’apparizione sovrannaturale di una donna immersa nella luce, che sarà identificata con la Madonna; nell’arco di sei mesi, annunceranno un totale di 6 apparizioni, durante le quali racconteranno di aver ricevuto importanti rivelazioni; all’ultima apparizione, per la quale sarà preannunciato un prodigio, una parte di numerosi fedeli, attirati dai fenomeni mistici, descriverà di aver scorto chiaramente il Sole – che gli è stato chiesto di guardare – sfavillare innaturalmente e ruotare su se stesso. In relazione a questi eventi, sono noti i “3 segreti di Fatima”; si tratta di una supposta rivelazione privata avvenuta nell’apparizione del luglio 1917, durante la quale i bambini avrebbero ricevuto importanti informazioni sul futuro dell’umanità. Sfortunatamente per loro, Francisco e Giacinta non sopravvivranno a lungo dopo le apparizioni: l’influenza “Spagnola” (in realtà proveniente dal Nuovo Mondo, portata dai soldati in guerra) li falcerà entrambi nell’arco di due anni. Lucia, invece, sopravvivrà a lungo; avrà modo di scrivere il testo completo delle rivelazioni nel 1941, a 24 anni dagli eventi, descrivendo (piuttosto allegoricamente) la minaccia della Russia comunista (al tempo delle apparizioni, ma non della pubblicazione, ancora zarista) e i segni che avrebbero annunciato lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Il terzo segreto è interpretabile, per alcuni, come la rivelazione dell’attentato a Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981, e per altri un mistero non ancora risolto. Lucia, per quasi tutta la vita suora di clausura, morirà novantasettenne (nel 2005), dopo aver incontrato privatamente papa Paolo VI il 13 maggio 1967 e papa Giovanni Paolo II, sempre il 13 maggio, nel 1982 (nell’anniversario dell’attentato compiuto contro di lui dal turco Ali Ağca), nel 1991 e nel 2000.

Una macchina Enigma conservata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano (credit Alessandro Nassiri, CC BY-SA 4.0)

LA CHIAVE DELL’ENIGMA. Siamo nel 1941: la potenza bellica tedesca è al suo culmine; l’efficienza della Germania nazista è data anche dalla sua capacità organizzativa militare, in grado di condividere le informazioni con sistemi di criptazione dei dati molto efficaci. Gli alleati, per lo più, brancolano ancora nel buio: nonostante siano già in possesso – grazie ai servizi segreti francesi un decennio prima e al lavoro dell’intelligente polacca – dei progetti e dei principali algoritmi utilizzati da una macchina di criptazione tedesca chiamata “Enigma“, non sono ancora in grado di decifrare il complesso sistema di codifica in uso, basato peraltro su una tecnologia aggiornata negli anni. Serve quindi trovare una macchina più recente: nasce quindi l’operazione “Primrose” per il recupero di un congegno Enigma ancora operativo. La svolta avviene il 9 maggio 1941, quando i cacciatorpediniere britannici Bulldog e Broadway, con un uso massiccio di cariche di profondità, costringono l’Unterseeboot U-110 a riemergere in superficie. Sotto al fuoco diretto degli alleati, l’equipaggio si arrende, abbandonando il sottomarino ormai condannato; il suo capitano Julius Lemp si accorge però troppo tardi che lo scafo non è sufficientemente danneggiato per fare affondare rapidamente la nave, e non distrugge in tempo i documenti di decodifica della macchina Enigma a bordo. Gli inglesi recupereranno materiale a sufficienza per decrittare il complesso codice (con il cruciale contributo, fra gli altri, del matematico Alan Turing), e arriveranno persino a costruire un computer per la conversione automatica del testo: il conseguimento dell’operazione “Primrose” diverrà uno dei cardini del successo militare alleato.

Daniel Spofford, l’imputato all’ultimo “processo alle streghe” in territorio statunitense, tenutosi a Salem nel 1878.

STREGHE E FONDAMENTALISMO. Sono molto noti i processi alle streghe di Salem, nel Massachussetts, avvenuti tra il 1692 e il 1693; è molto meno conosciuto però quello lì avvenuto quasi due secoli più tardi, in circostanze differenti, ma sempre legato alla credenza in poteri paranormali. Daniel Spofford è un ex membro del movimento religioso “Christian Science” (“Scienza Cristiana“), i cui fedeli credono si possa curare qualsiasi malattia con l’uso esclusivo della preghiera (sì, il nome trae un pochino in inganno). Oltre che volontario nelle numerose attività del movimento, si è occupato anche della pubblicazione di libri per conto di Mary Baker Eddy, fondatrice di Christian Science, e proprio per questioni amministrative, giunge allo scontro con quest’ultima, finendo espulso (ufficialmente, per “immoralità“). È il gennaio 1878; solo quattro mesi più tardi, Spofford viene portato in tribunale da una donna, Lucrezia Brown, Questa, sofferente di una patologia alla spina dorsale,  è convinta di essere stata guarita da Christian Science, ma crede che Spofford abbia per lungo tempo utilizzato i suoi poteri per farla soffrire nuovamente. Riporta infatti la causa legale:

“Daniel H. Spofford (…) influenza e controlla la mente e il corpo di altre persone, e usa questi poteri allo scopo di danneggiare le persone, la proprietà e le relazioni sociali di altri. (…) In più occasioni dall’anno 1875, con l’intento volontario di arrecare danno alla querelante, ha provocato alla querelante (…) dolori alla spina dorsale, nevralgia, temporanee interruzioni di coscienza, e continua, con gli stessi mezzi, a procurarglieli. E la querelante ha ragione di credere e temere che egli continuerà nel futuro a causarle ulteriori sofferenze.”

Il surreale processo, iniziato il 14 maggio 1878, si concluderà nel novembre dello stesso anno con il respingimento delle accuse della Brown; di fronte al tentativo dell’accusa di dare per riconosciuta l’esistenza di poteri (pseudoscientifici) come il mesmerismo animale, la corte risponderà che, anche incarcerando l’imputato, non sarebbe stato chiaro in quale modo questi effetti nocivi si sarebbero dovuti interrompere. È l’ultimo processo “alle streghe” avvenuto negli Stati Uniti; per l’Europa, si dovrà aspettare fino alla metà del XX secolo, quando il governo britannico farà decadere il Witchcraft Act del 1735.

STORIA E TECNOLOGIA

Lina medina insieme al figlio Gerardo e al Dr Gérado Lozada, il medico che per primo ha scoperto lo stato di gravidanza della piccola.

VACCINI, PARTI e COMPUTER. Il 14 maggio 1796, Edward Jenner somministra per la prima volta il suo preparato sperimentale per il trattamento del vaiolo su James Phipps, il sanissimo figlio del suo giardiniere; il padre dell’immunologia ha infatti scoperto che le pustole causate sulle mani delle mungitrici dal vaiolo bovino avviano un processo per cui le donne colpite sono divenute immuni al vaiolo umano. Prelevando il pus e inoculandolo – “vaccinandolo”, definizione legata appunto ai bovini – nel fanciullo, lo renderà (un po’ criminalmente…) immune a una delle malattie più letali della storia umana: a riprova delle sue teorie, Jenner esporrà (ancor più criminalmente…) numerose volte il piccolo James al vaiolo umano, e questi non lo contrarrà mai. Quasi due secoli più tardi, l’8 maggio 1980, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarerà il vaiolo definitivamente debellato: sarà la prima e unica malattia umana a essere eradicata dal pianeta (se si escludono i campioni conservati in laboratori di ricerca). Sempre parlando di bambini, il 14 maggio 1939, la giovanissima Lina Medina – una bimba peruviana di 5 anni – partorisce un bambino da padre ignoto: è il caso di partoriente più giovane conosciuto (e documentato) in medicina. Lina, che ha vissuto una pubertà estremamente precoce, è viva ancora oggi (sopravvivendo al suo primogenito, che morirà quarantenne nel 1979). Il 12 maggio 1941, l’ingegnere tedesco Konrad Zuse presenta nella Berlino nazista il primo computer digitale programmabile, lo Z3 – un bestione con oltre 2.000 relè elettromeccanici. Lo sforzo bellico lo renderà poco interessante alle autorità tedesche, che non lo finanzieranno ulteriormente, e il prototipo sarà distrutto due anni più tardi dai bombardamenti alleati. Ma la strada è ormai aperta: nell’arco di poco più di mezzo secolo, l’11 maggio 1997, Deep Blue – un supercomputer sviluppato da IBM – sarà in grado di battere (forse con un aiuto umano) il campione mondiale Garry Kasparov in una partita a scacchi convenzionale.

Lo SkyLab, fotografato per l’ultima volta da un equipaggio umano, prima del suo decommissionamento e la disintegrazione con il rientro nell’orbita.

COMETE, SATELLITI E ORBITE. 13 maggio 1861: l’astronomo australiano John Tebbutt individua per primo una delle comete più luminose del XIX secolo (chiamata “Grande Cometa del 1861” e catalogata come C/1861 J1); il governo australiano proverà a premiare la scoperta garantendogli il posto di astronomo ufficiale al giovane Tebbutt, che tuttavia declinerà l’offerta, per poter lavorare a un proprio osservatorio. La cometa ha un periodo orbitale di circa 4 secoli, che ci permetterà di rivederla nuovamente solo nel 2269; si sta ancora allontanando dal sole, superando in distanza il pianetino Eris. Più di un secolo dopo, il 12 maggio 1965, i sovietici stanno per portare la propria sonda Luna 5 sul suolo del nostro satellite; la missione sarà sfortunatamente un fallimento, perché, per il mancato avvio dei razzi di decelerazione, il lander impatterà violentemente sul suolo lunare. Poiché i russi conquisteranno invece, nell’arco di pochi anni, il primato della prima stazione spaziale in orbita (la Salyut 1, nel 1971), gli americani cercheranno di ricorrere ai ripari; il 14 maggio 1973 porteranno in orbita il celebre Skylab, che resterà operativo per più di 6 anni e quasi 35.000 orbite terrestri.

In copertina, Adolf Eichmann, il criminale nazista catturato dal Mossad in Argentina e trasferito in carcere in territorio israeliano; sarà impiccato l’anno successivo a quello in cui è scattata questa foto (che risale all’aprile 1961). Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio, salvo quando diversamente indicato nella didascalia.

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