Storia e Scetticismo: gli Anniversari dal 1 al 7 maggio

L’appuntamento di questa settimana comincia a Orléans, dove, il 7 maggio 1429, Giovanna d’Arco guida i francesi in un assalto frontale alla riconquista della fortezza di Les Tourelles, caduta agli inglesi nell’ottobre precedente: la Pulzella d’Orleans, ferita alla spalla, tornerà in prima linea per portare a compimento una delle vittorie più importanti della Guerra dei Cent’anni. Un secolo più tardi, il 6 maggio 1527, i lanzichenecchi, fanti mercenari arruolati da Carlo V d’Asburgo e affiancati da truppe spagnole, assaltano la città di Roma, riuscendo ad intrufolarsi attraverso un condotto sguarnito; trovati i difensori allo sbando, si abbandoneranno a un saccheggio brutale e senza freni, depredando gli edifici, massacrando gli uomini e violentando le donne. Il papa sarà costretto a mediare una resa con gli occupanti, per poi fuggire a Orvieto; la città resterà sotto al controllo nemico fino al febbraio dell’anno successivo, quando gli invasori si ritireranno spontaneamente; lasceranno la città – al tempo abitata da circa 50.000 persone – con una popolazione dimezzata. Nel XIX secolo, precisamente il 5 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi parte con due piroscafi (il Piemonte e il Lombardo) dal porto di Genova alla conquista delle Due Sicilie, affiancato da un migliaio di volontari – fra cui avvocati, medici e ingegneri; sarà il grande passo per l’unificazione del Regno d’Italia. Contrariamente a quanto si crede, i “mille” iniziali erano in realtà 1.162, e solo una minima parte di loro indossava la camicia rossa, avendone inizialmente a disposizione solo poche decine. Il 5 maggio 1920, due immigrati italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, vengono arrestati in Massachussetts per una rapina avvenuta tre settimane prima. Nonostante le numerose proteste a sostegno dei due, saranno condannati alla sedia elettrica dopo un processo poco trasparente; a poco serviranno gli appelli di revisione: la sentenza sarà eseguita sette anni più tardi. Sempre negli USA, il 6 maggio 1937, il dirigibile Hindenburg, il più grande veicolo umano mai alzatosi in volo, inizia le manovre di approdo a Lakehurst, nel New Jersey; il suo enorme serbatoio carico di idrogeno prende improvvisamente fuoco, e i 200.000.000 di litri di idrogeno in fiamme distruggono in poche decine di secondi l’intera struttura. Moriranno 36 persone; nonostante la sicurezza dei voli dimostrata fino a quel momento, l’evento porterà al tramonto definitivo di queste aeronavi.

La foto dello sventolamento della Bandiera Rossa sul Reichstag; l’immagine fu pesantemente ritoccata dalle autorità sovietiche, anche per nascondere un secondo orologio al polso del soldato in basso, possibile prova di saccheggi compiuti dai sovietici.

Il 2 maggio 1945 tramonta anche l’orrore nazista: l’Unione Sovietica annuncia la conquista di Berlino e i soldati russi sventolano la bandiera rossa sul Reichstag. È invece una curiosa alba quella del 1 maggio 1948, il giorno in cui viene fondata la Repubblica Popolare Democratica di Corea per volere di Kim Il-sung: il dittatore che sarà ricordato (anche forzatamente) come “caro leader” darà inizio a una dinastia isolazionista ancora oggi al potere. Un anno più tardi, il 4 maggio 1949, il Torino Football Club, sul volo di ritorno da un’amichevole col Benfica, resta vittima di un incidente aereo a causa della fitta nebbia, schiantandosi sulla basilica di Superga: perirà l’intera squadra, con l’eccezione di due giocatori non presenti, uno infortunato (Sauro Tomà) e l’altro non convocato (Renato Gandolfi). È sempre un incidente in volo che, il 5 maggio 1972, causa il secondo più grande disastro aereo italiano (dopo quello all’aeroporto di Linate nel 2001): il volo Alitalia 112, partito da Roma e diretto a Palermo, si schianta (secondo gli atti, a causa di una leggerezza dei piloti) sulla Montagna Longa, uccidendo tutte le 115 persone a bordo. Il 2 maggio 2011, infine, Osama Bin Laden – l’uomo più ricercato dagli Stati Uniti e sospetto ideatore dell’attentato alle Torri Gemelle, viene assassinato ad Abbottabad nel corso della missione “Neptune Spear” delle forze speciali americane, entrate di nascosto nel territorio pakistano proprio per raggiungere segretamente l’obiettivo. Il corpo di Bin Laden, traportato sulla portaerei Carl Vinson, sarà poi sepolto in mare con il rito musulmano.

STORIE INCREDIBILI

Adam Weishaupt, fondatore degli Illuminati, in un’incisione del 1799.

GLI ILLUMINATI AL POTERE. La nascita della settecentesca società segreta degli Illuminati va ricercata all’Università di Ingolstadt, in Baviera; è il 1 maggio 1776 e il personaggio chiave è Adam Weishaupt, l’unico professore laico dell’istituto gesuita. La vita del personale non religioso dell’istituto è resa ardua da continue vessazioni da parte dei colleghi, e il giovane Weishaupt decide di far parte di una società segreta che sostenga le sue visioni liberali e anticlericali. Trovando molto costosa la partecipazione alla massoneria locale, opta per la fondazione di un proprio ordine, il “Bund der Perfektibilisten” – la “Congrega dei Perfettibilisti“, simboleggiati dalla civetta di Minerva. Preso il nome in codice di “Spartaco”, l’insegnante coinvolge alcuni studenti del proprio corso di diritto canonico; nell’arco di un paio di anni, cambierà il nome del gruppo con il ben più scorrevole “Illuminatenorden“, l’Ordine degli Illuminati. La società segreta inizierà quindi un efficace reclutamento di adepti, che dovranno essere rigorosamente uomini, cristiani, non appartenenti ad altre organizzazioni, ricchi, mansueti, curiosi e con un’età compresa fra i 18 e i 30 anni; poiché molti degli iscritti rischieranno di avvicinarsi alla massoneria, Weishaupt ne integrerà le pratiche iniziatiche. Col crescere del successo della società anticlericale, cresceranno però anche i problemi, e, nell’arco di un solo decennio, dopo aver acquisito adepti anche fra dipendenti di enti locali e governativi, gli Illuminati saranno smantellati per ordine di Carlo Teodoro, principe elettore e Duca di Baviera. Adam Weishaupt fuggirà in Turingia, dove farà perdere le sue tracce, morendo dimenticato. La sua filosofia, pur tramontata nell’applicazione pratica, sarà comunque d’ispirazione per molti movimenti illuministi; varie associazioni più o meno “segrete” cercheranno di fregiarsi del ruolo di eredi ufficiali degli Illuminati – non avendone tuttavia alcun titolo – così come abbonderanno, dalla fine del XX secolo in poi, le teorie del complotto che vedono gli Illuminati mai tramontati e alla guida di un “Nuovo Ordine Mondiale” per il controllo dell’umanità.

L’insegnante John Scopes, immortalato poche settimane prima dell’inizio del processo. L’intera vicenda è romanzata dal film “…e l’uomo creò Satana” (con Spencer Tracy nel ruolo dell’avvocato difensore), tratto da un’opera teatrale.

PROCESSO AL DARWINISMO. John Scopes è un insegnante di scienze delle superiori nello stato del Tennessee, che, nell’aprile del 1925, viene invitato da rappresentanti della American Civil Liberties Union (l’Unione Americana per le Libertà Civili) a sottoporsi a un processo con l’accusa di aver insegnato l’evoluzionismo ai propri alunni. Poche settimane prima, infatti, un contadino locale a capo di un movimento fondamentalista cristiano ha fatto pressioni per far approvare una legge che renda illegale tale pratica. Il piano è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica; il 5 maggio 1925 il processo si apre con, da una parte, l’accusa guidata da William Jennings Bryan, ex segretario di stato e strenuo oppositore del Darwinismo, e dall’altra, a difesa dell’imputato, un pool di avvocati capitanati dall’avvocato Clarence Darrow. Mentre il procedimento si concluderà con la sconfitta di Scopes (che riceverà una multa di 100$, circa 1.500 dollari di oggi), la vittoria morale andrà alla difesa, soprattutto per le brillanti arringhe di Darrow; Scopes si vedrà successivamente annullata la multa per un vizio di forma processuale, ma non tornerà mai più all’insegnamento. Bryan, invece, stressato dallo sforzo, morirà pochi giorni dopo la chiusura del processo. Servirà aspettare il dopoguerra per l’introduzione delle teorie evoluzioniste nei libri di testo del Paese, ma ancora oggi esiste una forte opposizione a una teoria scientifica più che validata, in una nazione in cui meno della metà degli abitanti crede che l’uomo discenda da altre specie animali.

I terribili effetti dell’avvelenamento acuto da mercurio, associati alla malattia di Minamata, dal nome della città in cui furono osservati numerosi casi a seguito del disastro ambientale colposo causato dall’azienda chimica Chisso Corporation.

LA MALATTIA MISTERIOSA. Nell’aprile del 1956, a Minamata, una città sulla costa occidentale dell’isola giapponese di Kyushu, una bambina di 5 anni viene esaminata nell’ospedale interno a un impianto di una grossa azienda, la Chisso Corporation. La piccola mostra i sintomi di una malattia sconosciuta: atassia (progressiva perdita di coordinamento dei muscoli motori), difficoltà a parlare, convulsioni. Due giorni più tardi, anche la sorella comincia a mostrare gli stessi sintomi; entrambe vengono ricoverate nell’istituto, insieme ad altri sei pazienti, tutti vicini di casa delle due bimbe. Il 1 maggio 1956, il direttore dell’ospedale annuncia la scoperta di una misteriosa malattia che colpisce il sistema nervoso centrale; sarà chiamata “malattia di Minamata“. Vari ricercatori inizieranno a studiare il morbo sconosciuto; le prime correlazioni mostreranno che le vittime hanno una dieta comune, basata su pesci e crostacei provenienti dalla baia della città. Vengono inoltre identificati dei gatti morti dopo aver mostrato sintomi simili ai pazienti già ospedalizzati, e tutti collegabili allo stesso tipo di alimentazione. Solo nel novembre dello stesso anno si arriverà a scoprire che non si tratta di una nuova malattia, ma del ben più conosciuto avvelenamento acuto da mercurio. Chisso Corporation ha deliberatamente scaricato mercurio in mare per anni, inquinando così tanto l’area che i sedimenti nella zona degli scarichi contenevano così tanto mercurio da essere economicamente proficui (con oltre 2 kilogrammi di mercurio per tonnellata di sedimento). Nonostante il vasto numero di morti (almeno 1.800 nel corso degli anni), sarà fatto ben poco sia dall’azienda che dal governo giapponese. Servirà attendere fino al 2004 per vedere ratificata la compensazione di 86 milioni di dollari da destinare ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime, e soprattutto l’obbligo, da parte dell’azienda, alla bonifica di tutta l’area.

STORIA E TECNOLOGIA

L’incisione mostra l’aspetto del Glaciarium di Kings Road a circa trent’anni dall’inaugurazione del 1844.

GHIACCIO, IMPRONTE, SPAM E TOMBE. A Londra, in Kings Road, il 6 maggio 1844 viene inaugurato per la prima volta un palazzo del ghiaccio raffreddato artificialmente; chiamato Glaciarium, utilizza una soluzione di glicerina, etere, perossido di idrogeno e acqua, pompata in tubi di rame per congelare un vasto strato d’acqua. Il 5 maggio 1905, a Deptford – sempre nell’area londinese – si apre il processo ai fratelli Stratton, accusati di rapina e omicidio; le impronte digitali saranno utilizzate per la prima volta come prova per dimostrare la colpevolezza degli imputati. Questi, dopo una difesa discutibile, saranno condannati a morte per impiccagione, sentenza che verrà eseguita poco più di due settimane più tardi. Il 3 maggio 1978, invece, Gary Thuerk, un marketer di Digital Equipment (un colosso statunitense dell’informatica dagli anni ’60 ai ’90), chiede al suo assistente Carl Gartley di inviare un messaggio pubblicitario a 393 destinatari della rete Arpanet; lo scritto sarà unanimemente riconosciuto come la prima email “spam” della storia, raccogliendo innumerevoli e feroci lamentele da parte dei destinatari. Poiché, nonostante l’approccio, il messaggio porterà a un incremento delle vendite, è chiaro il perché un mezzo così discutibile abbia la diffusione che ancora oggi subiamo. Il 7 maggio 2007, infine, un’equipe di archeologi israeliani, dopo 35 anni di ricerche, individua la posizione della tomba di Erode il Grande, 12 kilometri a sud di Gerusalemme; il sarcofago spezzato trovato nel sito non contiene più il corpo del famoso re, morto il 4 a.C. (se la sua “strage degli innocenti” descritta nel vangelo di Matteo è realmente accaduta, è quindi un evidente errore la datazione dell’anno zero).

L’immagine, tratta da un video amatoriale, di una delle esplosioni avvenute nello stabilimento PEPCON nel 1988.

DALLA PRIMA ORBITA USA AGLI SHUTTLE. Il 5 maggio 1961, gli Stati Uniti cercano disperatamente di pareggiare i conti con il successo del sovietico Yuri Gagarin, andato in orbita terrestre sulla Vostok 1 meno di un mese prima: Alan Shepard è il primo americano a raggiungere lo spazio in un volo sub-orbitale. L’esplorazione spaziale non ottiene sempre successi, e i disastri non avvengono solo dalla rampa di lancio in poi: il 4 maggio 1988, a Henderson, sempre in USA, nello stabilimento della Pacific Engineering and Production Company of Nevada, un deposito di perclorato d’ammonio (componente del carburante solido utilizzato dai booster dello Space Shuttle) viene colpito da un incendio e deflagra violentemente. Resteranno uccisi due dipendenti della struttura e ferite più di 370 persone; l’evento è ancora più triste, se si considera che il materiale si trova accumulato nell’azienda perché l’incidente del Challenger (avvenuto due anni prima) ha bloccato l’utilizzo del carburante già ordinato. La NASA riprenderà le missioni nel settembre dello stesso anno, e il 7 maggio 1992 effettuerà il lancio di un nuovo Space Shuttle, l’Endeavour, costruito proprio per sostituire la perdita del Challenger; sarà l’ultimo prodotto di una serie di 5 modelli.

In copertina, lo Zeppelin LZ 129 Hindenburg al momento dell’esplosione, ormai prossimo all’arrivo al suolo a Lakehurst (New Jersey). Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio, salvo quando diversamente indicato nella didascalia.

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