Storia e Scetticismo: gli Anniversari dal 24 al 30 aprile

Entriamo subito nel vivo delle ricorrenze storiche di questa settimana, partendo da Firenze, il 26 aprile 1478: nel Duomo della città – durante la funzione pasquale – si scatena la “congiura dei Pazzi“, durante la quale viene assassinato Giuliano de’ Medici e ferito Lorenzo, il signore locale. La successiva, durissima vendetta del futuro “Magnifico” porterà alla morte dei congiurati; la vicenda, paradossalmente, permetterà a Lorenzo de’ Medici di diventare uno dei personaggi più influenti della politica europea a lui contemporanea. Più di tre secoli dopo, il 28 aprile 1789, una parte dell’equipaggio del HMS Bounty si ammutina, abbandonando il capitano William Blight e 18 uomini a lui fedeli su una lancia; gli ammutinati, dopo aver fondato una colonia sull’isola di Tubuai, nel Pacifico, faranno rotta prima verso Tahiti (non nascondendo le loro speranze libertine) e poi verso Pitcairn, dove si stabiliranno definitivamente; Blight e gli altri, invece, navigheranno sulla lancia per 6.700 chilometri, raggiungendo l’isola di Timor dopo 47 giorni di odissea. Giunto il XX secolo, il 24 aprile 1915, nella capitale ottomana di Costantinopoli (oggi Istanbul), il Ministro dell’Interno Talaat Pasha ordina l’arresto di circa 250 rappresentanti locali e intellettuali armeni; sarà l’inizio di un orrore tardivamente riconosciuto come genocidio, che causerà lo sterminio di almeno 800.000 persone (alcune stime raggiungono il limite di 1.500.000 di vittime).

Nel corso di diffuse deportazioni forzate, centinaia di migliaia di armeni hanno trovato la morte a causa di fame, malattie e violenze (credit: Narek781, CC BY-SA 2.0)

Nonostante ci sia un vasto consenso storico sull’esistenza del genocidio, molti paesi, inclusa la stessa Turchia, rifiutano ancora oggi di definirlo tale. Il 25 aprile 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, organo principale della resistenza ai nazifascisti, proclama l’insurrezione finale in tutti i territori ancora occupati dal nemico e assume il potere amministrativo in delega al Governo Nazionale: questo giorno sarà celebrato come il giorno della Liberazione. Nello stesso giorno, lo stesso CLNAI emette un decreto legislativo per condannare a morte o all’ergastolo “i membri del governo fascista ed i gerarchi del fascismo colpevoli di aver soppresso le garanzie costituzionali e di aver distrutto le libertà popolari, creato il regime fascista, compromesso e tradito le sorti del Paese e di averlo condotto all’attuale catastrofe”. Benito Mussolini viene catturato il 27 aprile 1945 a Dongo, in provincia di Como, mentre – travestito da tedesco – cerca di scappare dal paese; il giorno successivo, il 28 aprile 1945, insieme all’amante Claretta Petacci e ad altri fascisti, viene fucilato a Giulino di Mezzegra dai partigiani. Il corpo dell’ex duce e della compagna, portati a Milano, il 29 aprile 1945 saranno esposti a testa in giù, insieme ad altri condannati, a Piazzale Loreto.

I cadaveri di Mussolini e di Claretta Petacci (rispettivamente, secondo e terza da sinistra) esposti in Piazzale Loreto nell’aprile del 1945 insieme a quelli di altri fascisti condannati.

Il ventennio fascista verrà definitivamente sepolto il 25 aprile del 2005, con la riconsegna dell’obelisco di Axum all’Etiopia, simbolo delle sottrazioni compiute nel 1937 dalle truppe coloniali italiane. Soprusi ancora più gravi sono quelli denunciati dalle fotografie pubblicate dai media americani il 30 aprile 2004, raffiguranti soldati statunitensi nell’atto di torturare, abusare (anche sessualmente) e umiliare prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib; l’evento permetterà di svelare le diffuse violazioni dei diritti umani, segnando duramente l’opinione pubblica contro l’operato dell’esercito USA. Il 30 aprile 2008, infine, alcuni ricercatori russi confermano che due scheletri trovati nei pressi di Ekaterinburg corrispondono a Aleksei e Anastasia: sono i corpi delle due ultime vittime del massacro della famiglia imperiale, avvenuto nel 1918; si conclude così la leggenda che li voleva (in particolare Anastasia) sopravvissuti all’eccidio compiuto dalle truppe bolsceviche.

STORIE INCREDIBILI

L’entrata posteriore del Führerbunker nel giardino della Cancelleria del Reich. I corpi di Adolf Hitler ed Eva Braun sono stati cremati di fronte all’ingresso a sinistra (credit: Bundesarchiv, Bild 183-V04744 / CC-BY-SA 3.0)

LA CADUTA DEL LUPO. È da poco passata la mezzanotte del 29 aprile 1945 a Berlino; sotto la Cancelleria del Terzo Reich, nel blindatissimo Führerbunker, ultima difesa del potere nazista, si respira un clima ambiguo: il festeggiamento del matrimonio fra Eva Braun e Adolf Hitler è solo l’anticipazione del cupo tramonto del più grande criminale del XX secolo. All’alba, poche ore dopo, il Führer detta il proprio testamento alla segretaria Traudl Junge, di fronte ai fedelissimi Joseph Goebbels, Martin Bormann, Wilhelm Burgdorf e Hans Krebs, e nomina l’ammiraglio Karl Dönitz a suo successore. Ricevuta nel pomeriggio la notizia che Benito Mussolini è stato fucilato in Italia dai partigiani, e conscio della prossimità dell’Armata Rossa – ormai a qualche quartiere di distanza – Hitler è ben convinto di non lasciarsi catturare dai sovietici. Il giorno successivo, il 30 aprile 1945, mentre la sua sposa ingoia una pastiglia di cianuro, si spara con la sua pistola. I loro corpi vengono trasportati nel cortile antistante l’ingresso posteriore del bunker e dati alle fiamme nel cratere di una bomba. I soldati russi, nel frattempo, sono a decine di ore dallo sventolare la bandiera rossa sul palazzo del Reichstag, sede del parlamento; anche il nazismo è giunto al capolinea. Nell’arco di tre giorni, Berlino si sarà arresa; i soldati sovietici troveranno non solo i corpi di Adolf e Eva, ormai carbonizzati, ma anche di tutta la famiglia Goebbels – compresi i bambini – e di molti degli abitanti del Führerbunker; dopo averli raccolti, li daranno alle fiamme. Per ragioni politiche, il regime sovietico diramerà false notizie della fuga del Führer, a loro dire per opera dei paesi occidentali, pur avendo prove certe della sua morte; questo alimenterà per decenni la credenza della sua fuga in Sud America, oggi decaduta con i test del DNA su un frammento di mandibola sopravvissuto alla distruzione. In ogni caso, nell’ipotesi a lui più favorevole, oggi sarebbe ben più che ultracentenario e senza mandibola.

La curiosa lapide del senzatetto Glyndwr Michael nel cimitero di Huelva, in Spagna, divenuto un eroe involontario a diversi giorni dalla morte (credit: Benutzer/smasheng, GFDL)

OPERAZIONE CARNE TRITA. Quando devi preparare un’invasione, è sempre bene fare in modo che l’invaso abbia le idee poco chiare sui tuoi piani: per questo motivo, nei preparativi per lo sbarco in Sicilia, i servizi segreti britannici, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, hanno in mente un piano diabolico, soprannominato poco elegantemente “Mincemeat” (“carne trita”). Prelevano il cadavere di Glyndwr Michael, un senzatetto gallese morto probabilmente suicida, lo travestono da soldato britannico – con tanto di documenti posticci intestati al “maggiore britannico William Martin” – e lo imbottiscono di documenti falsi, tali da far supporre l’esistenza di un piano di un’invasione alleata… in Sardegna, oltre che un rafforzamento del fronte greco. Alle 4:15 del mattino del 30 aprile 1943 il cadavere viene quindi lasciato alla deriva nei pressi di Huelva, sulla costa spagnola, dove sono presenti unità tedesche. Il piano è un successo strepitoso: “William Martin” viene recuperato da pescatori, per essere consegnato alle autorità prima e ai servizi segreti spagnoli, che prontamente allertano i tedeschi. Le truppe dell’asse vengono spostate per fronteggiare l’arrivo nemico: la Sicilia resta sguarnita, aprendo fortunatamente la strada, nel luglio seguente, alla storia che tutti conosciamo.

Una foto della centrale di Chernobyl, scattata nel 2003, mostra il livello di radiazioni a quella distanza dal reattore: circa 760 milliröntgen/ora. Oltre questa distanza, è necessario indossare tute speciali (credit: Elena Filatova, pubblico dominio)

IL PIÙ GRANDE DISASTRO NUCLEARE. A Chernobyl, a 100 kilometri a nord di Kiev (oggi in Ucraina), il 26 aprile del 1986 un gruppo di tecnici si prepara ad avviare una serie di test di sicurezza nella centrale nucleare V.I. Lenin. Completamente impreparati, disattivano i sistemi di sicurezza che evitano il surriscaldamento del reattore 4; per una serie drammatica di errori umani e gravi problemi di concezione della centrale, si scatena una devastante reazione chimica esplosiva. Il coperchio da mille tonnellate che racchiude il nocciolo del reattore viene spazzato via, e un’immane quantità di vapori radioattivi fuoriescono all’aria aperta. Le autorità sovietiche perderanno un intero giorno prima di evacuare la zona circostante; in particolare, la città antistante la centrale, Pripyat – con quasi 50.000 abitanti, un ospedale, un centinaio di istituti scolastici, palestre, piscine, un piccolo parco di divertimenti e fabbriche – viene sfollata solo a cominciare dal giorno successivo, per non essere mai più abitata. Nei giorni seguenti, la nube radioattiva conseguente all’incidente contaminerà vaste aree del territorio sovietico (in particolare, Bielorussia, Ucraina e Russia); pur con stime complesse e per nulla precise, l’Organizzazione Mondiale della Sanità indicherà in un rapporto del 2006 una stima fino a 9.000 vittime dell’incidente, di cui 50 (tecnici della centrale) morte a seguito della malattia acuta da radiazione e le rimanenti decedute (o che moriranno negli anni successivi) per le conseguenze a lungo termine dell’esposizione.

STORIA E TECNOLOGIA

Un bozzetto disegnato a matita da Francis Crick per raffigurare la struttura del DNA (credit: Wellcome Library, London, L0051225, CC BY 4.0)

DAGLI ATOMI ALLA VITA. È il 30 aprile 1897, quando il fisico britannico J.J. Thompson, del Cavendish Laboratory, annuncia di aver scoperto che i raggi catodici sono composti da “corpuscoli“, e non da onde; queste particelle, che prenderanno il nome di “elettroni“, sono dotate di una massa oltre 1800 volte inferiore e a quella dello ione più leggero allora conosciuto (H+). Il 24 aprile 1914 è ancora l’elettrone a trovarsi sotto ai riflettori, quando due ricercatori tedeschi, James Franck e Gustav Hertz, confermano il modello atomico di Bohr, che prevede la presenza di livelli discreti di energia per le orbite degli elettroni intorno al nucleo; entrambi saranno insigniti del Premio Nobel per la fisica undici anni più tardi. In un breve articolo pubblicato su Nature il 25 aprile 1953 da James Watson e (no, non Sherlock Holmes) Francis Crick, viene per la prima volta descritta la doppia elica della struttura del DNA: grazie a questa scoperta, inizia una nuova era per la biologia, offrendo un enorme passo in avanti nella comprensione della genetica. I due ricercatori riceveranno insieme a Maurice Wilkins il Premio Nobel per la medicina. Esattamente un anno più tardi, il 25 aprile 1954, i Bell Laboratories presentano una cella fotovoltaica in grado di alimentare un vaporetto giocattolo e una ricetrasmittente; è la prima ad avere un’efficienza sufficiente a un utilizzo pratico (convertendo però solo il 6% dell’energia solare ricevuta). Il 26 aprile 1981, Michael R. Harrison conduce alla University of California la prima operazione chirurgica fetale aperta, per correggere un’idronefrosi che comprometterebbe la sopravvivenza del feto. La gravidanza sarà portata a termine, ma il feto vivrà solo 24 ore, a causa dell’ipoplasia polmonare di cui è affetto. La chirurgia fetale aperta è un’operazione dall’elevata difficoltà tecnica, ed è praticata in particolare oggi nei casi di spina bifida.

 

I “Pilastri della Creazione” all’interno della nebulosa Aquila, fotografati nel 2014 da Hubble; sono composti da colonne di gas, originate dalla forza del vento stellare.

SUCCESSI E INSUCCESSI. Il 26 aprile 1962 la sonda Ranger 4 raggiunge il suolo lunare: è il primo oggetto statunitense a fare seguito al primato russo. La missione sarà tuttavia un (parziale) fallimento: a causa di un malfunzionamento, la sonda impatta al suolo a 9.600 km/h, disintegrandosi. Il vero successo sarà invece il vettore Atlas-Agena, che sarà utilizzato per i successivi 18 anni. 5 anni più tardi, sono i russi a subire un grave disastro: il 24 aprile 1967, la sonda Soyuz 1, con a bordo Vladimir Komarov, dopo una lunga serie di malfunzionamenti, non apre il paracadute al rientro nell’atmosfera. Il cosmonauta sovietico perirà a causa dell’impatto al suolo: è la prima vittima al mondo a morire nel corso di una missione spaziale. Il 24 aprile 1990, infine, la missione STS-31 dello Space Shuttle Discovery porta in orbita il telescopio spaziale Hubble, che, al di là della quantità enorme di dati raccolti, permetterà di raccogliere alcune delle immagini più spettacolari dell’universo visibile.

In copertina, un cartello di pericolo indica chiaramente la presenza di radiazioni ionizzanti nei pressi della città di Pripyat. Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio, salvo quando diversamente indicato nella didascalia.

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