Pagine Scettiche – Lo spiritismo di Baby

Questa rubrica è dedicata a libri, film e serie TV usciti ormai da qualche anno e che trattano il sovrannaturale e lo scetticismo in maniera diversa e inattesa. Naturalmente, gli articoli contengono spoiler e anticipazioni per chiunque non abbia letto o visto le opere trattate.

Centotrentuno anni fa, un giovane reporter napoletano mise a soqquadro l’ambiente culturale della sua città pubblicando un opuscolo sullo spiritismo “che ritrae, con graziosa sincerità, non ostante il carattere di celia che lo riveste, quel periodo di tempo in cui, proprio da Napoli, la fede spiritistica si diffuse per tutto il resto d’Italia, raccogliendo dovunque proseliti e scettici”.[1]

Siamo nel 1886, Roberto Bracco ha 25 anni. Diventerà di qui a poco uno dei drammaturghi più importanti e di maggior successo in Europa (e non solo), arrivando ad essere candidato al Premio Nobel per la letteratura, prima di subire le persecuzioni e la condanna all’oblio da parte del regime fascista.[2]
Noi lo incontriamo “All’inizio della sua multiforme, brillantissima e avventurosa vita di artista e di giornalista”,[3] quando lavora per il Corriere del Mattino firmando con lo pseudonimo di Baby.

Lo spiritismo era la novità del momento. A Napoli, in casa del Cavalier Ercole Chiaia (“il Mesmer di Napoli”),[4] iniziava a farsi conoscere la medium Eusapia Palladino.[5] Bracco prese parte a tre serate spiritiche, poi scrisse e pubblicò il gustoso resoconto di quell’esperienza.

“Spiritismo di Baby” andò esaurito in pochi giorni e suscitò polemiche vivacissime tra scettici e credenti. Vent’anni dopo, l’editore Perrella ottenne da Bracco il consenso a ripubblicare quel testo, che aveva ormai acquisito il valore di documento storico. Nel 1907, infatti, la medium “che allora i napoletani inesattamente chiamavano: la Sapio”[5] era diventata famosa in tutta Europa. Pure lei.

Il volumetto che ho davanti mentre scrivo è proprio una copia de “Lo Spiritismo a Napoli nel 1886”. Leggerlo è un’esperienza divertente: Bracco era indubbiamente uno scettico allegro, oltre che uno scrittore eccezionale. A colpire, in particolar modo, sono la freschezza della sua scrittura e della sua ironia, pur nella precisione del linguaggio. Ma non siamo qui per fare della critica letteraria.

Baby ci spiega innanzitutto che lo spiritismo consiste essenzialmente in mobili che si muovono: “la faccenda dei mobili che si muovono è la parte principale e fondamentale dello spiritismo, e s’ha a convenire che la parola mobile, indicante capacità di muoversi, era stata come un pronostico filologico dello spiritismo”.[6]

Ci troviamo, si badi, solo in una fase pionieristica della “scienza spiritica”. “Se, come pare, questo spiritismo andrà sempre più perfezionandosi […] il mobile piglierà il sopravvento sull’ uomo! […] I tavolini, le poltrone, le seggiole, gli armadi, gli attaccapanni cominceranno, a tempo e a luogo, alla chetichella, o apertamente, ad assumere le funzioni di mariti, di amanti, di ladri, di rompicolli, di guastamestieri, di Catoni, di malfattori e via discorrendo”.[7]

Succederanno cose stranissime:
“— L’avvocato è in casa?
— No, signore, l’avvocato è uscito; ma se vuole può parlare con un suo divano.
— Grazie, obbligatissimo!”[8]

Non fraintendiamo. Baby non sta prendendo in giro gli spiritisti, anzi: “intendo spezzare la mia modesta lancia in loro difesa, E’ una difesa che essi hanno il diritto di ricusare e disprezzare; ma non per questo la è meno sincera e leale”.[9]

Gli spiritisti vengono infatti ridicolizzati e offesi ingiustamente: “Dunque — dicono gli spiritisti agli increduli — secondo voi, noialtri siamo o degli imbroglioni o degli imbecilli”.[10]

Eppure, nello spiritismo, è il medium la parte attiva; i credenti sono al massimo una parte “cooperativa”. Sono complici, ma incoscienti. Nel senso che non se ne rendono conto. Chi crede agli spiriti, semplicemente, si sbaglia in buona fede. E non c’è da vergognarsene. Si può essere grandi uomini e credere alle superstizioni: “Napoleone, il conquistatore del mondo, il genio delle battaglie, credeva alla jettatura. […] Bismarck, che ha in pugno l’Europa, è superstizioso, e, di venerdì, non firmerebbe un trattato”.[11]

Come avviene questo errore?
“L’azione dei medium — azione meccanica — produce naturalmente dei fatti veri”.[12] L’abilità del medium fa in modo che questa azione meccanica non sia visibile. Mancando la spiegazione, ecco che si crede agli spiriti.
Nello stesso tempo, il credente si autosuggestiona, nella sua fantasia l’evento viene esagerato ed egli finisce per vedere e ricordare molto più di quel che accade realmente. Baby la chiama “allucinazione di primo grado”, per analogia con le scottature poco gravi. Tutto il processo avviene “sotto il peso delle meravigliose asserzioni dello spiritista. In esse risiede la forza espansiva di questo benedetto spiritismo”.[13]

È un meccanismo che assolve del tutto i sostenitori dello spiritismo: “gli spiritisti non sono né imbroglioni, né imbecilli; gli spiritisti sono la risultante di tre fatti: l’inganno del medium, l’autosuggestione e l’allucinazione”.[14]

Fin qui, la teoria. Ora passiamo ai fatti. Innanzitutto, conosciamo il medium di casa Chiaia. “Questo medium é una donna. Questa donna […] ha trovato nello spiritismo una fortuna e ha trovato nel geloso spiritista un benefattore”.[15] È una donna del volgo, in apparenza “una povera sempliciona…” incapace di ingannare persone istruite. Eppure “se quella lì è una sempliciona, la volpe è l’animale più calunniato che ci sia sotto la cappa del cielo. Gli occhi la rivelano. […] ha il sorriso geniale. Quando non funziona da medium, se ne sta in un cantuccio, modesta tranquilla, zitta, esageratamente zitta. […] si rimpicciolisce; si fa dimenticare”.[16]

Nella cameretta delle sedute la medium trova le condizioni più favorevoli. Lo spazio limitato le consente di “toccare senza sforzo le pareti, o quegli oggetti che vi stiano sospesi”. Dietro la sua sedia si trova “un’alcova, una preziosissima alcova, l’arco della quale è ornato di una bella portiera, che si fa scendere, da un momento all’altro, a guisa di sipario”.[17]

“Nella prima seduta, la tavola si mosse, rumoreggiò, parlò a colpetti”.[18] La medium faceva oscillare, camminare, inclinare il tavolo, sfruttando la passività e la complicità inconsapevole dei presenti, “un po’ con le sole contrazioni delle dita, un po’ usando ambo le mani, un po’ usandone una sola. […] otteneva altri colpetti e scricchiolii e rumori quasi impercettibili, ricorrendo all’ unghia, al dito strisciante sul legno, all’anello del mignolo […] al tacco battente a terra, o battente sui regolini o sulle estremità inferiori della seggiola, o sulle gambe della tavola”.[19]

Poi ci fu l’esperimento della legatura del medium. “Questa legatura, che a sentirla descrivere fa un effetto sorprendente, non é, in realtà, che una legatura subordinata ai dolori che il medium accusa, per i quali si finisce il più delle volte col legarlo a modo suo”.[20] Si fece il buio, per indurre lo spirito di Scianscichì[21] a manifestarsi. La medium, muovendo fianchi e piedi, si spostò nell’alcova e la portiera venne chiusa. Dopo un po’ (il tempo di sciogliersi), dall’alcova apparve una mano, si sentirono colpi al muro, una chitarra che stava appesa fu messa sul tavolo e fatta suonare. Quando la corda fu gettata via (miracolo!), la seduta finì.

“Avevo visto coi miei occhi, acuendo lo sguardo nella penombra, che la chitarra era rimasta verso l’orlo della tavola, e non al centro; di maniera che la mano del medium, fra le ali della portiera, aveva potuto benissimo pizzicare le corde. E, quanto allo staccare, stendendo un braccio, la chitarra dal muro, andai personalmente a provarne la facile possibilità”.[22]

L’incredulità di Baby indusse il Cavalier Chiaia ad invitarlo ad una seconda serata, concedendogli di predisporre alcuni controlli. La medium fu legata per bene ed i nodi sigillati. Le fu fatta indossare una camiciona bianca: Baby sospettava che l’abito scuro servisse a nasconderne i movimenti al buio. Sotto stretto controllo, “o signori, sappiatelo: LA SERATA FU NEGATIVA! Lo spirito di Scianscichì non venne, e la tavola ebbe cura di dire subitamente che, per carità, nessuno osasse di legare il medium”. Il tavolo, parlando, spiegò poi che Scianscichì non poteva venire a causa di “certe ultimissime e muliebri condizioni corporali del medium, che non saprei, con correttezza di linguaggio, esattamente indicare. Oh! immortalità dell’ anima dove sei capitata!”[23]

Per la terza seduta, delle corde e dei sigilli non si parlò più manco per sogno. Era in programma qualcosa di straordinario: il tavolo avrebbe volato con tutte e quattro le gambe in aria. Baby, accettando la sfida, ebbe l’idea di sedersi distante, per osservare meglio. Il tavolino s’inclinò prima dalla parte opposta rispetto alla medium. “Io guardavo i due piedi in aria, e il medium guardava che io guardavo… Compresi che il fenomeno non sarebbe avvenuto se io non avessi avuto la compiacenza di distrarmi. Non l’ebbi; ma finsi di averla. Guardai per un istante altrove, e là per là tornai a guardare i due piedi in aria. Grazia divina! Feci a tempo! Uno dei piedi che era in aria fu dal medium, che calcava le mani dalla sua parte, poggiato sulla seggiola che trovavasi in un angolo della cameretta”.[24]

L’inganno fu tanto palese, e la credulità degli spiritisti tanto incrollabile di fronte all’evidenza, che Baby ne fu rattristato: “sentivo per l’eccellente Scianscichì un’invincibile antipatia — lo dico schiettamente — come per una persona cattiva, la quale, senza nessuna ragione al mondo, avesse fatto del male a gente buona, a me carissima”.[25]

L’opuscolo si chiude con una testimonianza di Leonardo Bianchi,[26] insigne neurologo e psichiatra, cui Bracco aveva chiesto un intervento. In questa ristampa troviamo qualcosa in più. Seguono, infatti, alcuni articoli polemici (con un Bracco a tratti esilarante) pubblicati nel corso della discussione suscitata nel 1886. Nell’ultimo di essi, Bracco dà conto dell’iniziativa di “tre giovani gentiluomini” che “camuffandosi da spiritisti, tenendo delle sedute spiritiche, producendo essi stessi i più meravigliosi fenomeni spiritici,”[27] vollero dimostrare con quale facilità fosse possibile ottenere i medesimi effetti, senza disporre di spiriti, e ingannare così persone colte e intelligenti. Il libro si chiude con i verbali redatti dopo queste finte sedute spiritiche.

Per chi volesse gustarsi tutti i dettagli, la copia digitale è disponibile qui

Note

[1] R. Bracco, “Spiritismo a Napoli nel 1886”, Napoli, Francesco Perrella Editore, 1907, Prefazione dell’editore, p. 4
[2] V. https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bracco
[3] Id., Prefazione dell’editore, p. 3
[4] Id., Spiritismo di Baby, p. 45; su Mesmer (1734-1815), v. https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=100416
[5] Id., Prefazione dell’editore, p. 4
[6] Id., Spiritismo di Baby, p. 15
[7] Id., p. 18
[8] Id., p. 22
[9] Id., p. 40
[10] Id., p. 58
[11] Id., p. 62
[12] Id., p. 67
[13] Id., p. 68
[14] Id., p. 78
[15] Id., pp. 46-47
[16] Id., pp. 82-83
[17] Id., pp. 86-87
[18] Id., p. 87
[19] Id., pp. 89-90
[20] Id., p. 90
[21] Scianscichì (“scrivo come l’orecchio mi consiglia”, avverte Baby a p.92) è il nome dello spirito guida evocato da Eusapia Palladino nelle sedute in casa Chiaia. Presenta qualche assonanza con “John King”, il nome che la Palladino fu solita evocare nel corso della sua carriera di medium.
[22] Id., p. 95
[23] Id., p. 104
[24] Id., pp. 107-108
[25] Id., p. 113
[26] V. https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Bianchi
[27] Id., Patatrac spiritistico, p. 201

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