Storia e Scetticismo: gli Anniversari dal 27 febbraio al 5 marzo

Cominciamo l’appuntamento settimanale di Storia e Scetticismo con un incredibile ritorno: il 4 marzo 1493, Cristoforo Colombo rientra a Lisbona a bordo della Niña, dopo aver attraversato l’Atlantico e scoperto delle nuove terre (che il navigatore ritiene appartengano al Catai – l’Estremo Oriente – e non al continente americano. È proprio nell’America Settentrionale, più precisamente nel villaggio di Salem, nel Massachusetts, che poco meno di due secoli più tardi – il 1 marzo 1692 – tre donne sono interrogate perché accusate di stregoneria: è l’inizio di quello che sarà conosciuto come il Processo alle Streghe di Salem, e che si concluderà con 19 condanne a morte, e una vittima per le torture subite durante gli interrogatori, di un totale di 144 imputati accumulati fino al settembre dello stesso anno. Ben diversa è la ricorrenza del 4 marzo 1848: Carlo Alberto di Savoia firma lo Statuto Albertino, la costituzione del Regno di Sardegna che sarà adottata dal futuro Regno d’Italia.

La prima pagina dello Statuto Albertino.

Nel secolo successivo, lasciata la Grande Guerra alle spalle, una forza politica spietata e senza scrupoli scalpita per prendere il potere: il 27 febbraio 1933, il Reichstag di Berlino – sede del Parlamento – viene devastato da un incendio doloso; l’episodio, forse davvero causato da un ragazzo di origine olandese, Marinus van der Lubbe (ghigliottinato a seguito di un discutibile processo), sarà sfruttato politicamente dai Nazisti: il 5 marzo 1933, il partito guidato da Hitler conquista quasi il 44% dei voti alle elezioni parlamentari, ponendo le basi per l’instaurazione della dittatura nell’arco di qualche settimana. In un mondo sostanzialmente cambiato e a due passi dalla fine della Guerra Fredda, il 2 marzo 1989, 12 stati membri della Comunità Europea decidono di vietare la produzione di tutti i clorofluorocarburi (o “CFC“), a seguito della scoperta che questi interferiscono con lo strato di ozono, indispensabile per filtrare le radiazioni solari nocive. Il 28 febbraio 2013, infine, avviene un fenomeno estremamente raro, non più avvenuto da quasi 600 anni: Papa Benedetto XVI, avendo rinunciato al ministero pietrino qualche settimana prima, lascia il suo ruolo di pontefice; prima di lui, nella storia della Chiesa hanno abdicato non più di 8 papi, anche se un caso in particolare – Benedetto IX – è particolarmente degno di nota per aver ceduto tre volte il suo ruolo (di cui, almeno una, per denaro).

STORIE INCREDIBILI

Un’incisione della seconda metà del XIX secolo mostra Colombo nell’atto di prevedere l’eclisse di sole.

STREGONE O BUFFONE? Siamo al 1 marzo 1504, e il protagonista di questa storia – nientemeno che Cristoforo Colombo – è al suo quarto viaggio nelle Americhe, dove è ancora il 29 febbraio 1504. Da mesi, il navigatore genovese e il suo equipaggio sono bloccati in Giamaica, nella baia di Santa Gloria: le navi sono state irrimediabilmente danneggiate nel giugno precedente da una violenta serie di tempeste. Gli indigeni sono stati per lungo tempo estremamente ospitali, offendo abbondanti provviste agli esploratori europei; il comportamento di questi ultimi ha tuttavia incrinato le relazioni con i nativi. La situazione è molto tesa: nonostante Colombo abbia inviato un suo uomo, accompagnato dai locali, a chiedere aiuto al governatore dell’isola di Hispaniola, le risposte tardano ad arrivare, e, senza cibo, la sopravvivenza sull’isola è compromessa. Il furbo Cristoforo, però, sta aspettando questo giorno da tempo, per inscenare il suo asso nella manica: spiega al capotribù indigeno che il loro comportamento ha molto offeso la propria divinità, e questa, per rabbia, oscurerà il sole di lì a breve. Non è pazzo: ha con sé, nella sua biblioteca personale, un testo astronomico (dell’astronomo spagnolo Abraham Zacuto, secondo alcune fonti, o del tedesco Regiomontano, secondo altre) contenente i riferimenti di un’eclisse prevista proprio in questo giorno. Il nostro mentalista sui generis ottiene un successo strepitoso: si garantirà sufficienti rifornimenti per attendere l’arrivo dei soccorsi, e lasciare l’isola nel giugno dello stesso anno.

 

La sede dei Davidiani in fiamme, ad assedio ormai quasi concluso, nell’aprile del 1993.

L’ASSEDIO ALLA SETTA. A Waco, in Texas, il 28 febbraio 1993, un vasto gruppo di agenti federali si presenta con un mandato di perquisizione all’enorme sede di un gruppo religioso apocalittico, i Davidiani (sviluppatisi da una scissione degli dagli Avventisti del Settimo Giorno); si sospetta che, nella struttura, siano stati commessi numerosi reati (fra cui l’abuso di alcool e droga e pedofilia) e, soprattutto, si trovi un vasto deposito di esplosivi e armi illegalmente modificate. La setta ha già avuto qualche ombra nel passato: uno dei suoi ex leader, George Roden, si trova in manicomio dal 1989 per aver assassinato a colpi di ascia un altro fedele. Durante la perquisizione, scoppia uno scontro a fuoco, in circostanze ancora oggi poco chiare, a seguito del quale 6 religiosi e 4 agenti vengono uccisi: gli altri federali presenti sono costretti a darsi alla fuga. è l’inizio di un assedio che durerà 50 giorni; nell’aprile dello stesso anno, le truppe speciali entreranno in azione utilizzando armi automatiche, veicoli corazzati e carri armati, e gassando di lacrimogeni l’intera area. Per i Davidiani non ci sarà scampo: i militari lasceranno dietro di sé un’ecatombe. Alla fine del conflitto, fra caduti colpiti a morte e vittime degli incendi appiccati da entrambe le parti; saranno recuperati i corpi 76 persone, fra cui 20 bambini. Il corpo di David Koresh, capo della setta, sarà trovato senza vita, probabilmente ucciso dal suo braccio destro, morto suicida; nella struttura verranno recuperate centinaia di armi illegalmente modificate, fra cui numerosi Kalashnikov, e abbondante materiale militare, inclusi giubbotti antiproiettile e alcune granate.

La Piedra Movediza originale, fotografata a fine ‘800 prima della sua distruzione. Si notino le dimensioni rispetto all’uomo sulla destra.

LA MAGICA PIETRA OSCILLANTE. A Tandil, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina, c’è un vasto ciglio di roccia su cui si trova un’enorme e spettacolare pietra, del peso di circa 300 tonnellate. La sua peculiarità è che si trova in perfetto equilibrio; si merita il soprannome di “Piedra Movediza” (ovvero “Pietra Oscillante“) perché il vento e le vibrazioni della cava nei pressi la tengono in movimento sul suo fulcro, pur impercettibilmente; gli abitanti si divertono a stupire i turisti lasciando oggetti fragili sotto alla pietra, per vederli poi distrutti dopo qualche ora dall’enorme peso. Lo spettacolo “magico”, tuttavia, si spezza il 29 febbraio 1912, quando la Piedra Movediza viene ritrovata più a valle, divisa in due blocchi: l’attrazione che forse ha dato nome al luogo (Tandil, nella lingua indigena, si chiama “Pietra che cade“) ha trovato il suo epilogo. Le speculazioni sui possibili colpevoli (dai responsabili della cava, infastiditi dal continuo traffico di visitatori, agli stessi turisti, con il continuo inserimento di oggetti sotto alla pietra) non porteranno ad alcun risultato concreto; nel maggio del 2007, a quasi un secolo dalla rovina, una replica della pietra sarà installata sul luogo originario, priva però dell’incredibile oscillazione che ne ha ispirato il nome.

STORIA E TECNOLOGIA

Il fungo atomico del test Bravo, avvenuto nel 1954 sull’atollo Bikini; sarà l’ordigno nucleare più potente mai esploso dagli Stati Uniti e causa di un ingente disastro ambientale.

NON SI GIOCA CON LE RADIAZIONI! Il 1 marzo 1896, il fisico francese Henri Becquerel sta lavorando a uno studio sui materiali fosforescenti, utilizzando sali di varia composizione, quando realizza che quelli di uranio sono in grado di impressionare una lastra fotografica schermata con un foglio di carta nera; questa forma di energia verrà chiamata “raggi Becquerel”, e la sua scoperta sarà il primo passo che porterà alla comprensione delle radiazioni ionizzanti e del decadimento radioattivo. Il 27 febbraio 1940, invece, sono invece un fisico, Martin Kamen (in futuro coinvolto nel Manhattan Project) e un chimico, Sam Ruben, che, utilizzando un ciclotrone, riusciranno a sintetizzare il carbonio-14; è proprio grazie al decadimento di questo specifico isotopo che, nell’arco di pochi anni, sarà sviluppata una tecnica per “datare” i materiali organici con meno di 50.000 anni. È curioso sapere che la frequenza e la potenza dei test nucleari in atmosfera svolti dei due decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale (fino al 1963, anno del bando parziale) hanno raddoppiato la concentrazione di carbonio-14 in atmosfera (nell’emisfero settentrionale; una volta e mezza in quello meridionale). Il più noto fra questi test è avvenuto il 1 marzo 1954 con la deflagrazione di una testata termonucleare statunitense da 15 megatoni, Castle Bravo, sull’atollo delle Bikini: l’esperimento, molto più potente del previsto, causerà un fallout radioattivo su una vasta area che include i vicini atolli di Rongelap e Rongerik, contaminando due decine di migliaia di persone e causando un danno ambientale incalcolabile.

Il lancio della Pioneer 10 su un vettore Atlas-Centaur partito dalla base di Cape Canaveral.

MISURE SPAZIALI. Il 1 marzo 1966, la sonda sovietica Venera 3 si schianta al suolo di Venere: è il primo oggetto umano a raggiungere la superficie di un altro pianeta. I sistemi di comunicazione di bordo sono difettosi, e già da tempo non inviano più informazioni alla base, lasciando alla missione il solo primato conseguito. Il 2 marzo 1972, gli Stati Uniti lanciano la missione Pioneer 10; destinata a esplorare altri pianeti, sarà la prima a superare la fascia di asteroidi e sempre la prima a inviare delle immagini ravvicinate di Giove. Oggi è l’oggetto artificiale più distante dalla terra, a circa 110 unità astronomiche da noi (ovvero circa 16,5 miliardi di kilometri); gli strumenti di bordo non sono più in grado di comunicare con la base dal 2003, a oltre trent’anni dal lancio. Si torna oltre cortina il 4 marzo 1986, quando i sovietici ricevono dalla sonda Vega 1 le prime immagini del nucleo della cometa di Halley; 10 giorni più tardi, sarà seguita dalla sonda europea Giotto, che si avvicinerà ancor di più all’oggetto spaziale, passando a soli 600 kilometri dalla celebre cometa.

In copertina, l’incendio al Reichstag di Berlino (credit: Deutsches Bundesarchiv, CC-BY-SA-3.0-DE). Tutte le foto mostrate nell’articolo sono di Pubblico Dominio, salvo diversamente indicato nella didascalia.

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