Il pasticcio della CCEPS che blocca le radiazioni dei medici

Vi ricordate di Gabriella Mereu? La dottoressa era salita all’onore delle cronache nel 2012, per le sue “cure” decisamente non convenzionali (dalle medagliette in vagina contro la cistite, agli insulti “terapeutici” verso gli epilettici). Nel 2015, in seguito ad alcuni servizi televisivi del programma Le Iene, l’Ordine dei medici di Cagliari a cui la dottoressa era iscritta aveva comunicato di aver aperto una procedura di infrazione nei suoi confronti. E nel luglio 2015 Gabriella Mereu confermava, annunciando dalla sua pagina Facebook che l’Ordine si era espresso per la radiazione.

Ma, attenzione: la sanzione non era ancora definitiva; chi subisce un procedimento disciplinare dall’Ordine può, infatti, ricorrere alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), un organo di secondo grado comune a tutte le professioni della salute (compresi veterinari, farmacisti, ostetriche, infermieri e odontoiatri). Della commissione fanno parte magistrati, funzionari ministeriali ed esponenti indicati da Federazioni e Collegi delle Professioni sanitarie (che andranno ad occuparsi dei relativi iscritti): i membri durano in carica 4 anni, ma possono essere rinominati.

Anche Gabriella Mereu ha fatto ricorso. Ed è a questo punto che il procedimento nei suoi confronti si è bloccato.

Da circa due anni, infatti, la CCEPS risulta paralizzata da un contenzioso giuridico, e le cose non accennano a risolversi. Tutto ha inizio nel 2015, quando alla Corte Costituzionale viene chiesto se la norma  che disciplina la nomina di alcuni membri della Commissione è in linea con la nostra costituzione. Il 21 settembre 2016 arriva la sentenza (n. 215/2016): la CCEPS, così come attualmente costituita, è illegittima. Tra i suoi membri figurano infatti due dirigenti nominati dal Ministero della Salute; una circostanza che, secondo la Corte, non garantisce “i caratteri di indipendenza e imparzialità che devono colorare l’azione giurisdizionale”. Questa decisione, oltre a valere per le future nomine, ha già avuto effetti nei procedimenti pendenti presso la Corte di Cassazione, con l’annullamento di sanzioni già comminate dalla CCEPS.

Nel mentre, in attesa che si chiarisse la situazione, la commissione scaduta formalmente nel 2015 non è più stata ricostituita. Per farlo occorrerebbe un apposito decreto (un DPCM, per l’esattezza) che ad oggi non è stato ancora emanato.

Vista la situazione, il senatore Andrea Mandelli e altri sedici senatori hanno presentato il 14 febbraio un’interrogazione orale al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per sapere

quale iniziativa il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di porre rimedio a tale situazione che di fatto priva tutti gli Organi delle professioni sanitarie del loro potere disciplinare, rendendo inefficaci le sanzioni legittimamente emesse, con grave rischio per la qualità delle prestazioni professionali e conseguentemente per la tutela del diritto alla salute dei cittadini garantito dall’art. 32 della Costituzione.

C’è da sperare che l’interrogazione non cada nel vuoto. Anche perché, a garanzia del sanzionato, il ricorso alla CCEPS sospende in automatico le sanzioni comminate, rimandandole sine die. Nel frattempo la Mereu risulta attualmente iscritta all’Ordine di Cagliari e può continuare serenamente a esercitare (così come molti suoi colleghi, per altro) – con la prospettiva che il procedimento cada in prescrizione, se le cose non si risolveranno alla svelta.

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