Storia e Scetticismo: gli Anniversari dal 20 al 26 febbraio

Le ricorrenze della settimana cominciano con la pubblicazione, il 21 febbraio 1848, di un trattato redatto da Karl Marx e Friedrich Engels, con l’intento di illustrare il movimento politico nato proprio dalle teorie dei due filosofi: è il Manifesto del Partito Comunista. Non è ancora comunista, invece, lo stato di Cuba che, da poco indipendente, il 23 febbraio 1848 affitta agli Stati Uniti, a tempo indeterminato, un territorio di circa 120 kilometri quadrati nella baia di Guantánamo, già in uso come base navale durante la guerra ispano americana; scoppiata la rivoluzione castrista, gli USA interromperanno i pagamenti concordati nel 1959, e resteranno occupanti insolventi. Pochi anni più tardi, il 21 febbraio 1916, l’Europa è nell’oscurità profonda della Grande Guerra: a Verdun inizia per i francesi la spaventosa battaglia contro i tedeschi; nei successivi dieci mesi, circa un terzo degli effettivi totali (quasi due milioni e mezzo di soldati fra i due fronti) finirà ferito o ucciso. Le conseguenze (spesso solo presunte) della sconfitta tedesca della Prima Guerra Mondiale saranno il pretesto per l’ascesa di un movimento politico di estrema destra, populista e xenofobo, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Di lì a un anno, un veterano austriaco, Adolf Hitler, ne diverrà capo; questo sarà naturalizzato come cittadino tedesco dodici anni più tardi, il 25 febbraio 1932, per potersi candidare alle elezioni presidenziali, che perderà. In altri tre anni, tuttavia, avrà già raggiunto il potere assoluto, e potrà permettersi di ordinare, il 26 febbraio 1935, la ricostituzione dell’aviazione militare, la Luftwaffe, violando gli accordi di Versailles e preparando il terreno all’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Scoppiato il conflitto, la repressione dei dissidenti tedeschi sarà ancora più spietata; il 22 febbraio 1943 vengono giustiziati alla ghigliottina i giovanissimi Sophie Scholl (22 anni), Hans Scholl (25 anni) e Christoph Probst (25 anni): membri del gruppo attivista della “Rosa Bianca”, sono stati accusati di alto tradimento per aver distribuito dei volantini contro il regime. In pochi mesi, anche altri membri della Rosa Bianca subiranno la stessa sorte, per i medesimi motivi.

Una rappresentazione artistica del simbolo della “pace” creato dal designer Gerald Holtom nel 1958 (credit: Pubblico Dominio)

È proprio a seguito dell’orrore bellico e della conseguente proliferazione nucleare che, il 21 febbraio 1958, nel corso della Campaign for Nuclear Disarmament (“campagna per il disarmo nucleare”), il designer Gerald Holtom progetta un simbolo che rappresenti il movimento: basandosi sulle lettere N e D dell’alfabeto semaforico, concepisce un cerchio con quattro stanghette, disposte come la zampa rovesciata di un volatile – un’icona che prenderà rapidamente il sopravvento come simbolo della pace nel mondo. Ben poco senso di pace è quello che trasmette l’Ayatollah Khomeini quando, in risposta alla pubblicazione del romanzo “I Versetti Satanici” di Salman Rushdie, invoca una fatwa affinché sia giustiziato, mettendo a disposizione una taglia di 3 milioni di dollari; lo scrittore sarà ben più fortunato del traduttore giapponese, che sarà assassinato nel luglio 1991, e di quello italiano, Ettore Capriolo, ferito qualche giorno prima a Milano, entrambi per mano di iraniani. È sempre il fondamentalismo che spinge un gruppo di terroristi, affiliati ad Al-Qaeda, a piazzare, il 26 febbraio 1993, un furgone carico di esplosivo nei seminterrati della Torre Nord del World Trade Center di New York; pur mancando l’intento di far crollare l’edificio contro la gemella Torre Sud, l’attentato causerà 6 morti e più di 1.000 feriti. Alla notte del 23 febbraio 2010, invece, risale il disastro ambientale del Lambro, quando criminali non identificati scaricano 2 milioni e mezzo di litri di idrocarburi nel fiume lombardo; già pesantemente inquinato, l’ecosistema dell’affluente del Po sarà gravemente compromesso per molti anni a venire.

STORIE INCREDIBILI

Il cranio di Calaveras, come raffigurato nel 1899 in un articolo dell’archeologo William Henry Holmes, che dimostra l’origine goliardica del reperto (credit: Pubblico Dominio)

IL PRIMO UOMO AMERICANO? È il 25 febbraio del 1866, quando un gruppo di minatori dichiara di aver trovato, nelle gallerie di scavo nella Bald Mountain, nella contea californiana di Calaveras, i resti un cranio umano. I reperti, acquisiti dal direttore della miniera, vengono rivenduti più volte, fino ad arrivare nelle mani di Josiah Whitney, professore di Geologia all’Università di Harvard. Questi stabilisce che, l’area della scoperta, ubicata a più di 40 metri sotto al suolo e coperta da uno strato di lava, corrisponde a sedimenti del Pliocene. È una scoperta sconvolgente: il ritrovamento di ossa umane negli Stati Uniti in un periodo così antico riscriverebbe completamente la storia dell’evoluzione e delle migrazioni umane. I sospetti, tuttavia, non tardano a farsi sentire: Whitney non ha potuto studiare le ossa sul luogo del ritrovamento e le incrostazioni di sedimenti non sembrano corrispondere a quelle previste nell’epoca; già nel 1869, un quotidiano di San Francisco pubblica un articolo in cui si valuta la possibilità che si tratti di uno scherzo scappato di mano. La comunità scientifica è tuttavia perlopiù concorde, almeno fino alla fine del XIX secolo, dell’autenticità del “cranio di Calaveras”; servirà attendere decenni dalla “scoperta” affinché le ossa e l’area di ritrovamento siano ulteriormente analizzati al fine di provarne con chiarezza l’origine. Oggi si ritiene che le ossa risalgano alla fine del primo millennio dopo Cristo, e che siano state probabilmente razziate da un cimitero indiano nel 1865, per poi prendere parte allo scherzo.

L’unico incontro fra Martin Luther King e Malcom X, avvenuto meno di un anno prima dell’assassinio di quest’ultimo (credit: Marion S. Trikosko, Pubblico Dominio)

LA STORIA DELLA MORTE  DI X. Nel febbraio 1965, Malcolm Little, l’attivista per i diritti umani ben più noto come “Malcolm X”, dichiara, in un’intervista con Gordon Parks – fotografo di Life e regista documentarista – che la “Nation of Islam” sta progettando di assassinarlo. Non si tratta di un’organizzazione sconosciuta: al tempo diretta da Elijah Muhammad, è votata a tutelare i diritti e la salute della popolazione afroamericana; nonostante l’intento filantropico, il movimento – di cui ha fatto parte lo stesso Malcom X per molti anni, prima di lasciarlo per convertirsi all’Islam sunnita – è accusato di sostenere il suprematismo nero e di agire come un gruppo d’odio. Ma la Nation of Islam è nota anche per le peculiari credenze storico-religiose; dichiarerà infatti Elijah Muhammad:

“L’Uomo Nero è stato l’uomo primordiale. Da lui vennero gli uomini marroni, gialli, rossi e bianchi. Utilizzando uno speciale metodo di controllo delle nascite, l’Uomo Nero poté generare la razza bianca. Questo metodo di controllo delle nascite fu sviluppato da uno scienziato nero chiamato Yakub, che ambiva a creare e istruire una nazione di persone diametralmente opposte al popolo primordiale. Una razza che un giorno avrebbe governato la Terra per 6.000 anni. Yakub promise ai seguaci […] che avrebbe insegnato loro un sistema di trucchi e menzogne […] per dividere e comandare, e spezzare l’unità delle genti più scure, metterle l’una contro l’altra, e quindi agire come mediatori per governarle entrambe.”

Elijah Muhammad dirà anche che la Terra ha 76.000 miliardi di anni (sic), che, molto prima della venuta di Adamo, le terre emerse si chiamavano un tempo “Asia”, e che 66.000 miliardi di anni fa (al tempo della “tribù di Shabazz”), la Terra fu divisa dalla Luna da un’esplosione causata dallo scienziato nero conosciuto col nome di “Dio”.

Malcolm X, comunque, ci vede giusto. Il 21 febbraio 1965, poco prima di iniziare il suo discorso in a una conferenza a New York, si sente nella folla qualcuno che grida “Negro! Togli la mano dalla mia tasca!”, e nella confusione che consegue, un uomo si avvicina al palco e spara con un fucile a canne mozze, mentre altri due sparano nella stessa direzione con pistole semiautomatiche. Per Malcolm Little, colpito a morte, non c’è più nulla da fare. I tre assassini saranno identificati come membri della Nation of Islam, condannati al carcere a vita. Life dedicherà a questa storia un lungo articolo, corredato di foto esplicite dell’assassinio.

Una pagina del Los Angeles Times del 26 febbraio 1942 mostra alcune fotografie relative ai reperti e ai danni causati da quella che sarà chiamata “La Battaglia di Los Angeles” (credit: Pubblico Dominio)

LA BATTAGLIA DI LOS ANGELES. Nella tarda sera del 24 febbraio 1942, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a Los Angeles risuona l’allarme aereo; la popolazione viene presa dal panico e la contraerea si attiva per fronteggiare all’assalto nemico, sparando più di 1.400 colpi. Sono passati solo tre mesi dall’attacco giapponese di Pearl Harbor, e gli americani temono che il Sol Levante possa effettivamente pianificare un’offensiva. L’emergenza sarà rientrata solo dopo l’alba successiva, quando verrà ufficializzato che si è trattato di un falso allarme, e sappiamo oggi che l’ondata di panico è fortemente legata al contesto storico; un’ipotesi su una delle cause dell’accaduto, circolata già all’epoca dei fatti, è che un pallone meteorologico sia stato scambiato per un aereo militare giapponese. Una spiegazione non sufficiente, tuttavia, a evitare la nascita delle più disparate teorie del complotto: dall’intento governativo di fomentare l’odio verso la popolazione di origine giapponese, alla possibilità che si sia trattato dell’avvistamento, poi insabbiato, di un velivolo extraterrestre. La “Battaglia di Los Angeles” ha causato in totale 5 morti, tre per incidente d’auto e due per infarto, e vari danni a seguito delle scariche di artiglieria.

STORIA E TECNOLOGIA

La pecora Dolly, imbalsamata e custodita al National Museum of Scotland (credit: Toni Barros/Wikipedia, CC BY-SA 2.0)

DA GALILEO AI CLONI. Il 22 febbraio 1632, Galileo Galilei pubblica il suo “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, un trattato scientifico costruito in forma di discussione fra tre personaggi, Simplicio, Giovanni Sagredo e Filippo Salviati; il primo inventato (ispirato probabilmente al peripatetico Simplicio di Cilicia) e gli ultimi due basati su omonimi realmente vissuti. Il testo confuta il sistema tolemaico, a favore di quello copernicano; sarà la causa che porterà, in un solo anno, il celebre scienziato pisano al cospetto dell’Inquisizione. Quasi trecento anni più tardi, il 23 febbraio 1927, Werner Heisenberg descrive in una lettera al fisico Wolfgang Pauli il suo principio di indeterminazione; è la prima citazione della teoria secondo cui non è possibile misurare contemporaneamente e con esattezza alcune coppie di grandezze fisiche (es. posizione e velocità di una particella, oppure tempo e energia) che definiscono un sistema. Verso il tramonto del XX secolo, il 22 febbraio 1997, un gruppo di ricercatori scozzesi annuncia di essere riuscito a clonare una pecora partendo dalla cella di una ghiandola mammaria ovina; Dolly – ispirata (forse non un favore?) alla musicista statunitense Dolly Parton, vivrà poco più di sei anni, a causa di un cancro polmonare, dopo aver partorito un totale di sei agnelli. Sarà a sua volta clonata, dando origine a 4 “gemelli”.

Il recupero in volo della pellicola fotografica di un satellite Corona (credit: Pubblico Dominio)

PELLICOLE PRESE AL VOLO. Sconfitti dai sovietici con lo Sputnik – primo satellite artificiale in orbita – e con la Vostok 1 – primo essere umano, Yuri Gagarin, in orbita attorno al pianeta – gli USA riescono a portare il proprio astronauta, John Glenn, a pareggiare i conti solo il 20 febbraio 1962, con la capsula Friendship 7 del programma Mercury. In viaggio a oltre 28.000 kilometri all’ora, compirà tre orbite prima di rientrare a terra. Il 20 febbraio 1986, i russi – con alle spalle varie stazioni spaziali Salyut lanciate con successo, contro il solo Skylab statunitense – piazzano in orbita la celebre Mir: prima della Stazione Spaziale Internazionale, questa sarà di gran lunga la più longeva nello spazio, con 5.511 giorni di attività, e la più grande, con la sua massa finale di 129 tonnellate. Il 22 febbraio 1995, il governo degli Stati Uniti desecreta i documenti relativi a un programma di spionaggio satellitare, il progetto Corona; attivo dal 1959 al 1972, ha scattato innumerevoli fotografie su aree sensibili di Unione Sovietica, Cina e altri paesi. La peculiarità principale è la tecnologia: i satelliti Corona hanno utilizzato ciascuno fino a quasi 10 chilometri di pellicole fotografiche che, una volta completate, sono state di volta in volta sganciate con un piccolo modulo di rientro, dotato scudo termico e paracadute, e per lo più recuperate in volo con un apposito “gancio” aereo.

In copertina: la stazione spaziale Mir in orbita, fotografata nel 1995 dallo Space Shuttle Atlantis (credit: Pubblico Dominio)

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