Storia e Scetticismo: gli Anniversari dal 30 gennaio al 5 febbraio

Apriamo l’articolo di questa settimana ricordando il drammatico incidente della funivia del Cermis, avvenuto il 3 febbraio 1998 e provocato dal trancio del cavo sospeso durante un volo di un quadriposto militare statunitense, trovatosi illecitamente fuori quota. Entrambi i piloti saranno assolti dalla giustizia americana per l’omicidio (preterintenzionale o colposo) delle 20 vittime, nonostante saranno poi condannati per la distruzione di un video amatoriale registrato per svago proprio in concomitanza dell’incidente (e che avrebbe mostrato chiaramente lo svolgimento dei fatti).
Il 3 febbraio 1377, le truppe di John Hawkwood, condottiero inglese al soldo dello Stato Pontificio e noto in Italia come Giovanni Acuto (sic), radono al suolo la città di Cesena, massacrandone gli abitanti; il mandante dell’eccidio, il cardinale Roberto di Ginevra (futuro antipapa), ha voluto evitare che la città passasse con i fiorentini, in guerra con lo stato cattolico. Il 30 gennaio 1661, Oliver Cromwell viene impiccato e poi decapitato per vendicare la deposizione e l’esecuzione di re Carlo I d’Inghilterra, avvenuta esattamente 12 anni prima (il 30 gennaio 1649); niente di straordinario, se non fosse che il rivoluzionario Lord Protettore del Commonwealth è già morto di setticemia da tre anni, e l’operazione ha quindi richiesto la sua esumazione.

Un’incisione del XVII secolo mostra l’esecuzione dei cadaveri di Oliver Cromwell, Henry Ireton e John Bradshaw (credit: Biometrika, Pubblico Dominio)

Il 4 febbraio 1789, George Washington è eletto all’unanimità come primo Presidente degli Stati Uniti d’America; sarà uno dei più apprezzati fra i 45 eletti fino a oggi. Il 31 gennaio 1943, il generale Friedrich Paulus, al comando della 6° Armata tedesca, si arrende alle forze sovietiche a Stalingrado. Due giorni dopo (il 2 febbraio 1943) il resto dell’Armata farà altrettanto, ponendo fine a una delle più importanti battaglie della Seconda Guerra Mondiale; resteranno sul campo circa un milione e mezzo di persone in cinque mesi di conflitto. Due anni più tardi, il 4 febbraio 1945, si apre in Crimea la Conferenza di Yalta, nella quale Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Iosif Stalin discuteranno la riorganizzazione dell’Europa post bellica, aprendo la strada, a soli 4 mesi dallo sgancio successivo delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, alla futura “Guerra Fredda”. In india, il 30 gennaio 1948 a Nuova Delhi, un estremista indù, Nathuram Godse, si avvicina a Gandhi (appellato come Mahatma, termine onorifico che significa “venerabile”) e gli spara tre colpi di pistola al torace, causando ferite che lo uccideranno nell’arco di un paio d’ore; l’attentatore sarà condannato a morte nell’anno successivo. Il 30 gennaio 1972, i rapporti fra governo inglese e dissidenti nord-irlandesi è estremamente teso; a Derry, nell’Ulster, durante una manifestazione pacifica scoppiata per protestare gli arresti di massa contro chiunque sia sospettato di collaborare con l’IRA, i soldati britannici aprono il fuoco sulla folla, causando la morte di 14 persone. L’evento sarà ricordato come il “Bloody Sunday“, e reso tristemente indimenticabile da molte commemorazioni artistiche, fra cui la canzone “Sunday Bloody Sunday” degli irlandesi U2. Il 5 febbraio 1985, a Tunisi, si conclude la Terza Guerra Punica. No, non è un errore: il sindaco di Roma, Ugo Vetere, e quello di Cartagine, l’ex segretario generale della Lega Araba Chedli Klibi, sigleranno un accordo di pace per porre una fine ufficiale al conflitto scoppiato 2.131 anni prima (e, a onor del vero, concluso nel 146 a.C. con la distruzione della capitale cartaginese).

STORIE INCREDIBILI

Immagine di vittime congolesi, mutilate dal regime di Leopoldo II; le amputazioni erano frequenti, e anche provocate dal mancato raggiungimento della quota pro capite prevista nella raccolta di gomma naturale (credit: Pubblico Dominio)

CUORE DI TENEBRA. Il 5 febbraio 1885, il re Leopoldo II del Belgio, grazie al supporto dell’esploratore Henry Morton Stanley (noto per la leggendaria frase “Doctor Livingstone, I presume”), ottiene il controllo privato di un’area del Congo grande quasi otto volte l’Italia; con il pretesto di costituire un’associazione filantropica, fonderà un’attività commerciale che compirà diffuse atrocità nel paese. Per incrementare la produzione della gomma, l’amministrazione della società arriverà a punire con la morte i braccianti indisciplinati e poco produttivi; in alcuni casi, la milizia sarà obbligata a tagliare le mani da ciascun cadavere ucciso, come pièces justificatives (“pezze giustificative”) per dimostrare di non aver utilizzato i proiettili in dotazione per altri scopi. I missionari presenti nel paese documenteranno infatti numerosi casi di vittime vive con una o entrambe le mani amputate, “rubate” per coprire una battuta di caccia o banali tiri al bersaglio. Rapimenti, stupri, massacri e spedizioni punitive, unite alla diffusione delle malattie e della carestia a causa delle scarsissime condizioni di vita a cui la popolazione sarà costretta, causeranno tra i 3 e i 10 milioni di morti. Grazie a un movimento internazionale di protesta (sostenuto, fra gli altri, da Mark Twain, Arthur Conan Doyle e Joseph Conrad, autore di “Cuore di Tenebra”, romanzo ispirato proprio all’orrore congolese), il governo belga arriverà a nazionalizzare il territorio nel 1908, avviando delle riforme che, pur non rivoluzionando le condizioni di vita della popolazione, limiteranno sensibilmente le atrocità commesse.

Leonarde Keeler, l’inventore del poligrafo (molto poco saggiamente noto anche come “Macchina della Verità”), prova lo strumento su di un testimone nel corso di un processo (credit: Pubblico Dominio)

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE? Il 2 febbraio 1935, una curiosa invenzione viene utilizzata per la prima volta nel corso di un processo statunitense su due sospetti di omicidio: l’apparato, chiamato poligrafo, è in grado di misurare sia la pressione sanguigna, la respirazione che la “elettroconduzione” della pelle (la capacità elettrica dell’epidermide, impropriamente associata alla sudorazione). Grazie ai sensori dello strumento, il progettista Leonarde Keeler – che si ispira, fra gli altri, al lavoro in merito compiuto da Cesare Lombroso e Vittorio Benussi – sostiene di poter rilevare se un soggetto, durante un interrogatorio, stia o meno mentendo. È la “Macchina della Verità”, oggi ancora diffusa negli Stati Uniti (e con, alle spalle, qualche esperienza in Canada, Israele e Giappone), nonostante sia ampiamente dimostrata la sua non attendibilità, sia a causa della possibilità di falsificare i risultati del test, che per l’ampia necessità di un giudizio qualitativo umano – fortemente soggetto a errori e pregiudizi – sui valori registrati dall’apparecchio.

In un’incisione dall’autore sconosciuto, Alexander Selkirk legge la Bibbia in una pausa durante la sua vita da naufrago disperso (credit: Dominio Pubblico)

ROBINSON CRUSOE. Il 2 febbraio 1709, il capitano Woodes Rogers, corsaro per la Corona britannica in mare da quasi due anni alla ricerca di navi spagnole da catturare, raggiunge con il suo vascello le isole di Juan Fernandez, nel Pacifico orientale; su uno dei due fazzoletti di terra dell’arcipelago, trova un uomo che dichiara di essere anch’egli inglese e di chiamarsi Alexander Serkirk. L’uomo racconta di essere stato abbandonato lì dal capitano di una nave da guerra in avaria, il Cinque Ports: da ufficiale esperto, ha preferito scendere a terra, piuttosto che viaggiare per mare con un vascello dalle condizioni precarie. Con a disposizione un moschetto, un’accetta, un coltello, una pentola, una bibbia, delle coperte e dei vestiti, Selkirk è sopravvissuto da solo sull’isola per 4 anni e 4 mesi (affrontando la fauna e persino lo sbarco di nemici spagnoli). Dopo il salvataggio, questi scoprirà, per giunta, che le sue intuizioni sulle condizioni del Cinque Ports sono state esatte: la nave è affondata pochi giorni dopo averlo abbandonato, e tutti i sopravvissuti sono stati catturati dagli spagnoli. La vicenda di Selkirk è una delle più celebri storie di naufraghi del periodo, ed è una delle fonti d’ispirazioni più rilevanti per il Robinson Crusoe di Daniel Defoe. Il Cile non perderà l’occasione turistica, ribattezzando nel 1966 entrambe le isole, che oggi si chiamano appunto Robinson Crusoe e Alejandro Selkirk.

STORIA E TECNOLOGIA

Un telefono FACE F51 in bakelite, prodotto in Italia nel 1950 (credit: F l a n k e r, Wikipedia, CC BY 3.0)

DALLA PLASTICA AI SOCIAL NETWORK. Il chimico belga Leo Baekeland annuncia il 5 febbraio 1909 la creazione del primo materiale plastico di origine sintetica, a cui si cercherà di attribuire il nome dello scopritore: la sua resina fenolica termoindurente prenderà il nome di Bakelite. Il 31 gennaio 1931, invece, il colosso statunitense 3M commercializza un nastro adesivo trasparente, adatto a molteplici usi e destinato a rivoluzionare la vita domestica e professionale: è nato lo “Scotch”, marchio brevettato e il cui nome (che significa “scozzese”) pare sia ispirato alla scarsa quantità di adesivo presente nelle prime versioni del celebre nastro. Il 30 gennaio 1982 viene rilasciato uno dei primi virus informatici della storia, Elk Cloner; programmato da uno studente quindicenne (Rich Skrenta) con lo scopo di infettare macchine col sistema operativo Apple II, è sostanzialmente innocuo, ma molto efficace nel diffondersi. Il 4 febbraio 2004, infine, alcuni studenti di Harvard lanciano un nuovo sito, con lo scopo di creare un sistema di incontro per gli studenti dell’istituto; in 4 anni, si saranno iscritti al portale – chiamato “Facebook”, ispirandosi alle omonime raccolte fotografiche pubblicate dagli istituti scolastici – 145 milioni di persone, per superare il miliardo nel 2012.

Lo scimpanzè Ham, rientrato dallo spazio, stringe la mano del comandante della missione di recupero (credit: NASA, Pubblico Dominio)

DALLA TERRA ALLA LUNA. Ricordando l’esplosione dello Space Shuttle Columbia, avvenuta al rientro della missione STS-107 il 1 febbraio 2003 e nella quale periranno i 7 membri dell’equipaggio, citiamo gli anniversari dei più rilevanti primati spaziali avvenuti in questa settimana. Il 31 gennaio 1958, il primo satellite statunitense in orbita, l’Explorer 1 (uno dei più piccoli mai lanciati, solo 2 metri per 15 centimetri di diametro), dimostra l’esistenza della fascia di van Allen, rilevandone la radiazione. Esattamente tre anni più tardi, il 31 gennaio 1961, lo scimpanzè Ham è il primo ominide ad essere lanciato nello spazio con la missione NASA Mercury-Redstone 2; nato in libertà in Camerun e addestrato in una base USAF, compirà un volo sub-orbitale e rientrerà sano e salvo, per vivere altri 22 anni (sempre in cattività). Un grande trofeo sovietico viene conquistato il 4 febbraio 1966, quando il lander Luna 9 è il primo nella storia ad adagiarsi (con un atterraggio morbido) sulla superficie del nostro satellite. È sempre quest’ultimo l’obiettivo del Lunar Orbiter 3, un satellite destinato a identificare i possibili siti di atterraggio per le successive missioni Surveyor, ma soprattutto per contribuire al successo degli sbarchi sulla Luna, il terzo dei quali, Apollo 14, avverrà il 5 febbraio 1971. Successiva a uno dei più celebri insuccessi della corsa spaziale, quest’ultima porterà Alan Shepard (già il primo americano nello spazio), Stuart Roosa e Edgar Mitchell sulla formazione di Fra Mauro, l’area collinare su cui sarebbe dovuta atterrare proprio anche la missione Apollo 13.

(in copertina, le rovine di Cartagine, distrutta nel 146 a.C. nella Terza Guerra Punica (credit: Touzrimounir/Wikipedia, CC BY-SA 4.0)

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