Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 9 al 15 gennaio

È il freddo gennaio del 49 a.C., a seguito della richiesta del Senato romano di congedare le truppe, Caio Giulio Cesare, acclamato proconsole della Gallie, attraversa il fiume Rubicone e inizia la guerra civile contro le forze di Gneo Pompeo Magno; l’evento avviene tra il 10 e il 12 gennaio del 49 a.C., e porterà alla vittoria del futuro (e ultimo) dictator dell’impero, e (giustamente) primo dei Cesari narrati da Svetonio. Due millenni più tardi, ad Arlington, in Virginia (e non a Washington D.C., dove alcuni credono che si trovi) il 15 gennaio 1943 viene inaugurato il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti; in Egitto, invece, il 9 gennaio 1960, il Presidente Gamal Abdel Nasser avvia il comando per far detonare dieci tonnellate di dinamite sulla sponda orientale del Nilo. L’evento è l’inizio dei lavori alla diga di Assuan, un capolavoro ingegneristico finanziato (e in buona parte progettato) dall’Unione Sovietica; per la costruzione dell’opera, saranno trasferiti altrove 22 edifici e monumenti egizi, incluso il tempio di Abu Simbel (al cui trasloco contribuirà un pool di cavatori di marmo italiani).

Il magnifico tempio maggiore di Abu Simbel (credit: Olaf Tausch/Wikipedia, CC BY 3.0)

Trentun anni più tardi, il 9 gennaio 1991, emissari di Stati Uniti e Iraq si incontrano a Ginevra nel tentativo estremo di scongiurare un conflitto a seguito dell’invasione militare irachena del Kuwait. Conclusosi senza progressi, l’evento sarà – insieme all’ultimatum all’Iraq di ritirarsi dal paese occupato, inviato dalle Nazioni Unite e scaduto senza repliche il 15 gennaio 1991 – a portare pochi giorni dopo all’operazione Desert Strike, parte principale di quella che sarà la “Guerra del Golfo”. Il 14 gennaio 2011, dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza e dissolto il governo, Zine El Abidine Ben Ali, Presidente della Tunisia, fugge in aereo con la famiglia, diretto prima in Francia (dove gli viene negato l’atterraggio) e poi in Arabia Saudita; è l’inizio della Rivoluzione Tunisina, primo grande conquista della Primavera Araba. Tornando in Italia, il 13 gennaio 2012 la colossale Costa Concordia, una nave da crociera lunga 290 metri e di 114.000 tonnellate di stazza lorda, parzialmente affondata dopo aver colpito uno scoglio e imbarcato acqua, si arena nei pressi dell’isola del Giglio; l’incidente causerà 32 morti e porterà allo smantellamento completo del relitto.

STORIE INCREDIBILI

Una piantagione di tabacco in Pennsylvania (credit: Derek Ramsey/derekramsey.com, CC BY-SA 4.0)

IL COMPLOTTO DEL TABACCO. Luther Terry, capo del servizio sanitario pubblico del governo degli Stati Uniti, pubblica l’11 gennaio 1964 un rapporto che elenca alcuni effetti nocivi del fumo; è la prima volta che un rappresentante del governo statunitense rilascia una dichiarazione ufficiale contro l’utilizzo del tabacco: iniziano così il lento tramonto dei supposti “benefici” della sigaretta e la crescente consapevolezza della sua pericolosità. Se già i primi studi scientifici che illustrano la pericolosità del fumo risalgono a tre decenni prima, la lobby dei produttori di tabacco è arrivata a costituire, a cominciare dagli anni ’50, una serie di enti specifici – fra cui il “Tobacco Industry Research Committee“, il “Tobacco Institute” e il successivo “Center for Indoor Air Research” – con lo scopo di attaccare (con metodi spesso volutamente ambigui) qualsiasi pubblicazione o ricerca che metta in cattiva luce il consumo di sigarette o sigari. Il “complotto” della lobby del tabacco riuscirà nell’intento di resistere per decenni alle accuse sempre più evidenti, arrivando a capitolare definitivamente solo nel 1998, con l’accordo, tra le principali aziende produttrici e la maggior parte degli stati americani, del “Tobacco Master Settlement“, che – oltre a prevedere una compensazione economica congrua per i costi sanitari dovuti ai danni del fumo e la restrizione delle attività promozionali del tabacco in USA – pone fine a qualsiasi attività di depistaggio della ricerca scientifica.

La preparazione di un corpo nel 1985 per la preservazione in azoto liquido (credit: Alcor Life Extension Foundation, CC BY 2.5)

SURGELATO PER I POSTERI. Il 12 gennaio 1967, James Hiram Bedford, professore di psicologia all’Università della California, muore di cancro; il suo corpo viene trasportato in una struttura sperimentale, dove, dopo un trattamento a base di dimetilsolfossido, viene inserito in un progetto di sospensione criogenica: è il primo uomo ad essere “congelato” nella speranza che in un futuro sia possibile riportarlo in vita e curare la sua malattia. Anche se si presume oggi che le metodologie utilizzate su di lui non siano state sufficienti a preservare l’integrità del cervello, il suo corpo si trova tuttora in criostasi; dopo essere stato sottoposto a numerosi trasferimenti, è conservato presso il centro Alcor di Scottsdale, Arizona.

Il dipinto “Remnants of an Army” (“Ciò che resta di un esercito”) di Elizabeth Butler del 1879 che mostra l’arrivo di William Brydon a Jalalabad (credit: Pubblico Dominio)

NE RESTERÀ SOLTANTO UNO. Nel 1842, l’Afghanistan – al tempo un emirato – è occupato dalle forze della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, nel corso della spietata competizione con l’impero russo per il controllo politico dell’area. La situazione però volge al peggio – grazie al successo di Mohammed Akbar Khan, figlio dell’emiro e capo della rivolta contro gli invasori – e gli inglesi iniziano la ritirata da Kabul (dove si trovano 16.500 persone tra soldati e civili britannici) per dirigersi 150 kilometri più a est, a Jalalabad, da cui sarà possibile rientrare nella più sicura India. I guerriglieri delle tribù locali continuano a tendere brutali agguati alla colonna, già stremata dal clima ostile dell’inverno; a colpi di fucile e di spada, gli inglesi cadono come mosche. Il 13 gennaio 1842 arriverà a Jalalabad un solo uomo gravemente ferito, l’assistente chirurgo William Brydon, sopravvissuto a una letale spadata alla testa solo grazie alla spessa imbottitura di carta per proteggersi dal freddo. Creduto (e chiamato) da molti “the Last Man” (“l’ultimo uomo”) di quella disperata ritirata, in realtà non sarà il solo: per quanto pochi, circa un centinaio di persone, catturate lungo il tragitto dai guerriglieri afghani, riusciranno a sopravvivere all’esperienza. Brydon è però (insieme a un civile di origine greca che morirà poco dopo l’arrivo a Jalalabad) l’unico europeo ad aver completato quei maledetti 150 kilometri.

STORIA E TECNOLOGIA

Batteri Escherichia coli visti al microscopio elettronico a scansione (credit: NIAID, NIH; Pubblico Dominio)

CONQUISTE PER LA VITA DI TUTTI I GIORNI… Nato a seguito della morte di Sir Hans Sloane, che lascerà in eredità le proprie collezioni di reperti, il 15 gennaio 1759 apre al pubblico il British Museum; l’esposizione include anche le opere librarie donate da re Giorgio II, peraltro poco appassionato alla lettura. Il 10 gennaio 1863 apre invece la “London Underground”, la prima linea metropolitana (sotterranea) della storia, con carrozze di legno, illuminate a gas, e trainate da una fumosissima locomotiva a vapore; inizialmente prevista tra Paddington Station (al tempo, “Bishop’s Road”) e Farrington Street, oggi è parte delle linee Circle (indicata col colore giallo sulle mappe), Hammersmith & City (salmone) e Metropolitan (magenta). L’11 gennaio 1922, a Toronto, Leonard Thompson – un canadese quattordicenne gravemente affetto da diabete mellito e ormai in fin di vita – riceve una dose di un estratto al tempo chiamato “isletina” e, nonostante una grave reazione allergica, mostra evidenti miglioramenti nella malattia; entro dodici giorni riceverà un’ulteriore dose, che dimostrerà l’efficienza del preparato – chiamato oggi insulina – e che gli permetterà di vivere altri 17 anni. Oggi l’insulina, indispensabile per una parte dei malati di diabete, è prodotta principalmente utilizzando batteri Escherichia Coli geneticamente modificati. Il 15 gennaio 2001 nasce Wikipedia, un’enciclopedia gratuita online destinata a cambiare la fruizione delle informazioni sulla rete. Il 9 gennaio 2007, alla fiera Macworld 2007 a San Francisco, Steve Jobs – CEO di Apple – presenta il nuovo prodotto dell’azienda di Cupertino, un telefono chiamato “iPhone”: inizia la rivoluzione che porterà Apple in testa alla classifica delle società col maggior valore di mercato al mondo (posto dove si trova ancora oggi).

Il Saturn V della missione Apollo 17, l’ultima a portare uomini sulla Luna (credit: Pubblico Dominio)

…E CONQUISTE FUORI DAL PIANETA. Siamo a Fort Monmouth nel New Jersey, la postazione militare (oggi dismessa) in cui, il 10 gennaio 1946 alle 11:58 del mattino, i Signal Corps dell’esercito degli Stati Uniti captano le onde radio trasmesse verso la superficie della Luna e rimbalzate indietro; la prova che un segnale radio può superare la ionosfera è il primo successo del Progetto Diana, prima pietra nella storia della radioastronomia. Ed è dai nomi delle divinità romane che gli americani continueranno a pescare le missioni: il 10 gennaio 1962, la NASA annuncia la costruzione di un razzo C-5, conosciuto dall’anno successivo come Saturn V – il colossale vettore che si rivelerà cruciale per le missioni umane sulla Luna. Nel secolo successivo, ben tre ricorrenze avvenute a distanza di soli 3 giorni: il 12 gennaio 2005, Deep Impact decolla da Cape Canaveral, destinato ad atterrare sulla cometa Tempel 1 per studiarne la composizione (la missione ESA Rosetta, partita l’anno precedente, arriverà su una cometa col suo lander Philae solo nel 2014). Il 14 gennaio 2005, la sonda Huygens, parte della missione ESA Cassini Huygens, atterra sulla superficie di Titano, la più grande luna di Saturno: è l’atterraggio più lontano mai avvenuto dalla Terra. Sempre ESA, con l’orbiter lunare SMART-1, il 15 gennaio 2005 rileva la presenza di calcio, alluminio, silicio, ferro e altri elementi sulla superficie del Mare Crisium (che, a discapito del nome, è una pianura basaltica); la missione permetterà di dimostrare che è possibile rilevare dall’orbita la distribuzione delle risorse sul nostro satellite.

In copertina: pozzi di petrolio in fiamme a Kuwait City, nel corso della Prima Guerra del Golfo (credit: Pubblico Dominio)

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