Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 2 al 8 gennaio

Il guelfo Francesco Grimaldi, discendente di un console della Repubblica di Genova, nella notte dell’8 gennaio 1297 si intrufola nella rocca di Monaco travestitosi da francescano e se ne impadronisce; è il primo dei Grimaldi al potere del dominio monegasco, che sarà a lungo dibattuto contro le forze degli stessi genovesi. Il 4 gennaio 1642, Carlo I d’Inghilterra entra nel parlamento inglese insieme a dei soldati per arrestarne alcuni membri, rei aver tramato contro la regina; è il primo passo che porterà alla guerra civile, all’ascesa di Oliver Cromwell e – esattamente sette anni più tardi, il 4 gennaio 1649 – alla decisione del parlamento repubblicano (il “Rump Parliament”, o “Parlamento tronco”) di processare lo stesso (ex) re Carlo (che sarà poi condannato a morte). Il 7 gennaio 1797, il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Marco Giuseppe Compagnoni, decreta la composizione del tricolore Italiano: è la prima istituzionalizzazione di quella che sarà la bandiera italiana.

Un pallone stratosferico Skyhook, fotografato nel 1957 (credit: Pubblico Dominio)

Lo stesso giorno, ma un secolo e mezzo più tardi, il 7 gennaio 1948, il capitano Thomas Mantell, pilota della Kentucky Air National Guard coinvolto nell’inseguimento di un UFO sul confine tra Kentucky e Tennessee su un velivolo P-51 Mustang, perde conoscenza per mancanza di ossigeno (avendo raggiunto una quota di oltre 7.600 metri dal suolo), e muore nello schianto a terra del velivolo senza controllo. Più ricercatori indipendenti, anche interni al Project Blue Book, indicheranno come possibile causa dell’oggetto non identificato un pallone stratosferico Skyhook, al tempo segreto.

UN DENSO TRE GENNAIO. Il 3 gennaio 1521 papa Leone X scomunica Martin Lutero con la bolla Decet Romanum Pontificem; lo scisma protestante dalla Chiesa Cattolica diviene così irrevocabile; il 3 gennaio 1919, nel contesto della Conferenza di Pace di Parigi, Faysal ibn al-Ḥusayn – futuro re di Siria e Iraq – firma con Chaim Weizmann (tre decenni più tardi, primo Presidente di Israele) un accordo per garantire lo sviluppo di una patria ebraica in Palestina. Ricordato proprio con il nome dei firmatari, il Faysal-Weizmann fallirà di lì a pochi mesi (anche a causa di accordi segreti fra Francia e Regno Unito), pur rappresentando un esempio di conciliazione storica fra il mondo arabo e quello ebraico. Sono molti gli eventi drammatici occorsi il 3 gennaio: il 3 gennaio 1925, Benito Mussolini, Presidente del Consiglio, tiene il discorso alla Camera dei Deputati in cui si assume la responsabilità politica dell’omicidio di Giacomo Matteotti (assassinato nel giugno precedente da squadristi molto vicini al futuro “duce”): è l’inizio della dittatura, che si concluderà solo nel luglio del 1943.

Il momento della rimozione del reattore SL-1, undici mesi dopo l’incidente che causò la morte di tre persone (credit: Pubblico Dominio)

Il 3 gennaio 1961, esplode il sistema di raffreddamento di un reattore nucleare sperimentale (militare), SL-1, nel deserto dell’Idaho, uccidendo 3 tecnici; l’evento drammatico sarà utilizzato per migliorare la sicurezza dei reattori successivi e dimostrerà, nella pratica, l’impossibilità della deflagrazione atomica di una centrale elettrica. Il 3 gennaio 2015, fondamentalisti di Boko Haram (“la cultura occidentale è sacrilega” in un misto fra arabo e lingua locale) assalta la città di Baga, in Nigeria, dove si trova anche una guarnigione multi-nazionale: si stima che il massacro abbia causato fino a 2.000 morti, quasi tutti civili. L’eccidio riceverà scarsa visibilità internazionale, anche a causa dell’attentato terroristico a Parigi quattro giorni più tardi (il 7 gennaio 2015), alla redazione della testata satirica francese “Charlie Hebdo”; avvenuto per mano di due cittadini francesi nel nome della divisione yemenita di Al-Qaeda, causerà la morte di 12 persone.

STORIE INCREDIBILI

L’UFO FRANCESE. Nel tardo pomeriggio dell’8 gennaio 1981 a Trans-en-Provence, in Francia, un residente di origine italiana, dopo aver udito uno strano fischio nei pressi della sua abitazione, nota uno strano oggetto discoidale atterrare a una cinquantina di metri da lui. Il velivolo sconosciuto ha un diametro di circa due metri e mezzo, e ricorda il tipico “disco volante” (ben descritto dall’idea di due piattini da tè tenuti uno contro l’altro); il testimone dichiarerà:

“Aveva il colore del piombo. L’oggetto aveva una nervatura lungo tutta la circonferenza. Sotto all’apparecchio, ho visto, nel momento in cui si è sollevato, due forme tonde sporgere da sotto, come fossero dei piedi o dei propulsori. Aveva anche due forme circolari che potrebbero ricordare dei boccaporti (…). Poco dopo, l’oggetto è decollato, scomparendo rapidamente”.

Un disegno dell’UFO di Trans-en-Provence, eseguito durante la deposizione del testimone (credit: GEIPAN/Centre national d’études spatiales)

Sul terreno erboso, rimangono quelle che sembrano tracce di bruciatura. Chiamata sul posto, la gendarmeria – fatti i primi accertamenti – passerà il caso all’ente scientifico civile francese GEPAN, il Groupe d’Étude des Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés (“Gruppo di Studio dei Fenomeni Aerospaziali non-Identificati“, oggi GEIPAN), che tuttavia non arriverà mai a una spiegazione definitiva: la questione resta irrisolta ancora oggi.

Una rappresentazione di Solomon Northup negli abiti del periodo di prigionia, pubblicata nella sua autobiografia (credit: Pubblico Dominio)

UNA DOPPIA INGIUSTIZIA. Nell’aprile del 1841, il violinista trentatreenne Solomon Northup raggiunge Washington con dei procacciatori di affari conosciuti pochi giorni prima, per valutare un’offerta di lavoro da loro proposta. Durante il viaggio ha dovuto richiedere i documenti che certificano il suo stato di “uomo libero”, dato che, essendo figlio di uno schiavo liberato, potrebbe correre dei rischi nella capitale americana, dove la schiavitù è ancora legale. I suoi compagni di viaggio si rivelano degli impostori, ma soprattutto dei trafficanti di uomini: lo drogano e lo vendono a un locale mercante di schiavi, spacciandolo per uno schiavo fuggiasco. Solomon – trasferito nelle piantagioni del sud – sarà più volte picchiato brutalmente, torturato, costretto a sfiancanti condizioni di lavoro e venduto più volte; denutrito e sfiancato dalle malattie (sopravvivrà al vaiolo), cercherà di ogni modo di contattare i suoi conoscenti. Sarà solo dopo quasi 11 anni e nove mesi di prigionia che, con l’aiuto di un carpentiere abolizionista conosciuto nel 1852, Henry B. Northup (l’uomo che ha liberato a suo tempo il padre di Solomon, dandogli il proprio cognome) lo raggiungerà il 4 gennaio 1853 in una piantagione della Louisiana, liberandolo dalla schiavitù. Solomon Northup, su suggerimento degli amici, trascriverà le sue esperienze in un libro, “Twelve Years a Slave” (“12 anni schiavo“), che tornerà alla ribalta nel 2013 grazie al film omonimo diretto da Steve McQueen.

L’Old Tolbooth in High Street, la prigione di Edimburgo dentro cui era custodito Thomas Aikenhead negli ultimi giorni di vita (credit: Pubblico Dominio)

L’ATEISMO UCCIDE. Thomas Aikenhead è un giovane studente dell’Università di Edimburgo, nella fine del XVII secolo; ligio allo studio, si appassiona ad alcuni libri prestati da dei compagni di corso, che formano il suo punto di vista molto critico verso la religione, in particolare cristiana. Sarà processato per blasfemia nel 1696; la testimonianza di un suo compagno di corso, Mungo Craig, riporta in particolare che Aikenhead:

“ha ripetutamente affermato che la teologia è una raccolta di fandonie artefatte, peggiore della finzione dei poeti (…); ha chiamato il Nuovo Testamento ‘la storia dell’impostore chiamato Cristo’ (…); “ha affermato che Cristo ha imparato la magia in Egitto, definendolo quindi un illusionista, e che nel ritorno dall’Egitto in Giudea abbia raccolto un gruppo di pescatori ignoranti dalla fervida immaginazione, a seguito della quale ha potuto inscenare i suoi trucchi, passandoli per miracoli divini; (…) che le Sacre Scritture sono così piene di contraddizioni, che è ammirevole quando il mondo si così stupido da crederci da così tanto tempo”

Condannato a morte il giorno della vigilia di Natale dello stesso anno, verrà impiccato l’8 gennaio 1697; sarà l’ultima pena capitale per blasfemia comminata nel Regno Unito.

Una foto colta durante l’esecuzione dell’elefante Topsy; si notino i messaggi pubblicitari sul retro, forse la vera ragione del macabro spettacolo (credit: Pubblico Dominio)

UN ELEFANTE SULLA SEDIA ELETTRICA. Il 4 gennaio 1903, i proprietari senza scrupoli del Luna Park (quello vero!) di Coney Island condannano a morte il povero elefante Topsy: questo, (forse ingiustamente) accusato della morte di tre persone, viene abbattuto da una scarica elettrica di corrente alternata da 6.600 volt. Triste epilogo della guerra degli standard elettrici (in realtà già conclusa con la vittoria della stessa corrente alternata di Westinghouse, a scapito di quella continua inizialmente proposta da Edison), la scena viene ripresa da una telecamera dell’Edison Film Company; è stato lo stesso Edison a suggerire l’uso dell’elettricità per uccidere il povero elefante.

STORIA E TECNOLOGIA

La console dell’operatore di un calcolatore IBM 701 (credit: Dan/Flickr, CC BY 2.0)

DALLA TERRA… La notte del 7 gennaio 1610, Galileo Galilei sta osservando Giove grazie al telescopio rifrattore (da circa 20 ingrandimenti) da lui progettato e costruito, nota alcuni corpuscoli luminosi allineati nei pressi del pianeta; confrontandoli con quelli diversamente disposti che noterà nei giorni successivi, compirà per primo la scoperta di alcuni dei satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto, ribattezzati da lui “medicei” in onore della famiglia regnante a Firenze), sconfessando la teoria geocentrica (secondo la quale tutti i corpi celesti ruotano intorno alla terra). Il 7 gennaio 1954, IBM presenta a New York, in collaborazione con l’Università di Georgetown, un progetto per una “macchina traduttrice” che si dimostrerà in grado di tradurre una sessantina di frasi dal russo all’inglese; basato su un mainframe IBM 701, il sistema (a dire il vero piuttosto spartano) richiede la conversione su scheda perforata delle frasi da processare.

Una rappresentazione dell’aspetto di Spirit sul suolo marziano; il rover è alto un metro e mezzo, e largo 2,3 (credit: Pubblico Dominio)

…ALLA LUNA (E OLTRE). L’Unione sovietica lancia da Baikonur la sonda Luna 1 il 2 gennaio 1959, destinata a raggiungere l’orbita del nostro satellite il 4 gennaio 1959, fallendo la missione prevista di impattare sul suolo lunare; pur mancando gli obiettivi, colleziona numerosi primati, fra cui il primo oggetto umano a lasciare l’orbita terrestre, il primo ad avvicinarsi alla Luna, e il primo a conquistare un’orbita eliocentrica. Il 5 gennaio 1972, Richard Nixon avvia lo sviluppo del programma Space Shuttle, che tra l’aprile 1981 e il luglio 2011 collezionerà 133 lanci riusciti e 2 falliti (i noti incidenti mortali del Challenger e del Columbia). L’anno successivo, il 9 gennaio 1973, decolla la missione Luna 21; la peculiarità è il fatto che il rover lasciato sul suolo del satellite (Lunokhod 2) diverrà nel 1993 di proprietà dell’inglese Richard Garriott, noto sviluppatore di videogiochi. Il 7 gennaio 1985 i giapponesi sono i primi ad affiancarsi a Unione Sovietica e Stati Uniti nella corsa allo spazio profondo, col lancio della missione Sakigake (“pioniere”), destinata a compiere misurazioni della cometa di Halley. L’8 gennaio 1994, il cosmonauta russo Valeri Polyakov decolla da Baikonur con la missione Soyuz TM-18, diretto verso la stazione spaziale Mir; rientrerà sul pianeta terra nel marzo dell’anno successivo, accumulando, in una singola missione, più di 437 giorni nello spazio (record ancora imbattuto). Polykarov sarà secondo solo a Sergei Avdeyev nella permanenza cumulativa in orbita (678 giorni contro il record di 747, conquistato nel 1999). Il 4 gennaio 2004, il rover statunitense Spirit (partito il giugno precedente) raggiunge con successo la superficie di Marte; resterà operativo sino al marzo 2010, dopo aver percorso più di 7 chilometri e mezzo sul suolo del pianeta rosso.

In copertina, una raffigurazione artistica della bandiera italiana (credit: wisegie/Flickr, CC BY 2.0)

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