Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 19 al 25 dicembre

Il 20 dicembre 1917, nel pieno della guerra civile russa, un decreto siglato da Lenin in persona ordina la formazione della Cheka, “chrezvychaynaya komissiya” (“Comitato d’emergenza”) dei Soviet; sarà, fino alla fine della rivoluzione, la famigerata polizia politica del regime sovietico. Dall’altra parte della cortina, il 23 dicembre 1970, sull’isola di Manhattan, viene ultimata la torre Nord del World Trade Center, a suo tempo l’edificio più alto del pianeta; insieme alla torre gemella, sarà il fulcro di due serie di attentati terroristici (nel 1993 e nel 2001) e di numerose teorie del complotto. L’anno successivo, il 20 dicembre 1971, il medico francese Bernard Kouchner fonda, insieme ad alcuni giornalisti, l’organizzazione internazionale di assistenza sanitaria “Médecins Sans Frontières” (“Medici senza Frontiere”), premio Nobel per la pace nel 1999. Il 25 dicembre 1991, Michail Gorbačëv rassegna le dimissioni dal suo ruolo di segretario generale del Partito Comunista, un giorno prima della dissoluzione ufficiale dell’Unione Sovietica (già decisa dai capi di stato di Russia, Ucraina e Bielorussia due settimane prima).

La “Casa del Popolo” fatta costruire a Bucarest da Ceaușescu: occupa una superficie di 350.000 metri quadri, il secondo edificio sul pianeta per estensione; oggi è sede del parlamento rumeno (credit: George Groutas/Wikipedia, CC BY-SA 2.0)

Il 19 dicembre 1998 viene avviata dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America la procedura di impeachment contro il Presidente Bill Clinton, con l’accusa di ostruzione alla giustizia e falsa testimonianza; si concluderà con un’assoluzione, come la precedente a Andrew Johnson nel 1868, l’unica altra procedura di impeachment portata a termine nel paese (Nixon si è dimesso nel 1974 prima della conclusione del processo, così come ha fatto nel 1973 il suo vicepresidente Agnew). Il 25 dicembre 1989, prigionieri dei rivoluzionari, l’ex presidente rumeno Nicolae Ceaușescu e la moglie vengono sottoposti a un processo sommario e, lo stesso giorno, condannati a morte per fucilazione.

SPECIALE NATALE!

Carlo Magno, dipinto nel 1837 da Louis-Félix Amiel; si noti l’incredibile somiglianza con Christopher Lee. Un caso? (credit: Pubblico Dominio)

Il Chronographus (un calendario illustrato) di Furio Dionisio Filocalo, redatto nel 354 e di cui possediamo solo delle copie, sembra essere stato il primo documento ad attestare il 25 dicembre come ricorrenza della data di nascita di Gesù. Non mancano, in questo giorno, re e imperatori che hanno fatto della festività uno strumento politico: è famosissima l’incoronazione di Carlo Magno nella basilica di San Pietro, il 25 dicembre 800; fra le (numerose) altre, però, è particolarmente degna di nota quella di Guglielmo il Conquistatore il 25 dicembre 1066 a Westminster Abbey (al tempo cattolica). La vigilia di un Natale di molti secoli più tardi – il 24 dicembre 1818 – nella chiesa di San Nicola a Oberndorf, in Austria, viene eseguito per la prima volta “Stille Nacht, heilige Nacht“, conosciuta in Italia come “Astro del Ciel“, il canto natalizio scritto dal reverendo Joseph Mohr e composto dall’organista Franz Xaver Gruber. A tutti coloro che lo festeggiano: Buon Natale!

STORIE INCREDIBILI

L’illustrazione “Le traître: Dégradation d’Alfred Dreyfus” di Henri Meyer, in copertina al Petit Journal pubblicato il 13 gennaio 1895 (credit: Pubblico Dominio)

UN COMPLOTTO SIONISTA ANTIFRANCESE? Il 22 dicembre 1894, un ufficiale di artiglieria dell’esercito francese, Alfred Dreyfus, è in cella ad attendere novità sul suo destino: è sotto processo perché accusato nell’ottobre dello stesso anno di aver inviato informazioni riservate ai tedeschi. Dreyfus si professa innocente, mentre nel paese – data l’origine ebraica dell’ufficiale – le numerose frange antisemite diffondono voci di un “complotto giudaico” ai danni della Francia. Le prove raccolte – in particolare una lettera indirizzata ad un addetto militare tedesco – vengono analizzate da Alphonse Bertillon (il celebre criminologo a cui si deve, fra le altre innovazioni, l’adozione delle foto segnaletiche nelle forze di polizia): secondo la sua perizia calligrafica, Dreyfus è colpevole. I giudici lo condannano all’unanimità alla degradazione con infamia e ai lavori forzati a vita nella colonia penale dell’Isola del Diavolo (nella Guyana Francese). Nel gennaio successivo si terrà la cerimonia in cui gli verranno ufficialmente strappati i gradi e spezzata la sciabola; a febbraio sarà deportato per scontare la pena. Il caso (grazie alla dedizione della moglie e del fratello, e di un colonnello francese, Georges Picquart, che per questo sarà persino arrestato) sarà riaperto cinque anni più tardi, quando si scoprirà che i servizi segreti francesi hanno contraffatto le prove, e la perizia di Bertillon è basata su suoi personali assunti ascientifici; pur dimostrando l’estraneità ai fatti dell’imputato, nel clima nazionalista e antisemita del periodo, sarà comunque condannato a una pena più lieve (dieci anni di carcere). Dreyfus riceverà però la grazia del Presidente della Repubblica a dieci giorni dal secondo processo, e dopo altri 7 anni, nel 1906, sarà finalmente (e giustamente) riabilitato. Continueranno però le voci della sua colpevolezza da parte delle fazioni antisemite, anche dopo la sua morte tre decenni dopo, nel 1935, e sarà spesso citato (talvolta ancora oggi), insieme ai Protocolli dei Savi di Sion, come prova di un complotto sionista.

Il memoriale dell’incidente del volo 571, in cui si notano alcuni resti dell’aereo (credit: photo by BoomerKC/Wikipedia, Pubblico Dominio)

MORTE SULLE ANDE. È il 22 dicembre 1972, quando, nei pressi del confine tra Cile e Argentina, due elicotteri raggiungono dei sopravvissuti a un incidente aereo avvenuto 72 giorni prima. Il ritrovamento è stato possibile solo grazie alle indicazioni di Nando Parrado e Roberto Canessa, due membri del gruppo di superstiti, che, come gesto disperato, hanno lasciato il campo e camminato in cerca di aiuto per quasi 30 chilometri nello spietato clima di alta montagna, incontrando un mulattiere (Sergio Catalán) il 20 dicembre 1972. Il team di soccorso trova sul posto 14 persone, ormai in fin di vita: il recupero di cibo, a 3.600 metri di quota sulle cime innevate delle Ande, è un’impresa impossibile. L’unica fonte certa di sostentamento sono i corpi stessi delle vittime dell’incidente: finite le poche scorte presenti sul relitto dell’aereo, i sopravvissuti all’impatto – nonostante le enormi remore iniziali – non hanno avuto altra scelta tra il cannibalismo e la morte per inedia. Delle 45 persone a bordo del volo 571 dell’Uruguayan Air Force, 12 sono morte a seguito dell’impatto, altre sei nei giorni successivi per le ferite riportate; 11 ulteriori soccomberanno nel corso delle settimane a causa dell’ambiente ostile, privi di equipaggiamento da montagna, rifornimenti alimentari e medici, o indumenti adeguati. La notizia dell’esistenza di sopravvissuti a così tanti giorni dall’incidente aereo rimbalzerà fra le agenzie stampa del pianeta; oggi l’evento è ricordato da libri, documentari, film e persino brani musicali.

Alcuni soldati britannici (ussari del Northumberland) e tedeschi nel corso di uno dei numerosi “cessate il fuoco” arbitrari durante le festività del Natale 1914 (credit: Pubblico Dominio)

LE TREGUE DI NATALE. La Grande Guerra è iniziata da quasi cinque mesi, e sul fronte occidentale è già degradata nella spietata lotta per la sopravvivenza nelle trincee. Già da qualche settimana, non sono infrequenti piccole tregue, in particolare per permettere il recupero dei caduti al fronte, ma talvolta con incontri fraterni e scambi di derrate, quotidiani e sigarette. L’arrivo del Natale coglie impreparati i soldati di entrambi gli schieramenti, e il 25 dicembre 1914 le tregue si diffondono più o meno lungo tutto il fronte occidentale: addobbi natalizi, canti di natale e scambi di doni contrastano enormemente con l’immagine del feroce e spietato conflitto mondiale. Nonostante il tentativo di censurare la notizia, soprattutto da parte tedesca e francese, il primo a rompere il silenzio stampa sarà il New York Times, che a capodanno annuncerà le avvenute tregue fra le trincee, seguito poi, nelle settimane successive, da altri quotidiani, fra cui il Mirror e lo Sketch, che pubblicheranno anche delle fotografie. Poiché la fraternizzazione è una minaccia all’efficienza militare, entrambi i fronti organizzeranno contromisure (durissime azioni disciplinari, ma anche organizzazione di assalti diretti e fuochi di sbarramento) per evitare la diffusione di queste tregue, e già il Natale successivo questi eventi saranno estremamente sporadici, fino a divenire quasi assenti verso la fine del conflitto.

STORIA E TECNOLOGIA

Un esemplare imbalsamato di Latimeria menadoensis, una seconda specie di Celacanto scoperta l’8 settembre 1997 in Indonesia; differisce dal Latimeria chalumnae in particolare per la colorazione bruna, e non blu (credit: Daiju Azuma/Wikipedia, CC BY-SA 2.5)

FOSSILI E TRAPIANTI. Marjorie Courtenay-Latimer, la curatrice di un piccolo museo portuale di East London, in Sud Africa, il 23 dicembre 1938 raggiunge degli amici pescatori – da cui ha spesso raccolto cimeli per la propria esposizione – per i consueti auguri natalizi; è così che, notando una particolarissima pinna blu fra il pescato della notte, si trova di fronte a un pesce a lei sconosciuto: scoprirà da un professore dell’Università di Rhodes che si tratta di un Celacanto, creduto estinto da 65 milioni di anni. Superata la Seconda Guerra Mondiale e il primato nucleare statunitense, il 25 dicembre 1946 viene avviata a Mosca la prima reazione nucleare a catena sul continente europeo, con un reattore sovietico F-1. Cinque anni più tardi, il 20 dicembre 1951, la centrale nucleare sperimentale EBR-1 (costruita nel deserto nei pressi di Arco, nell’Idaho) è la prima al mondo a produrre energia elettrica; sarà utilizzata per alimentare… 4 lampadine da 200W (arriverà tuttavia negli anni successivi a erogare fino a 200kW di potenza elettrica). Il 23 dicembre 1954, J. Hartwell Harrison e Joseph Murray, due chirurghi del Peter Bent Brigham Hospital a Boston, nel Massachussetts, eseguono l’espianto di un rene di Ronald Herrick – la prima operazione non terapeutica su una persona – e il trapianto sul gemello Richard Herrick, gravemente nefritico; il paziente, grazie all’assenza di reazioni immunitarie per la perfetta compatibilità del donatore, sopravvivrà 8 anni e Murray vincerà il Nobel per la medicina nel 1990. Il 21 dicembre 1967, invece, muore Luis Washkansky, il primo paziente sottoposto a un trapianto di cuore umano – un intervento eseguito dal chirurgo sudafricano Christiaan Barnard 18 giorni prima.

Un’immagine (rielaborata) della superficie di Titano, basata sulle fotografie inviate dalla sonda Huygens (credit: Pubblico Dominio; post-processing di Andrey Pivovarov)

PRIMATI SPAZIALI. Il 21 dicembre 1968, in Florida, decolla dal Kennedy Space Center (il vero nome del centro NASA di Cape Canaveral) la missione Apollo 8, con a bordo Frank Borman, Jim Lovell e William Anders; i tre saranno i primi ad orbitare intorno alla luna (il 24 dicembre 1968), scattando numerose foto della “faccia nascosta” del nostro satellite e il giorno di Natale, il 25 dicembre 1968, si sganceranno dall’orbita per dirigersi a casa, verso il pianeta terra. Sempre a Natale, il 25 dicembre 2004, l’orbiter Cassini, raggiunto Saturno, sgancia la sonda Huygens; questa atterrerà 22 giorni dopo sul satellite Titano, inviando le prime immagini della sua superficie. Il 19 dicembre 2013, l’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) lancia dal centro spaziale a Kourou, nella Guyana Francese, un lanciatore Soyuz con a bordo Gaia, un sistema che, attraverso l’analisi dei dati da parte dell’Osservatorio Astronomico di Torino, cataloga in tre dimensioni le stelle della Via Lattea e può identificare anche oggetti del nostro sistema, pianeti extrasolari prossimi e quasar. Il 22 dicembre 2015 all’1:29 (secondo l’ora di Greenwich, o le 20:29 del giorno precedente a Cape Canaveral), infine, il vettore Falcon 9 decolla verso l’orbita terrestre; sarà il primo lanciatore a rientrare a terra automaticamente, eseguendo un atterraggio verticale al rientro.

In copertina: un’interpolazione digitale che rappresenta, attraverso i dati di ESA/Gaia, una mappatura della Via Lattea in base alla densità delle stelle (credit: elaborazione di Edmund Serpell, ESA/Gaia-CC BY-SA 3.0 IGO)

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