Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 12 al 18 dicembre

Cominciamo come di consueto con le ricorrenze storiche: il 13 dicembre 1294, Celestino V, al secolo Pierangelo Angelerio e incoronato papa alla fine del mese di agosto, rinuncia al trono pontificio; morirà due anni dopo, prigioniero del suo famigerato successore Bonifacio VIII. Poco più di un secolo più tardi, il 12 dicembre 1408, nasce la Societas Draconistarum, l’Ordine del Dragone, l’organizzazione militare voluta da Sigismondo di Lussemburgo (futuro imperatore del Sacro Romano Impero) per fermare l’avanzata ottomana; nell’ordine cavalleresco entreranno anche Vlad Dracul II e suo figlio Vlad Dracul III, più noto anche come Vlad l’Impalatore. Il 16 dicembre 1653, Oliver Cromwell diviene Lord Protettore della Repubblica d’Inghilterra, trasformando di fatto la neonata democrazia in una dittatura; il suo dominio, passato al figlio Richard nel 1658, si concluderà l’anno successivo, restaurando la dinastia monarchica degli Stuart. Il 16 dicembre 1773, i membri della società segreta Sons of Liberty (“Figli della Libertà”) organizzano un atto di protesta nel porto di Boston, scagliando in mare centinaia di casse di tè di proprietà della Compagnia delle Indie Orientali, favorita nel commercio da un decreto britannico (il Tea Act) rispetto ai coloni locali; l’evento, chiamato “Boston Tea Party”, diverrà il simbolo dell’inizio della Guerra d’Indipendenza Americana.

La Piedra del Sol, conservata al Museo Nazionale di Storia e Antropologia di Mexico City (credit: Anagoria/Wikipedia, CC BY 3.0)

La Piedra del Sol, conservata al Museo Nazionale di Storia e Antropologia di Mexico City (credit: Anagoria/Wikipedia, CC BY 3.0)

Diciassette anni dopo, il 17 dicembre 1790, nel corso delle opere di restauro della cattedrale di Mexico City, viene (ri)scoperto un enorme disco di basalto – 25 tonnellate distribuite su un diametro di 3,60 metri e quasi un metro di spessore – finemente scolpito; spesso erroneamente chiamato “Calendario Azteco”, è oggi conosciuto come la “Piedra del Sol” (la “Pietra del Sole”) una delle opere più celebri dell’antico popolo centroamericano. Parlando di opere, non si può non ricordare la prima cinematografica di Via Col Vento, avvenuta il 15 dicembre 1939 ad Atlanta (nella Georgia statunitense); il lungometraggio con Clark Gable e Vivien Leigh è ancora oggi record di incassi nella storia del cinema, se si considera l’inflazione (corrispondendo quindi a 3,3 miliardi di dollari di oggi).

STORIE INCREDIBILI

La città di Marra, in Siria, come appariva nel 2009; oggi è stata duramente colpita dalla guerra civile in corso nel paese (credit: Bertramz/Wikipedia, CC BY 3.0)

La città di Marra, in Siria, come appariva nel 2009; oggi è stata duramente colpita dalla guerra civile in corso nel paese (credit: Bertramz/Wikipedia, CC BY 3.0)

NEL SEGNO DELLA CROCE… Ci troviamo nel bel mezzo della prima crociata; la città di Marra (oggi in Siria), poco strategica ma lungo la strada per Gerusalemme, è sotto assedio cristiano dalla fine di novembre del 1098. La seconda settimana di dicembre, già reduce da un attacco fallito a luglio e stremata dallo sforzo bellico, la città cede agli attaccanti, che varcano le mura attraverso una torre d’assedio. Le truppe di Boemondo di Taranto (affiancate da quelle di Raimondo IV di Tolosa) negoziano con gli abitanti sopravvissuti che, se si arrenderanno, gli verrà risparmiata la vita. Conquistato il consenso musulmano il giorno successivo, 12 dicembre 1098, i crociati trucidano la popolazione della città, arrivando anche a sventrare i cadaveri in cerca di piccoli preziosi eventualmente ingoiati nel tentativo di nasconderli. Insediate nella città devastata per svernare, le truppe cristiane fanno affidamento su scarse riserve di cibo; quando questo comincia a scarseggiare – racconta Radulfo di Caen, storico al seguito dei crociati, nell’opera Gesta Tancredi (cap. XCVII) – arrivano a nutrirsi dei cadaveri degli sconfitti:

Pudet referre quod audierim, quodque didicerim ab ipsis pudoris auctoribus. Audivi namque qui dicerint cibi se coactos inopia, ad humanae carnis edulium transisse, adultos gentilium cacabo immersisse, pueros infixisse verubus, et vorasse adustos: vorando aemulati sunt feras, torrendo homines, sed caninos” (“Mi vergogno di raccontare ciò che ho sentito e appreso dagli stessi artefici. Mi hanno raccontato che sono stati costretti dalla fame a cibarsi di carne umana, a bollire in pentola gli adulti, a infilzare bambini sugli spiedi per mangiarli arrostiti: si comportarono come bestie selvagge, mangiando uomini e persino cani”).

Allen Hynek, a sinistra, insieme al collega Jacques Vallée, informatico, imprenditore e ufologo francese (credit: Pubblico Dominio)

Allen Hynek, a sinistra, insieme al collega Jacques Vallée, informatico, imprenditore e ufologo francese (credit: Pubblico Dominio)

IL MISTERO UFO. Gli UFO sono una minaccia per la nazione? è quello che si è chiesto l’aeronautica militare statunitense, quando, nel 1952, ha attivato un progetto di controllo sugli oggetti volanti non identificati (anticipato da altri due progetti analoghi, Sign, del 1948, e Grudge, del 1949); dopo 17 anni di lavoro, il 17 dicembre 1969 è annunciata la conclusione del Project Blue Book, la più imponente analisi sugli UFO condotta dal governo degli Stati Uniti. Al momento della chiusura, il progetto ha raccolto i dati di 12.168 avvistamenti, 701 dei quali irrisolti (e molti altri dalla spiegazione non completamente conclusiva); i risultati dello studio dell’Università del Colorado (diretto dal fisico Edward Condon e basato sui dati del Blue Book), pubblicato l’anno precedente, saranno utilizzati dall’US Air Force per sostenere che nessun caso è prova di minaccia alla sicurezza nazionale statunitense, o prova di esistenza di tecnologie sconosciute o astronavi aliene. Le conclusioni dell’aeronautica militare USA – oltre che dalla comunità ufologica – saranno molto contestate anche dall’interno del Project Blue Book: Josef Allen Hynek, professore di astronomia e consulente scientifico degli studi militari sugli UFO già ai tempi di Sign e Grudge, accuserà di superficialità e presunzione molti dei responsabili del progetto, che hanno reso di fatto vano molto del lavoro svolto negli anni. C’è da dire che, ancora oggi – a distanza di mezzo secolo dalla chiusura del progetto – non esistono prove che confutino irrevocabilmente le conclusioni proposte a suo tempo dall’US Air Force.

La tomba dei 47 ronin a Tokyo, presso il tempio Sengaku-ji (credit: Stéfan Le Dû/Wikipedia, CC BY-SA 2.5)

La tomba dei 47 ronin a Tokyo, presso il tempio Sengaku-ji (credit: Stéfan Le Dû/Wikipedia, CC BY-SA 2.5)

SEPPUKU COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI. La complessa etichetta nel Giappone feudale è così articolata e complessa che Asano Naganori e Kamei Sama, due daimyo (vassalli) nel 1701 si rivolgono a Kira Yoshinaka, un alto ufficiale dello shogun, per apprenderne le arti. Per un banale screzio legato al non apprezzamento di un dono, Yoshinaka maltratta così tanto Asano Naganori (non Kamei Sama, i cui consiglieri hanno pagato una tangente al maestro per quietare gli animi) che quest’ultimo, inferocito, estrae un pugnale e ferisce lievemente l’alto ufficiale al volto. Arrestato, gli viene imposto di compiere il nobile gesto del seppuku, il suicidio rituale composto dal taglio della propria pancia (chiamato anche volgarmente “hara-kiri”, appunto “taglio del ventre”), spesso prima di essere decapitato da un assistente fidato (detto “kaishakunin”), per non mostrare le smorfie causate dai dolori atroci. Al suicidio di Asano, un gruppo formato da 47 dei suoi numerosi seguaci (e, nel Giappone feudale, essere seguaci di un signore richiede l’estrema e rigidissima fedeltà del codice militare del Bushido) giura di compiere la vendetta contro Kira Yoshinaka. Come parte della condanna ad Asano, tutti i suoi sottoposti sono diventati “ronin”, samurai decaduti, e sono pronti a tutto per difendere l’onore del proprio signore suicida. Per quasi due anni, capitanati da un certo Oishi Yoshio, confondono ed evitano le spie dell’alto ufficiale dello shogun, per poi ritrovarsi tutti insieme la fredda mattina del 14 dicembre 1703 alle porte della residenza di Kira Yoshinaka: la assaltano, uccidendo la maggior parte delle guardie e risparmiando donne e bambini, e raggiungono il nemico. Oishi Yoshio pretende che l’alto ufficiale compia il seppuku; al suo netto rifiuto, lo decapita. Il folto gruppo raggiunge quindi la tomba del loro signore, sulla quale pone la testa di Yoshinaka, e si costituisce alle autorità dello shogun. A tutti i partecipanti dell’assalto sarà a loro volta imposto il seppuku, a eccezione del giovane figlio di Yoshio, che sarà perdonato; i loro corpi saranno infine deposti a fianco del loro signore. La vicenda dei 47 ronin è oggi leggendaria nel Sol Levante, un mondo spesso difficile da comprendere secondo i canoni occidentali.

STORIA E TECNOLOGIA

La spedizione di Roald Amundsen osserva la bandiera norvegiese appena piantata sul Polo Sud (credit: Pubblico Dominio)

La spedizione di Roald Amundsen osserva la bandiera norvegiese appena piantata sul Polo Sud (credit: Pubblico Dominio)

DALLA RADIO ALLA FISSIONE NUCLEARE. Il 12 dicembre 1901, Guglielmo Marconi – per l’occasione trasferitosi in Canada, a St. John’s (nel Newfoundland), organizza una prova di ricezione del primo segnale radio attraverso l’Atlantico (una semplice “S”, ovvero tre brevi “click” in morse, inviata dalla stazione radio di Poldhu, in Cornovaglia); nonostante la successiva dichiarazione di successo, viene rapidamente (e forse correttamente) contestato come falso positivo. Il celebre inventore riproverà l’anno successivo un test più corposo, riuscendo a rilevare il segnale, in circostanze migliori di quelle precedenti, a una distanza di non molto inferiore ai 3.500 chilometri che dividono St. John’s da Poldhu. Il 14 dicembre 1903, i fratelli Wright compiono in Carolina del Nord il primo tentativo di volo con il loro “Flyer” a motore; ci riusciranno solo tre giorni più tardi, alle 10:35 del 17 dicembre 1903, giorno in cui ha inizio l’era dell’aviazione. Roald Amundsen con la sua squadra conquista invece il Polo Sud il 14 dicembre 1911, battendo sul tempo Robert Scott e, al contrario di quest’ultimo, sopravvivendo all’impresa. Il 17 dicembre 1938, infine, il chimico tedesco Otto Hahn completa l’esperimento che porterà alla scoperta della fissione di atomi nucleari pesanti, a seguito della quale vincerà il Nobel per la Chimica nel 1944; non potrà ritirarlo fino al 1946, tuttavia, perché divenuto nel frattempo prigioniero di guerra in Gran Bretagna.

La sonda Gemini 7 vista dalla Gemini 6A, in primo piano (credit: Pubblico Dominio)

La sonda Gemini 7 vista dalla Gemini 6A, in primo piano (credit: Pubblico Dominio)

FRA SATELLITI STATUNITENSI E NORDCOREANI. In risposta all’eccezionale primato sovietico dello Sputnik, il 18 dicembre 1958 il progetto statunitense SCORE conquista l’orbita terrestre: ricevendo e trasmettendo a onde corte una registrazione degli auguri di Natale da parte di Eisenhower, Presidente degli Stati Uniti, diviene il primo satellite di telecomunicazioni al mondo. 7 anni più tardi, il 15 dicembre 1965, Gemini 6A (pilotato da Walter Schirra e Thomas Stafford) e Gemini 7 (con a bordo Frank F. Borman e James Lovell) si avvicinano in orbita fino a 30 centimetri di distanza; è il primo rendezvous avvenuto nello spazio, e il primo passo per interconnettere due velivoli in orbita (primato conquistato da Neil Armstrong su Gemini 8 nel marzo successivo). L’unione sovietica conquista invece un nuovo primato il 15 dicembre 1970, quando, con la missione Venera 7 – destinata a Venere – compie il primo atterraggio “morbido” extraterrestre (si fa per dire: un malfunzionamento farà scendere la sonda a 60 kilometri all’ora, danneggiando una parte rilevante della strumentazione). Il 12 dicembre 2012, dopo tre clamorosi fallimenti (e una corposa propaganda interna per promuoverne invece il successo), la Corea del Nord conquista l’orbita terrestre col satellite Kwangmyŏngsŏng-3 ho 2-hogi (“Stella Luminosa 3 unità 2”); l’intero programma spaziale del paese è in violazione degli accordi con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, perché utilizza le stesse tecnologie per la propulsione di vettori a scopo bellico.

In copertina: l’attacco dei 47 ronin alla residenza di Kira Yoshinaka, dipinto da Katsushika Hokusai tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo (credit: Pubblico Dominio)

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