Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 5 al 11 dicembre

Cominciamo subito dalle ricorrenze storiche nella settimana: Marco Tullio Cicerone pronuncia, il 5 dicembre del 63 a.C., l’ultima delle quattro orazioni che diverranno celebri come “Catilinarie”, poiché nate con l’intento di denunciare la congiura contro il governo Romano ordita da Lucio Sergio Catilina. Quasi esattamente vent’anni dopo, il 7 dicembre del 43 a.C., Cicerone – inserito, dopo aver pronunciato le celebri “Filippiche”, nelle liste di proscrizione di Marco Antonio – verrà assassinato dai sicari di quest’ultimo, assetato di vendetta dopo la congiura contro Giulio Cesare. Il 10 dicembre 1520, a Wittenberg, Martin Lutero appicca pubblicamente il fuoco alla bolla papale a lui destinata – Exsurge Domine, emessa da Leone X – nella quale gli viene richiesto (proprio entro quel giorno) di ritrattare molte delle sue tesi, poiché in contrasto con la dottrina cattolica. Sempre restando nell’ambito religioso, l’8 dicembre 1854, Pio IX proclama – con la sua costituzione apostolica “Ineffabilis Deus” – la natura dogmatica della “Immacolata concezione”, secondo cui la Vergine Maria è stata concepita priva del peccato originale. Il 7 dicembre 1941 la marina imperiale giapponese, senza alcuna dichiarazione di guerra, sorprende la flotta statunitense del Pacifico nella base di Pearl Harbor, uccidendo quasi 2.500 persone; alla fine dell’attacco, gli americani avranno perso 8 navi, altre 10 saranno danneggiate, e 343 aerei distrutti o danneggiati. Sulle ceneri del conflitto mondiale e sull’ormai ben avviata ricostruzione, l’8 dicembre 1955 viene definitivamente approvata la bandiera europea (blu, con 12 stelle in cerchio), voluta dal Consiglio d’Europa, composto al tempo da 14 paesi (più la Saar), fra cui l’Italia, e oggi divenuti 47.

L'ingresso del Dakota, dove John Lennon fu raggiunto dai proiettili (credit: FinBjo/Wikipedia, CC BY 2.5)

L’ingresso del Dakota, dove John Lennon fu raggiunto dai proiettili (credit: FinBjo/Wikipedia, CC BY 2.5)

Venticinque anni dopo, alle 22:52 del 8 dicembre 1980, John Lennon sta per rientrare nella sua casa di New York quando, davanti all’ingresso del palazzo – il Dakota, all’angolo della 72ma strada con Central Park West – viene raggiunto alla schiena da 4 di 5 proiettili sparati da Mark David Chapman, uno squilibrato (forse) in cerca di notorietà; Lennon sarà dichiarato morto già 15 minuti più tardi, lasciando un vuoto nella scena musicale del pianeta. L’11 dicembre 1997, nel corso di una conferenza collegata alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, viene ratificato il Protocollo di Kyoto, a cui, nel corso degli anni, aderiranno un totale di 192 stati; i principali responsabili mondiali delle emissioni di biossido di carbonio, gli Stati Uniti, non risultano più fra i firmatari, avendo revocato la propria adesione con l’amministrazione di George W. Bush.

STORIE INCREDIBILI

La colonna di Nelson, oscurata dalla nebbia che già si sta addensando nei primissimi giorni del dicembre 1952 (credit: N.T. Stobbs, CC BY-SA 2.0)

La colonna di Nelson, oscurata dalla nebbia che già si sta addensando nei primissimi giorni del dicembre 1952 (credit: N.T. Stobbs, CC BY-SA 2.0)

LA NEBBIA ASSASSINA. Londra, venerdì 5 dicembre 1952: nel freddo del tardo autunno londinese, una fitta nebbia cala sulla capitale britannica. Scura, polverosa e penetrante, rende l’aria irrespirabile e la visibilità ridotta, compromettendo l’operatività dei trasporti pubblici e le linee aeree. Alle autorità arrivano da Smithfield segnalazioni di capi di bestiame soffocati dall’inquietante coltre; col passare del tempo, inoltre, questa si fa ancora più spessa, al punto che, nei giorni successivi, nemmeno a piedi è possibile muoversi fra le strade della città. Sull’Isola dei Cani, nell’East End, è così fitta da non permettere di vedere i propri piedi. Il vento riesce a diradare la nebbia solo il martedì successivo, il 9 dicembre 1952; le conseguenze dell’evento saranno gravissime, con oltre 4.000 persone (alcuni stimano oltre 12.000) decedute nell’arco di qualche mese a causa dei problemi respiratori causati dalla nebbia. L’utilizzo sconsiderato del carbone (anche per il riscaldamento domestico) e, in generale, l’inquinamento della città hanno alimentato lo smog che, compresso da un anticiclone sulla zona, ha trattenuto a bassissima quota le polveri in sospensione, sulle quali si è condensata l’umidità – si è formato così il “Great Smog“. Un evento alla fine non molto misterioso, nonostante le apparenze, ma certamente letale, al punto da costringere il governo a varare delle leggi per il controllo dell’inquinamento nel 1956 (poi irrigidite nel 1968).

Una ricostruzione in computergrafica della Squadriglia 19 in volo (credit: Anynobody/Wikipedia, GFDL)

Una ricostruzione in computergrafica della Squadriglia 19 in volo (credit: Anynobody/Wikipedia, GFDL)

IL TRIANGOLO MALEDETTO. La squadriglia 19, composta da 5 aerosiluranti monomotore Grumman TBM Avenger della US Navy, destinati all’addestramento di allievi pilota, sta eseguendo un’esercitazione nei pressi delle Bahamas. Partita nel primissimo pomeriggio del 5 dicembre 1945 dalla base aerea di Fort Lauderdale, in Florida, la formazione è supervisionata dal Luogotenente Charles Carroll Taylor, un istruttore con alle spalle numerose ore di volo. La prima parte della missione – un test sullo sgancio delle bombe a Sud della Grand Bahama – viene effettuata intorno alle 15:00, e i piloti si preparano alla seconda, che include una virata a Nord per sorvolare l’isola, per poi completare il triangolo tornando alla base. Il tempo atmosferico, originariamente favorevole, è peggiorato sensibilmente, con pioggia e forte vento; dalla base diviene rapidamente evidente che la squadriglia è in difficoltà. Gli aerei e le navi della zona entrano in contatto con i velivoli della squadriglia, e, durante una di queste comunicazioni, lo stesso Taylor dichiara di avere le bussole fuori uso e di supporre di essere alle Florida Keys, ovvero ben fuori dalla propria rotta. Alle 18:20, viene ricevuto a terra un messaggio di Taylor: “Tutti gli aerei si stringano in formazione. Dovremo ammarare, a meno di raggiungere la terraferma; quando il primo aereo va sotto i 10 galloni di carburante, scendiamo assieme“. è l’ultima comunicazione ricevuta; della squadriglia 19 non resterà traccia. Meno di due ore dopo, uno degli aerei inviati per recuperare la squadriglia esplode in volo per un’avaria, alimentando il mistero: la vicenda diventerà infatti una delle più celebri del famigerato “Triangolo delle Bermude“, una vasta area dell’oceano Atlantico in cui si crede siano scomparsi inspiegabilmente numerosi aerei e navi. Le cause dell’incidente sono quasi certamente da ascrivere a errori nella supervisione da parte di Taylor, che ha frainteso la propria posizione e ha probabilmente condotto la formazione ad una drammatica fine. Larry Kusche, aviatore e scrittore statunitense, autore nel 1980 di un libro sulla vicenda, ha scoperto che, nonostante la lunga esperienza di volo e le missioni di guerra, Taylor ha avuto alle spalle incidenti e ammaraggi causati da scarsa professionalità e preparazione: una spiegazione ben distante dall’immaginario del misterioso triangolo maledetto.

Il modello dell'UFO di Kecksburg, dalla strana forma "a ghianda", riprodotto per la trasmissione Unsolved Mysteries e oggi esposto nei pressi della stazione dei pompieri della cittadina (credit: Navy2004/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Il modello dell’UFO di Kecksburg, dalla strana forma “a ghianda”, riprodotto per la trasmissione Unsolved Mysteries e oggi esposto nei pressi della stazione dei pompieri della cittadina (credit: Navy2004/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

LA GHIANDA VOLANTE NON IDENTIFICATA. Nel pomeriggio del 9 dicembre 1965, numerosi testimoni di Michigan, Pennsylvania, Ohio e stati limitrofi riportano l’avvistamento di un oggetto, molto luminoso e somigliante a un bolide. Quasi contestualmente, alcuni testimoni a Kecksburg, in Pennsylvania, dichiarano di aver visto cadere un oggetto molto luminoso in un bosco della zona. Due bambini, in particolare, avvisano la madre, che scorge una spirale di fumo blu fra gli alberi; allarmata, avverte le forze dell’ordine e i pompieri. Come riporterà una testata locale, il Greensburg Tribune-Review, “Un oggetto non identificato è caduto nei pressi di Kecksburg (…) l’esercito cordona la zona“; i militari, tuttavia, dichiareranno di non aver trovato nulla. Solo molti anni dopo, nel 1990, agli operatori della trasmissione televisiva “Unsolved Mysteries” (“Misteri Irrisolti”, al tempo trasmessa da NBC) qualche testimone racconteranno che, prima dell’arrivo dei soldati, ha trovato sul posto una struttura a forma di ghianda e grande quanto un’automobile, dotata, alla base, di una fascia coperta di simboli simili a geroglifici. Il programma TV romanzerà sulla questione, che resta tuttavia ancora irrisolta; fra le ipotesi proposte, c’è chi sostiene che potrebbe trattarsi della caduta di un satellite sovietico. Il Kosmos 96, partito quello stesso giorno da Baikonur, ha infatti subìto un incidente al raggiungimento dell’orbita, trovandosi costretto a un rientro imprevisto in atmosfera. La NASA stessa, tuttavia, riporta che il satellite sovietico è rientrato qualche ora prima dei fatti di Kecksburg e che l’oggetto misterioso visto nel cielo potrebbe trattarsi più semplicemente di un bolide. Scettici e complottisti sono divisi fra le possibili spiegazioni, ma non esistono ancora oggi sufficienti evidenze per stabilire la reale natura dell’avvenimento.

STORIA E TECNOLOGIA

Il primo prototipo di "mouse" per computer, ideato da Douglas Engelbart (credit: SRI International, CC BY-SA 3.0)

Il primo prototipo di “mouse” per computer, ideato da Douglas Engelbart (credit: SRI International, CC BY-SA 3.0)

DALLA TERRA… Al tempo un’opera rivoluzionaria e ancora oggi una colonna portante della divulgazione, l’Encyclopædia Britannica nasce il 6 dicembre 1768, per opera del libraio Colin Macfarquhar e dell’incisore Andrew Bell, entrambi scozzesi. Di tutt’altra rivoluzione si parla duecento anni dopo, il 9 dicembre 1968, quando Douglas Engelbart, ingegnere presso lo Stanford Research Institute, presenta a San Francisco un sistema informatico dimostrativo che integra alcune nuove tecnologie sviluppate dall’Augmentation Research Center, il dipartimento da lui fondato e diretto; fra gli altri, vengono svelati per la prima volta al mondo il mouse, l’ipertesto e la grafica bitmap, e l’evento è così importante per la storia dell’informatica da essere ricordato come “la madre di tutte le dimostrazioni” (“the Mother of All Demos”). Undici anni più tardi, il 9 dicembre 1979, si conclude definitivamente la minaccia del vaiolo, l’unica malattia umana eradicata dal pianeta.

La foto del Mars Global Surveyor che mostra i canali che si crede possano essere stati creati dallo scorrere dell'acqua. L'area della foto copre circa 1.500 metri quadrati di superficie del pianeta (credit: Pubblico Dominio)

La foto del Mars Global Surveyor che mostra i canali che si crede possano essere stati creati dallo scorrere dell’acqua. L’area della foto copre circa 1.500 metri quadrati di superficie del pianeta (credit: Pubblico Dominio)

…ALLA LUNA. È nello spazio, però, che si concentrano la maggior parte delle ricorrenze: il 6 dicembre 1957, con l’esplosione del vettore Vanguard su una piattaforma di lancio a Cape Canaveral, fallisce il primo tentativo statunitense di portare un satellite in orbita; ci riusciranno però meno di due mesi dopo con la missione Explorer 1. Il 7 dicembre 1972 Apollo 17 lascia il suolo terrestre e si dirige con il suo equipaggio verso la luna; Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans (quest’ultimo rimasto in orbita sul command module) saranno gli ultimi esseri umani ad essere coinvolti in una missione sul nostro satellite. Il 6 dicembre 2006, la NASA rilascia le immagini raccolte dal Mars Global Surveyor, nelle quali si vedono delle formazioni che potrebbero essere state create dallo scorrere dell’acqua, nonostante l’atmosfera rarefatta e le temperature glaciali. L’8 dicembre 2010, SpaceX diviene la prima società privata a raggiungere l’orbita terrestre e ritornare sul pianeta, utilizzando il vettore Falcon 9 e la capsula (disabitata) Dragon. Nello spazio, sempre l’8 dicembre 2010, la sonda giapponese IKAROS (“Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation Of the Sun”, ovvero “aquilone interplanetario accelerato dalla radiazione solare”) completa la sua missione principale sorpassando Venere a una distanza circa 80.000 kilometri dal pianeta: è la prima astronave propulsa da una vela solare a raggiungere un altro pianeta. Il 5 dicembre 2014, infine, viene completato con successo il primo test di volo della capsula Orion, partita da Cape Canaveral; il veicolo spaziale, che avrà un equipaggio di 4 astronauti, sarà destinato alle future missioni spaziali NASA.

(in copertina: John Lennon e Yoko Ono, fotografati da Jack Mitchell nell’anno della morte dell’artista – credit: Jack Mitchell, CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0)

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