Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 28 novembre al 4 dicembre

logo_ricorrenze_2016-11-28

Torna l’appuntamento settimanale di Storia e Scetticismo, partendo come di consueto dai principali anniversari storici: il 30 novembre 1786, il celebre saggio “Dei Delitti e Delle Pene” (1764) di Cesare Beccaria (nonno di Alessandro Manzoni) ispira il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, a firmare la riforma che pone fine alla pena di morte: sarà il primo stato moderno a farlo, e nella data ricorre “Cities for Life”, la giornata dedicata all’abolizione internazionale della pena di morte. Il 2 dicembre 1804, nella Cattedrale di Notre-Dame de Paris, Napoleone Bonaparte – acclamato da un plebiscito nazionale – si incorona imperatore, prendendo il copricapo aureo dalle mani di papa Pio VII; la cerimonia, un (bel) po’ fuori dalla tradizione, simboleggia la rappresentazione del volere del popolo, e non una mera consacrazione religiosa. Giusto 365 giorni più tardi, il 2 dicembre 1805, Napoleone è sul campo di Austerlitz (allora città dell’Impero Austriaco, oggi in Repubblica Ceca), dove le truppe ai suoi ordini annientano le forze alleate di Austria e Russia; la vittoria sarà così schiacciante (è considerato il più grande successo dell’Imperatore francese) che gli sconfitti capitoleranno in due giorni e firmeranno il trattato di pace in meno di un mese. E l’impero russo, con l’esplosione della guerra civile, capitolerà nuovamente il 2 dicembre 1917 contro gli Imperi Centrali (di cui fa parte il divenuto impero Austro-Ungarico), dopo aver subito nel conflitto 3 milioni di vittime.

Il serbatoio di isocianato di metile coinvolto nel disastro di Bhopal si trova oggi ancora dove è stato abbandonato dopo l'incidente (credit: Julian Nitzsche, CC BY-SA 3.0)

Il serbatoio di isocianato di metile coinvolto nel disastro di Bhopal si trova oggi ancora dove è stato abbandonato dopo l’incidente (credit: Julian Nitzsche, CC BY-SA 3.0)

Il 3 dicembre 1984, a Bhopal (India), durante un’operazione notturna per la manutenzione straordinaria di un impianto di Union Carbide per la produzione di pesticidi, un’ingente quantità di acqua raggiunge un serbatoio contenente 42 tonnellate di isocianato di metile, che reagisce violentemente, dando origine a una nube tossica; quella notte perderanno la vita 3.787 persone, e mezzo milione sarà intossicata. Il 2 dicembre 1993 a Medellín, in Colombia, il supercriminale e “re della cocaina” Pablo Escobar – oggi sotto i riflettori per via dalla serie “Narcos” prodotta da Netflix – viene raggiunto dalle forze di polizia (supportate dagli USA) e colpito a morte durante la sua fuga. Ma non ci sono solo ricorrenze di fatti efferati: il 4 dicembre 1956, ai Sun Studios di Memphis (Tennessee), si incontrano per caso Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e Johnny Cash – ribattezzati il “Million Dollar Quartet” – e iniziano una jam session di musica gospel (sic); dopo quella giornata, i quattro non si rincontreranno mai più in studio, e sarà solo negli anni ’80 che le registrazioni di quell’evento saranno messe su disco. Parlando di dischi di musica e di anni ’80, non si può non citare il 30 novembre 1982 e l’uscita del disco più venduto di sempre, “Thriller” di Michael Jackson, con le sue 65.000.000 di copie.

STORIE INCREDIBILI

Alcune navi in fiamme appena dopo l'attacco tedesco al porto di Bari del 1943; ne affonderanno in tutto 24 (credit: Pubblico Dominio)

Alcune navi in fiamme appena dopo l’attacco tedesco al porto di Bari del 1943; ne affonderanno in tutto 24 (credit: Pubblico Dominio)

LA CURA NATA DALL’ORRORE BELLICO. È il 2 dicembre 1943 a Bari, e la furia della Luftwaffe tedesca si abbatte dai cieli sulle navi ormeggiate nel porto. Fra queste, il cargo statunitense SS John Harvey salta in aria insieme a tutto il suo carico. I marinai superstiti dell’attacco in porto nuotano fino a riva, ma muoiono inspiegabilmente dopo aver manifestato vistose ustioni e emorragie polmonari. Saranno molti i decessi a causa di quello che verrà successivamente riconosciuto come l’effetto dell’iprite, un’arma chimica stipata segretamente proprio sulla John Harvey e che prende il nome dalla città belga (Ypres) in cui è stata utilizzata la prima volta (dalle forze tedesche) nel 1917. Un tenente colonnello statunitense, Stewart Francis Alexander, verrà incaricato di studiare gli effetti dell’esposizione alle mostarde azotate, e – attraverso l’autopsia – scoprirà che le sostanze tossiche coinvolte inibiscono la riproduzione delle cellule a rapida divisione. All’Università di Yale, nel frattempo, Louis Goodman e Alfred Gilman stanno studiando contromisure farmacologiche a eventuali attacchi chimici. I due americani hanno già ipotizzato che queste molecole possano essere efficaci per il trattamento dei linfomi, i tumori del sistema linfatico, sperimentandone già l’anno precedente un componente – con qualche successo, pur temporaneo – su un volontario (malato terminale di un linfoma non-Hodgkin) di cui ci rimangono solo le iniziali, “J.D.” (che tuttavia potrebbero corrispondere a “John Doe“, ovvero “sconosciuto” o “non riportabile“). Per quanto si tratti di un evento terribile, i dati delle vittime di Bari si riveleranno molto utili al lavoro dei due ricercatori, e sarà successivamente un chimico inglese – Alexander Haddow – a scoprire il meccanismo d’azione della mostarda azotata sui tumori. Haddow ipotizzerà quindi la sostituzione di alcuni elementi chimici nella molecola per diminuirne la tossicità sistemica e incrementare l’effetto anti-tumorale: è la nascita della chemioterapia.

Susan Jocelyn Bell, fotografata qualche mese prima dell'eccezionale scoperta della prima pulsar (credit: Roger W Haworth, CC BY-SA 2.0)

Susan Jocelyn Bell, fotografata qualche mese prima dell’eccezionale scoperta della prima pulsar (credit: Roger W Haworth, CC BY-SA 2.0)

ALIENI FRA LE STELLE? 28 novembre 1967: all’osservatorio radioastronomico di Cambridge, nel Regno Unito, nel corso di uno studio sulle quasar, la dottoranda Susan Jocelyn Bell (poi Burnell) e il professor Antony Hewish scoprono un segnale straordinario proveniente dal cielo: un impulso regolare con intervalli di poco più di un secondo. I due ricercatori brancolano nel buio: per più ragioni (inclusa l’enorme potenza), non può trattarsi di un segnale terrestre, ed escludono anche la maggior parte delle possibili origini spaziali conosciute. Qualche collega ironizza sulla scoperta, e gli scopritori chiamano (non del tutto seriamente) la fonte misteriosa “LGM-1” (acronimo per “Little Green Men“, ovvero “omini verdi“): che sia la prova tanto attesa dell’esistenza di una vita aliena? Anche se l’idea è allettante, è ben lontana dalla realtà. Sarà infatti con la scoperta di una nuova fonte analoga che si stabilirà si tratti di “pulsar“, stelle di neutroni fortemente magnetizzate, la cui esistenza era già stata teorizzata nel 1934. Oggi conosciamo l’esistenza di numerose pulsar, incluse quelle “superveloci” (la cui pulsazione avviene a intervalli di pochi millisecondi) e persino di sistemi binari, composti da due stelle pulsar orbitanti l’una attorno all’altra. Dei due ricercatori, solo Hewish riceverà – insieme a Martin Ryle – il Premio Nobel per la Fisica nel 1974, anche se il merito della scoperta va anche al lavoro di Jocelyn Bell. Sarà nominata Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1999 e Dama Comandante dell’Impero Britannico nel 2007; oggi, settantatreenne, è Visiting Professor di astrofisica all’Università di Oxford.

Il primo caso conosciuto di oggetto umano colpito da un meteorite: il sedile e la marmitta di una Pontiac Coupe danneggiati nel settembre 1938 a Bendl, Illinois (credit: Shsilver/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Il primo caso conosciuto di oggetto umano colpito da un meteorite: il sedile e la marmitta di una Pontiac Coupe danneggiati nel settembre 1938 a Bendl, Illinois (credit: Shsilver/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

COLPITI DA UN METEORITE. Un essere umano può sopravvivere all’impatto di un meteorite? Sì. C’è il caso di Ann Elizabeth Fowler Hodges, una donna statunitense che, il pomeriggio del 30 novembre 1954, si è appisolata sul divano, sotto alle coperte. D’improvviso, un rumore impressionante squarcia la tranquillità del piccolissimo paesotto dell’Alabama in cui abita; il tetto della casa di Ann si sfonda, e una palla pietrosa grande quanto un ananas distrugge la radio del salotto, per poi rimbalzare violentemente verso di lei, colpendola sul fianco. Conosciuto come il meteorite di Sylacauga (dal nome della città del distretto postale di riferimento), è il primo caso documentato di un essere umano colpito da un oggetto proveniente dallo spazio, e anche il primo in cui la vittima è sopravvissuta. L’oggetto, una condrite di circa 5 chilogrammi e mezzo, verrà confiscato dalle autorità e restituito dopo un anno; non riuscendo a venderlo, Ann e suo marito lo doneranno al Museo di Storia Naturale dell’Alabama, a Tuscaloosa, dove si trova ancora oggi. Un altro frammento del meteorite originale sarà rinvenuto da un contadino della zona e venduto a un avvocato, che lo donerà allo Smithsonian Institute.

STORIA E TECNOLOGIA

Un fiasco di Chianti comprato per celebrare la prima reazione a catena originata dall'uomo, firmata dai partecipanti all'esperimento (credit: Pubblico Dominio)

Un fiasco di Chianti comprato per celebrare la prima reazione a catena originata dall’uomo, firmata dai partecipanti all’esperimento (credit: Pubblico Dominio)

TECNOLOGIA TERRESTRE… Il 28 novembre 1660, la Royal Society (o, meglio, “College for the Promoting of Physico-Mathematical Experimental Learning“, “Collegio per la promozione dell’apprendimento sperimentale fisico-matematico“, divenuto poi “The President, Council and Fellows of the Royal Society of London for Improving Natural Knowledge” ovvero “il presidente, il concilio e i soci della Reale società londinese per il progresso della conoscenza naturale”) viene fondata presso il londinese Gresham College, con l’intento di promuovere l’eccellenza scientifica. Il 2 dicembre 1942, sotto le tribune occidentali dello stadio in disuso dell’Università di Chicago, Enrico Fermi e il suo team avviano la prima reazione nucleare artificiale autoalimentata della storia – una delle fasi chiave del celebre Manhattan Project. Molto meno dirompente, ma ingegneristicamente impressionante, è l’incontro fra le due sezioni francesi e britanniche del tunnel sotto La Manica, avvenuto il 1 dicembre 1990 a 40 metri di profondità sotto al fondo del canale marittimo; sarà completato e inaugurato 3 anni e mezzo più tardi, a 192 anni dal primo progetto (da parte di un minatore francese) di un tunnel sotterraneo per collegare i due paesi.

…E TECNOLOGIA SPAZIALE! Il 29 novembre 1961 decolla da Cape Canaveral la missione Mercury-Atlas 5, con a bordo Enos. Preparato da oltre 1.250 ore di addestramento e anticipato nel primato solo da Yuri Gagarin and Gherman Titov, questo scimpanzé compirà due orbite complete del nostro pianeta, prima di rientrare con successo nei pressi delle coste portoricane. La prima scimmia a sopravvivere una missione spaziale statunitense, tuttavia, è stata la scimmia scoiattolo Miss Baker nel maggio 1959 (insieme alla macaca mulatta Miss Able); la piccola primate e primatista morirà di insufficienza renale il 29 novembre 1984, battendo anche il record di anzianità conosciuto per la sua specie.

Il telescopio spaziale Hubble, fotografato dallo Space Shuttle Discovery nel 1997 (credit: Pubblico Dominio)

Il telescopio spaziale Hubble, fotografato dallo Space Shuttle Discovery nel 1997 (credit: Pubblico Dominio)

Due giorni dopo la dipartita di Miss Baker, il 1 dicembre 1984, un Boeing 720 si disintegra sul suolo nel deserto del Mojave, in California; l’incidente non causa nessuna vittima, perché è parte di un test di studio della NASA per verificare la sicurezza dei velivoli (ed è ovviamente privo di passeggeri!). Il 3 dicembre 1973 la sonda Pioneer 10 trasmette le prime immagini di Giove prese a distanza ravvicinata; e, vent’anni dopo, il 2 dicembre 1993, il più grande e versatile telescopio spaziale mai costruito – Hubble – riceve la sua prima manutenzione in orbita (ne seguiranno ad oggi altre quattro), grazie a una missione partita sullo Space Shuttle Endeavour. Proprio quest’ultimo, porta in orbita, il 4 dicembre 1998, il secondo modulo della Stazione Spaziale Internazionale: Unity è un modulo di interconnessione indispensabile per lo sviluppo della base in orbita, ed è ancora oggi perfettamente operativo. Un anno dopo, il 3 dicembre 1999, la NASA perde il contatto radio del Mars Polar Lander, poco prima dell’ingresso nell’atmosfera del pianeta.

In copertina: un’immagine della Nebulosa Granchio, ripresa dal telescopio spaziale Hubble. Nel centro della nebulosa si trova una pulsar (credit: Pubblico dominio)

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