Storia e Scetticismo: gli anniversari dal 14 al 20 novembre

logo_ricorrenze_2016-11-14

Cominciamo il resoconto della settimana dalle principali ricorrenze storiche: il 15 novembre 1920 si riunisce a Ginevra, per la prima volta, la Società delle Nazioni, con un’assemblea generale composta da 41 stati; l’ente, pur non del tutto inefficace nelle relazioni internazionali fra i paesi, fu incapace di evitare l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e sarà sostituito dalle Nazioni Unite alla fine del conflitto. Il 20 novembre 1945 si apre il processo di Norimberga contro vari criminali di guerra nazisti, fra cui Hermann Göring, Rudolf Hess, Albert Speer e Karl Dönitz; dei 24 processati, a seguito della copiosa raccolta di prove, la metà sarà condannata a morte, 7 saranno incarcerati (3 a vita), e i restanti assolti o non giudicati dal procedimento. Nella mattina del 15 novembre 1969 il sottomarino sovietico K-19 (un po’ cinicamente soprannominato “Hiroshima” a causa di un tragico incidente nucleare che è costato la vita a 22 membri dell’equipaggio nel viaggio d’inaugurazione) si scontra con il sottomarino statunitense USS Gato nel mare di Barents; l’impatto causerà la maggior parte del danno all’unità russa, e sarà uno dei tanti incidenti che contraddistingueranno la vita operativa del K-19 (al cui varo, è giusto dirlo, la bottiglia di Champagne non si è frantumata. Ma lo scafo era ricoperto da strati di vernice gommata).

Alcuni studenti di Toronto ai preparativi del giorno precedente la manifestazione del 15 novembre 1969 (credit: Scales/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Alcuni studenti di Toronto ai preparativi del giorno precedente la manifestazione del 15 novembre 1969 (credit: Scales/Wikipedia, CC BY-SA 3.0)

Lo stesso giorno (siamo sempre al 15 novembre 1969) circa 500.000 persone si radunano a Washington D.C. per manifestare pacificamente contro la guerra in Vietnam; solo cinque giorni dopo (il 20 novembre 1969), il principale quotidiano di Cleveland, il Plain Dealer, pubblica le prove fotografiche di un eccidio commesso dalle truppe americane a My Lai, una frazione di Sơn Mỹ, villaggio urbano nordvietnamita circa 850 kilometri a nord di Saigon; avvenuta nel marzo dell’anno precedente, la strage ha causato la morte di 347 civili innocenti, per lo più donne, bambini (anche neonati) e anziani. Pur essendo coinvolti decine di soldati di una compagnia della 23ª divisione di fanteria, sarà condannato solo il suo tenente William Calley, che, punito con l’ergastolo ma salvato dall’indulgenza del presidente Nixon, sconterà solo tre anni di arresti domiciliari. Oggi ha 73 anni.

Passando a raccontare le ricorrenze più vicine al mondo scettico, ricordiamo che il 14 novembre 1992 esce per la prima volta Skeptic Magazine, un periodico al tempo di fattura amatoriale e composto nel garage di Michael Shermer, e oggi uno dei punti di riferimento dello scetticismo internazionale.

STORIE INCREDIBILI

Il reverendo Jim Jones nel 1977 (credit: Nancy Wong, CC BY-SA 3.0)

Il reverendo Jim Jones nel 1977 (credit: Nancy Wong, CC BY-SA 3.0)

IL TEMPIO DEL POPOLO. È il novembre del 1978, e, nel bel mezzo della giungla della Guyana, si trova Jonestown, una comunità di un migliaio di persone trasferitesi l’anno prima per evitare il conflitto nucleare profetizzato dal loro leader James Warren Jones, detto “Jim”. Osteggiato dal governo USA per la sua personalissima confessione religiosa di ispirazione cristiano-socialista e colpito da accuse di molestie sessuali, Jones ha convinto i fedeli a raggiungere la terra promessa nel sud America. Le autorità statunitensi, preoccupate della sorte dei propri concittadini sobillati dal predicatore, hanno inviato nella comunità il deputato del Congresso Leo Ryan a incontrare Jones e, segretamente, verificare che le accuse di schiavismo, segregazione e violenza all’interno della comunità siano infondate; il secondo fine viene scoperto dal leader della comunità, che reagisce violentemente: il 18 novembre 1978 Leo Ryan viene assassinato dalle guardie del corpo di Jones. Lo stesso giorno, il predicatore – che è peraltro probabilmente colpevole delle accuse a lui indirizzate – annuncia alla comunità che è necessario difendersi dalla “invasione del male” e richiede che tutti i membri del folto gruppo assumano una bibita commerciale, avvelenata col cianuro e dei sedativi. Moriranno quel giorno 910 persone, inclusi 304 bambini e lo stesso Jones, che verrà trovato morto – a differenza degli altri – con un foro di proiettile al capo; l’autopsia indicherà un probabile suicidio, ma anche la presenza di una quantità di barbiturici tipica di un abuso perpetrato nel tempo. Fra tutti i membri della comunità, sopravvivranno solo 127 persone, la maggior parte fuggite per scampare al suicidio di massa. Dell’evento resta una registrazione audio di 45 minuti, che si conclude con una distopica dichiarazione di Jones:

“Non abbiamo commesso un suicidio; abbiamo organizzato un suicidio rivoluzionario per protestare contro le condizioni di un mondo disumano” (“We didn’t commit suicide; we committed an act of revolutionary suicide protesting the conditions of an inhumane world”)

Uno schizzo del mozzo Thomas Nickerson descrive l'impatto col capodoglio (copyright: Pubblico dominio)

Uno schizzo del mozzo Thomas Nickerson descrive l’impatto col capodoglio (copyright: Pubblico dominio)

LA “BALENA” ASSASSINA. È il 20 novembre 1820, e a 3.000 kilometri dalla costa occidentale sudamericana un gigantesco capodoglio – del peso stimato (o forse un po’ romanzato) di oltre 80 tonnellate, attacca la baleniera statunitense Essex, affondandola. L’equipaggio sopravvissuto, diviso su tre scialuppe e con poche scorte di acqua e cibo, è costretto a un viaggio drammatico di 95 giorni nell’oceano per ritrovare la terraferma. Durante la traversata, la disperazione porterà gli uomini a cibarsi della carne dei compagni già deceduti, e a sorteggiare fra i vivi chi sacrificare; dei 20 effettivi al momento dell’impatto col capodoglio, solo otto torneranno vivi a casa. La vicenda ispirerà Herman Melville a scrivere il celebre romanzo Moby Dick, pubblicato il 14 novembre 1851 e basato sui resoconti del primo ufficiale Owen Chase e del giovanissimo mozzo Thomas Nickerson. La storia del capodoglio (che, nel ricordare l’opera di Melville, viene spesso scambiato per una balena) è anche superbamente raccontata dal film In the Heart of the Sea (in italiano “Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick”), diretto da Ron Howard e uscito al cinema nel 2015.

Il monumento di Guglielmo Tell a Altdorf, opera di Richard Kissling a fine 1800 (credit: Roland Zumbühl, CC BY-SA 3.0)

Il monumento di Guglielmo Tell a Altdorf, opera di Richard Kissling a fine 1800 (credit: Roland Zumbühl, CC BY-SA 3.0)

IL BALESTRIERE RINNEGATO. Altdorf, Svizzera, Anno Domini 1307. Un ordine del balivo locale, tale Gessler, impone ai cittadini di inchinarsi di fronte ad un cappello affisso in cima ad un palo nella pubblica piazza, simbolo di rispetto (ma soprattutto sudditanza) verso i dominatori asburgici. È il 18 novembre 1307, e un grosso omone passa oltre senza eseguire l’irritante rituale. Viene arrestato insieme al figlio; la pena per un atto di ostilità verso l’imperatore è solitamente capitale, ma il colpevole è noto nella zona per la sua eccezionale abilità con la balestra. Il balivo vuole rendere spettacolare ed esemplare la punizione, costringendo l’uomo a colpire dalla distanza una mela posata appositamente sulla testa del figlio. Si tratta infatti del noto balestriere Wilhelm Tell, a noi noto come Guglielmo, che – notato dallo stesso Gessler, estrae due dardi, e ne scocca uno verso il pomo, centrandolo in pieno. Il balivo si complimenta, ma gli chiede il perché abbia estratto due dardi; scopre con sorpresa che, qualora Tell avesse colpito il figlio per errore, lo avrebbe usato per uccidere Gessler. Per tutta risposta, quindi, lo condanna all’ergastolo e lo fa condurre in barca alle segrete del castello di Küssnacht, nei pressi del lago di Lucerna; Tell riuscirà a scappare favorito dal brutto tempo, riuscendo peraltro nell’intento di assassinare lo stesso balivo, segnando l’inizio della rivolta contro gli Asburgo. Forse: la storia è leggendaria, e non ci sono fonti che ne confermino con sicurezza la veridicità. La vicenda così descritta deriva da una delle fonti più antiche conosciute, un manoscritto del 1474, il Weisses Buch von Sarnen (“Libro bianco di Sarnen“); versioni differenti (ad esempio, in cui Tell muore affogato, nel lago di Lucerna o molto più tardi, nel fiume Schächen) si trovano, fra le altre, nel Bundeslied (“la canzone della confederazione“) e nel Kronika von der loblichen Eydtgenossenschaft (“Cronache della Confederazione Elvetica“, 1507, primo libro stampato a riportare il nome dell’eroe svizzero), ma soprattutto nel Chronicon Helveticum (“Cronaca Svizzera“) del 1570, opera monumentale dello storico elvetico Aegidius Tschudi.

STORIA E TECNOLOGIA

CONQUISTE SPAZIALI. Il 16 novembre 1965 la sonda sovietica Venera 3 decolla da Baikonur diretta verso Venere; nel marzo 1966 conquisterà per prima il suolo di un pianeta extraterrestre, pur impattando a causa di un malfunzionamento durante il viaggio.

Il comandante di Apollo 12, Pete Conrad in piedi a fianco del lander che ha portato la missione sulla luna (credit: photo by Alan Bean, Pubblico Dominio)

Il comandante di Apollo 12, Pete Conrad in piedi a fianco della sonda Surveyor 3, lanciata sul satellite in preparazione delle missioni Apollo (credit: photo by Alan Bean, Pubblico Dominio)

Quattro anni dopo, il 19 novembre 1969, gli astronauti Charles (“Pete”) Conrad e Alan Bean (partiti il 14 novembre 1969) raggiungono il suolo lunare con la missione Apollo 12, divenendo il terzo e il quarto uomo a calcare la regolite sul nostro satellite con l’arrivo sull’Oceanus Procellarum (“Oceano delle Tempeste”, nome che deriva dalla leggenda per cui, se dalla Terra è visibile al secondo quarto di Luna, si prospetta l’arrivo di brutto tempo). Un anno dopo, il 17 novembre 1970, i sovietici raggiungeranno il satellite con la missione Lunokhod 1, sganciata dalla sonda Luna 17 e la prima a prevedere un rover controllabile da remoto. Sono sempre i sovietici che, il 15 novembre 1988, lanciano da Baikonur un vettore Energia con a bordo lo shuttle Buran, che, privo di equipaggio, compie due soli orbite terrestri e rientra sul nostro pianeta, completando correttamente la procedura di atterraggio automatizzato; la caduta dell’Unione Sovietica porta alla cancellazione del programma e il veicolo spaziale, concepito per essere riutilizzato, viene invece abbandonato in un hangar dello spazioporto, dove sarà danneggiato irreparabilmente nel 2002 a causa del crollo del tetto dell’edificio ospitante. Il 20 novembre 1988 il decollo del modulo Zarya (“alba” in russo) rappresenta la “prima pietra” della ISS (International Space Station, “Stazione Spaziale Internazionale”); destinato a fornire energia elettrica, propulsione e spazio utile nella prima fase di utilizzo della stazione, oggi è principalmente un deposito pressurizzato, dotato anche di un’area di carico esterna per i serbatoi di carburante del modulo Zvezda. Il 19 novembre 1999 è la volta della Repubblica Popolare Cinese, con il lancio della Shenzhou 1 (“vascello divino“) che, senza equipaggio, darà inizio a una prolifica serie di missioni ancora oggi attive (l’ultima compiuta, la Shenzhou 11, è partita questo ottobre, portando due astronauti alla stazione spaziale cinese Tiangong-2).

ELETTRONICA E TANTA, TANTA PSICHEDELIA. Il 17 novembre 1947, I ricercatori John Bardeen and Walter Houser Brattain, componenti del team di William Shockley nei Bell Labs, cominciano una serie di esperimenti che permetteranno di realizzare, nell’arco di un mese, il primo transistor funzionante della storia; per l’invenzione, Bardeen, Brattain e Shockley conquisteranno nel 1956 il Premio Nobel per la Fisica. È 24 anni dopo, il 15 novembre 1971, che Intel lancia sul mercato il 4004, il primo microprocessore mai commercializzato. Decenni prima e ben distante dal mondo dell’elettronica, Albert Hofmann, ricercatore dei laboratori Sandoz, sintetizzava il 16 novembre 1938 la molecola (del dietilammide-25) dell’acido lisergico.

Un allegro Albert Hofmann nel 2006 (credit: Stepan/Wikipedia DE, CC BY-SA 2.0 DE)

La sua scoperta sarà destinata a dare un nuovo significato alla percezione sensoriale all’interno del movimento hippie negli anni ’60. Fra coloro che nel corso dei decenni dichiareranno di aver fatto uso della sostanza, ci saranno artisti quali Janis Joplin, Jim Morrison, i Red Hot Chili Peppers, Bob Dylan, Eric Clapton, Jimi Hendrix, i Pink Floyd, ma anche Igor Strawinsky, Ray Charles, i Beatles, i Rolling Stones, Andy Warhol; non mancheranno scrittori (prevedibili Aldous Huxley, Timothy Leary, Philip Dick, William Gibson, un po’ meno Elsa Morante, che gli dedicherà un’opera teatrale); attori hollywoodiani (Cary Grant, Jack Nicholson, Elizabeth Taylor); imprenditori quali Steve Jobs e Bill Gates; registi del calibro di Federico Fellini, Oliver Stone e Stanley Kubrick (lo si poteva supporre da 2001: Odissea Nello Spazio). E che dire di Jean Paul Sartre? Viaggiatori insospettabili nel mondo della sinestesia.

(nella copertina, due capodogli fotografati da Gabriel Barathieu (credit: CC BY-SA 2.0)

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