Storia e scetticismo: gli anniversari della settimana dal 3 al 9 ottobre

Ricordando il dirottamento dell’Achille Lauro, transatlantico da oltre 23.000 tonnellate di stazza, avvenuto il 7 ottobre 1985 per opera di militanti del Fronte di Liberazione della Palestina, e il tentato omicidio, il 9 ottobre 2012, di Malala Yousafzai, studentessa dodicenne e giovanissima blogger della BBC e futura premio Nobel per la pace – da parte di talebani pakistani, raccontiamo alcune ricorrenze della settimana:

DÉBÂCLE ED EPIC FAIL

Un’immagine della diga del Vajont dopo la frana del Toc (credit: archivio repubblica, http://temi.repubblica.it/UserFiles/corrierealpi-diga-del-vajont-1963-2013-il-cinquantenario/Image/FRANAdopo.jpg)

Un’immagine della diga del Vajont dopo la frana del Toc (credit: archivio repubblica, http://temi.repubblica.it/UserFiles/corrierealpi-diga-del-vajont-1963-2013-il-cinquantenario/Image/FRANAdopo.jpg)

QUANDO LA DIGA È PIÙ SOLIDA DELLA VALLE. Poco dopo le 22:30 del 9 ottobre 1963, 260 milioni di metri cubi di roccia provenienti dal monte Toc finiscono nell’invaso creato dalla diga del Vajont, da poco ultimata; una parte rilevante della massa d’acqua spostata si innalza oltre la diga e si abbatte sul sottostante paesino di Longarone, che sarà spazzato via insieme a oltre 1.400 dei suoi abitanti, proseguendo verso i paesi confinanti. Il disastro, causato dall’imperizia e dalla superficialità degli studi geologici preliminari alla scelta del sito della diga (studi che hanno ignorato la friabilità del monte antistante il bacino idrico pianificato) e sulla leggerezza con cui è stata gestita la possibile frana (ben conosciuta più di un anno prima del disastro), scalfirà solo parzialmente la struttura, ancora oggi integra; porterà via con sé, tuttavia, quasi 2.000 anime.

“La battaglia di Lepanto” dipinta nel 1572 (l’anno successivo all’evento) da Fernando Bertelli e oggi esposta nella Galleria delle carte geografiche, Musei Vaticani (credit: Pubblico Dominio)

“La battaglia di Lepanto” dipinta nel 1572 (l’anno successivo all’evento) da Fernando Bertelli e oggi esposta nella Galleria delle carte geografiche, Musei Vaticani (credit: Pubblico Dominio)

UNA BATOSTA A METÀ. Il 7 ottobre del 1571, la flotta ottomana condotta da Müezzinzade Alì Pascià viene raggiunta nel Golfo di Patrasso dalle navi della Lega Santa, una coalizione che affianca alla Repubblica di Venezia, sotto le insegne pontificie, l’Impero Spagnolo, la Repubblica di Genova, i Cavalieri di Malta, e vari altri ducati e Repubbliche della penisola italiana. Al comando dello spagnolo Don Giovanni d’Austria, la flotta alleata affonda una cinquantina di navi ottomane e ne cattura oltre 130, perdendone solo 17 delle oltre duecento controllate. Negli scontri viene anche ucciso il comandante ottomano, lasciando inermi e in fuga le poche decine di navi rimaste. La sconfitta, per quanto apocalittica, si rivelerà tuttavia poco rilevante, considerando che l’impero ottomano per altri tre secoli manterrà il suo dominio sui balcani e il sud-est Europa.

Vercingetorige, dipinto di Lionel Royer nel 1899, getta le sue armi ai piedi di Cesare (credit: Musée Crozatier, Le Puy, Pubblico Dominio)

Vercingetorige, dipinto di Lionel Royer nel 1899, getta le sue armi ai piedi di Cesare (credit: Musée Crozatier, Le Puy, Pubblico Dominio)

IL GALLO SCORNATO. Che dire invece della resa di Vercingetorige, comandante dei Galli, che si arrende a Giulio Cesare il 3 ottobre del 52 avanti Cristo? Asserragliato nella roccaforte di Alesia, il leader gallico cede dopo quaranta giorni di disperata resistenza, nel tentativo di salvare la vita dei propri soldati. Gettando le armi al cospetto del futuro imperatore, dirà “habe fortem virum, vir fortissime; vicisti” (uomo fortissimo, hai vinto un uomo forte), o almeno questo ci racconta lo stesso Cesare nel de Bello Gallico, testo tuttavia noto per non essere un racconto particolarmente attendibile. Vercingetorige, sconfitto per la scarsa organizzazione logistica e la mancata coesione dei popoli gallici in battaglia, verrà imprigionato e infine giustiziato a Roma sei anni dopo.

 

La più celebre foto di Che Guevara, chiamata “Guerrillero Heroico”, fotografata da alberto Korda (credit: Pubblico Dominio)

La più celebre foto di Che Guevara, chiamata “Guerrillero Heroico”, fotografata da alberto Korda (credit: Pubblico Dominio)

LA CADUTA DEL CHE. Un altro leader carismatico cade il 9 ottobre del 1967: catturato il giorno precedente in Bolivia grazie alla soffiata di un informatore, e arresosi al grido di “Non sparate! Sono Che Guevara e per voi valgo più da vivo che da morto”, il celebre rivoluzionario di nazionalità argentina viene condannato a morte dal presidente boliviano René Barrientos, e, già ferito prima della cattura, viene ucciso con due scariche di carabina semiautomatica. Nella versione ufficiale, tuttavia, risulterà ucciso in battaglia, nonostante sussistano numerose prove (incluse le foto con i carcerieri) che ne invalideranno la credibilità. Medico specializzato in allergologia e per quattro anni Ministro dell’Industria e dell’Economia a Cuba dopo la rivoluzione castrista, Ernesto Guevara troverà riposo eterno solo trent’anni dopo l’assassinio, quando le sue spoglie verranno tumulate in un mausoleo a Cuba, dopo essere state ritrovate e identificate in una fossa comune in Bolivia.

DALLO SPAZIO AL SOTTOSUOLO

La replica dello Sputnik 1 conservata al National Air and Space Museum di Washington (credit: Pubblico Dominio)

La replica dello Sputnik 1 conservata al National Air and Space Museum di Washington (credit: Pubblico Dominio)

LA PICCOLA GRANDE SFERA. Quasi quindici anni dopo il lancio di prova della V2 nazista che supera (il 3 ottobre 1942) la quota di 85 kilometri dal suolo, un razzo sovietico Semërka – basato su un’evoluzione dei modelli balistici sottratti ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale – decolla il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur; al suo interno, un piccolo oggetto sarà destinato ad essere ricordato per sempre. Grande solo 58 cm di diametro, questo “oggetto” non è altro che una sfera di metallo in lega d’alluminio con all’interno due semplici radiotrasmittenti e un termometro alimentati a batteria, e all’esterno quattro lunghe antenne. Chiamato Sputnik (in russo, letteralmente “compagno di viaggio”, ma anche “satellite” in astronomia), conquisterà il primato spaziale sugli americani e darà inizio alla successiva corsa per il cosmo, il lato meno oscuro della guerra fredda che durerà fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Il piccolo satellite, le cui attività cesseranno dopo 21 giorni, orbiterà per 70.000.000 kilometri prima di incenerirsi nell’atmosfera terrestre nel gennaio successivo; il suo successore (Sputnik 2) porterà nello spazio la cagnetta Laika, destinata ad una tristissima fine col conseguimento della missione.

La prima immagine dell’altra faccia del nostro satellite, ricevuta da Luna 3 il 7 ottobre 1959 (credit: Pubblico Dominio) Edgar Allan Poe dagherrotipato nel 1848, l’anno precedente alla morte (credit: Pubblico Dominio)

La prima immagine dell’altra faccia del nostro satellite, ricevuta da Luna 3 il 7 ottobre 1959 (credit: Pubblico Dominio)
Edgar Allan Poe dagherrotipato nel 1848, l’anno precedente alla morte (credit: Pubblico Dominio)

L’ALTRA FACCIA DELLA LUNA. Il 7 ottobre 1959, solo due anni dopo la conquista dello spazio, i russi porteranno la sonda Luna 3 attorno alla Luna, riuscendo a scattare le prime fotografie della sua faccia “nascosta”, la porzione della sfera celeste che non è mai visibile dalla terra. Gli statunitensi, dal canto loro, questa settimana possono festeggiare il viaggio inaugurale, il 3 ottobre 1985, dello Shuttle Atlantis, quarto veicolo della flotta Shuttle.

NEL FRATTEMPO, IN COREA DEL NORD… L’agenzia di stampa ufficiale del regime Nord-Coreano, ancora sotto al dominio di Kim-Jong-Il, il 9 ottobre del 2006 dichiara che “il dipartimento di ricerca scientifica della Repubblica Popolare Nord-Coreana ha condotto (…) in sicurezza un test nucleare sotterraneo, in un periodo di grande fermento nel quale tutti gli abitanti del paese sono coinvolti nel costruire una grande, prospera e potente nazione socialista”. Quello che l’agenzia non dice è che l’esplosione è di entità estremamente ridotta, e che si tratta probabilmente di un parziale fallimento: fonti esterne la calcoleranno come corrispondente a circa mezzo kilotone, corrispondente a un ordigno estremamente sofisticato (e quindi molto difficilmente a disposizione dei tecnici militari nord-coreani) o, appunto, di un malfunzionamento nella deflagrazione di un ordigno nucleare canonico. Il paese proseguirà poi la ricerca nucleare, violando qualsiasi accordo internazionale, arrivando oggi a un totale di 5 esperimenti, di cui l’ultimo, avvenuto il mese scorso, della potenza stimata di circa 20-30 kilotoni, e propagandato come il primo ordigno nucleare nord-coreano adatto ad essere installato su un missile balistico.

LE RICORRENZE DA NON DIMENTICARE

IL TRAMONTO DEL MAESTRO DELL’ORRORE. Edgar Allan Poe, maestro indiscusso dell’horror insieme a H.P. Lovecraft, il 3 ottobre 1849 viene trovato delirante nei vicoli di Baltimora; indossa vestiti non suoi e non è in grado di descrivere ciò che gli è accaduto. L’autore di racconti quali “il Gatto Nero” e “La Maschera della Morte Rossa” è poverissimo e diventato accanito alcolista dopo la morte della moglie Virginia. Viene accompagnato al Washington College Hospital, dove morirà poco dopo, il 7 ottobre 1849; la causa di morte resta sconosciuta, e – anche qualora sia stata effettivamente trascritta nei documenti dell’ospedale, questi sono oggi andati perduti.

AMAMI! Emozioni opposte sono offerte dalla ricorrenza del 5 ottobre 1962, giorno in cui esce nel Regno Unito il primo singolo dei Beatles, “Love Me Do”; balzerà al quarto posto delle classifiche locali e, nell’arco di due anni, al primo in quella Australiana e soprattutto negli Stati Uniti, paese in cui conquisterà il Disco di Platino. Scritta da John Lennon e Paul McCartney (quello vero anche per i più ostici sostenitori del sosia post-mortem di McCartney, dato che la leggenda cita la supposta morte di Paul tra il ’55 e il ’56), la canzone sarà inserita nel debut album Please Please Me, lanciato il 22 marzo dell’anno successivo.

IL CIRCO VOLANTE. Chiudiamo la rubrica settimanale ricordando il 5 ottobre del 1969, data della prima messa in onda su BBC One dello spettacolo del Monthy Pyton’s Flying Circus, il capolavoro comico creato da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin. Il successo sarà così strepitoso che, a latere e successivamente ai 45 episodi prodotti in totale nell’arco di tre anni e mezzo, saranno prodotti una serie di film dall’altrettanto folgorante potere comico. Riportiamo, per l’occasione, la scena memorabile di Brian di Nazareth (“Life of Brian”, 1979, oggi rimasterizzato in Blu-Ray) in cui il protagonista, scambiato da tutti per un profeta, viene accompagnato al cospetto di Ponzio Pilato, che parla del suo amico “Marco Pisellonio” (nell’originale, Biggus Dickus):

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