Storia e scetticismo: gli anniversari della settimana dal 26 al 2 ottobre

Ricordando la sentenza del processo di Norimberga (avvenuta il 1 ottobre 1946) per i criminali di guerra nazisti e la firma definitiva, il 28 settembre 1995, dell’accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza siglato da Yasser Arafat e Yitzhak Rabin (documento che scatenerà la furia di Yigal Amir – colono ebreo estremista e futuro assassino dello stesso Rabin di lì a due mesi), raccontiamo alcune delle straordinarie ricorrenze della settimana:

STORIE INCREDIBILI

L’UOMO CHE SALVÒ IL PIANETA. “Stanislav Petrov” è un nome che non conosce quasi nessuno, eppure, suo malgrado, ha avuto l’occasione di decidere le sorti dell’intera umanità.

Stanislav Petrov riceve il premio Dresda per la pace nel Febbraio 2013 (credit: Wikipedia:Z thomas, CC BY-SA 3.0)

Stanislav Petrov riceve il premio Dresda per la pace nel Febbraio 2013 (credit: Wikipedia:Z thomas, CC BY-SA 3.0)

Ufficiale di stanza al centro di controllo di Oko (“occhio”), il sistema di allerta satellitare di attacco nucleare sovietico, un quarto d’ora dopo la mezzanotte del 26 settembre del 1983 riceve la chiara indicazione dell’arrivo di 5 missili su bersagli russi: i sensori mostrano che gli Stati Uniti hanno iniziato un attacco nucleare contro l’acerrimo nemico. Petrov, titubante (e per ovvie ragioni) decide di aspettare ad avvertire i superiori, e realizza che i radar a terra non rilevano i missili in arrivo. È grazie al suo sangue freddo nei minuti seguenti se l’allarme, che si rivelerà un errore del sistema, non porterà allo scoppio di una guerra termonucleare: l’ufficiale stabilirà che un attacco degli USA sarebbe dovuto essere portato da molti più missili per avere un senso strategico, e che Oko è troppo poco rodato per essere privo di malfunzionamenti (il progetto, pur nato negli anni ’70, è infatti operativo da solo un anno). Petrov non sarà né punito né premiato per l’avvenimento, e non si riconoscerà mai come “l’uomo che salvò il pianeta”.

 

I due Avro Anson avvinghiati fra loro, dopo l’atterraggio di emergenza (credit: Australian War Memorial, Pubblico Dominio)

I due Avro Anson avvinghiati fra loro, dopo l’atterraggio di emergenza (credit: Australian War Memorial, Pubblico Dominio)

L’ATTERRAGGIO DI DUE AEREI IN UNO. È il 29 settembre 1940 nell’impronunciabile città di Brocklesby – due vocali su 10 lettere – un paesello dell’australiano Nuovo Galles del Sud. Due bimotori Avro Anson si scontrano in volo, e, a seguito dell’impatto (che non li distrugge), restano miracolosamente incastrati uno sopra l’altro. L’aereo più in alto perde l’uso dei motori, mentre quello sottostante si rivela ingovernabile: si eiettano i due occupanti di quest’ultimo velivolo, e il navigatore del primo. Resta in cabina solo un pilota, che realizza di riuscire a controllare gli alettoni, nonostante l’avaria, sfruttando i motori dell’altro velivolo, rimasti operativi. Conduce quindi l’accrocchio volante per 8 chilometri, atterrando poi sulla pancia del velivolo sottostante in un campo agricolo. Dall’incidente incredibile non risulterà nessun ferito, e l’aereo del mirabile pilota tornerà persino in servizio dopo le necessarie riparazioni. Dell’altro, sul luogo dell’incidente resta un motore a ricordo dell’evento.

Il fenomeno del Sole Blu è raro, ma non impossibile (credit: PyramidCam)

Il fenomeno del Sole Blu è raro, ma non impossibile (credit: PyramidCam)

IL SOLE BLU. È il pomeriggio di martedì 26 settembre del 1950, e ad Edimburgo, così come da altre aree scozzesi e in Inghilterra, il sole comincia a tingersi prima di grigio metallico, poi di blu. L’effetto desta tanto stupore quanto panico, e prosegue per circa due ore e mezzo, per tornare ad un colore più naturale, ma leggermente verdognolo. Lo stesso fenomeno si ripresenta nella notte con il sorgere della luna piena, che riprende rapidamente il colore originale muovendosi lungo l’arco celeste. Nei giorni successivi il fenomeno si ripresenterà, sempre con l’approssimarsi del tramonto, in altri paesi, per poi svanire definitivamente nel nulla. Per quanto sia misterioso e inquietante, l’evento ha una spiegazione perfettamente naturale: un grosso incendio ha interessato infatti vasti territori di Canada e New England, e i fumi – trasportati dal vento – si sono sollevati oltre i 12.000 metri; al pari di un filtro fotografico, queste nubi hanno bloccato gran parte dello spettro cromatico, originando un fenomeno fortunatamente raro, dato che l’incendio all’origine si è esteso per oltre un milione e mezzo di ettari di foresta.

DÉBÂCLE ED EPIC FAIL

Un Bell X-2 immortalato poco dopo lo sgancio dal Boeing B-50 che lo ha portato in quota (credit: NACA Armstrong Photo Gallery, Pubblico Dominio)

Un Bell X-2 immortalato poco dopo lo sgancio dal Boeing B-50 che lo ha portato in quota (credit: NACA Armstrong Photo Gallery, Pubblico Dominio)

UN SUCCESSO NEFASTO. Sedici anni dopo, il 27 settembre 1956, il capitano Milburn G. Apt viene sganciato a quasi 20 chilometri di altezza sul deserto californiano del Mohave da un bombardiere B50 col suo Bell X-2, un aerorazzo sperimentale, e supera Mach 3 sfrecciando a 3.377 chilometri all’ora. Non fa in tempo a festeggiare, che, iniziando la manovra di rientro a carburante consumato, perde il controllo della procedura di planata. Si eietta, ma il paracadute principale non si apre. Apt, che – probabilmente svenuto – non si sgancerà con paracadute personale dalla capsula di salvataggio in caduta libera, sarà la terza vittima in 13 voli del Bell X-2. Successivamente all’incidente, ne seguiranno altri 7, prima che la NACA (l’ente che diverrà poi la NASA, come vedremo più sotto) decida di pensionare definitivamente il velivolo sperimentale.

LA FUGA DI POMPEO. Gneo Pompeo Magno, amico e nemico di Giulio Cesare, il 29 settembre del 48 a.C. – giorno del suo compleanno – raggiunge l’Egitto, dove spera di trovar rifugio presso il re Tolomeo dopo la sconfitta di Farsalo proprio contro Cesare. Viene invitato ad un incontro per definire un accordo di ospitalità da alcuni consiglieri del re nordafricano – tra cui, peraltro, due compagni d’arme di gioventù – e, a sorpresa, viene da loro pugnalato a morte: i traditori hanno pianificato con Tolomeo di ingraziarsi Cesare. Pompeo viene decapitato, e la sua testa – insieme a un anello – sarà donata al grande dittatore romano: quest’ultimo si sentirà offeso del gesto, e piangerà alla vista dell’anello dell’avversario. Sarà proprio Cesare a supportare l’ascesa di Cleopatra, avversaria di Tolomeo, al trono dell’Egitto, per vendicare (si dice) la morte di Pompeo.

GAUGAMELA. I puffi blesi non hanno nulla a che fare con la clamorosa sconfitta di Dario III inferta il 1º ottobre del 331 a.C. da Alessandro Magno nei pressi dell’odierna Mossul, in Iraq: questa località ospita una delle più clamorose disfatte persiane, e che porterà alla fine dell’impero achemenide. Gli storici antichi narrano numeri fino a sei cifre per l’entità delle forze persiane, ma lo scontro probabilmente parte (secondo stime moderne) con un vantaggio massimo di due soldati persiani per ogni ellenico, per un totale di circa 50.000 unità greche e 100.000 persiane. Alla fine della battaglia, tuttavia, saranno caduti poco più di mille dei primi, mentre i secondi saranno più che dimezzati. Dario sarà costretto alla fuga, poi assassinato da Besso, un suo satrapo traditore. Alessandro, onorevole verso quello che considera comunque un formidabile nemico, farà seppellire Dario con tutti gli onori e condannerà a morte Besso, dopo averlo fatto ricercare nel neonato regno.

Mappa dell’EURT (East Urals Radioactive Trace): l’area coinvolta dalla contaminazione dovuta all’incidente di Kyshtym (credit: Jan Rieke, maps-for-free.com, File:Russia conic location map.svg, CC BY-SA 3.0)

Mappa dell’EURT (East Urals Radioactive Trace): l’area coinvolta dalla contaminazione dovuta all’incidente di Kyshtym (credit: Jan Rieke, maps-for-free.com, File:Russia conic location map.svg, CC BY-SA 3.0)

CHERNOBYL, FUKUSHIMA, E POI? E poi Kyštym (neanche una vocale). Quest’ultima, una città nei pressi dell’insediamento militare di Ozyorsk, provincia di Chelyabinsk (sì, lo facciamo apposta) il 29 settembre 1957 è inconsapevole del disastro che avviene nell’impianto di Mayak, una centrale per la produzione di plutonio per testate atomiche: un sistema di raffreddamento difettoso da mesi e mai riparato causa un’esplosione che disintegra la copertura di cemento armato da 160 tonnellate dell’impianto e scarica nell’aria una nube radioattiva che si trascina per quasi 350 chilometri dal luogo dell’incidente. Poiché si tratta di un impianto segreto, gli abitanti della zona – oltre 10.000 persone – saranno evacuati solo a una settimana dall’incidente, e senza alcuna spiegazione. Poiché il cancro indotto dalle radiazioni non è distinguibile dagli altri, è molto difficile stabilire quanti siano i morti effettivi (da qualche decina a qualche migliaio, a seconda delle stime più o meno precise); è tuttavia facile capire l’entità del disastro dall’estensione del “Parco Naturale degli Urali Orientali” creato dalle autorità sovietiche a seguito dell’incidente: 16.600 ettari di territorio reso inaccessibile a qualsiasi visitatore. Oggi il “parco” è un’area di studio sugli effetti a lungo termine delle radiazioni. Le cause dell’incidente sono dovute certamente all’imperizia e alla grossolanità – a tratti criminale – nella progettazione e soprattutto nella gestione dell’impianto militare, che in più casi ha lasciato esposte scorie nucleari di grande entità, ha riversato materiale contaminato nelle acque del lago vicino (il Kyzyltash) e in un fiume affluente dell’Ob, e ha soprattutto utilizzato come deposito un altro lago, il Karachay, oggi in secca e ricoperto da blocchi di cemento per evitare la contaminazione aerea, già rilevata negli anni successivi all’incidente.

STORIA E TECNOLOGIA

L’ULTIMA SCORNATA STRANIERA IN INGHILTERRA. Uno dei momenti più importanti della storia europea avviene il 28 settembre 1066, quando Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, invade l’Inghilterra e la conquista nell’arco di meno di tre settimane. Sarà l’ultima forza militare straniera a riuscire nell’intento, e lascerà una lunga serie di conseguenze: l’ascesa della dinastia normanna (da cui sono derivati tutti i sovrani inglesi della storia eccetto Guglielmo III nel XVII secolo) porterà al tramonto dell’influenza scandinava, influenzerà lingua e cultura britanniche e inizierà quella diatriba tra francesi e inglesi ufficialmente conclusa con l’Entente Cordiale (“intesa amichevole”) nel 1904, ma ancora oggi brillantemente ricordata nel folklore europeo.

LA SVOLTA DI ROSETTA. Il mistero dei geroglifici egizi inizia a diradare nel momento in cui, il 27 settembre 1822, Jean-François Champollion dichiara – in una lettera a Bon-Joseph Dacier, segretario della parigina Académie des Inscriptions et Belles-Lettres – di aver decifrato la stele di Rosetta, una lastra di granodiorite incisa appunto in geroglifico, demotico (un altro sistema di scrittura apparso in tarda epoca egizia) e greco, risalente al 196 a.C.

Sir Alexander Fleming mostra gli effetti della penicillina su una coltura batterica (credit: Photo by Universal History Archive/UIG via Getty Images)

Sir Alexander Fleming mostra gli effetti della penicillina su una coltura batterica (credit: Photo by Universal History Archive/UIG via Getty Images)

MUFFE SALUTARI. È invece la mattina del 28 settembre 1928 che, secondo la versione tradizionale da lui stesso tramandata, Alexander Fleming nota che una piastra di Petri per la coltura dello Stafilococco è stata copiosamente contaminata da una muffa verde-blu; attorno alla neoformazione, la colonia batterica non riesce a svilupparsi. L’incidente permette a Fleming di stabilire che la sostanza sia in grado di inibire la riproduzione e causare la distruzione delle cellule batteriche sulla piastra; un’approfondita analisi della muffa porta alla scoperta della Penicillina.

ACRONIMI DI SUCCESSO. Due invece gli anniversari di fondazione di istituti che hanno cambiato la ricerca scientifica moderna: il 1 ottobre 1958 la National Aeronautics and Space Administration (NASA) entra in operatività assorbendo il pre-esistente National Advisory Committee for Aeronautics, con la missione di superare i sovietici nella corsa allo spazio, già avvantaggiati dal successo dello Sputnik l’anno precedente. Quattro anni prima, il 29 settembre 1954, nasceva l’European Organization for Nuclear Research, meglio conosciuto per l’acronimo francese “CERN”, il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo.

Nell’immagine di copertina, un’altra fotografia dei due Avro Anson a Brocklesby (credit: Australian War Memorial, Pubblico Dominio)

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